| Publio Virgilio Marone nacque nel 70 a.C. da un
modesto proprietario terriero nei pressi di Mantova. Ricevette un'accurata educazione
letteraria prima a Cremona poi a Milano e a Roma e infine a Napoli, dove rimase per alcuni
anni. Dopo la guerra civile tra Ottaviano e Antonio, che gli costò la confisca dei suoi
possedimenti, si trasferì definitivamente a Roma dove si mise in contatto con i circoli
culturali più in vista del momento ed entrò a far parte del circolo di Mecenate. A Roma,
per suggerimento dello stesso Ottaviano divenuto imperatore, tra il 42 e il 39 a.C.
compose dapprima le Bucoliche, una raccolta di brevi
componimenti pastorali, poi le Georgiche, un
poemetto in quattro libri; infine si dedicò alla stesura dell'Eneide,
un poema epico che aveva lo scopo di esaltare il nazionalismo romano e la stessa famiglia
dell' imperatore Ottaviano e si impose rapidamente come il poema centrale della cultura
latina. Nel 19 a.C. si recò in Grecia e in Asia per raccogliere ulteriore materiale ma,
ammalatosi durante il viaggio, morì a Brindisi. Prima di morire raccomandò agli amici di
distruggere il suo poema che egli considerava incompiuto, ma per ordine di Ottaviano
l'opera fu salvata e pubblicata. Dopo la sua morte le sue opere furono oggetto di studio e
nel Medioevo Virgilio venne ritenuto un mago e un profeta di Cristo. |


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