IL MONITORAGGIO DEGLI APPRENDIMENTI DISCIPLINARI
DEGLI STUDENTI E LE PROVE DI INGRESSO
a cura di Giuseppe Martini

BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
a cura di Paolo Lucchi



MISURAZIONE E VALUTAZIONE

Le origini e la prima diffusione degli studi docimologici in Italia si devono principalmente all’opera di A. Visalberghi e L. Calonghi.

Un lavoro sui problemi della valutazione di ampio respiro e davvero organico, tanto sul piano teorico quanto su quello dell’operatività scolastica, è Didattica e docimologia: Misurazione e valutazione nella scuola, di M. Gattullo, Armando, Roma 1968.

Opere a carattere generale:

A. Per un’analisi dei rapporti che intercorrono fra valutazione e attività didattiche, si vedano:

B. Per un’analisi dei problemi posti dalla verifica della comprensione della lettura, si vedano:

C. In riferimento alle prove di verifica della produzione scritta, compresi i riassunti, si vedano:

D. La necessità di collegare la verifica e la valutazione degli apprendimenti scolastici alla strutturazione delle decisioni didattiche, viene presa in esame da:

E. Per conoscere i risultati delle più importanti indagini conoscitive del profitto scolastico svolte in Italia e/o in altri paesi europei ed extraeuropei, si vedano:

F. L’analisi dei problemi valutativi posti dalla necessità di attivare tempestivamente le procedure di recupero e di sostegno per dare concretezza alla funzione formativa della valutazione anche in rapporto agli stili di apprendimento degli allievi, è presente in:

G. Le pubblicazioni comparse dopo l’entrata in vigore della legge n. 517 del 1977, che oltre alla trattazione dei problemi valutativi in generale affrontano quelli particolari della compilazione della scheda per l’espressione del giudizio sono assai numerose. Tra le tante, oltre a quelle già citate, si segnala:

H. Per un più specifico riferimento all’osservazione sistematica, si vedano:

I. Ai particolari problemi posti dal trattamento e dall’analisi statistica dei dati valutativi, viene data risposta in molti dei testi docimologici citati. Per ulteriori approfondimenti si confrontino:

J. Sulla necessità di impiegare un dossier personale dell’allievo sia per consentire una più proficua conduzione degli esami terminali dei diversi corsi di studio, sia, soprattutto, per poter meglio orientare gli studenti e facilitare la continuità educativa, si vedano:

K. Per una disamina delle questioni relative alla produttività della scuola, agli indicatori educativi e alle funzioni di un Servizio docimologico nazionale, si consiglia la lettura di:

Per i problemi più generali si leggano:


Domenici G., Manuale della valutazione scolastica, Editori Laterza, Bari 1993

Prefazione

Il Manuale della valutazione scolastica offre un quadro di riferimento teorico- operativo per l’ideazione, la messa a punto e l’impiego non solo delle prove oggettive o strutturate di verifica dell’apprendimento e di comprensione della lettura, ma anche delle prove semistrutturate.

Nel testo, oltre che delle prove oggettive, si dà quindi conto di prove che vanno dalle domande strutturate ai saggi brevi ; dal colloquio orale strutturato , semistrutturato e libero, alla riflessione parlata ; dai rapporti di ricerca ai riassunti, ponendo in chiara luce le rispettive caratteristiche metrologiche e le più adatte funzioni valutative concretizzabili con quegli strumenti.

In stretta relazione con le molteplici componenti dei processi di apprendimento, vengono poi esaminati i problemi della didattica, dell’orientamento, della continuità educativa e dell’espressione del giuduzio valutativo. In particolare si illustrano procedure di individualizzazione dell’insegnamento - apprendimento anche in ambito collettivo - la classe-, e si offrono esempi di strumenti di rilevazione e memorizzazione diacronica dell’andamento dei processi cognitivi e affettivo - motivazionali, dalle liste di descrittori dell’apprendimento al dossier personale dell’allievo.

Un ulteriore e più spiccato riferimento alla pratica didattica è presente nell’apposita ed ultima sezione intitolata Schede operative, nella quale vengono dati esempi di prove e le relative modalità d’uso. Per ciascuno dei più rappresentativi tipi di strumenti e in relazione alle diverse funzioni valutative, vengono quindi indicate le procedure d’impiego , ovvero di somministrazione, attribuzione dei punteggi, trattamento ed interpretazione dei dati rilevati .

(Franco Frabboni, Franca Pinto Minerva, Giuseppe Trebisacce)

Consigliamo di leggere:

  1. Le prove oggettive di verifica dell’apprendimento

  1. La costruzione delle prove oggettive

  1. Le prove di comprensione della lettura

  2. Somministrazione delle prove e attribuzione dei punteggi grezzi

  3. Misurazioni degli apprendimenti, analisi e interpretazione dei dati valutativi

  4. Le prove semistrutturate

  5. Descrittori dell’apprendimento e osservazione sistematica. Il dossier personale dell’allievo.

Schede operative (con esempi delle più rappresentative tipologie degli strumenti di verifica e indicazioni sulle modalità di costruzione, correzione, attribuzione dei punteggi, trattamento, analisi e interpretazione dei dati)

  1. Prova oggettiva di comprensione della lettura

  2. Prova oggettiva di profitto. Area scientifica. Livello: 1^media

  3. Prova di profitto semistrutturata (domande strutturate). Livello: 3^media

  4. Prova semistrutturata di Geografia (domande strutturate). Livello: 3^media

  5. Prova semistrutturata: riassunto. Livello: 5^ Elementare

  6. Prova di comprensione della lettura. Livello: biennio secondaria superiore

7-8. Prove d’ingresso scuola secondaria superiore. Lingua inglese

Bibliografia


In questo manuale, i diversi aspetti della valutazione (funzioni, criteri, strumenti, modalità di espressione dei giudizi) sono affrontati con un gran numero di suggerimenti, anche inconsueti, e di esempi, relativi a varie materie scolastiche, sempre prevedendo una partecipazione attiva del lettore.

Consigliamo di leggere:

  1. Gli strumenti della valutazione

  2. Le prove strutturate di conoscenza

  3. Come si attribuiscono i punteggi


BENVENUTO G., Insegnare a riassumere. Proposte per un itinerario didattico di prove di "riassunto", Loescher, Torino 1987

Riassumere un discorso, una discussione, una lezione, un libro o un articolo di giornale, un film, uno spettacolo, un fatto... : ci capita di farlo ogni giorno, a scuola e fuori. In breve, riassumere è parte vitale del nostro uso della lingua.

Questo libro, rivolto soprattutto agli insegnanti - ma anche agli studenti - offre un’analisi delle abilità, delle strategie, dei procedimenti specifici che costituiscono la "competenza riassuntiva". Nello stesso tempo, presenta un itinerario didattico per una proficua formazione, in sede scolastica, di questa competenza.

Così, il riassunto potrà uscire dai limiti dell’esercizio tradizionale ("riscrivi con parole tue"), e articolarsi in una vasta gamma di lavori sul testo : produrre riassunti con finalità comunicative diverse, e per destinatari diversi ; prendere appunti ; sottolineare evidenziando i punti chiave ; fare scalette o schemi ; intraprendere letture finalizzate ; titolare e paragrafare testi di vario tipo ; e altre operazioni ancora.

Insegnare a riassumere risulterà quindi utile non solo per l’ambito scolastico, ma per quello più generale della comunicazione.

Premessa

PERCHE’ UN’EDUCAZIONE AL RIASSUMERE

  1. IL PROBLEMA "RIASSUNTO"

  2. PER UNA COMPETENZA RIASSUNTIVA

  3. LA FORMAZIONE DELLE ABILITA’ RIASSUNTIVE. PROPOSTE PER UN ITINERARIO DIDATTICO DEL RIASSUMERE

  4. COSTRUZIONE E VALUTAZIONE DI PROVE DI RIASSUNTO

Conclusioni

IL RIASSUMERE

APPENDICI

Bibliografia


Questo libro, opera di più autori, si occupa dello sviluppo delle capacità di scrittura degli scolari nella scuola dell’obbligo, cioè della capacità di produrre testi scritti adeguati agli obiettivi comunicativi che lo scrivente si propone. Gli argomenti trattati sono i processi che regolano la scrittura, il curriculum di lingua scritta per le diverse fasce della scuola dell’obbligo, i rapporti fra oralità e scrittura e i problemi della trascrizione dell’orale, la scrittura di determinati tipi di testo (testo argomentativo, appunti, note, testi giornalistici ad alta leggibilità), la correzione come momento costitutivo dello scrivere.

Introduzione (M.A. Cortelazzo)

Parte I - Teoria della scrittura e curricolo

Parte II - Oralità e scrittura

Parte III - Scrittura e riscrittura a scuola, e fuori

Parte IV - Correzione e autocorrezione


Corda Costa M., Visalberghi A., Misurare e valutare le competenze linguistiche, La Nuova Italia, Firenze 1995

Questo volume è una guida alla valutazione delle abilità linguistiche nella lingua materna. Si compone di due parti, una dedicata alla lingua scritta a diversi livelli scolastici dall’elementare alla secondaria superiore, l’altra alla comprensione della lettura a livello della scuola dell’obbligo.

La guida è fondata sulle metodologie di valutazione utilizzate in rilevazioni internazionali molto estese, curate dall’ IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) negli ultimi anni. Non vengono proposte solo procedure atte a misurare le abilità linguistiche, ma si suggeriscono anche i modi per costruire un giudizio complessivo che interpreti e unifichi il complesso delle misurazioni effettuate e orienti conseguentemente l’azione didattica.

La guida è corredata di appendici che presentano le prove di produzione scritta e di comprensione della lettura utilizzate nelle indagini IEA, con le opportune indicazioni affinchè ogni insegnante possa anche utilizzarle come modello per costruire nuove prove.

Il volume si rivolge in particolare agli insegnanti della scuola dell’obbligo , ma fornisce anche ai docenti di scuola secondaria superiore spunti per affrontare efficacemente i problemi di valutazione della produzione scritta e della comprensione della lettura.

Presentazione (di M. Corda Costa e A. Visalberghi)

Parte I

Guida alla valutazione della produzione scritta con il metodo IEA - IPS

Sezione I

La valutazione della produzione scritta

Introduzione (P. Lucisano, G. Benvenuto, G. Asquini)

  1. Valutazione e didattica (P. Lucisano)

  2. L’indagine IEA - IPS sulla produzione scritta (P. Lucisano)

III. Valutazione e misurazione (P. Lucisano)

  1. La scelta delle prove (P. Lucisano)

  2. Il metodo di valutazione (G. Asquini)

  3. La formazione dei valutatori (G. Asquini)

Sezione II

Le prove da utilizzare per la valutazione:

Introduzione (P. Lucisano)

  1. Criteri per la correzione di testi in lingua italiana (G. Benvenuto)

  2. Alcuni esempi per la valutazione dell’Impaginazione e della Calligrafia (G. Asquini)

Appendici: Istruzioni, Elaborati Modello, Valutazioni

Sezione III

I risultati nelle prove di scrittura

I risultati nelle prove di scrittura (G. Benvenuto)

ParteII

Guida alla verifica dei livelli di alfabetizzazione in lingua italiana con le prove IEA - SAL

  1. Perché una ricerca sull’alfabetizzazione (P. Lucisano)

  2. Presentazione dell’indagine IEA - SAL (E. Lastrucci)

  3. Le prove di comprensione della lettura a scelta multipla (A. Salerni)

  4. Risultati della prova opzionale M.T. Siniscalco)

  5. Analisi delle differenze per aree geografiche e per sesso e delle relazioni tra risultati nella prova e variabili di sfondo E. Lastrucci)

  6. Istruzioni per la somministrazione delle prove nazionali e per la lettura dei risultati (A. Salerni)

Appendice: Le prove opzionali di alfabetizzazione - lettura

Conclusioni. La misurazione all’interno della valutazione scolastica (M. Corda Costa e A. Visalberghi)

Bibliografia


Sull’esigenza di una individualizzazione delle proposte didattiche sembra esservi un generale consenso. Tutti riconoscono che, se si vuole ottenere una elevata qualità dell’istruzione, bisogna adattare l’offerta di apprendimento alle esigenze di ciascun allievo. L’incertezza è molto maggiore quando si passa dal piano dei principi a quello dei modelli e delle forme organizzative : nei casi migliori, l’individualizzazione viene interpretata come un modo di intendere il sostegno, ossia come un’aggiunta di proposta didattica che interviene quando un allievo abbia già dimostrato di incontrare difficoltà nel suo percorso di apprendimento.

E’ possibile ribaltare queste interpretazioni, e sviluppare una didattica che organizzi l’intero percorso di apprendimento in funzione delle esigenze individuali ? A questo quesito viene data una risposta affermativa : in primo luogo viene definita una nuova funzione valutativa, quella analogica, che consente di prevedere i tratti del percorso di apprendimento nel quale è probabile che si manifestino difficoltà ; tale previsione viene quindi utilizzata per variare la proposta didattica.

Premessa

  1. UNA STRATEGIA PER L’INDIVIDUALIZZAZIONE

  2. L’ANALOGIA : ASPETTI LOGICI E RETORICI

  3. ANALOGIA E DIDATTICA

  4. UNA GEOMETRIA PER LA VALUTAZIONE

  5. COSTRUZIONE DI UNITA’ DIDATTICHE SU MISURA

APPENDICE I

Prova analogica per un’unità di statistica

APPENDICE II

Prova analogica di semantica per l’ingresso alla scuola secondaria superiore

APPENDICE III

Prova analogica sul genere narrativo per l’ingresso alla scuola secondaria superiore

APPENDICE IV

Prova di matematica per l’ingresso alla scuola secondaria superiore

APPENDICE V

Dalla valutazione analogica alla costruzione di materiali per l’apprendimento. Il modello DIVA

CHIAVE DELLE PROVE

LESSICO


All’insegnante di oggi non è più possibile richiedere unicamente un "viscerale atteggiamento d’amore" nei confronti degli alunni: accanto alla disponibilità deve possedere una profonda competenza tecnica che gli consenta, da un lato, di individuare con precisione gli obiettivi educativi che intende perseguire, e, dall’altro, la pianificazione di corrette strategie di controllo dell’adeguatezza degli interventi che attiva.

In questo contesto il ricorso al metodo dell’osservazione è inevitabile anche se esso, come d’altronde ogni altra forma di diagnosi e valutazione, risulterà sterile da un punto di vista psicopedagogico ed irrilevante da un punto di vista sociale, se non inserito in un preciso programma di intervento e cambiamento.

L’autore con questo lavoro si propone sia di stimolare l’insegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali sia di offrirgli la possibilità di ricorrere all’uso di alcune strategie e di alcuni strumenti di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.

Il volume si articola in tre parti: nella prima vengono affrontati alcuni problemi teorici collegati all’uso dell’osservazione nella ricerca psicopedagogica; nella seconda vengono presentati alcuni strumenti di analisi e di osservazione del comportamento dell’insegnante (il metodo di Flanders, di Bellack, di De Landsheere, ecc.) e nella terza, infine, ci si sofferma sull’analisi del contributo offerto dall’approccio comportamentistico all’osservazione delle problematiche scolastiche.

Introduzione

L’attività di un professionista prevede necessariamente almeno cinque momenti distinti:

  1. la comprensione approfondita della realtà da modificare;

  2. l’individuazione e l’elencazione dei problemi che la realtà stessa solleva;

  3. l’elaborazione di alcune ipotesi di cambiamento e la pianificazione di un intervento;

  4. la realizzazione del progetto;

  5. il controllo dei risultati ottenuti.

Le finalità che ci si propongono con questo lavoro sono essenzialmente due:

  1. stimolare l’insegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali;

  2. offrire all’insegnante la possibilità di ricorrere, per la sua programmazione didattica, all’uso di alcune strategie di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.

L’osservazione può trasformarsi in attività di "autovalutazione correttiva" e di feedback del proprio comportamento e stimolare anche nell’insegnante significative dinamiche di cambiamento. Per questo, saranno presi in considerazione strumenti di osservazione del comportamento che l’insegnante e l’alunno assumono in classe. In particolare, si considereranno:

Parte prima: PROBLEMI E METODI DI OSSERVAZIONE

Cap. I. - Tipi di osservazione

    1. L’osservazione occasionale

    2. L’osservazione sistematica

    3. Tipi di osservazione sistematica

    1. L’osservazione naturalistica

    2. L’osservazione diretta

    3. L’osservazione documentaria

    4. L’osservazione scientifica

    5. L’osservazione partecipante

Cap. II. - L’osservazione nella ricerca pedagogica

Cap. III. - L’attendibilità dell’osservazione

    1. Gli errori di osservazione

    2. L’osservatore come fonte di errore

    3. La formazione degli osservatori

    4. Quando e cosa osservare

    5. Come osservare

Parte seconda: L’OSSERVAZIONE NELL’ANALISI DELL’INSEGNAMENTO

Cap. IV. - Metodi di osservazione utilizzati nell’analisi dell’insegnamento

    1. I sistemi di segni (L’osservazione del comportamento dell’alunno: la check-list di M. Almy)

    1. Una check-list per l’analisi della relazione genitori - figli (R. Cattell)

  1. Le scale di valutazione (obiettività/attendibilità/sensibilità/validità)

    1. Tipi di scale di valutazione

  1. I sistemi di categorie

Cap. V. - L’interazione in classe

  1. La relazione insegnante - alunno

  2. L’analisi delle interazioni verbali in classe

  3. Il sistema di Flanders per l’analisi delle interazioni verbali

    1. Le categorie di analisi delle interazioni verbali

    2. Metodo di classificazione delle interazioni verbali

    3. Descrizione qualitativa e quantitativa delle interazioni

    4. Analisi e interpretazione delle interazioni

    5. Utilizzando il sistema di Flanders, può l’insegnante valutare la propria attività scolastica?

    6. Suggerimenti e "regole" per la classificazione delle interazioni verbali in classe

    1. Il sistema di categorie di interazione verbale (SCIV) di E. Amidon

    1. Uso della matrice di Amidon

    1. L’osservazione delle attività intellettuali : il sistema di Taba

    2. L’analisi dell’insegnamento con il metodo della Hughes

    3. Il metodo di G. De Landsheere

    4. Il sistema di analisi della comunicazione in classe di Lewis, Newell e Withall

    5. Il sistema di Bellack

    6. Il sistema di analisi dell’insegnamento di B. Joyce

    1. Codificazione e registrazione delle comunicazioni dell’insegnante

Cap. VI. - L’osservazione dell’interazione sociale in classe

    1. Lezione e lavoro di gruppo

    2. Il gruppo - classe

    3. L’osservazione della discussione di gruppo

    4. L’analisi delle interazioni di gruppo di R.F. Bales

    1. L’osservazione e la registrazione delle interazioni

    1. La revisione di Borgatta

Parte terza - L’OSSERVAZIONE NELL’ANALISI E MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI

Cap. VII. - Comportamentismo e problemi di osservazione

    1. Definizione accurata dei comportamenti da osservare

    2. Durata dell’osservazione

    3. Verifica dell’obiettività dell’osservazione

    4. L’osservazione per campionamento a tempo

Cap. VIII. - Comportamento ed osservazione a scuola

    1. L’osservazione dei comportamenti di "vicinanza" e di "interazione"

    2. L’osservazione del comportamento di un gruppo di adolescenti caratteriali

    3. L’osservazione dei comportamenti degli alunni

    4. L’osservazione del comportamento dell’insegnante

    1. L’osservazione del comportamento della classe

    1. I comportamenti orientati al compito

    1. Gli effetti del comportamento degli insegnanti

    1. L’osservazione dell’interazione scolastica

    2. Il sistema di osservazione di Spaulding

    3. L’analisi funzionale di Bijou

Considerazioni conclusive

Bibliografia


In questo libro vengono presentati in modo sistematico i principi sui quali si fonda la "tecnologia del comportamento", i metodi che si possono impiegare per una corretta gestione della classe e i risultati ottenuti in numerose esperienze scolastiche che si sono conformate a questo approccio.

I vari temi sono vivacizzati dall’inserimento di una casistica quanto mai ampia e diversificata, che abbraccia episodi tipici della scuola materna, di quella dell’obbligo e della scuola media superiore.

L’insegnante di ogni ordine e grado, l’operatore sociale e le persone interessate ai problemi scolastici troveranno nel volume una serie di indicazioni e di suggerimenti metodologici in grado di fondare su basi scientifiche un nuovo rapporto educativo.

Parte prima - PRINCIPI E METODI

Capitolo 1 - I PRINCIPI DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO

    1. Introduzione

    2. Che cos’è il modello medico

    3. Aspetti negativi del modello medico

    4. Perché il modello medico tende a sopravvivere

    5. Che cos’è il modello psicologico

    6. Il modello psicologico e la tecnologia del comportamento

    7. Aspetti positivi della tecnologia del comportamento

Capitolo 2 - TECNICHE DI OSSERVAZIONE E MODALITA’ DI VERIFICA DELL’INTERVENTO

COMPORTAMENTALE

    1. Il linguaggio quotidiano strumento di non comunicazione

    2. Il linguaggio comportamentale come superamento del linguaggio quotidiano

    3. Cosa osservare

    4. L’analisi funzionale del comportamento

    5. Che fare dei dati ottenuti durante la fase di osservazione

    6. Il problema dell’attendibilità dell’osservazione

    7. La definizione degli obiettivi comportamentali

    8. Programmazione e valutazione dell’intervento comportamentale

Parte seconda - COME INCREMENTARE I COMPORTAMENTI ADEGUATI

Capitolo 3 - RINFORZAMENTO, MODELLAGGIO E CONCATENAMENTO

    1. Introduzione

    2. L’universo dei rinforzatori

    3. Il modellaggio (shaping)

    4. Il concatenamento

    5. Chi condiziona chi

Capitolo 4 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DI RINFORZAMENTO: I CONTRATTI

EDUCATIVI

    1. Introduzione

    2. Le regole della contrattazione delle contingenze

    3. Dalla contrattazione eterodiretta alla contrattazione autodiretta

    4. A proposito di micro- e di macrocontratti

    5. Gli elementi che costituiscono la contrattazione

    6. Che fare quando la contrattazione delle contingenze non sembra funzionare

Capitolo 5 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DEL GRUPPO E LA "TOKEN ECONOMY"

    1. La contrattazione delle contingenze di gruppo

    2. La token economy (economia simbolica)

Capitolo 6 - LA MODIFICAZIONE DELL’AMBIENTE

    1. Introduzione

    2. Il controllo da parte dello stimolo

    3. La tecnica del fading

    4. Classificazione degli stimoli sulla base delle loro caratteristiche

    5. Ambiente - scuola

Capitolo 7 - IL MODELLAMENTO

    1. Introduzione

    2. Modellamento e socializzazione

    3. Il modellamento nella scuola

    4. I fattori del modellamento

Capitolo 8 - L’AUTOCONTROLLO

    1. Introduzione

    2. L’autocontrollo nella prospettiva comportamentale

    3. Come si attua l’autocontrollo: cenni procedurali

    4. Apprendimento dell’autocontrollo

Parte terza - COME DIMINUIRE I COMPORTAMENTI ADEGUATI

Capitolo 9 - ESTINZIONE E RINFORZAMENTO DIFFERENZIALE

    1. Introduzione

    2. Elementi che ostacolano l’uso dell’estinzione

    3. L’estinzione è veramente efficace?

    4. Il rinforzamento differenziale

Capitolo 10 - LA PUNIZIONE : PERCHE’ NO?

    1. Introduzione

    2. La punizione e la tecnologia del comportamento

    3. La punizione non è efficace

    4. Effetti collaterali negativi della punizione

    5. Effetti paradossali della punizione

    6. Perché si continua a punire

    7. Alternative alla punizione di tipo a

Parte quarta - LA GESTIONE DEI PROBLEMI EMOZIONALI NELLA SCUOLA

Capitolo 11 - ANSIE E PAURE NELLA SCUOLA

    1. Introduzione

    2. La definizione della paura e dell’ansia secondo la prospettiva comportamentistica

    3. Come si apprendono ansie e paure

    4. Dall’ansia alla fobìa

    5. Come si eliminano ansie e fobie

    6. Alcuni casi tipici di paura e di fobia

Capitolo 12- SCUOLA E HANDICAPPATO

    1. Introduzione

    2. L’integrazione del bambino handicappato nella scuola "normale"

    3. L’integrazione selvaggia "Italian style"

    4. L’integrazione dell’handicappato: la prospettiva comportamentale

    5. Osservazioni conclusive

Parte quinta - LA MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI COGNITIVI

Capitolo 13 - LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

    1. Introduzione

    2. Identificazione e definizione degli obiettivi didattici

    3. L’analisi dei compiti

    4. I test criteriali

    5. Procedure di insegnamento individualizzato

Parte sesta - IN CONCLUSIONE

Capitolo 14 - L’INTRODUZIONE DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA

    1. Introduzione

    2. La formazione delle componenti scolastiche all’uso delle tecniche comportamentali

    3. Funzioni delle componenti scolastiche secondo la tecnologia del comportamento

Capitolo 15 - OBIEZIONI ALL’USO DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA

    1. Introduzione

    2. Obiezioni di natura socio - politica

    3. Obiezioni di natura morale

    4. Obiezioni di natura pedagogica

    5. Obiezioni di natura psicologica

    6. Obiezioni di natura...estetica

    7. Per un uso corretto della tecnologia del comportamento

Glossario

Bibliografia


In un’epoca in cui l’educazione è tra le prime preoccupazioni dei paesi dell’OCSE, l’elaborazione di indicatori utili ed affidabili diventa essenziale alla formulazione e al monitoraggio delle politiche. Questo volume analizza i problemi di ordine concettuale, posti dal ruolo e dai limiti degli indicatori di istruzione suscettibili di soddisfare la richiesta generale di maggiori e migliori informazioni sulla qualità dell’istruzione. In questo volume si descrivono gli obiettivi del progetto dell’OCSE sugli indicatori internazionali dell’istruzione (INES), le ipotesi sulle quali esso si fonda ed i suoi metodi di lavoro. Il Rapporto, infine, propone una serie di linee direttive per la messa a punto di un insieme di indicatori.

Consigliamo di leggere:

Introduzione

A che cosa servono gli indicatori internazionali dell’istruzione ? (N. Bottani - H.J. Walberg)

Capitolo 2 - Gli indicatori dell’istruzione: modelli teorici (Max Van Herpen )

Capitolo 3 - Il sistema degli indicatori del funzionamento della scuola (J. Scheerens)
Post - fazione

Gli indicatori per conoscere e diagnosticare il sistema di istruzione (M.A. Ruggiero)


Questo volume, realizzato dal CERI (Centro per la Ricerca e l’Innovazione dell’Insegnamento) nell’ambito del progetto lanciato dall’OCSE, contiene contributi dei più illustri Autori internazionali nell’ambito educativo . Nei vari saggi vengono presentati l’organizzazione, lo sviluppo, la misurazione e gli usi degli indicatori internazionali dell’educazione.

Consigliamo di leggere:

Parte prima

STORIA E DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI

Capitolo 4 - Scelta degli indicatori (D. Nuttall)

Parte seconda

SVILUPPO DEGLI INDICATORI

Capitolo 8 - Indicatori del processo educativo per un miglioramento della scuola (D. Hopkins)

Parte terza

INDICATORI DI RISULTATI DELL’EDUCAZIONE

Capitolo 10 - Teorie dello sviluppo mentale e valutazione dei risultati scolastici (Ivan Ivic)

Capitolo11 - Le implicazioni della psicologia cognitiva per la misurazione dei risultati degli studenti (H.J.Walberg-G.D. Haertel )

Parte quarta

INTERPRETAZIONE OPERATIVA DEGLI INDICATORI

Capitolo 14 - Indicatori e responsabilità a livello di scuola e di classe (M. Eraut)


Gli argomenti che il testo affronta, sono visti nell’ottica del rapporto tra valutazione e controllo, tra valutazione e forme della didattica, tra valutazione e apprendimento, tra valutazione e suo potenziale critico, tra valutazione e sue effettive possibilità istituzionali e organizzative.

In modo specifico vengono trattati sia i problemi relativi alla ferialità della valutazione, cioè al valore della quotidianità delle prove di verifica, sia quelli riguardanti le strategie che possono consentire alla scuola di attivare procedure di autoanalisi didattica e di istituto nel quadro di un sistema generale di valutazione funzionale a coinvolgere l’organizzazione della scuola in un’impresa più vasta rispetto a quella tradizionale e certamente più significativa.

Il volume vuole offrire una pista di lavoro utile alla qualificazione della scuola e, in particolare, alla ripresa dell’innovazione.

Consigliamo di leggere:

Capitoli 5 - L’Autoanalisi di Istituto

Capitolo 11 - Indicatori e valutazione di Istituto

Capitolo 12 - L’autovalutazione didattica

Capitolo 13 - Valutazione didattica e studenti

Capitolo 14 - Valutazione formativa e sommativa

Capitolo 15 - Scuola, formazione e valutazione


Il testo, articolato in tre parti di cui la prima riguarda le teorie didattiche, la seconda la misura, la terza gli strumenti, si rivolge agli insegnanti in formazione, a quelli in servizio e agli studenti universitari che si preparano all’insegnamento.

I contenuti della ricerca pedagogica, docimologica, sperimentale e psicopedagogica confluiscono tutti sul set didattico, dove la conoscenza precisa e chiara dell’alunno è una costante della programmazione insieme alla conoscenza delle risorse del plesso e del territorio e alle competenze - padronanze dell’insegnante.

Nel testo viene dato spazio soprattutto agli aspetti operativi e tecnici, pur non omettendo qualche precisazione teorica e riferimenti storici e bibliografici. Per questo si tratta di un MANUALE che illustra il come, ma non evita i perché del come.

Come libro base dell’attività di ricerca lascia aperti i problemi, ma ne indica gli itinerari ; come strumento contiene i risultati, le innovazioni e i procedimenti più aggiornati presentati sempre come ipotesi di lavoro ; come guida fornisce esemplificazioni e indicazioni operative; come compendio fa il punto in maniera stringata su aspetti e problemi.

E’ quindi un testo: di ricognizione delle problematiche, di stimolo e di sollecitazione per la formazione, di riferimento per una rapida consultazione, di orientamento per una professionalità robusta, di produzione didattica attraverso la sperimentazione, di produzione docimologica attraverso l’acquisizione delle competenze metrologiche. E’ insomma, uno strumento per lo sviluppo di una professionalità a tutto tondo (insegnante = educatore + ricercatore) competitiva a livello europeo, capace di dare risposte significative ai problemi di una società senza barriere.

Premessa

Parte prima - DIDATTICA, AMBIENTI, PROGRAMMAZIONE, SPERIMENTAZIONE

Cap. 1 Orientamenti didattici e tirocinio

Cap. 2 Il soggetto di educazione e gli ambienti di vita: punti di partenza del processo didattico

Cap. 3 Analisi del processo didattico: modelli e variabili

Cap. 4 Il processo didattico dal programma alla programmazione: aspetti, livelli, competenze

Cap. 5 Come programmare il processo educativo - didattico

Cap. 6 Problemi metrico - educativi del processo didattico

Cap. 7 Strumenti: approccio tradizionale alle prove oggettive

Cap. 8 Strumenti: nuovo approccio alle prove oggettive

Cap. 9 La sperimentazione metodologico - didattica: leggi, metodi, moduli

Cap. 10 Sperimentiamo con l’ "Osservazione sistematica"

Cap. 11 Sperimentiamo con i sistemi di analisi della Comunicazione didattica

Parte seconda - LA MISURA NELLA PROGRAMMAZIONE E NELLA SPERIMENTAZIONE EDUCATIVO - DIDATTICA

Cap. 12 La quantità: fondamenti storico - metodologici

Cap. 13 Docimologia: misure e scale

Cap. 14 I livelli di misura

Cap. 15 La scala nominale

Cap. 16 La scala ordinale

Cap. 17 Le distribuzioni: dalla curva di Gauss alla curva educativo - didattica

Cap. 18 La scala a intervalli equivalenti

Cap. 19 I test non - parametrici nella programmazione e nella sperimentazione

Cap. 20 Le misure di relazione nella programmazione e nella sperimentazione

Parte terza - STRUMENTI E FATTORI

Premessa

Cap. 21 Tecniche di esplorazione dei fattori non cognitivi

Cap. 22 Tecniche standardizzate di esplorazione dei fattori cognitivi e non cognitivi

Bibliografia


La traduzione di questo "manuale" è stata sollecitata dalla diffusa esigenza di un’esauriente trattazione dei problemi pratici e teorici che, quotidianamente e di principio, interessano i tecnici della scuola quando si trovano nella necessità di avere piena conoscenza delle caratteristiche che connotano i vari stadi dello sviluppo psicologico dei loro allievi.

La trattazione scientifica di questioni troppo spesso lasciate alla gestione del senso comune offre una risposta sistematica alle domande che non solo gli insegnanti pongono. Come si struttura l’apprendimento? Cos’è l’intelligenza? Da quali fattori psichici e non essa viene influenzata? Quali gli usi e quali gli abusi della misurazione dei processi cognitivi?

L’autore di questo volume si è proposto di offrire una lettura che coinvolgesse, nella sua chiarezza rigorosa, tutti coloro che sono direttamente o indirettamente interessati ai problemi dell’educazione. Insegnanti, quindi, genitori e chi è comunque attento ai progressi della cultura potranno trovare nel pensiero dell’autore un punto di riferimento fondamentale per una migliore consapevolezza dei problemi connessi allo sviluppo delle strategie attraverso le quali l’uomo conosce il suo mondo.

Introduzione: Apprendimento cognitivo e psicopedagogia: Il contributo di Ausubel (di C. Cornoldi e P. Meazzini)

Prefazione

  1. INTRODUZIONE

1. Il ruolo e la funzione della psicologia dell’educazione

  1. SIGNIFICATO E APPRENDIMENTO DEL SIGNIFICATO

  1. Significato e apprendimento del significato

  2. Ricezione e fissazione del significato

  1. FATTORI COGNITIVI NELL’APPRENDIMENTO

  1. Struttura cognitiva e transfer cognitivo

  2. Sviluppo cognitivo e idoneità

  3. L’intelligenza

  4. Strategie d’insegnamento per superare le differenze individuali nella capacità intellettuale

  5. L’esercizio pratico

  6. Il materiale didattico

IV. FATTORI AFFETTIVI E SOCIALI NELL’APPRENDIMENTO

  1. Fattori motivazionali e apprendimento

  2. Fattori della personalità e apprendimento

  3. Appartenenza al gruppo, fattori sociali e apprendimento

  4. Aspetti relativi all’insegnante

  1. L’APPRENDIMENTO ATTRAVERSO LA SCOPERTA

  1. L’apprendimento attraverso la scoperta

  2. L’acquisizione e l’uso di concetti

  3. Problem solving e creatività

  1. MISURA E VALUTAZIONE

  1. Principi di misura e valutazione

Bibliografia


Che fare con la valutazione scolastica? La sua crisi in Italia è oggi totale : incertezza sulla funzione, insoddosfazione per i modi, denunzia della discriminazione classista e dell’autoritarismo che più o meno consciamente le stanno dietro. Se i vecchi riti dell’interrogazione e del compito in classe, anche quando continuano ad essere stancamente ripetuti, non persuadono più nessuno la rinunzia alla valutazione, d’altra parte, più che alternativa può sembrare fuga in avanti. Ai molti coinvolti dal problema - insegnanti, studenti, genitori, operatori dell’amministrazione scolastica - questo libro offre una tempestiva ricognizione su metodi diversi : il saggio, la domanda strutturata, la prova oggettiva. Il risultato della sua lettura è senza dubbio la scoperta "tecnica" di un’ "altra faccia" del "pianeta esame" ma anche l’acquisizione della consapevolezza "politica" che la trasformazione positiva della nostra scuola deve passare, e non marginalmente, attraverso il rinnovamento delle procedure valutative.

Prefazione

Capitolo 1 Come si pianifica un esame

Capitolo 2 Alcune considerazioni statistiche

Capitolo 3 Le prove scritte del tipo "saggio"

Capitolo 4 Le domande strutturate

Capitolo 5 Le prove oggettive

Capitolo 6 La valutazione interna

Capitolo 7 I procedimenti di rettifica

Bibliografia


La verifica della qualità dell’istruzione può considerarsi l’obiettivo più ampio di una valutazione scolastica che ponga le proprie premesse teoriche in una nozione di profitto non più individuale ma collettiva, e che si collochi in un contesto didattico caratterizzato da una precisa formulazione dei traguardi formativi e da scelte operative adeguate.

La valutazione della qualità dell’istruzione consiste nell’apprezzamento terminale del prodotto scolastico, considerato nei suoi diversi aspetti di ottimizzazione dell’apprendimento collettivo, di impiego razionale delle risorse, di accumulazione di competenze e di capacità professionale da parte degli insegnanti. Nel volume la discussione delle dimensioni generali della qualità dell’istruzione si accompagna alla presentazione di alcuni modelli di analisi dei risultati formativi e di organizzazione del lavoro didattico.

  1. A che servono gli esami?

  2. Critica del concetto di profitto

  3. La produttività della scuola

  4. Perché è necessaria una analisi del profitto

  5. L’elaborazione di didattiche compensative

  6. Analisi quantitativa della produttività della scuola

  7. L’ottimizzazione del profitto

  8. Obiettivi e metaobiettivi della formazione scolastica

  9. La qualità dei mezzi didattici


Calonghi, Strumenti di valutazione. I saggi, Giunti & Lisciani, Teramo 1992

Come valutare la produzione scritta degli allievi? Quali i metodi per un efficace procedimento di correzione? Ecco un testo che risponde a queste ed altre domande, offrendo ai docenti ampio materiale di approfondimento su uno dei momenti cruciali della valutazione.

In queto volume esamineremo :

  1. I Programmi e l’educazione linguistica

  2. Tipi di produzione scritta

  3. Prove di produzione scritta

  4. Il significato della parola "saggio"

  5. Saggi e prove oggettive

  6. Validità e fedeltà nella valutazione dei saggi

  7. Discordanze fra valutazioni

  8. Lo stimolo o traccia

  9. Modi diversi di valutare

  10. Metodi olistici

  11. L’uso di elaborati paradigmatici

  12. Due strumenti diversi

  13. Valutazione con metodi analitici

  14. Strumenti proposti nell’area francese

  15. Una proposta internazionale

  16. Proposte italiane

Sintesi del volume


A scuola si va per imparare a leggere e scrivere. Lo sanno anche i bambini, da sempre. Ma negli ultimi tempi i due compiti si sono talmente ampliati e articolati da rendere problematico individuare uno spazio culturale e didattico preciso per la lettura e la scrittura. I nuovi programmi per la scuola elementare, che entrano in vigore nel 1987, propongono una strategia innovativa, attenta soprattutto a valorizzare i dati cognitivi che il bambino mette in gioco nel suo rapporto con la lingua scritta.

Questa Guida, che a tali programmi si richiama, fa il punto delle più recenti ricerche psicologiche, antropologiche e didattiche relative al problema, e fornisce all’insegnante un vasto insieme di modelli teorici e di suggerimenti pratici. Dallo studio e dalla comprensione delle forme e delle tappe attraverso le quali avviene la costruzione della lingua scritta nel bambino, si passa all’esposizione di un itinerario didattico mirato alla progressiva conquista della capacità di leggere e scrivere.

Presentazione di Roberto Maragliano

  1. Alfabetizzazione, cultura scritta e sviluppo cognitivo

  2. Leggere e scrivere nelle prime fasi della scuola elementare : un problema di avvio

  3. La scrittura come costruzione di testi

  4. Scrivere a scuola

  5. La lettura come comprensione di testi

  6. Leggere a scuola

Bibliografia

Approfondimenti bibliografici


Le composizioni o esercitazioni in lingua materna sono considerate un mezzo insostituibile per educare gli alunni ad esprimersi efficacemente e correttamente per iscritto ; sono usate come strumento ideale per valutare le capacità creative, la maturazione concettuale ed espressiva, il grado di consapevolezza conseguito riflettendo sull’esperienza e sui contenuti culturali.

D’altra parte numerose ricerche docimologiche, condotte in situazioni e con metodologie anche molto diverse, sottolineano concordemente la difficoltà di usare i saggi come strumenti di controllo validi, obiettivi.

In questo volume si cerca di aiutare gli insegnanti posti tra le due sollecitazioni contrastanti ora accennate. Si vuol fare delle composizioni scritte uno strumento di valutazione che aderisca adeguatamente alle finalità dell’insegnamento, offra una validità e una fedeltà simile a quella dei reattivi, risponda alle esigenze metodologiche di quelli pur restando alla portata dei docenti.

Al lettore vengono offerte le conclusioni di ricerche condotte nella scuola italiana, procedimenti e sussidi usati in via sperimentale da un folto gruppo di insegnanti in più occasioni. L’insegnante è seguito lungo tutto l’arco del processo valutativo: dalla rilevazione dei fatti, alla formulazione di criteri di giudizio, alla determinazione di livelli o di paradigmi, all’espressione delle valutazioni mediante voti, qualifiche o giudizi.

Vengono offerti elaborati paradigma scelti per la prima volta in Italia con una metodologia statistica appropriata, un metodo di correzione intuitivo che consente una classificazione globale piuttosto rapida, una correzione analitica che non mira al voto ma ad un piano di ricupero circostanziato. Il volume quindi ha un carattere prevalentemente pratico e costituisce un contributo nuovo nel suo genere, ma fondato su principi collaudati dalla psicometria.

Prefazione

Capitolo primo - Posizione dei saggi nella didattica e nella docimologia

Capitolo secondo - Migliorare lo "stimolo" : come si sceglie e si formula il "tema"

Capitolo terzo - Valutazione intuitiva dei saggi

Capitolo quarto: Scale oggettive di valutazione

Capitolo quinto: Valutazione analitica dei saggi e "profili"

Capitolo sesto: Le "voci" di cui si compone la Guida

Capitolo settimo: Istruzioni e avvertenze per l’uso della Guida

Appendici

Note bibliografiche e indicazioni per ulteriori letture


La critica radicale a cui sono stati sottoposti gli obiettivi tradizionali della comunicazione culturale scolastica, ha aperto la strada a nuove strategie scientifiche di insegnamento - apprendimento. Se in base ad esse si presuppone che ogni allievo possa raggiungere il più elevato livello di padronanza delle abilità culturali, scaturisce automatica l’esigenza di approntare speciali tecniche di valutazione che intervengano nel corso dell’apprendimento stesso per indirizzarlo verso risultati ottimali.

In questo volume vengono discussi i presupposti teorici della valutazione formativa e sono presentate le principali tecniche di cui essa si avvale.

  1. Funzioni della valutazione educativa

  2. Caratteristiche metrologiche della misurazione educativa

  3. Le caratteristiche degli allievi

  4. L’analisi degli obiettivi didattici

  5. I test formativi

  6. La verifica dell’apprendimento e le procedure di recupero

  7. L’analisi delle prestazioni degli allievi

Appendice. Esempi di test formativi e sommativi


Presso l’Istituto di Psicologia del CNR è attivo da una decina d’anni un gruppo di ricercatori che studiano il linguaggio con impostazione pluridisciplinare (linguistica, psicologia del linguaggio, acquisizione del linguaggio, intelligenza artificiale). I risultati di questo lavoro scientifico sono stati utilizzati come base per alcune proposte di rinnovamento della pedagogia linguistica nella scuola media, inferiore e superiore, ora raccolte in questo volume. La ricerca di una comprensione profonda , coerente e scientificamente fondata delle attività pedagogiche in campo linguistico, è ciò che nel titolo di questo volume viene chiamata educazione razionale, di contro all’empirismo e al puro appello alla tradizione di molta pedagogia linguistica corrente. Alcune delle ricerche qui presentate sono esperienze dirette di metodi didattici. Altre sono proposte di analisi di aspetti della comunicazione linguistica tradizionalmente considerati solo a livello intuitivo: gli scopi dell’agire parlando, i meccanismi cognitivi (non esclusivamente linguistici) del capire, ricordare, riassumere, e dare un titolo ai brani, la natura specifica della comunicazione scritta in ciò che ha di diverso da quella parlata.

Introduzione (D. Parisi)

  1. Gli scopi del parlare nell’ambito di una pedagogia razionale (D. Parisi et alii)

  2. Proposte per un curricolo sugli aspetti scopistici del linguaggio (I. Poggi, R. Conte, D. Parisi)

  3. Che cosa è un titolo? (D. Parisi, A. Devescovi, C. Castelfranchi)

  4. Aspetti cognitivi della comprensione dei brani( Castelfranchi, Devescovi, Miceli, Parisi)

  5. La comprensione dei brani come costruzione di una corretta rete di conoscenze (Parisi, Castelfranchi)

  6. La comprensione dei brani: due esempi di analisi (Devescovi, Miceli)

  7. Sul riassunto (Devescovi, Miceli)

  8. Inferenze e contesto: la riflessione sul linguaggio a scuola come esplorazione del lavoro della mente (Devescovi, Catapano, Castelfranchi)

  9. Scritto e parlato (Parisi, Castelfranchi)

  10. Problemi di ricerca sulla scrittura (Parisi, Conte)

  11. Per un’analisi dei segni di punteggiatura, con particolare riferimento alla virgola (Conte, Parisi)

  12. I giudizi del parlante nell’educazione linguistica (Castelfranchi et alii)

  13. La grammatica a scuola: ragionevole o razionale? (Castelfranchi)

Appendice: Un approccio all’analisi: prospettive di ricerca pedagogica (L. Lumbelli)

Riferimenti bibliografici


Dopo la pubblicazione, in questa stessa collana, del volume a cura di D. Parisi, "Per un’educazione linguistica razionale" (1979), il gruppo di ricerca che fa capo all’Istituto di Psicologia del CNR, arricchitosi della collaborazione di nuovi ricercatori e insegnanti, ha proseguito l’approfondimento teorico e la sperimentazione didattica di argomenti di educazione linguistica per la scuola dell’obbligo. Parte di tali lavori sono illustrati nei saggi raccolti in questo volume. La loro scelta è guidata dall’idea che una pedagogia razionale possa essere attuata solo conoscendo anche a livello teorico i contenuti da trattare e le capacità da sviluppare in classe. Per questo, buona parte degli articoli sono contributi originali di ricerca teorica, per quanto ricchi di spunti didattici, che analizzano in un’ottica cognitivista aspetti della comunicazione verbale e non verbale, delle capacità lessicali e testuali e dell’interazione faccia a faccia ; altri presentano percorsi didattici di riflessione sul linguaggio e di sviluppo delle capacità linguistiche, completi di schede di lavoro e istruzioni per l’utilizzazione in classe.

Il volume prefigura dunque un curriculum organico di educazione linguistica per la scuola media, fornendo al contempo una chiara esemplificazione di un approccio cognitivista allo studio delle capacità linguistiche.

Introduzione, di Isabella Poggi

  1. Alcuni sviluppi della psicologia cognitivista rilevanti per la ricerca educativa (Cristina Buriani)

  2. La comunicazione verbale e non verbale (Isabella Poggi)

  3. Risposte, repliche e reazioni (I. Poddi, C. Castelfranchi e D. Parisi)

  4. Dal parlato allo scritto: un itinerario didattico (C. Buriani)

  5. L’uso delle domande nella comprensione della lettura (A. Devescovi e C. Buriani)

  6. Il significato del significato: predicati e operazioni (C. Castelfranchi)

  7. Dare nomi con i gesti (M. Zomparelli e I. Poggi)

  8. Lessico e grammatica nei gesti e nelle parole (I. Poggi e M. Zompelli)

  9. Frasi e parole con la voce e con le mani (I. Poggi)

  10. Gli errori di significato (M. de Sangro e I. Poggi)

  11. La sintesi lessicale: un’esperienza didattica (C. Bevilacqua e I. Poggi)

  12. Menti artificiali che collaborano con menti naturali (D. Parisi)

  13. Verso un sistema esperto per l’elaborazione di testi (D. Parisi)

Riferimenti bibliografici