Istituto statale di Istruzione
secondaria superiore - ISIS
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La donna e l'amore
Catullo "Dammi mille baci"
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| La poesia in Grecia e a Roma esprime la concezione materialistica e terrena che in età classica si aveva dell'amore: anche Catullo, che tanto ama la sua Lesbia, vive con angoscia il passare del tempo che conduce alla fine del piacere e alla morte. Questa 'paura' che emerge in tutte le poesie dell'epoca e che invita a godere dei pochi momenti di felicità, è ben sottolineata dal concetto di un altro grande poeta romano, Orazio, il 'carpe diem' (cogli l'attimo) |
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"Io voglio del ver la mia donna laudare"
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Nel Medieovo, in seguito all'influenza del cristianesimo, si modifica anche la concezione della donna e dell'amore: infatti la figura femminile cessa di essere semplicemente una creatura "terrena", oggetto di un interesse spesso soprattutto sessuale, e diventa occasione di conversione e di riconoscimento della grandezza di Dio (" fa'l de nostra fè se non la crede " scrive infatti Guinizzelli in uno dei primi sonetti dello 'stil novo'). La donna viene così paragonata spesso ad un angelo, una creatura bella e dolce che trasmette queste qualità alle persone che la circondano. Per quanto riguarda l'amore, esso è visto come un sentimento in grado di elevare lo spirito dell'uomo e non solamente nella sua componente fisica. Si può quindi dire che, per alcuni aspetti, il Medioevo ha della donna una concezione molto più rispettosa di quella delle epoche precedenti. Tale concezione è ben evidente in una poesia di Dante che abbiamo commentato in classe in occasione di una prova scritta. |