Istituto statale di Istruzione
secondaria superiore - ISIS
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Trasporti marittimi |
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Le maggiori difficoltà che incontrava il commercio internazionale, nell'antichità come nel Medioevo, riguardavano il trasporto delle merci. I trasporti via terra, sui carri o a dorso di mulo, erano lenti, costosissimi e difficoltosi a causa delle condizioni della rete stradale, efficiente solo in epoca romana. Per il commercio a lunga distanza restavano i trasporti per via fluviale o per mare, che erano più economici, anche se c'era sempre il rischio di affondamenti e di naufragi. La ripresa dei commerci marittimi all'epoca delle città marinare, comportò non solo vantaggi economici, ma costituì un forte stimolo per lo sviluppo dell'arte di costruire le navi. Sia sui trasporti su terra sia su quelli per via d'acqua, infine, incombeva sempre il pericolo di assalti da parte di banditi o di pirati. In età medievale, a favorire il ricorso a nuove rotte,, si diffusero presso i marinai europei alcuni strumenti, come la bussola e l'astrolabio, noti da tempo agli arabi: essi consentivano di tenere la rotta anche navigando in mare aperto e dunque di ridurre i rischi e i tempi di trasporto. Per navigazioni lunghe i marinai dovevano sperare di avere venti favorevoli che li spingessero: in età antica le navi, tuttavia, potevano contare, oltre che sulle vele, anche su una propulsione a remi; anzi manovrate a remi, le navi toccavano le punte massime di velocità e maneggevolezza. Naturalmente ciò vale per le navi più antiche e per le navi da guerra in genere; col tempo comparvero anche navi mercantili decisamente troppo grosse e pesanti per poter essere spinte regolarmente con in remi da un equipaggio numericamente ridotto, per evidenti motivi economici, rispetto a quello di una nave da guerra. |
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