con presentazione sintetica dei testi maggiori (più che un’enciclopedia vuole costituire lo strumento bibliografico essenziale per un docente orientatore delle province di Rimini e Forlì-Cesena, perciò potenziale modello da adattare con proprie, specifiche variazioni ai docenti di altri territori).
di Marco-Paolo DELLABIANCIA
1. Tematiche generali e di quadro. Opere di carattere generale che costituiscono l’enciclopedia essenziale di riferimento esplicito o implicito per gli approfondimenti successivi. Riviste e rapporti tematici.
1.1. Orientamento
R. Zavalloni, "Il consigliere pedagogico", Le Monnier, Firenze 1979
A. Augenti e U. Margiotta, "Verso un sistema di orientamento", Maggioli, Rimini 1985.
A. Mencarelli, "L’autoeducazione in una scuola in divenire, per una pedagogia dell’età evolutiva", Università degli studi di Siena, Arezzo 1986.
M. Viglietti, "Orientamento. Una modalità educativa permanente", SEI, Torino 1989.
R. Di Nubila, "Impariamo ad orientare", Maggioli, Rimini 1990.
T. Husèn, "Attitudine, possibilità, carriera. Una ricerca di 26 anni su 1500 persone", La Nuova Italia, Firenze 1974.
T. Husèn, "Provenienza sociale e carriera scolastica", Loescher, Torino 1974.
G. Bocca, "Istruzione, Formazione e Cultura: una politica della Comunità Europea per l’educazione", Ed. Vita e Pensiero, Milano 1995.
G. Caplan e S. Lebovici, a cura di, "Problemi psicosociali dell’adolescenza", Boringhieri, Torino 1973.
E. H. Erikson, "Gioventù e crisi d’identità", Armando, Roma 1974.
B. S. Bloom, "Stabilità e mutamento delle caratteristiche personali", Armando, Roma 1974.
A. Turaine, "La società post-industriale", Il Mulino, Bologna 1974.
M. Kranzberg e J. Gies, "Breve storia del lavoro", A. Mondadori, Milano 1976.
H. Braverman, "Lavoro e capitale monopolistico", Einaudi, Torino 1978.
M. Salvati, "Sviluppo economico, domanda di lavoro e struttura dell’occupazione", Il Mulino Bologna 1976.
G. Chiosso, "Cultura, lavoro e professione", Vita e Pensiero, Milano 1981.
Regione Emilia e Romagna, a cura di, "Regione e Politica del lavoro", Cappelli, Bologna 1982.
D. De Masi, "Sviluppo senza lavoro", Ed. Lavoro, Roma 1994.
A. Accornero, "Era il secolo del lavoro", Il Mulino, Bologna 1997.
L. Gallino, "Se tre milioni vi sembran pochi", Einaudi, Torino 1998.
Riv. "Psicologia e Scuola" Editrice Giunti Firenze.
Riv. "Quaderni IRFED" CSR Roma.
Rapporti OCSE, CEE, ISFOL e Camere di Commercio locali su sviluppo e istruzione, su mercato del lavoro e formazione professionale, su orientamento, avviamento al lavoro e apprendistato.
2. Prospettive di politica scolastica europea e dell’orientamento nel sistema istruzione - formazione - lavoro.
Riferimenti e prospettive europee
Commissione delle Comunità Europee, "Agenda 2000, presentata al Parlamento Europeo da J. Santer", Bruxelles 1997.
Mercato del lavoro e prospettive occupazionali.
AA. VV., "Lavorare nel turismo", Regione Emilia e Romagna Bologna 1997.
AA. VV., "Lavorare coi bambini", Regione Emilia e Romagna Bologna 1997.
AA. VV., "Lavorare nel sociale", Regione Emilia e Romagna Bologna 1998.
AA. VV., "Lavorare nello sport", Regione Emilia e Romagna Bologna 1999.
AA. VV., "Lavorare negli alberghi e ristoranti", Regione Emilia e Romagna Bologna 1999.
AA. VV., "Lavorare nell’area salute e benessere", Regione Emilia e Romagna Bologna 1999.
AA. VV., "Istruzione, formazione, lavoro in Emilia e Romagna. Schede informative 1999", a cura dell’Assessorato a lavoro, formazione, scuola e università della Regione Emilia e Romagna, con CD Rom
AA. VV., "Rapporto sull’economia della provincia di Forlì - Cesena 1998", a cura degli UU. Studi della Camera di Commercio di Forlì - Cesena e dell’Unioncamere Emilia e Romagna, Forlì 1999.
3. Orientamento formativo mono/pluridisciplinare.
Questa concezione valorizza l’apporto offerto dall’insegnamento della singola disciplina o di varie discipline (quando si occupano unitariamente di un medesimo argomento) nel provocare, stimolare, indurre apprendimenti che determinano sempre maggior consapevolezza di sé e della realtà nel soggetto reso attivo protagonista della sua formazione dall’intervento didattico. Aveva caratterizzato fin da principio l’impostazione orientativa della scuola media (si vedano sia i programmi del ’63 che le interpretazioni psicopedagogiche di G. Catalfamo, L. Ancona e G. Giugni in AA. VV. "La nuova scuola media" Corso televisivo per gli insegnanti, Eri, Torino 1963). Ma appena enunciata, fu subito smentita dall’affermazione che dell’orientamento dovevano meglio occuparsene non le scuole ma i Centri di orientamento (Convegno nazionale UCIIM di La Mendola 1962), non tutti gli insegnanti, ma il Consigliere d’orientamento.
Fu, in seguito, vigorosamente ripresa da F. De Bartolomeis in "Valutazione e orientamento" Loescher, Torino 1974, seppur nell’ambito di una forte disputa ideologica che non le giovò certamente, e poi dai vigenti programmi d’insegnamento e dai criteri d’esame di licenza della scuola media. Più di recente nelle "Proposte della Commissione Brocca", si afferma che: "...Le finalità generali dell’orientamento nella secondaria superiore sono sinteticamente riconducibili alle seguenti: la maturazione dell’identità personale e sociale e della capacità decisionale, la chiarificazione e la pianificazione del futuro professionale alla luce di un personale progetto di vita..."; i mezzi ordinati a tal fine sono due:
a) le discipline scolastiche che da un lato permettono l’espressione di attitudini, capacità e stili, e dall’altro consolidano conoscenze, abilità e mappe concettuali che sono le medesime richieste dal mondo del lavoro, realizzando una mediazione culturale che, mentre sostiene la motivazione all’apprendimento, permette il consolidamento o il cambiamento (riorientamento) della scelta.
b) Il tipo di relazioni instaurate tra i soggetti che condividono l’esperienza, giacché accanto alle componenti cognitive assumono un’importanza paritaria quelle emotivo - affettivo - valoriali, per cui "...Da questo punto di vista sono da favorire tutte le forme efficaci di coinvolgimento diretto degli studenti nella programmazione, nella conduzione e nella valutazione delle attività didattiche, nonché in un processo che favorisca anche l’autovalutazione..." da "Piani di studio della scuola secondaria superiore" 1991 e 1992.
Si dovette, tuttavia, attendere ancora, prima di vederla definitivamente affermata, a causa del protrarsi di tutte le confusioni possibili con gli interventi specifici di sostegno alla scelta scolastica e/o formativa e/o del lavoro che cade nei momenti di passaggio alla fine dell’obbligo, al completamento del ciclo secondario e al completamento di un ciclo formativo (che qui vengono riportati rispettivamente nella sezione dell’orientamento scolastico e universitario i primi e nella sezione dell’orientamento professionale l’ultimo). Solo nella seconda parte degli anni ’90 si affermò definitivamente col Progetto Orientamento Formativo nella scuola media (bib. n. 4.7).
L. Sartori, a cura di, "Orientamento senza frontiere", Associazione Industriali di Treviso, Gruppo Giovani Imprenditori, Maggioli, Rimini 1993. Si tratta di 21 Unità didattiche costruite da docenti della scuola media trevigiana in forma schematica per l’ulteriore sviluppo applicativo, ma con completezza di materiali esercitativi (schede, schemi, questionari, liste di elementi ecc.) sui seguenti argomenti: a) conoscenza di sé; b) conoscenza dell’ambiente; c) la scelta; d) saper leggere; e) conoscere il lavoro.
F. Marostica, a cura di, "Orientamento e scuole superiori" Atti del Convegno regionale, Irrsae, Bologna 1995: l’introduzione e le diverse relazioni toccano tutti i vari aspetti dell’orientamento, tuttavia il testo si riporta in questa sezione per l’intervento di R. Di Nubila su "La valenza formativa - orientativa del sapere disciplinare, dove l’Autore, partendo dal problema dell’analisi disciplinare impostato in senso epistemologico da Schawb J. J., "La struttura della conoscenza e il curricolo", La Nuova Italia Firenze 1971, di cui condivide la distinzione nell’impianto disciplinare di un campo di conoscenze (i contenuti), di una struttura concettuale (i concetti fondamentali) e di una struttura sintattica (i procedimenti, i linguaggi e le regole di operatività), giunge a esemplificare che: "...è importante sottolineare che il valore formativo non è dato tanto dai contenuti di ogni singola disciplina, quanto dalle modalità di percezione/espressione della realtà che essa favorisce, dal tipo di codificazione dell’esperienza in cui la disciplina consiste..." in altre parole della struttura sintattica, e poi, con riferimento all’intervento pluridisciplinare, può affermare che realizzare la valenza orientativa delle discipline anche in dimensione pluridisciplinare "...Significa, allora, ... attivare modalità atte a promuovere momenti formativi che siano in grado di affrontare il ragionare per problemi, il puntare ad obiettivi formativi oltreché cognitivi ..." fino ad avanzare un vero e proprio decalogo in 5 punti per lo sviluppo dell’intervento orientativo.
AA. VV., "Relazione del gruppo di lavoro provinciale (di Padova) sull’orientamento nella scuola media", in "Orientamento scolastico e professionale", n. 3 del 1995. Costituisce il ripensamento organico dell’Orientamento formativo per la scuola media, con linee di progettazione specifica ma secondo un modello operativo strettamente connesso allo schema organizzativo ed istituzionale della scuola, che anticipa, con rilevanti aspetti di novità relativi alle prospettive dell’autonomia scolastica, il significato del lavoro più sistematico proposto in seguito dalla Direzione dell’Istruzione secondaria di I grado (qui al numero 4.6.).
AA. VV. "Progetto Pinocchio. Un curricolo orientativo per la scuola elementare. Progetto metodologia e materiali", in "Orientamento scolastico e professionale", n. 3 del 1995. Rappresenta il medesimo intento del precedente testo con riferimento alla scuola elementare.
AA. VV., Orientamento disciplinare (nella scuola secondaria superiore), Liceo Ginnasio "Piccolomini", Siena 1998. Le relazioni del corso di aggiornamento organizzato dal Provveditorato e dall’Università locali affrontano da un lato la valenza orientativa rispettivamente dell’insegnamento della Storia, delle Scienze Sociali, del Diritto, delle Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, delle Dottrine Storico - filosofiche, dei Linguaggi verbali e non verbali ecc., dall’altro lato sviluppano modelli di progetti di orientamento con le programmazioni modulari conseguenti.
AA. VV., Progetto orientamento (DM 31/10/96), 3 volumi, Ministero della P. I., Direzione Generale dell’Istruzione secondaria di I grado, Cremona 1998. Dopo più di trent’anni dall’istituzione della scuola media, rappresenta la materializzazione compiuta di una delle principali finalità di tale scuola. Il primo volume è destinato a fondare il senso e le caratteristiche delle 14 Situazioni formative che costituiscono la proposta del progetto e a descriverle compiutamente. Il secondo presenta numerosi strumenti per l’organizzazione e la verifica e valutazione delle situazioni formative. Il terzo analizza il valore formativo specifico di ciascuna disciplina di studio della scuola media. Il testo nel complesso costituisce un prezioso modello metodologico e, per la chiarezza espositiva e per l’abbondanza dei materiali che si prestano a ulteriori sviluppi e interpretazioni più utilmente contestualizzate alle singole realtà scolastiche, può costituire una buona base di lavoro anche per l’iniziativa orientativa del biennio della scuola secondaria superiore.
AA. VV., Valutare l’Orientamento, 4 volumi a cura del Provveditorato agli studi di Ancona, dell’Università di Ancona e dell’ITIS "V. Volterra" di Ancona, Clua edizioni Ancona 1999.
G. Domenici, a cura di, Quale orientamento?, Dossier in "Rivista per l’aggiornamento della scuola", settembre 1987.
AA. VV., L’Orientamento nella scuola media, Annali Pubblica Istruzione n. 62, Le Monnier, Firenze 1992.
AA. VV., Lavorare insieme per l’Orientamento. Un’esperienza di integrazione fra Scuola Media e Formazione Professionale, a cura di Regione Emilia e Romagna, Provincia di Forlì e Comune di Forlì, Il Lapis Forlì 1993.
L. Sartori, a cura di, Orientamento senza frontiere. Scuola e Aziende in campo in 21 unità didattiche, Maggioli Editore Rimini 1993 (O. nella scuola media).
G. Domenici, Elementi di un nuovo modello di orientamento, in "Nuova Paideia", n. 3 del 1995.
M. R. Mancinelli e B. Lubelli, Verifica di un modello di orientamento scolastico per la scuola dell’obbligo, in "Orientamento scolastico e professionale" n. 1 del 1995.
F. Marostica, a cura di, "Orientamento e scuole superiori" Atti del Convegno regionale, Irrsae, Bologna 1995: l’introduzione e le diverse relazioni toccano, come detto, tutti i vari aspetti dell’orientamento, tuttavia il testo si riporta in questa sezione per l’intervento di L. Pombeni, dal titolo "Orientamento: Finalità, Metodologie e Protagonisti", nel corso del quale l’Autrice definisce l’Orientamento dal punto di vista Psico - sociale come "...un insieme di azioni mirate a supportare l’individuo nel superamento dei diversi compiti evolutivi connessi alla propria esperienza formativa e lavorativa affinché riesca ad evitare eventuali insuccessi..." e prospetta, in conseguenza dell’applicazione di tale definizione alla scuola superiore, ben 5 situazioni dove si richiedono specifiche capacità di orientamento: 1) all’impatto con la nuova scuola (accoglienza); 2) al momento della scelta o conferma dell’indirizzo degli studi (riorientamento) dopo il primo biennio superiore (ovvero dopo il primo anno per gli Istituti professionali); 3) il terzo elemento non è caratterizzato da una scadenza specifica, ma può incombere per tutto il percorso quinquennale, giacché si deve attuare per aiutare l’adolescente a controllare il disagio connesso alla propria crescita; 4) negli ultimi anni del corso triennale per la valorizzazione dell’esperienza estiva delle borse di studio - lavoro o degli stage di alternanza scuola - lavoro; 5) al termine dell’iter scolastico superiore per la scelta post - diploma. Conclude così l’A. indicando due ordini di obiettivi da perseguire nell’azione orientativa: a) rielaborazione organica di conoscenze, informazioni, atteggiamenti di cui l’allievo dispone per svolgere il compito orientativo; b) aiuto a sviluppare un repertorio di strategie finalizzate a fronteggiare i diversi compiti che la situazione contingente può richiedere.
AA. VV. "Il navigatore solitario. Guida per l’orientamento dopo il diploma", Le Monnier, Torino 1994, 2 vol. per l’autorientamento degli alunni negli ultimi anni di studi della scuola secondaria superiore. L’ulteriore evoluzione di questi materiali ha fatto nascere il testo successivo.
M. Sighinolfi, a cura di, Sapere minimo sull’Orientamento. Materiali didattici modulari rivolti agli insegnanti (di scuola secondaria superiore), F. Angeli, Milano 1998. Si tratta di 4 moduli di lavoro su: 1) le risorse personali; 2) gli sbocchi professionali; 3) i percorsi formativi e 4) il mercato del lavoro, predisposti con i necessari materiali applicativi da specialisti dei vari settori individuati dalla Regione Emilia e Romagna. La guida risponde allo scopo di preconfezionare (rendere modulari) percorsi formativi che gli insegnanti della scuola superiore possano applicare in concreto ai propri alunni. In tal senso è già avviato dal testo come adattare i percorsi modulari nei tempi e nelle modalità per meglio corrispondere alle esigenze della scuola e della singola classe.
AA. VV., "Scegliere dopo la scuola media", Provincia di Rimini 1998. Manualetto illustrativo dei corsi di studi post - licenza media e delle scuole superiori del territorio provinciale.
G. Zanniello, Educazione e orientamento professionale, Armando, Roma 1987.
A. G. Watts, Evoluzione delle concezioni relative all’orientamento professionale, in "La Ricerca", Loescher, Torino 1 febbraio 1990.
AA. VV., "Cercarsi un lavoro", percorsi di orientamento a cura dell’Assessorato Lavoro, Formazione, Università e Immigrazione della Regione Emilia e Romagna, Bologna 1996.
M. Consolini e M. L. Pombeni, "La Consulenza Orientativa", F. Angeli, Milano 1999.
S: Castellazzi et Alii, "La Formazione Professionale. Problemi e prospettive", La Scuola, Brescia 1994.
A. Esposito e P. Impara, "La Formazione Professionale in prospettiva europea", Armando, Roma 1995.
A. Cunti, "La Formazione in età adulta", Liguori, Napoli 1995.
AA. VV., "Tuttaformazione. Scenari della Formazione professionale in Emilia e Romagna", a cura dell’Assessorato al Lavoro, Formazione, Università e Immigrazione della Regione Emilia e Romagna, Bologna 1998.
AA. VV., "Programma provinciale delle politiche della formazione e del lavoro 2000/2002", a cura della Provincia di Forlì-Cesena, Forlì, aprile 2000.
AA. VV., "Nos Sottoprogetto Handicap" e "Relazione finale sulla fase di orientamento del progetto nos", a cura della Provincia di Rimini, Enaip Zavatta anno sc. 1999/2000.
AA. VV., "Nuovo Obbligo Formativo", a cura della Regione Emilia e Romagna, febbraio 2000.
AA. VV., "Vademecum, una guida per la realizzazione del NOF", a cura della Regione Emilia e Romagna, febbraio 2000.
AA. VV., "Attuazione del NOF nell’a. s. 2000/2001. Indicazioni operative per le scuole" a cura del Ministero della Pubblica Istruzione Sistema Formativo Integrato Roma, novembre 2000.