| Quinto Orazio Flacco nacque a Venosa nel 65
a.C. da un liberto. Giovanissimo aderì all'ideologia repubblicana e partecipò alla
battaglia di Filippi accanto a Cassio e Bruto. Per vivere si impiegò come contabile e nel
frattempo cominciò a comporre versi. L'attività poetica lo fece entrare in rapporto con
gli altri scrittori e gli conquistò l'affetto e la stima di Mecenate, l'abile ministro di
Augusto che mirava a legare alla politica imperiale gli intellettuali più preparati.
Mecenate, oltre ad accordargli la sua protezione e una sicurezza economica, gli regalò
una villa in Sabina. Scrisse poi dei Sermones, due
libri di Esametri, Carmina, quattro libri di Liriche e le Epistolae. Così
facendo svolse un ruolo di primo piano nel circolo di Mecenate ed esercitò una grande
influenza sugli artisti del suo tempo. Fu un sostenitore dell'ideologia pagana che può
essere sintetizzata da un suo verso "carpe diem":
bisogna cogliere al volo le poche gioie che la vita terrena ci riserva, perché non vi è
altra possibilità né certezza di una vita dopo la morte. Da questo comprendiamo la
distanza tra la mentalità classica e quella medievale. Morì a Roma nel settembre
dell' 8 a.C. poco dopo la scomparsa del suo amico Mecenate. Fu sepolto accanto all'amico
che lui definiva "la metà dell'anima sua". |

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