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Giuseppe Garibaldi - CESENA

ECONOMIA

Nell'antichità classica si produceva si scambiava si consumava una quantità considerevole di beni. La popolazione dell'Italia, e senza dubbio il complesso del mondo mediterraneo, hanno registrato una crescita apprezzabile tra il III e il II secolo.  Sono sorte numerose città e altre si sono sviluppate vigorosamente. Regioni che erano fuori dai rapporti regolari del mondo civilizzato sono state annesse politicamente e militarmente. L'unificazione politica ha indotto anche l'unificazione monetaria. Prelievi in natura o prelievi monetari non erano basati che su produzione e scambi consistenti; ma questi prelievi non concludevano tutti a una tesaurizzazione: venivano in gran parte ridistribuiti. La forma assunta da tale ridistribuzione, la sua ripartizione grafica e sociale, assumono a loro volta un significato economico che ha avuto come conseguenza cambiamenti abbastanza rilevanti nella ripartizione delle zone di produzione agricola, dei recenti centri artigianali o industriali.

L'industria edilizia e quelle ad essa connesse avevano a Roma uno sviluppo incomparabilmente maggiore che in altre realtà del mondo antico, ma le industrie in Italia ebbero incremento anche fuori dell'Urbe.

Allo sviluppo della produzione industriale in Roma contribuì in massima parte un forte aumento degli schiavi. Chi voleva fare eseguire un lavoro che richiedesse molta manodopera dava l'incarico a un appaltatore il quale provvedeva con i suoi operai; le grandi opere pubbliche e private sono state costruite da appaltatori. Le maestranze industriali non erano di regola molto numerose. La concorrenza con la manodopera servile impacciò l'attivià dell'operaio libero e questa fu una fra le principali cause che spinsero il proletariato a vivere a spese dello stato.

Insomma, anche senza tener conto delle informazioni che può darci l'archeologia, possiamo ricavare dal complesso delle fonti scritte che l'antichità romana ci ha trasmesso un gran numero di dati sulla storia economica di quell'epoca. 

Per quanto riguarda l'età medievale, dobbiamo distinguere nettamente la fase dell'economia curtense, da quella che si sviluppa a partire dalla fine del X secolo.

Nel nuovo clima economico, infatti, diverso dal vecchio sistema curtense in cui in ogni comunità rurale cercava di proddurre tutto quanto fosse necessario, trovava impulso anche il commercio di prodotti rari e raffinati su lunghissime distanze e che richiedeva notevoli capacità organizzative. Verso il 1200 diversi stati europei per adeguarsi alle esigenze del commercio crearono il grosso, una moneta d'argento che conteneva una buona quantità di metalli preziosi; ma siccome ciò non era ancora sufficiente dovettero arrivare alla coniazione di monete d'oro.  

Scaricatori di merci

Banchieri medievali

 

 

Ambulanti medievali

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