Istituto statale di Istruzione secondaria superiore - ISIS
Giuseppe Garibaldi - CESENA

La donna e l'amore

Catullo

"Dammi mille baci"

Viviamo, Lesbia mia, e amiamo
e non badiamo alle chiacchiere dei soliti vecchi troppo severi.
Il sole tramonta e poi risorge,
ma noi, una volta che il nostro breve giorno si è spento,
dobbiamo dormire una lunga notte senza fine.
Dammi mille baci, poi cento
poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli,
continueremo a baciarci senza pensarci,
per non spaventarci e perché nessuno,
nessuno dei tanti che ci invidiano,
possa farci del male sapendo che si può,
coi baci, essere tanto felici.

La donna e l'amore in età classica

La poesia in Grecia e a Roma esprime la concezione materialistica e terrena che in età classica si aveva dell'amore: anche Catullo, che tanto ama la sua Lesbia, vive con angoscia il passare del tempo che conduce alla fine del piacere e alla morte. Questa  'paura' che emerge in tutte le poesie dell'epoca e che invita a godere dei pochi momenti di felicità, è ben sottolineata dal concetto di un altro grande poeta romano, Orazio, il 'carpe diem' (cogli l'attimo)

Guido Guinizzelli

"Io voglio del ver la mia donna laudare"

Io voglio del ver la mia donna laudare
ed asembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch'è lassù bello a lei somiglio.
 

 

Verde river'a lei rasembro e l'are,
tutti color di fior, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.
 

 

Passa per via adorna, e sì gentile
ch'abbassa orgoglio a cui dona salute,
e fa'l de nostra fè se non la crede;
e no lle pò apressare om che sia vile;
ancor ve dico c'ha maggior vertute:  
null'om pò mal pensar finchè la vede.  

La donna 'signora' del cuore del cavaliere

Nel Medieovo, in seguito all'influenza del cristianesimo, si modifica anche la concezione della donna e dell'amore: infatti la figura femminile cessa di essere semplicemente una creatura "terrena", oggetto di un interesse spesso soprattutto sessuale, e diventa occasione di conversione e di riconoscimento della grandezza di Dio (" fa'l de nostra fè se non la  crede " scrive infatti Guinizzelli in uno dei primi sonetti dello 'stil novo'). La donna viene così paragonata spesso ad un angelo, una creatura bella e dolce che trasmette queste qualità alle persone che la circondano. Per quanto riguarda l'amore, esso è visto come un sentimento in grado di elevare lo spirito dell'uomo e non solamente nella sua componente fisica. Si può quindi dire che, per alcuni aspetti, il Medioevo ha della donna una concezione molto più rispettosa di quella delle epoche precedenti.

Tale concezione è ben evidente in una poesia di Dante che abbiamo commentato in classe in occasione di una prova scritta.

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