Istituto statale di Istruzione
secondaria superiore - ISIS
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TECNOLOGIE AGRICOLE |
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Il sistema di rotazione triennale è stato definito "la più grande novità agricola nel Medioevo nell'Europa occidentale". Nel sistema triennale la superficie arabile veniva approssimativamente divisa in tre parti: una parte veniva seminata in autunno con frumento e segale. La primavera successiva il secondo campo veniva seminato con avena, orzo, piselli, ceci, lenticchie o fave. Il terzo campo veniva lasciato a maggese. L'anno successivo il primo campo veniva seminato con colture primaverili, il secondo rimaneva a maggese, mentre il terzo veniva seminato con grani invernali. La diffusione del sistema di rotazione triennale diede impulso al dissodamento: le foreste furono abbattute, le paludi furono prosciugate e le dighe sottrassero i campi al mare. La nuova rotazione aveva dunque molti vantaggi. In primo luogo aumentò l'area che un contadino poteva lavorare e anche la produzione. In secondo luogo il nuovo sistema distribuì il lavoro dell'aratura, della semina e del raccolto più uniformemente nell'anno aumentando così il rendimento. In terzo luogo ridusse il pericolo delle carestie. Ultimo fatto, la semina primaverile, aumentò enormemente la produzione di alcuni prodotti che avevano un significato particolare. Per quanto riguarda i metodi di concimazione non vi fu apparentemente alcun progresso. Il solo miglioramento evidente nelle tecniche di fertilizzazione riguardò l'aratura. Questa pratica non aveva ovunque le medesime funzioni: nei paesi mediterranei essa mirava semplicemente a rivoltare la terra e l'aratura doveva perciò essere leggera per non distruggere il fragile suolo. Nelle regioni più umide, al contrario, la terra doveva essere arata profondamente in modo da fornire al suolo gli elementi per riprodurre la sua fertilità. L'agricoltura di quel tempo esigeva una sorta di lenta rotazione del terreno coltivato, il dissodamento dei terreni era un'impresa di ricostituzione delle risorse per compensare il costante deterioramento del suolo coltivato da troppo tempo. Il contadino del Medioevo deve essere dunque considerato un innovatore, un elemento essenziale dello sviluppo economico europeo del periodo intorno al Mille. |
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