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Picasso
in scultura più che in pittura palesò l’importanza che l’arte
negra, con la sua essenzialità e stilizzazione espressiva, ebbe
nelle sue scelte formali, che attuarono una vera e propria rivoluzione
in campo artistico, e che saranno decisive per lo sviluppo dell’arte
moderna negli anni successivi.
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Questi avvenimenti, uniti al viaggio da lui intrapreso a Gosol, piccolo villaggio dell’Alta Catalogna, provocano un mutamento profondo nella sua arte di cui si cominciano a vedere i segni nei primi esempi di sculture in legno. E’ proprio a partire dal viaggio a Gosol che il corpo diventa il suo soggetto preferito, ed il nudo femminile in particolare, che Picasso plasma adottando uno stile che si potrebbe definire “primitivo”. L'opera
intitolata "Figura", in quercia scolpita con tocchi di pittura
rossa, è certamente una delle più monumentali e impressionanti della
serie compiuta nel 1907. Contemporanea delle “Mademoiselles d’Avignon”,
condivide con esse la brutalità e la semplificazione geometrica dei
volumi. Il corpo è un blocco in cui Picasso ha sbalzato rozzamente i
seni e il ventre affinché abbia l’aspetto di una dea-madre, una dea
della fecondità, sul modello di quelle modellate degli artisti africani.
L’opera conserva trecce di pittura sul corpo ma non si comprende se
si tratta di segni fatti in vista dell’intaglio del legno, oppure di
semplici tocchi che mescolano le due pratiche solo a fini estetici,
come accade per il volto che prende le sembianze di una maschera. "Figura"
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L’arte
africana e oceanica fa, tuttavia, il suo prepotente ingresso nell’universo
creativo di Picasso col dipinto considerato il manifesto del cubismo,
il già citato “Les mademoiselles d’Avignon”; nei rigidi e geometrici
volumi delle figure, nell’asimmetria dei volti, nell’assenza di intenti
mimetici, agisce sicuramente la suggestione delle sculture primitive.
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Picasso
proseguirà oltre con la sua produzione, e sostanzialmente l’”epoca negra”
nella sua opera ebbe la durata di circa un anno, tra il 1906 e il 1907.
da sinistra: "Nudo
femminile con braccia alzate (studio per le Demoiselles d'Avignon)"
(1907); |
Egli continuerà poi la sua instancabile e poliedrica ricerca negli anni a
venire, giungendo a sempre nuove ed originali soluzioni formali e sperimentando
qualsiasi mezzo che potesse rappresentare una diversa occasione per esternare
il proprio impulso creativo, che mai conobbe sosta, utilizzando, tra le altre
cose, la ceramica, i “papiers collès”, assemblaggi di oggetti quotidiani,
e così via.