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Giuseppe Garibaldi - CESENA

COLTIVAZIONE ED ALLEVAMENTO

Un aspetto importante, nell'agricoltura dell'età classica,  è quello del conflitto, addirittura dell'incompatibilità, fra l'agricoltura e l'allevamento.

Questo non significa che un certo allevamento non entrasse a far parte, come componente indispensabile, del necessario equilibrio di ogni azienda agricola; ma nel caso del grande allevamento latifondista si tratta di cosa ben diversa. L'allevamento fu sempre più legato all'agricoltura dal momento che i bovini e gli ovini, i primi impiegati nei lavori agricoli, i secondi utilizzati per il concime, ebbero ruolo fondamentale nella ricostituzione della fertilità dei campi. Tuttavia l'allevamento rimase sempre un fatto marginale e decisamente insufficiente.

Produzioni nuove furono immesse nel ciclo agrario estendendo il dominio del giardinaggio a spese dei campi, inducendo a trarre profitto dalla foresta e dalla prateria mediante le recinzioni permanenti, intensificando il calendario agricolo a causa di nuove esigenze di manodopera, tendendo infine ad accrescere il numero di ovini ed a modificare la funzione dell'allevamento bovino, che da allora in poi non fu più considerato soltanto per il suo apporto al lavoro nei campi, ma anche per la carne e il latte che poteva fornire.

Lo sviluppo dell'allevamento avveniva indipendentemente e spesso a spese dell'agricoltura; pochi animali nelle stalle significava poco letame.

Nel Medioevo l'incremento demografico e le nuove innovazioni tecnologiche stimolarono i progressi in agricoltura. Inoltre per aumentare la produzione agricola era necessario mettere a coltura nuovi territori; si bonificarono paludi, si arginarono fiumi e si disboscarono vaste zone. Il sistema produttivo si basava sull'uso delle terre comuni, pascoli e boschi, più che sull'agricoltura. Gli abitanti dei nuovi villaggi fondati in zone incolte erano liberi da corvées e anche i tributi erano più modesti rispetto ai vecchi feudi; dunque le condizioni dei contadini, in questa fase del Medioevo, migliorarono.

Se confontriamo dunque i secoli XI e XIII con il periodo precedente, essi ci appaiono come una fase di grandi cambiamenti economici e sociali.

Agricoltura romana

 

 

 

 

 

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