Istituto statale di Istruzione
secondaria superiore - ISIS
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IL COMMERCIO |
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Nell'età classica le attività economiche che avevano come sbocco i commerci erano connesse con la lavorazione dei metalli, la coltivazione, i profumi e i tessuti, prodotti che non erano destinati solo ai commerci ma anche a soddisfare i bisogni interni. Oltre all'artigianato tessile era assai sviluppato il settore metallurgico e i lavoratori del bronzo godevano di privilegi come, ad esempio, la riduzione delle tasse. Il Mediterraneo era solcato dalle piccole navi greche o fenice e, successivamente, dalle navi onerarie (da carico) di Roma. La conquista romana segnò anche un grande progresso nei trasporti di terra, grazie all'abilità nel progettare e costruire una grande ed efficente rete di strade, senza precedenti nell'antichità. Nel Medioevo i trasporti via terra, nonostante l'introduzione del collare pettorale per gli animali da traino, peggiorarono, almeno in un primo tempo, a causa del decadere della rete viaria dell'antica Roma. Inizialmente anche i trasporti marittimi ebbero un notevole calo, a cause della difficoltà di attraversare con tranquillità un mare frequentato da pirati (vandali prima, arabi e normanni poi). Successivamente l'esigenza di commercio con l'Oriente (le spezie erano indispensabili per la conservazione degli alimenti) riaprì le vie del Mediterraneo e favorì lo sviluppo economico delle città costiere dell'Italia. Grandi progressi vennero fatti con l'adozione di importanti strumenti di navigazione come la bussola, totalmente sconosciuta nell'epoca classica. I commerci del tempo e la dominazione araba permisero di introdurre in Occidente nuovi prodotti, soprattutto in Sicilia, come gli agrumi, il fico d'India, la palma da datteri, il lazzeruolo, i bagigli, la susina piccola (celeca), il carrubo, il ribes, lo zibibbo, lo zucchero, il "cubèle" (nome volgare di una specie di pepe), la mora prugnola di macchia, il pistacchio e il sesamo. |
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