IL
MONITORAGGIO DEGLI APPRENDIMENTI DISCIPLINARI
DEGLI STUDENTI E LE
PROVE DI INGRESSO
a cura di Giuseppe Martini
BIBLIOGRAFIA
RAGIONATA
a cura di Paolo Lucchi

MISURAZIONE E VALUTAZIONE
Le origini e la prima diffusione degli studi docimologici in Italia si devono principalmente allopera di A. Visalberghi e L. Calonghi.
Un lavoro sui problemi della valutazione di ampio respiro e davvero organico, tanto sul piano teorico quanto su quello delloperatività scolastica, è Didattica e docimologia: Misurazione e valutazione nella scuola, di M. Gattullo, Armando, Roma 1968.
Opere a carattere generale:
De Landsheere G., Elementi di docimologia. Valutazione continua ed esami, La Nuova Italia, Firenze 1973
Hudson B. (a cura di), Introduzione alle tecniche di valutazione, Zanichelli, Bologna 1975
Nunnally J.C., Misurazione e valutazione nella scuola, OS, Firenze 1976
Domenici G., Manuale della valutazione scolastica, Editori Laterza, Bari 1993
A. Per unanalisi dei rapporti che intercorrono fra valutazione e attività didattiche, si vedano:
Vertecchi B., Valutazione formativa, Loescher, Torino 1976
Calonghi L., Valutazione, La Scuola, Brescia 1976
Maragliano R., Vertecchi B., La valutazione nella scuola di base, Editori Riuniti, Roma 1978
Fratini T., Tiriticco M., La valutazione nella scuola dellobbligo, Tecnodid, Napoli 1981
Vertecchi B., Manuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti, Editori Riuniti, Roma 1987
Gattullo M., Giovannini M.L., Misurare e valutare lapprendimento nella scuola media, B. Mondadori, Milano 1989
Domenici G., Le prove strutturate di conoscenza, Lisciani & Giunti, Teramo 1992
Domenici G, Descrittori dellapprendimento, Lisciani & Giunti, Teramo 1981.
B. Per unanalisi dei problemi posti dalla verifica della comprensione della lettura, si vedano:
Simone R. (a cura di), Leducazione linguistica, La Nuova Italia, Firenze 1979
Cornoldi C., Colpo G., Gruppo M.T., La verifica dellapprendimento della lettura, OS, Firenze 1981
Eynard R., La lettura nella scuola dellobbligo, Lisciani & Giunti, Teramo 1983
Poggi I. (a cura di), Le parole nella testa, Il Mulino, Bologna 1987
Lucisano P., Salerni A., Benvenuto G., Siniscalco M.T., Lettura e comprensione, Loescher, Torino 1989
C. In riferimento alle prove di verifica della produzione scritta, compresi i riassunti, si vedano:
Calonghi L., Valutazione delle composizioni scritte, Armando editore, Roma 1972
Devescovi A., Miceli M., Sul riassunto, in Parisi D. (a cura di), Per una educazione linguistica razionale, Il Mulino, Bologna 1979
Formisano M., Pontecorvo C., Zucchermaglio C., Guida alla lingua scritta, Editori Riuniti, Roma 1986
Benvenuto G., Insegnare a riassumere. Proposte per un itinerario didattico, Loescher, Torino 1987
Cortelazzo M.A. (a cura di), Scrivere nella scuola dellobbligo, Quaderni del Giscel/8, La Nuova Italia, Firenze 1991
Calonghi L., Strumenti di valutazione. I saggi, Lisciani & Giunti, Teramo 1992
D. La necessità di collegare la verifica e la valutazione degli apprendimenti scolastici alla strutturazione delle decisioni didattiche, viene presa in esame da:
Vertecchi B., La qualità dellistruzione, Loescher, Torino 1978
Vertecchi B., Decisione didattica e valutazione, La Nuova Italia, Firenze 1993
E. Per conoscere i risultati delle più importanti indagini conoscitive del profitto scolastico svolte in Italia e/o in altri paesi europei ed extraeuropei, si vedano:
Corda Costa M., Visalberghi A., Misurare e valutare le competenze linguistiche. Guida scientifico - pratica per gli insegnanti, La Nuova Italia, Firenze 1995
F. Lanalisi dei problemi valutativi posti dalla necessità di attivare tempestivamente le procedure di recupero e di sostegno per dare concretezza alla funzione formativa della valutazione anche in rapporto agli stili di apprendimento degli allievi, è presente in:
Block J.H. (a cura di), Mastery learning. Procedimenti scientifici di educazione individualizzata, Loescher, Torino 1972
Vertecchi B., La Torre M., Nardi E., Valutazione analogica e istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze 1994
G. Le pubblicazioni comparse dopo lentrata in vigore della legge n. 517 del 1977, che oltre alla trattazione dei problemi valutativi in generale affrontano quelli particolari della compilazione della scheda per lespressione del giudizio sono assai numerose. Tra le tante, oltre a quelle già citate, si segnala:
La Valutazione nella scuola dellobbligo, in "Studi e Documenti", fascicolo monografico n. 64 degli Annali della Pubblica Istruzione, Le Monnier, Roma-Firenze 1993
H. Per un più specifico riferimento allosservazione sistematica, si vedano:
Meazzini P., La conduzione della classe. Tecniche comportamentali, Giunti - Barbera, Firenze 1978
Soresi S., Guida allosservazione in classe, Giunti - Barbera, Firenze 1978
Genovese L., Kanizsa S. (a cura di), Manuale di gestione della classe, Franco Angeli, Milano 1989
I. Ai particolari problemi posti dal trattamento e dallanalisi statistica dei dati valutativi, viene data risposta in molti dei testi docimologici citati. Per ulteriori approfondimenti si confrontino:
Flores dArcais, Metodi statistici per la ricerca psicologica, Giunti - Barbera Universitaria,Firenze
Coggi C., Calonghi L.,Elementi di statistica per la ricerca scolastica, Lisciani & Giunti, Teramo 1992
J. Sulla necessità di impiegare un dossier personale dellallievo sia per consentire una più proficua conduzione degli esami terminali dei diversi corsi di studio, sia, soprattutto, per poter meglio orientare gli studenti e facilitare la continuità educativa, si vedano:
Corda Costa M., Visalberghi A., Prima valutazione dinsieme, in AA.V., Scuola media ed esame di licenza, La Nuova Italia, Firenze 1982
Domenici G. (a cura di ), Conoscere, simulare, scegliere. Unità didattiche per lorientamento, Juvenilia, Bergamo 1989
K. Per una disamina delle questioni relative alla produttività della scuola, agli indicatori educativi e alle funzioni di un Servizio docimologico nazionale, si consiglia la lettura di:
Vertecchi B. (a cura di), Valutazione e qualità degli studi. Per un servizio docimologico nazionale, Tecnodid, Napoli 1989
Per i problemi più generali si leggano:
Ausubel D.P., Educazione e processi cognitivi, Franco Angeli, Milano 1994
Boscolo P., Psicologia delleducazione. Insegnamento e apprendimento, Martello - Giunti, Firenze 1974
Domenici G., Manuale della valutazione scolastica, Editori Laterza, Bari 1993
Prefazione
Il Manuale della valutazione scolastica offre un quadro di riferimento teorico- operativo per lideazione, la messa a punto e limpiego non solo delle prove oggettive o strutturate di verifica dellapprendimento e di comprensione della lettura, ma anche delle prove semistrutturate.
Nel testo, oltre che delle prove oggettive, si dà quindi conto di prove che vanno dalle domande strutturate ai saggi brevi ; dal colloquio orale strutturato , semistrutturato e libero, alla riflessione parlata ; dai rapporti di ricerca ai riassunti, ponendo in chiara luce le rispettive caratteristiche metrologiche e le più adatte funzioni valutative concretizzabili con quegli strumenti.
In stretta relazione con le molteplici componenti dei processi di apprendimento, vengono poi esaminati i problemi della didattica, dellorientamento, della continuità educativa e dellespressione del giuduzio valutativo. In particolare si illustrano procedure di individualizzazione dellinsegnamento - apprendimento anche in ambito collettivo - la classe-, e si offrono esempi di strumenti di rilevazione e memorizzazione diacronica dellandamento dei processi cognitivi e affettivo - motivazionali, dalle liste di descrittori dellapprendimento al dossier personale dellallievo.
Un ulteriore e più spiccato riferimento alla pratica didattica è presente nellapposita ed ultima sezione intitolata Schede operative, nella quale vengono dati esempi di prove e le relative modalità duso. Per ciascuno dei più rappresentativi tipi di strumenti e in relazione alle diverse funzioni valutative, vengono quindi indicate le procedure dimpiego , ovvero di somministrazione, attribuzione dei punteggi, trattamento ed interpretazione dei dati rilevati .
(Franco Frabboni, Franca Pinto Minerva, Giuseppe Trebisacce)
Consigliamo di leggere:
Le prove oggettive di verifica dellapprendimento
La costruzione delle prove oggettive
Le prove di comprensione della lettura
Somministrazione delle prove e attribuzione dei punteggi grezzi
Misurazioni degli apprendimenti, analisi e interpretazione dei dati valutativi
Le prove semistrutturate
Descrittori dellapprendimento e osservazione sistematica. Il dossier personale dellallievo.
Schede operative (con esempi delle più rappresentative tipologie degli strumenti di verifica e indicazioni sulle modalità di costruzione, correzione, attribuzione dei punteggi, trattamento, analisi e interpretazione dei dati)
Prova oggettiva di comprensione della lettura
Prova oggettiva di profitto. Area scientifica. Livello: 1^media
Prova di profitto semistrutturata (domande strutturate). Livello: 3^media
Prova semistrutturata di Geografia (domande strutturate). Livello: 3^media
Prova semistrutturata: riassunto. Livello: 5^ Elementare
Prova di comprensione della lettura. Livello: biennio secondaria superiore
7-8. Prove dingresso scuola secondaria superiore. Lingua inglese
Bibliografia
Vertecchi B., Manuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti, Editori Riuniti, Roma 1987
In questo manuale, i diversi aspetti della valutazione (funzioni, criteri, strumenti, modalità di espressione dei giudizi) sono affrontati con un gran numero di suggerimenti, anche inconsueti, e di esempi, relativi a varie materie scolastiche, sempre prevedendo una partecipazione attiva del lettore.
Consigliamo di leggere:
Gli strumenti della valutazione
Le prove strutturate di conoscenza
Come si attribuiscono i punteggi
BENVENUTO G., Insegnare a riassumere. Proposte per un itinerario didattico di prove di "riassunto", Loescher, Torino 1987
Riassumere un discorso, una discussione, una lezione, un libro o un articolo di giornale, un film, uno spettacolo, un fatto... : ci capita di farlo ogni giorno, a scuola e fuori. In breve, riassumere è parte vitale del nostro uso della lingua.
Questo libro, rivolto soprattutto agli insegnanti - ma anche agli studenti - offre unanalisi delle abilità, delle strategie, dei procedimenti specifici che costituiscono la "competenza riassuntiva". Nello stesso tempo, presenta un itinerario didattico per una proficua formazione, in sede scolastica, di questa competenza.
Così, il riassunto potrà uscire dai limiti dellesercizio tradizionale ("riscrivi con parole tue"), e articolarsi in una vasta gamma di lavori sul testo : produrre riassunti con finalità comunicative diverse, e per destinatari diversi ; prendere appunti ; sottolineare evidenziando i punti chiave ; fare scalette o schemi ; intraprendere letture finalizzate ; titolare e paragrafare testi di vario tipo ; e altre operazioni ancora.
Insegnare a riassumere risulterà quindi utile non solo per lambito scolastico, ma per quello più generale della comunicazione.
Premessa
PERCHE UNEDUCAZIONE AL RIASSUMERE
IL PROBLEMA "RIASSUNTO"
PER UNA COMPETENZA RIASSUNTIVA
LA FORMAZIONE DELLE ABILITA RIASSUNTIVE. PROPOSTE PER UN ITINERARIO DIDATTICO DEL RIASSUMERE
COSTRUZIONE E VALUTAZIONE DI PROVE DI RIASSUNTO
Conclusioni
IL RIASSUMERE
APPENDICI
Bibliografia
CORTELAZZO M.A. (a cura di), Scrivere nella scuola dellobbligo, Quaderni del GISCEL/8, La Nuova Italia, Firenze 1991
Questo libro, opera di più autori, si occupa dello sviluppo delle capacità di scrittura degli scolari nella scuola dellobbligo, cioè della capacità di produrre testi scritti adeguati agli obiettivi comunicativi che lo scrivente si propone. Gli argomenti trattati sono i processi che regolano la scrittura, il curriculum di lingua scritta per le diverse fasce della scuola dellobbligo, i rapporti fra oralità e scrittura e i problemi della trascrizione dellorale, la scrittura di determinati tipi di testo (testo argomentativo, appunti, note, testi giornalistici ad alta leggibilità), la correzione come momento costitutivo dello scrivere.
Introduzione (M.A. Cortelazzo)
Parte I - Teoria della scrittura e curricolo
Usi e funzioni della scrittura (P. Boscolo)
Costruzione di un curriculum di lingua scritta per le prime classi della scuola elementare (Gruppo "Scuola-Ricerca")
La scrittura nel secondo ciclo della scuola elementare (P. Desiseri)
La produzione scritta nella scuola media di primo grado (GISCEL Liguria)
Parte II - Oralità e scrittura
Soggiacenza e rappresentazione superficiale : un problema per la resa in scrittura di testi di produzione orale (L. Giannelli)
Morfosintassi dialettale nella scrittura (Autori Vari)
Parte III - Scrittura e riscrittura a scuola, e fuori
Per una didattica del testo argomentativo nelle elementari (T. Caggese, A. A. Sobrero)
Prendere appunti. Unipotesi di curriculum didattico (S. Rossi)
La nota : ovvero processi di sintesi e ri-creazione testuale (G. Tonfoni)
Scrittura e leggibilità : "Due Parole" (M.E. Piemontese)
Parte IV - Correzione e autocorrezione
Sperimentazione di strategie pragmatiche nella comprensione e produzione di testi scritti (Marina Sbisà)
"Varianti" e scrittura (L. Altichieri, V. Deon)
Correggere nella scuola elementare (GISCEL Veneto)
Corda Costa M., Visalberghi A., Misurare e valutare le competenze linguistiche, La Nuova Italia, Firenze 1995
Questo volume è una guida alla valutazione delle abilità linguistiche nella lingua materna. Si compone di due parti, una dedicata alla lingua scritta a diversi livelli scolastici dallelementare alla secondaria superiore, laltra alla comprensione della lettura a livello della scuola dellobbligo.
La guida è fondata sulle metodologie di valutazione utilizzate in rilevazioni internazionali molto estese, curate dall IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) negli ultimi anni. Non vengono proposte solo procedure atte a misurare le abilità linguistiche, ma si suggeriscono anche i modi per costruire un giudizio complessivo che interpreti e unifichi il complesso delle misurazioni effettuate e orienti conseguentemente lazione didattica.
La guida è corredata di appendici che presentano le prove di produzione scritta e di comprensione della lettura utilizzate nelle indagini IEA, con le opportune indicazioni affinchè ogni insegnante possa anche utilizzarle come modello per costruire nuove prove.
Il volume si rivolge in particolare agli insegnanti della scuola dellobbligo , ma fornisce anche ai docenti di scuola secondaria superiore spunti per affrontare efficacemente i problemi di valutazione della produzione scritta e della comprensione della lettura.
Presentazione (di M. Corda Costa e A. Visalberghi)
Parte I
Guida alla valutazione della produzione scritta con il metodo IEA - IPS
Sezione I
La valutazione della produzione scritta
Introduzione (P. Lucisano, G. Benvenuto, G. Asquini)
Valutazione e didattica (P. Lucisano)
Lindagine IEA - IPS sulla produzione scritta (P. Lucisano)
III. Valutazione e misurazione (P. Lucisano)
La scelta delle prove (P. Lucisano)
Il metodo di valutazione (G. Asquini)
La formazione dei valutatori (G. Asquini)
Sezione II
Le prove da utilizzare per la valutazione:
Introduzione (P. Lucisano)
Criteri per la correzione di testi in lingua italiana (G. Benvenuto)
Alcuni esempi per la valutazione dellImpaginazione e della Calligrafia (G. Asquini)
Appendici: Istruzioni, Elaborati Modello, Valutazioni
Sezione III
I risultati nelle prove di scrittura
I risultati nelle prove di scrittura (G. Benvenuto)
ParteII
Guida alla verifica dei livelli di alfabetizzazione in lingua italiana con le prove IEA - SAL
Perché una ricerca sullalfabetizzazione (P. Lucisano)
Presentazione dellindagine IEA - SAL (E. Lastrucci)
Le prove di comprensione della lettura a scelta multipla (A. Salerni)
Risultati della prova opzionale M.T. Siniscalco)
Analisi delle differenze per aree geografiche e per sesso e delle relazioni tra risultati nella prova e variabili di sfondo E. Lastrucci)
Istruzioni per la somministrazione delle prove nazionali e per la lettura dei risultati (A. Salerni)
Appendice: Le prove opzionali di alfabetizzazione - lettura
Conclusioni. La misurazione allinterno della valutazione scolastica (M. Corda Costa e A. Visalberghi)
Bibliografia
VERTECCHI B. - LA TORRE M. - NARDI E., Valutazione analogica e istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze 1994
Sullesigenza di una individualizzazione delle proposte didattiche sembra esservi un generale consenso. Tutti riconoscono che, se si vuole ottenere una elevata qualità dellistruzione, bisogna adattare lofferta di apprendimento alle esigenze di ciascun allievo. Lincertezza è molto maggiore quando si passa dal piano dei principi a quello dei modelli e delle forme organizzative : nei casi migliori, lindividualizzazione viene interpretata come un modo di intendere il sostegno, ossia come unaggiunta di proposta didattica che interviene quando un allievo abbia già dimostrato di incontrare difficoltà nel suo percorso di apprendimento.
E possibile ribaltare queste interpretazioni, e sviluppare una didattica che organizzi lintero percorso di apprendimento in funzione delle esigenze individuali ? A questo quesito viene data una risposta affermativa : in primo luogo viene definita una nuova funzione valutativa, quella analogica, che consente di prevedere i tratti del percorso di apprendimento nel quale è probabile che si manifestino difficoltà ; tale previsione viene quindi utilizzata per variare la proposta didattica.
Premessa
UNA STRATEGIA PER LINDIVIDUALIZZAZIONE
LANALOGIA : ASPETTI LOGICI E RETORICI
ANALOGIA E DIDATTICA
UNA GEOMETRIA PER LA VALUTAZIONE
COSTRUZIONE DI UNITA DIDATTICHE SU MISURA
APPENDICE I
Prova analogica per ununità di statistica
APPENDICE II
Prova analogica di semantica per lingresso alla scuola secondaria superiore
APPENDICE III
Prova analogica sul genere narrativo per lingresso alla scuola secondaria superiore
APPENDICE IV
Prova di matematica per lingresso alla scuola secondaria superiore
APPENDICE V
Dalla valutazione analogica alla costruzione di materiali per lapprendimento. Il modello DIVA
CHIAVE DELLE PROVE
LESSICO
SORESI S., Guida allosservazione in classe, Giunti - Barbera, Firenze 1978
Allinsegnante di oggi non è più possibile richiedere unicamente un "viscerale atteggiamento damore" nei confronti degli alunni: accanto alla disponibilità deve possedere una profonda competenza tecnica che gli consenta, da un lato, di individuare con precisione gli obiettivi educativi che intende perseguire, e, dallaltro, la pianificazione di corrette strategie di controllo delladeguatezza degli interventi che attiva.
In questo contesto il ricorso al metodo dellosservazione è inevitabile anche se esso, come daltronde ogni altra forma di diagnosi e valutazione, risulterà sterile da un punto di vista psicopedagogico ed irrilevante da un punto di vista sociale, se non inserito in un preciso programma di intervento e cambiamento.
Lautore con questo lavoro si propone sia di stimolare linsegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali sia di offrirgli la possibilità di ricorrere alluso di alcune strategie e di alcuni strumenti di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.
Il volume si articola in tre parti: nella prima vengono affrontati alcuni problemi teorici collegati alluso dellosservazione nella ricerca psicopedagogica; nella seconda vengono presentati alcuni strumenti di analisi e di osservazione del comportamento dellinsegnante (il metodo di Flanders, di Bellack, di De Landsheere, ecc.) e nella terza, infine, ci si sofferma sullanalisi del contributo offerto dallapproccio comportamentistico allosservazione delle problematiche scolastiche.
Introduzione
Lattività di un professionista prevede necessariamente almeno cinque momenti distinti:
la comprensione approfondita della realtà da modificare;
lindividuazione e lelencazione dei problemi che la realtà stessa solleva;
lelaborazione di alcune ipotesi di cambiamento e la pianificazione di un intervento;
la realizzazione del progetto;
il controllo dei risultati ottenuti.
Le finalità che ci si propongono con questo lavoro sono essenzialmente due:
stimolare linsegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali;
offrire allinsegnante la possibilità di ricorrere, per la sua programmazione didattica, alluso di alcune strategie di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.
Losservazione può trasformarsi in attività di "autovalutazione correttiva" e di feedback del proprio comportamento e stimolare anche nellinsegnante significative dinamiche di cambiamento. Per questo, saranno presi in considerazione strumenti di osservazione del comportamento che linsegnante e lalunno assumono in classe. In particolare, si considereranno:
nella prima parte, alcuni problemi e metodi di osservazione;
nella seconda parte, losservazione dellanalisi dellinsegnamento;
nella terza parte, il contributo offerto dallapproccio comportamenitistico allanalisi e allosservazione delle problematiche scolastiche.
Parte prima: PROBLEMI E METODI DI OSSERVAZIONE
Cap. I. - Tipi di osservazione
Losservazione occasionale
Losservazione sistematica
Tipi di osservazione sistematica
Losservazione naturalistica
Losservazione diretta
Losservazione documentaria
Losservazione scientifica
Losservazione partecipante
Cap. II. - Losservazione nella ricerca pedagogica
Cap. III. - Lattendibilità dellosservazione
Gli errori di osservazione
Losservatore come fonte di errore
La formazione degli osservatori
Quando e cosa osservare
Come osservare
Parte seconda: LOSSERVAZIONE NELLANALISI DELLINSEGNAMENTO
Cap. IV. - Metodi di osservazione utilizzati nellanalisi dellinsegnamento
I sistemi di segni (Losservazione del comportamento dellalunno: la check-list di M. Almy)
Una check-list per lanalisi della relazione genitori - figli (R. Cattell)
Le scale di valutazione (obiettività/attendibilità/sensibilità/validità)
Tipi di scale di valutazione
I sistemi di categorie
Cap. V. - Linterazione in classe
La relazione insegnante - alunno
Lanalisi delle interazioni verbali in classe
Il sistema di Flanders per lanalisi delle interazioni verbali
Le categorie di analisi delle interazioni verbali
Metodo di classificazione delle interazioni verbali
Descrizione qualitativa e quantitativa delle interazioni
Analisi e interpretazione delle interazioni
Utilizzando il sistema di Flanders, può linsegnante valutare la propria attività scolastica?
Suggerimenti e "regole" per la classificazione delle interazioni verbali in classe
Il sistema di categorie di interazione verbale (SCIV) di E. Amidon
Uso della matrice di Amidon
Losservazione delle attività intellettuali : il sistema di Taba
Lanalisi dellinsegnamento con il metodo della Hughes
Il metodo di G. De Landsheere
Il sistema di analisi della comunicazione in classe di Lewis, Newell e Withall
Il sistema di Bellack
Il sistema di analisi dellinsegnamento di B. Joyce
Codificazione e registrazione delle comunicazioni dellinsegnante
Cap. VI. - Losservazione dellinterazione sociale in classe
Lezione e lavoro di gruppo
Il gruppo - classe
Losservazione della discussione di gruppo
Lanalisi delle interazioni di gruppo di R.F. Bales
Losservazione e la registrazione delle interazioni
Esemplificazione sperimentale
La revisione di Borgatta
Parte terza - LOSSERVAZIONE NELLANALISI E MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI
Cap. VII. - Comportamentismo e problemi di osservazione
Definizione accurata dei comportamenti da osservare
Durata dellosservazione
Verifica dellobiettività dellosservazione
Losservazione per campionamento a tempo
Cap. VIII. - Comportamento ed osservazione a scuola
Losservazione dei comportamenti di "vicinanza" e di "interazione"
Losservazione del comportamento di un gruppo di adolescenti caratteriali
Losservazione dei comportamenti degli alunni
Losservazione del comportamento dellinsegnante
Esemplificazione sperimentale 2
Losservazione del comportamento della classe
I comportamenti orientati al compito
Esemplificazione sperimentale 3
Gli effetti del comportamento degli insegnanti
Losservazione dellinterazione scolastica
Il sistema di osservazione di Spaulding
Lanalisi funzionale di Bijou
Considerazioni conclusive
Bibliografia
MEAZZINI P., La conduzione della classe. Tecniche comportamentali, Giunti - Barbera, Firenze 1978
In questo libro vengono presentati in modo sistematico i principi sui quali si fonda la "tecnologia del comportamento", i metodi che si possono impiegare per una corretta gestione della classe e i risultati ottenuti in numerose esperienze scolastiche che si sono conformate a questo approccio.
I vari temi sono vivacizzati dallinserimento di una casistica quanto mai ampia e diversificata, che abbraccia episodi tipici della scuola materna, di quella dellobbligo e della scuola media superiore.
Linsegnante di ogni ordine e grado, loperatore sociale e le persone interessate ai problemi scolastici troveranno nel volume una serie di indicazioni e di suggerimenti metodologici in grado di fondare su basi scientifiche un nuovo rapporto educativo.
Parte prima - PRINCIPI E METODI
Capitolo 1 - I PRINCIPI DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO
Introduzione
Che cosè il modello medico
Aspetti negativi del modello medico
Perché il modello medico tende a sopravvivere
Che cosè il modello psicologico
Il modello psicologico e la tecnologia del comportamento
Aspetti positivi della tecnologia del comportamento
Capitolo 2 - TECNICHE DI OSSERVAZIONE E MODALITA DI VERIFICA DELLINTERVENTO
COMPORTAMENTALE
Il linguaggio quotidiano strumento di non comunicazione
Il linguaggio comportamentale come superamento del linguaggio quotidiano
Cosa osservare
Lanalisi funzionale del comportamento
Che fare dei dati ottenuti durante la fase di osservazione
Il problema dellattendibilità dellosservazione
La definizione degli obiettivi comportamentali
Programmazione e valutazione dellintervento comportamentale
Parte seconda - COME INCREMENTARE I COMPORTAMENTI ADEGUATI
Capitolo 3 - RINFORZAMENTO, MODELLAGGIO E CONCATENAMENTO
Introduzione
Luniverso dei rinforzatori
Il modellaggio (shaping)
Il concatenamento
Chi condiziona chi
Capitolo 4 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DI RINFORZAMENTO: I CONTRATTI
EDUCATIVI
Introduzione
Le regole della contrattazione delle contingenze
Dalla contrattazione eterodiretta alla contrattazione autodiretta
A proposito di micro- e di macrocontratti
Gli elementi che costituiscono la contrattazione
Che fare quando la contrattazione delle contingenze non sembra funzionare
Capitolo 5 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DEL GRUPPO E LA "TOKEN ECONOMY"
La contrattazione delle contingenze di gruppo
La token economy (economia simbolica)
Capitolo 6 - LA MODIFICAZIONE DELLAMBIENTE
Introduzione
Il controllo da parte dello stimolo
La tecnica del fading
Classificazione degli stimoli sulla base delle loro caratteristiche
Ambiente - scuola
Capitolo 7 - IL MODELLAMENTO
Introduzione
Modellamento e socializzazione
Il modellamento nella scuola
I fattori del modellamento
Capitolo 8 - LAUTOCONTROLLO
Introduzione
Lautocontrollo nella prospettiva comportamentale
Come si attua lautocontrollo: cenni procedurali
Apprendimento dellautocontrollo
Parte terza - COME DIMINUIRE I COMPORTAMENTI ADEGUATI
Capitolo 9 - ESTINZIONE E RINFORZAMENTO DIFFERENZIALE
Introduzione
Elementi che ostacolano luso dellestinzione
Lestinzione è veramente efficace?
Il rinforzamento differenziale
Capitolo 10 - LA PUNIZIONE : PERCHE NO?
Introduzione
La punizione e la tecnologia del comportamento
La punizione non è efficace
Effetti collaterali negativi della punizione
Effetti paradossali della punizione
Perché si continua a punire
Alternative alla punizione di tipo a
Parte quarta - LA GESTIONE DEI PROBLEMI EMOZIONALI NELLA SCUOLA
Capitolo 11 - ANSIE E PAURE NELLA SCUOLA
Introduzione
La definizione della paura e dellansia secondo la prospettiva comportamentistica
Come si apprendono ansie e paure
Dallansia alla fobìa
Come si eliminano ansie e fobie
Alcuni casi tipici di paura e di fobia
Capitolo 12- SCUOLA E HANDICAPPATO
Introduzione
Lintegrazione del bambino handicappato nella scuola "normale"
Lintegrazione selvaggia "Italian style"
Lintegrazione dellhandicappato: la prospettiva comportamentale
Osservazioni conclusive
Parte quinta - LA MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI COGNITIVI
Capitolo 13 - LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
Introduzione
Identificazione e definizione degli obiettivi didattici
Lanalisi dei compiti
I test criteriali
Procedure di insegnamento individualizzato
Parte sesta - IN CONCLUSIONE
Capitolo 14 - LINTRODUZIONE DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA
Introduzione
La formazione delle componenti scolastiche alluso delle tecniche comportamentali
Funzioni delle componenti scolastiche secondo la tecnologia del comportamento
Capitolo 15 - OBIEZIONI ALLUSO DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA
Introduzione
Obiezioni di natura socio - politica
Obiezioni di natura morale
Obiezioni di natura pedagogica
Obiezioni di natura psicologica
Obiezioni di natura...estetica
Per un uso corretto della tecnologia del comportamento
Glossario
Bibliografia
CERI - OCSE, Gli indicatori internazionali dellistruzione. Una struttura per lanalisi, Armando, Roma 1994
In unepoca in cui leducazione è tra le prime preoccupazioni dei paesi dellOCSE, lelaborazione di indicatori utili ed affidabili diventa essenziale alla formulazione e al monitoraggio delle politiche. Questo volume analizza i problemi di ordine concettuale, posti dal ruolo e dai limiti degli indicatori di istruzione suscettibili di soddisfare la richiesta generale di maggiori e migliori informazioni sulla qualità dellistruzione. In questo volume si descrivono gli obiettivi del progetto dellOCSE sugli indicatori internazionali dellistruzione (INES), le ipotesi sulle quali esso si fonda ed i suoi metodi di lavoro. Il Rapporto, infine, propone una serie di linee direttive per la messa a punto di un insieme di indicatori.
Consigliamo di leggere:
Introduzione
A che cosa servono gli indicatori internazionali dellistruzione ? (N. Bottani - H.J. Walberg)
Capitolo 2 - Gli indicatori dellistruzione: modelli teorici (Max Van Herpen )
Capitolo
3 - Il sistema degli indicatori del funzionamento della scuola
(J. Scheerens)
Post - fazione
Gli indicatori per conoscere e diagnosticare il sistema di istruzione (M.A. Ruggiero)
CERI - OCSE, Valutare linsegnamento. Per una scuola che conti, Armando, Roma 1995
Questo volume, realizzato dal CERI (Centro per la Ricerca e lInnovazione dellInsegnamento) nellambito del progetto lanciato dallOCSE, contiene contributi dei più illustri Autori internazionali nellambito educativo . Nei vari saggi vengono presentati lorganizzazione, lo sviluppo, la misurazione e gli usi degli indicatori internazionali delleducazione.
Consigliamo di leggere:
Parte prima
STORIA E DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI
Capitolo 4 - Scelta degli indicatori (D. Nuttall)
Parte seconda
SVILUPPO DEGLI INDICATORI
Capitolo 8 - Indicatori del processo educativo per un miglioramento della scuola (D. Hopkins)
Parte terza
INDICATORI DI RISULTATI DELLEDUCAZIONE
Capitolo 10 - Teorie dello sviluppo mentale e valutazione dei risultati scolastici (Ivan Ivic)
Capitolo11 - Le implicazioni della psicologia cognitiva per la misurazione dei risultati degli studenti (H.J.Walberg-G.D. Haertel )
Parte quarta
INTERPRETAZIONE OPERATIVA DEGLI INDICATORI
Capitolo 14 - Indicatori e responsabilità a livello di scuola e di classe (M. Eraut)
Guasti L., Valutazione e innovazione, De Agostini, Novara 1996
Gli argomenti che il testo affronta, sono visti nellottica del rapporto tra valutazione e controllo, tra valutazione e forme della didattica, tra valutazione e apprendimento, tra valutazione e suo potenziale critico, tra valutazione e sue effettive possibilità istituzionali e organizzative.
In modo specifico vengono trattati sia i problemi relativi alla ferialità della valutazione, cioè al valore della quotidianità delle prove di verifica, sia quelli riguardanti le strategie che possono consentire alla scuola di attivare procedure di autoanalisi didattica e di istituto nel quadro di un sistema generale di valutazione funzionale a coinvolgere lorganizzazione della scuola in unimpresa più vasta rispetto a quella tradizionale e certamente più significativa.
Il volume vuole offrire una pista di lavoro utile alla qualificazione della scuola e, in particolare, alla ripresa dellinnovazione.
Consigliamo di leggere:
Capitoli 5 - LAutoanalisi di Istituto
Capitolo 11 - Indicatori e valutazione di Istituto
Capitolo 12 - Lautovalutazione didattica
Capitolo 13 - Valutazione didattica e studenti
Capitolo 14 - Valutazione formativa e sommativa
Capitolo 15 - Scuola, formazione e valutazione
PRIORE F., Modelli, strumenti e misure della didattica contemporanea, Mursia, Milano 1990
Il testo, articolato in tre parti di cui la prima riguarda le teorie didattiche, la seconda la misura, la terza gli strumenti, si rivolge agli insegnanti in formazione, a quelli in servizio e agli studenti universitari che si preparano allinsegnamento.
I contenuti della ricerca pedagogica, docimologica, sperimentale e psicopedagogica confluiscono tutti sul set didattico, dove la conoscenza precisa e chiara dellalunno è una costante della programmazione insieme alla conoscenza delle risorse del plesso e del territorio e alle competenze - padronanze dellinsegnante.
Nel testo viene dato spazio soprattutto agli aspetti operativi e tecnici, pur non omettendo qualche precisazione teorica e riferimenti storici e bibliografici. Per questo si tratta di un MANUALE che illustra il come, ma non evita i perché del come.
Come libro base dellattività di ricerca lascia aperti i problemi, ma ne indica gli itinerari ; come strumento contiene i risultati, le innovazioni e i procedimenti più aggiornati presentati sempre come ipotesi di lavoro ; come guida fornisce esemplificazioni e indicazioni operative; come compendio fa il punto in maniera stringata su aspetti e problemi.
E quindi un testo: di ricognizione delle problematiche, di stimolo e di sollecitazione per la formazione, di riferimento per una rapida consultazione, di orientamento per una professionalità robusta, di produzione didattica attraverso la sperimentazione, di produzione docimologica attraverso lacquisizione delle competenze metrologiche. E insomma, uno strumento per lo sviluppo di una professionalità a tutto tondo (insegnante = educatore + ricercatore) competitiva a livello europeo, capace di dare risposte significative ai problemi di una società senza barriere.
Premessa
Parte prima - DIDATTICA, AMBIENTI, PROGRAMMAZIONE, SPERIMENTAZIONE
Cap. 1 Orientamenti didattici e tirocinio
Cap. 2 Il soggetto di educazione e gli ambienti di vita: punti di partenza del processo didattico
Cap. 3 Analisi del processo didattico: modelli e variabili
Cap. 4 Il processo didattico dal programma alla programmazione: aspetti, livelli, competenze
Cap. 5 Come programmare il processo educativo - didattico
Cap. 6 Problemi metrico - educativi del processo didattico
Cap. 7 Strumenti: approccio tradizionale alle prove oggettive
Cap. 8 Strumenti: nuovo approccio alle prove oggettive
Cap. 9 La sperimentazione metodologico - didattica: leggi, metodi, moduli
Cap. 10 Sperimentiamo con l "Osservazione sistematica"
Cap. 11 Sperimentiamo con i sistemi di analisi della Comunicazione didattica
Parte seconda - LA MISURA NELLA PROGRAMMAZIONE E NELLA SPERIMENTAZIONE EDUCATIVO - DIDATTICA
Cap. 12 La quantità: fondamenti storico - metodologici
Cap. 13 Docimologia: misure e scale
Cap. 14 I livelli di misura
Cap. 15 La scala nominale
Cap. 16 La scala ordinale
Cap. 17 Le distribuzioni: dalla curva di Gauss alla curva educativo - didattica
Cap. 18 La scala a intervalli equivalenti
Cap. 19 I test non - parametrici nella programmazione e nella sperimentazione
Cap. 20 Le misure di relazione nella programmazione e nella sperimentazione
Parte terza - STRUMENTI E FATTORI
Premessa
Cap. 21 Tecniche di esplorazione dei fattori non cognitivi
Cap. 22 Tecniche standardizzate di esplorazione dei fattori cognitivi e non cognitivi
Bibliografia
AUSUBEL D.P., Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti, Franco Angeli, Milano 19946
La traduzione di questo "manuale" è stata sollecitata dalla diffusa esigenza di unesauriente trattazione dei problemi pratici e teorici che, quotidianamente e di principio, interessano i tecnici della scuola quando si trovano nella necessità di avere piena conoscenza delle caratteristiche che connotano i vari stadi dello sviluppo psicologico dei loro allievi.
La trattazione scientifica di questioni troppo spesso lasciate alla gestione del senso comune offre una risposta sistematica alle domande che non solo gli insegnanti pongono. Come si struttura lapprendimento? Cosè lintelligenza? Da quali fattori psichici e non essa viene influenzata? Quali gli usi e quali gli abusi della misurazione dei processi cognitivi?
Lautore di questo volume si è proposto di offrire una lettura che coinvolgesse, nella sua chiarezza rigorosa, tutti coloro che sono direttamente o indirettamente interessati ai problemi delleducazione. Insegnanti, quindi, genitori e chi è comunque attento ai progressi della cultura potranno trovare nel pensiero dellautore un punto di riferimento fondamentale per una migliore consapevolezza dei problemi connessi allo sviluppo delle strategie attraverso le quali luomo conosce il suo mondo.
Introduzione: Apprendimento cognitivo e psicopedagogia: Il contributo di Ausubel (di C. Cornoldi e P. Meazzini)
Prefazione
INTRODUZIONE
1. Il ruolo e la funzione della psicologia delleducazione
SIGNIFICATO E APPRENDIMENTO DEL SIGNIFICATO
Significato e apprendimento del significato
Ricezione e fissazione del significato
FATTORI COGNITIVI NELLAPPRENDIMENTO
Struttura cognitiva e transfer cognitivo
Sviluppo cognitivo e idoneità
Lintelligenza
Strategie dinsegnamento per superare le differenze individuali nella capacità intellettuale
Lesercizio pratico
Il materiale didattico
IV. FATTORI AFFETTIVI E SOCIALI NELLAPPRENDIMENTO
Fattori motivazionali e apprendimento
Fattori della personalità e apprendimento
Appartenenza al gruppo, fattori sociali e apprendimento
Aspetti relativi allinsegnante
LAPPRENDIMENTO ATTRAVERSO LA SCOPERTA
Lapprendimento attraverso la scoperta
Lacquisizione e luso di concetti
Problem solving e creatività
MISURA E VALUTAZIONE
Principi di misura e valutazione
Bibliografia
B. Hudson (a cura di) (1973), Introduzione alle tecniche di valutazione, trad. it. Zanichelli, Bologna 1975
Che fare con la valutazione scolastica? La sua crisi in Italia è oggi totale : incertezza sulla funzione, insoddosfazione per i modi, denunzia della discriminazione classista e dellautoritarismo che più o meno consciamente le stanno dietro. Se i vecchi riti dellinterrogazione e del compito in classe, anche quando continuano ad essere stancamente ripetuti, non persuadono più nessuno la rinunzia alla valutazione, daltra parte, più che alternativa può sembrare fuga in avanti. Ai molti coinvolti dal problema - insegnanti, studenti, genitori, operatori dellamministrazione scolastica - questo libro offre una tempestiva ricognizione su metodi diversi : il saggio, la domanda strutturata, la prova oggettiva. Il risultato della sua lettura è senza dubbio la scoperta "tecnica" di un "altra faccia" del "pianeta esame" ma anche lacquisizione della consapevolezza "politica" che la trasformazione positiva della nostra scuola deve passare, e non marginalmente, attraverso il rinnovamento delle procedure valutative.
Prefazione
Capitolo 1 Come si pianifica un esame
Capitolo 2 Alcune considerazioni statistiche
Capitolo 3 Le prove scritte del tipo "saggio"
Capitolo 4 Le domande strutturate
Capitolo 5 Le prove oggettive
Capitolo 6 La valutazione interna
Capitolo 7 I procedimenti di rettifica
Bibliografia
B. Vertecchi, La qualità dellistruzione, Loescher, Torino 1978
La verifica della qualità dellistruzione può considerarsi lobiettivo più ampio di una valutazione scolastica che ponga le proprie premesse teoriche in una nozione di profitto non più individuale ma collettiva, e che si collochi in un contesto didattico caratterizzato da una precisa formulazione dei traguardi formativi e da scelte operative adeguate.
La valutazione della qualità dellistruzione consiste nellapprezzamento terminale del prodotto scolastico, considerato nei suoi diversi aspetti di ottimizzazione dellapprendimento collettivo, di impiego razionale delle risorse, di accumulazione di competenze e di capacità professionale da parte degli insegnanti. Nel volume la discussione delle dimensioni generali della qualità dellistruzione si accompagna alla presentazione di alcuni modelli di analisi dei risultati formativi e di organizzazione del lavoro didattico.
A che servono gli esami?
Critica del concetto di profitto
La produttività della scuola
Perché è necessaria una analisi del profitto
Lelaborazione di didattiche compensative
Analisi quantitativa della produttività della scuola
Lottimizzazione del profitto
Obiettivi e metaobiettivi della formazione scolastica
La qualità dei mezzi didattici
Calonghi, Strumenti di valutazione. I saggi, Giunti & Lisciani, Teramo 1992
Come valutare la produzione scritta degli allievi? Quali i metodi per un efficace procedimento di correzione? Ecco un testo che risponde a queste ed altre domande, offrendo ai docenti ampio materiale di approfondimento su uno dei momenti cruciali della valutazione.
In queto volume esamineremo :
le finalità delleducazione linguistica
i diversi tipi di produzione scritta in relazione ad un modello linguistico e cognitivo
il significato attribuito alla parola saggio in paesi diversi
le relazioni tra saggi e prove oggettive
il problema della validità e della fedeltà nella correzione dei saggi
come migliorare laffidabilità dei saggi
come fornire stimoli adeguati
come applicare metodi di correzione validati (olistici, analitici, misti), adottando elaborati paradigmatici
come individuare livelli stabili
come esprimere la valutazione in funzione didattica
I Programmi e leducazione linguistica
Tipi di produzione scritta
Prove di produzione scritta
Il significato della parola "saggio"
Saggi e prove oggettive
Validità e fedeltà nella valutazione dei saggi
Discordanze fra valutazioni
Lo stimolo o traccia
Modi diversi di valutare
Metodi olistici
Luso di elaborati paradigmatici
Due strumenti diversi
Valutazione con metodi analitici
Strumenti proposti nellarea francese
Una proposta internazionale
Proposte italiane
Sintesi del volume
M. Formisano, C. Pontecorvo, C. Zucchermaglio, Guida alla lingua scritta. Per insegnanti della scuola elementare e dellinfanzia, Editori Riuniti, Roma 1986
A scuola si va per imparare a leggere e scrivere. Lo sanno anche i bambini, da sempre. Ma negli ultimi tempi i due compiti si sono talmente ampliati e articolati da rendere problematico individuare uno spazio culturale e didattico preciso per la lettura e la scrittura. I nuovi programmi per la scuola elementare, che entrano in vigore nel 1987, propongono una strategia innovativa, attenta soprattutto a valorizzare i dati cognitivi che il bambino mette in gioco nel suo rapporto con la lingua scritta.
Questa Guida, che a tali programmi si richiama, fa il punto delle più recenti ricerche psicologiche, antropologiche e didattiche relative al problema, e fornisce allinsegnante un vasto insieme di modelli teorici e di suggerimenti pratici. Dallo studio e dalla comprensione delle forme e delle tappe attraverso le quali avviene la costruzione della lingua scritta nel bambino, si passa allesposizione di un itinerario didattico mirato alla progressiva conquista della capacità di leggere e scrivere.
Presentazione di Roberto Maragliano
Alfabetizzazione, cultura scritta e sviluppo cognitivo
Leggere e scrivere nelle prime fasi della scuola elementare : un problema di avvio
La scrittura come costruzione di testi
Scrivere a scuola
La lettura come comprensione di testi
Leggere a scuola
Bibliografia
Approfondimenti bibliografici
L. Calonghi, Valutazione delle composizioni scritte. Indicazioni docimologiche e psicometriche pratiche, Armando, Roma 1972
Le composizioni o esercitazioni in lingua materna sono considerate un mezzo insostituibile per educare gli alunni ad esprimersi efficacemente e correttamente per iscritto ; sono usate come strumento ideale per valutare le capacità creative, la maturazione concettuale ed espressiva, il grado di consapevolezza conseguito riflettendo sullesperienza e sui contenuti culturali.
Daltra parte numerose ricerche docimologiche, condotte in situazioni e con metodologie anche molto diverse, sottolineano concordemente la difficoltà di usare i saggi come strumenti di controllo validi, obiettivi.
In questo volume si cerca di aiutare gli insegnanti posti tra le due sollecitazioni contrastanti ora accennate. Si vuol fare delle composizioni scritte uno strumento di valutazione che aderisca adeguatamente alle finalità dellinsegnamento, offra una validità e una fedeltà simile a quella dei reattivi, risponda alle esigenze metodologiche di quelli pur restando alla portata dei docenti.
Al lettore vengono offerte le conclusioni di ricerche condotte nella scuola italiana, procedimenti e sussidi usati in via sperimentale da un folto gruppo di insegnanti in più occasioni. Linsegnante è seguito lungo tutto larco del processo valutativo: dalla rilevazione dei fatti, alla formulazione di criteri di giudizio, alla determinazione di livelli o di paradigmi, allespressione delle valutazioni mediante voti, qualifiche o giudizi.
Vengono offerti elaborati paradigma scelti per la prima volta in Italia con una metodologia statistica appropriata, un metodo di correzione intuitivo che consente una classificazione globale piuttosto rapida, una correzione analitica che non mira al voto ma ad un piano di ricupero circostanziato. Il volume quindi ha un carattere prevalentemente pratico e costituisce un contributo nuovo nel suo genere, ma fondato su principi collaudati dalla psicometria.
Prefazione
Capitolo primo - Posizione dei saggi nella didattica e nella docimologia
Capitolo secondo - Migliorare lo "stimolo" : come si sceglie e si formula il "tema"
Scegliere i temi in rapporto agli obiettivi dellinsegnamento
Scegliere temi adeguati agli alunni
Migliorare la formulazione dei temi
Capitolo terzo - Valutazione intuitiva dei saggi
Descrizione del metodo intuitivo
Sussidi per rendere più valida lespressione delle valutazioni
Sussidi per sintetizzare più valutazioni
Capitolo quarto: Scale oggettive di valutazione
Scale oggettive per la valutazione dei saggi
Istruzioni per luso delle scale
Capitolo quinto: Valutazione analitica dei saggi e "profili"
Capitolo sesto: Le "voci" di cui si compone la Guida
Struttura di base delle voci proposte
Commento alle singole "voci"
Capitolo settimo: Istruzioni e avvertenze per luso della Guida
Istruzioni per luso della Guida
Espressione dei giudizi
Avvertenze per luso della Guida
Appendici
Note bibliografiche e indicazioni per ulteriori letture
B. Vertecchi, Valutazione formativa, Loescher, Torino 1976
La critica radicale a cui sono stati sottoposti gli obiettivi tradizionali della comunicazione culturale scolastica, ha aperto la strada a nuove strategie scientifiche di insegnamento - apprendimento. Se in base ad esse si presuppone che ogni allievo possa raggiungere il più elevato livello di padronanza delle abilità culturali, scaturisce automatica lesigenza di approntare speciali tecniche di valutazione che intervengano nel corso dellapprendimento stesso per indirizzarlo verso risultati ottimali.
In questo volume vengono discussi i presupposti teorici della valutazione formativa e sono presentate le principali tecniche di cui essa si avvale.
Funzioni della valutazione educativa
Caratteristiche metrologiche della misurazione educativa
Le caratteristiche degli allievi
Lanalisi degli obiettivi didattici
I test formativi
La verifica dellapprendimento e le procedure di recupero
Lanalisi delle prestazioni degli allievi
Appendice. Esempi di test formativi e sommativi
D. Parisi (a cura di), Per uneducazione linguistica razionale, il Mulino, Bologna 1979
Presso lIstituto di Psicologia del CNR è attivo da una decina danni un gruppo di ricercatori che studiano il linguaggio con impostazione pluridisciplinare (linguistica, psicologia del linguaggio, acquisizione del linguaggio, intelligenza artificiale). I risultati di questo lavoro scientifico sono stati utilizzati come base per alcune proposte di rinnovamento della pedagogia linguistica nella scuola media, inferiore e superiore, ora raccolte in questo volume. La ricerca di una comprensione profonda , coerente e scientificamente fondata delle attività pedagogiche in campo linguistico, è ciò che nel titolo di questo volume viene chiamata educazione razionale, di contro allempirismo e al puro appello alla tradizione di molta pedagogia linguistica corrente. Alcune delle ricerche qui presentate sono esperienze dirette di metodi didattici. Altre sono proposte di analisi di aspetti della comunicazione linguistica tradizionalmente considerati solo a livello intuitivo: gli scopi dellagire parlando, i meccanismi cognitivi (non esclusivamente linguistici) del capire, ricordare, riassumere, e dare un titolo ai brani, la natura specifica della comunicazione scritta in ciò che ha di diverso da quella parlata.
Introduzione (D. Parisi)
Gli scopi del parlare nellambito di una pedagogia razionale (D. Parisi et alii)
Proposte per un curricolo sugli aspetti scopistici del linguaggio (I. Poggi, R. Conte, D. Parisi)
Che cosa è un titolo? (D. Parisi, A. Devescovi, C. Castelfranchi)
Aspetti cognitivi della comprensione dei brani( Castelfranchi, Devescovi, Miceli, Parisi)
La comprensione dei brani come costruzione di una corretta rete di conoscenze (Parisi, Castelfranchi)
La comprensione dei brani: due esempi di analisi (Devescovi, Miceli)
Sul riassunto (Devescovi, Miceli)
Inferenze e contesto: la riflessione sul linguaggio a scuola come esplorazione del lavoro della mente (Devescovi, Catapano, Castelfranchi)
Scritto e parlato (Parisi, Castelfranchi)
Problemi di ricerca sulla scrittura (Parisi, Conte)
Per unanalisi dei segni di punteggiatura, con particolare riferimento alla virgola (Conte, Parisi)
I giudizi del parlante nelleducazione linguistica (Castelfranchi et alii)
La grammatica a scuola: ragionevole o razionale? (Castelfranchi)
Appendice: Un approccio allanalisi: prospettive di ricerca pedagogica (L. Lumbelli)
Riferimenti bibliografici
I. Poggi (a cura di), Le parole nella testa. Guida a uneducazione linguistica cognitiva, il Mulino, Bologna 1987
Dopo la pubblicazione, in questa stessa collana, del volume a cura di D. Parisi, "Per uneducazione linguistica razionale" (1979), il gruppo di ricerca che fa capo allIstituto di Psicologia del CNR, arricchitosi della collaborazione di nuovi ricercatori e insegnanti, ha proseguito lapprofondimento teorico e la sperimentazione didattica di argomenti di educazione linguistica per la scuola dellobbligo. Parte di tali lavori sono illustrati nei saggi raccolti in questo volume. La loro scelta è guidata dallidea che una pedagogia razionale possa essere attuata solo conoscendo anche a livello teorico i contenuti da trattare e le capacità da sviluppare in classe. Per questo, buona parte degli articoli sono contributi originali di ricerca teorica, per quanto ricchi di spunti didattici, che analizzano in unottica cognitivista aspetti della comunicazione verbale e non verbale, delle capacità lessicali e testuali e dellinterazione faccia a faccia ; altri presentano percorsi didattici di riflessione sul linguaggio e di sviluppo delle capacità linguistiche, completi di schede di lavoro e istruzioni per lutilizzazione in classe.
Il volume prefigura dunque un curriculum organico di educazione linguistica per la scuola media, fornendo al contempo una chiara esemplificazione di un approccio cognitivista allo studio delle capacità linguistiche.
Introduzione, di Isabella Poggi
Alcuni sviluppi della psicologia cognitivista rilevanti per la ricerca educativa (Cristina Buriani)
La comunicazione verbale e non verbale (Isabella Poggi)
Risposte, repliche e reazioni (I. Poddi, C. Castelfranchi e D. Parisi)
Dal parlato allo scritto: un itinerario didattico (C. Buriani)
Luso delle domande nella comprensione della lettura (A. Devescovi e C. Buriani)
Il significato del significato: predicati e operazioni (C. Castelfranchi)
Dare nomi con i gesti (M. Zomparelli e I. Poggi)
Lessico e grammatica nei gesti e nelle parole (I. Poggi e M. Zompelli)
Frasi e parole con la voce e con le mani (I. Poggi)
Gli errori di significato (M. de Sangro e I. Poggi)
La sintesi lessicale: unesperienza didattica (C. Bevilacqua e I. Poggi)
Menti artificiali che collaborano con menti naturali (D. Parisi)
Verso un sistema esperto per lelaborazione di testi (D. Parisi)
Riferimenti bibliografici