L’AUTONOMIA NELL’APPRENDIMENTO
Bibliografia ragionata a cura di Paolo Lucchi
 
 
 

INDICE

A. AUTONOMIA NELLO STUDIO

B. PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE : CONSAPEVOLEZZA NELL’INSEGNAMENTO

C. RAPPORTO INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO NEL CONSIGLIO DI CLASSE

D. METACOGNIZIONE E PROCESSI DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO

E. ATTRIBUZIONI CAUSALI E MOTIVAZIONE SCOLASTICA


A. AUTONOMIA NELLO STUDIO

1. Il concetto di autonomia

1.1. Insegnare a studiare
 


1.2. Imparare a ragionare

C’è un filo rosso che attraversa il volume: l’idea che il ragionare sia un "pensare - parlare" innescato dalle situazioni di interazione sociale, in cui l’essere umano è immerso fin dalla nascita. L’esigenza di argomentare le proprie idee, scelte e comportamenti - di cui da sempre si fa portavoce la riflessione filosofica - è dettata proprio dal vivere in una comunità di pensanti che condividono il valore della razionalità. Considerare pensiero e ragione come obiettivo dell’educazione comporta la necessità di fornire basi filosofiche, psicologiche e pedagogiche a tale impresa. Nel testo vengono analizzate le impostazioni teoriche più rilevanti a sostegno di un intervento educativo mirato a far "apprendere a pensare" attraverso l’argomentazione. Vengono inoltre offerte indicazioni metodologico - didattiche per utilizzare la discussione nei contesti di istruzione scolastica, con particolare riferimento alla scuola elementare.

Prefazione
Educare a pensare
Filosofare con i bambini: una terra per pionieri
Filosofare con i bambini: uno studio esplorativo
Bibliografia

1.3 Imparare a imparare Consigliamo di leggere:

Prefazione (P.A. Doudin, D. Martin, O. Albanese)

Parte prima : La metacognizione e i suoi percorsi generali
    Cap. 1 Verso una psicopedagogia metacognitiva (P.A. Doudin, D. Martin, O. Albanese)
    Cap. 4 Metaconoscenza e processi di controllo (G. Mazzoni)
    Cap. 5 Metodo di studio: dalle strategie ai programmi metacognitivi (A. Moè, R De Beni)

Parte seconda: La metacognizione e alcuni processi specifici: comprensione, lettura, scrittura
    Cap. 1 Per un controllo consapevole della comprensione dei testi: criteri per l’accertamento e la stimolazione (L. Lumbelli)
    Cap. 2 La teoria metacognitiva applicata alla comprensione della lettura: le conoscenze relative al compito e alle strategie (R.       De Beni, F. Pazzaglia)
    Cap. 3 Metacognizione e comprensione della lettura (J. Grasson)
    Cap. 4 Produzione scritta e metacognizione (P. Boscolo).

[1] Prefazione

La metacognizione fa riferimento a due concetti provenienti da due differenti correnti di ricerca: l’uno è focalizzato sulla conoscenza dei processi cognitivi (lavori di Flavell) e l’altro è inerente alla regolazione di questi processi (lavori di Brown).

La metacognizione è intesa come la conoscenza che qualcuno possiede sul proprio funzionamento cognitivo e le strategie che mette in atto per controllare questo processo (Brown et al., 1986).

Panorama rappresentativo dei legami esistenti tra la ricerca e le sue applicazioni, che offre non solo riflessioni teoriche sulla metacognizione e i suoi aspetti, come la psicopedagogia metacognitiva e la metaconoscenza, i processi di controllo, il metodo di studio, il potenziale di apprendimento, ma anche conoscenze specifiche sui processi di lettura, scrittura, di comprensione, e su discipline come la matematica, la fisica e l’istruzione professionale.

Il volume è suddiviso in tre parti:
1ª I processi generali riferiti alla metacognizione
2ª I processi specifici
3ª Aspetti legati all’educazione

Parte prima

Capitolo 1
    L’intelligenza è rieducabile
    Quale formazione per gli insegnanti?
    -- Conoscere il funzionamento degli allievi e della classe
    -- Sviluppare i saper fare metacognitivi degli insegnanti

Capitolo 4
    Mazzoni sottolinea l’importanza che i processi di controllo rivestono per comprendere i processi cognitivi implicati nello studio o in compiti di memoria.
    Modelli sul controllo in psicologia dell’educazione (Flower e Hayes 1981).

Capitolo 5
    Strategie di studio
    Studio e metacognizione
    I programmi metacognitivi:
    – Imparare a studiare
    – Guida allo studio del testo di storia
    I risultati ottenuti sembrano essere buoni per l’apprendimento immediato, ma non per il mantenimento.

Parte seconda

Capitolo 1
    Lumbelli esamina il rapporto tra metacognizione e consapevolezza dei processi cognitivi.
    Metacognizione, consapevolezza e comprensione del testo.
    Perché e quando l’istruzione individualizzata?

Capitolo 2
    Presentazione di alcuni modelli
    Flavell: conoscenze, esperienze, strategie
    Brown: consapevolezza e controllo
    Paris: autovalutazione delle conoscenze e autogestione dell’attività cognitiva
    Borkowski: metacognizione e componenti emotivo-motivazionali
    Presentazione di un programma di ricerca sul rapporto tra abilità metacognitive e lettura
    Legame tra variabili metacognitive, aspetti socioculturali e prestazione cognitiva

Capitolo 3
    La conoscenza metacognitiva
    L’autogestione della comprensione
    L’esperienza metacognitiva
    L’utilizzo delle strategie metacognitive di lettura

Capitolo 4
    I processi di scrittura sono trattati come attività di soluzione di problemi
    La dimensione metacognitiva è presente negli studi attinenti alla pianificazione e alla revisione del testo. Scrittura come attività di pensiero
    Conoscenza metacognitiva
    Lo sviluppo di abilità di autoregolazione nello scrivere

Consigliamo di leggere:

Parte prima – Le basi teoriche e sperimentali
Cap. III - I processi metacognitivi di controllo

Parte seconda – Dalla teoria all’applicazione nell’apprendimento
Cap. XIII - Metacognizione e studio

Questionario sulle cattive abitudini di studio
Le dieci caratteristiche dello studente strategico
Esempio di tabulazione di abilità di metastudio in una classe prima media


Cap. XIV - L’integrazione tra componenti emotive, motivazionali e metacognitive nell’apprendimento

Aspetti metacognitivi del concetto di impotenza appresa (helplessness) e sua relazione con la teoria dell’attribuzione
Autoattribuzioni
Autostima e autoefficacia
La motivazione di effectance nella formulazione di S. Harter (da Boscolo, 1986)


Cap. XV - Metacognizione e intervento

La caratteristica metacognitiva dell’intervento
L’intervento sulla conoscenza metacognitiva generale
L’intervento sulla metacognizione specifica (strategie ecc.)
L’intervento sui processi di controllo


2. Il peso della collegialità
 


Nella scuola cresce la responsabilità del dirigente scolastico : non più solamente anello terminale di una catena gerarchica cui spetta di rappresentare l’amministrazione scolastica e di applicarne le disposizioni, il dirigente è chiamato a rispondere della qualità del servizio, qualificare l’impiego delle risorse, intervenire sul funzionamento della scuola che gli è affidata perché il prodotto dell’attività di formazione degli utenti non si discosti da criteri definiti sul piano nazionale. Il dirigente scolastico è in prima persona oggi coinvolto in un processo di evoluzione culturale e gestionale della scuola che coniuga, in modo nuovo e funzionale a specifici obiettivi di qualità, di efficacia e di efficienza del servizio, le risposte intellettuali e materiali di cui dispone con la dimensione della progettualità collegiale, della imprenditorialità, dell’esplorazione continua della complessità, della concreta responsabilità professionale.

Quali sono i compiti istituzionali e gestionali dei dirigenti scolastici ? Non basta dare una risposta coerente sul terreno politico e amministrativo. In una scuola di massa occorre riqualificare il ruolo del dirigente per far sì che possa svolgere con competenza ed efficacia le mansioni che il governo degli addetti al lavoro didattico e delle risorse per l’educazione gli impone. La guida tratta un tema nuovo per la cultura scolastica italiana, il management scolastico, e lo fa tenendo presente le condizioni, le abitudini e il clima in cui operano insegnanti, direttori e presidi. Con abbondanza di modelli operativi e di esempi concreti vengono affrontati problemi come : il rapporto tra la scuola e l’ambiente circostante ; la formazione dell’immagine pubblica dell’istituto ; la gestione del sistema amministrativo ; il governo delle relazioni tra e con gli insegnanti ; la mediazione dei conflitti ; il controllo della qualità del curricolo.

Presentazione (R. Maragliano)
1.Dirigere la scuola oggi

    Il dibattito sul ruolo del dirigente scolastico
    La ricerca di una nuova professionalità
2.Che cosa è il management della scuola
    Genesi delle teorie sul management
    L’attività di direzione e le sue funzioni
    Management e scuola
3.Il management dei confini : scuola ed extrascuola
    La comunicazione tra scuola ed extrascuola
    La gestione della partecipazione
    Il dirigente e le responsabilità della scuola
    I rapporti con alcuni elementi del territorio
4.Il dirigente scolastico nel sistema amministrativo
    Il dirigente scolastico e la riforma del sistema amministrativo
    L’informazione e la documentazione amministrativa
    L’intervento amministrativo
    L’ufficio di segreteria
5.La leadership educativa
    Gli stili di leadership
    Il clima della scuola
    La gestione delle riunioni
    Strategie per il superamento del conflitto
    Il dirigente e l’aggiornamento degli insegnanti
    La delega di funzioni
6.Aspetti della gestione del curricolo
    La programmazione
    L’innovazione
7.La produttività educativa
    Verifica dei prodotti e verifica dei processi
    L’efficacia del comportamento insegnante
    La valutazione centrata sulla scuola
8.Lo spazio operativo del dirigente scolastico
    La gestione delle lamentele
    La soluzione di problemi e l’assunzione di decisioni
    Il controllo della giornata scolastica
Bibliografia La figura del dirigente scolastico è anche in Italia al centro di una vivace discussione. L’incremento dei problemi della organizzazione della scuola come struttura efficace e produttiva investe la definizione del ruolo di chi promuove, organizza o coordina il lavoro di formazione al livello di istituto ; manager o sodale ? responsabile della conduzione di un’azienda o membro di una comunità ideale?

Tra gli estremi di una visione economicistica e di una moralistica si colloca lo spazio teorico e tecnico occupato da questa Guida che vuole essere, per il dirigente di oggi e di domani, un sussidio di analisi e di impegno professionale.

La definizione del ruolo di capo di istituto nell’ambito della struttura scolastica, le modalità della sua formazione, il contributo che può dare allo sviluppo della produttività educativa : su questo ampio fronte la Guida formula nuove ipotesi di lavoro, le discute in rapporto ai processi di innovazione che toccano la nostra scuola e le traduce nella proposta di una variegata strumentazione.

Presentazione (R. Maragliano)

Introduzione
I. I modelli classici dell’analisi organizzativa

L’approccio centrato sulla struttura
L’approccio centrato sulle risorse umane


II. I nuovi approcci

Il modello politico nell’analisi dell’organizzazione
Il modello centrato sull’individuo
L’approccio di tipo simbolico


III. Verso un approccio integrato

IV. Problemi di definizione della leadership educativa

Una ricognizione preliminare
Una definizione complessa
La funzione dirigente
V. Il ruolo della formazione
Definire il profilo professionale
Le esperienze straniere


VI. Analisi della produttività educativa

L’evoluzione della ricerca
Individuare i fattori di produttività
La funzione docente
L’influenza delle variabili


VII. La gestione delle risorse

I mutamenti dello scenario
Le risorse nell’organizzazione scolastica
Quali competenze


VIII. Il dirigente come agente di innovazione

Un "fattore-chiave"
Un esempio : l’innovazione dei programmi nella scuola dell’obbligo


IX. Costruire una strumentazione manageriale

Stili cognitivi individuali - Questionario di autovalutazione
Questionario sugli stili di influenza
Analisi dello stile di leadership
Analisi dei livelli motivazionali
L’interazione verbale fra dirigente e subordinati finalizzata alla raccolta di informazioni
Migliorare la capacità di prendere decisioni
Una checklist per migliorare la qualità del lavoro
La misurazione del clima organizzativo
La gestione del conflitto
Migliorare la gestione delle riunioni
Valutare l’efficacia di una riunione
Come valutare le esigenze di aggiornamento all’interno della scuola
Valutare l’attività del capo d’istituto


X. Nuove ipotesi di lavoro

Bibliografia

Questa guida si propone un obiettivo esplicito : dare ai genitori degli strumenti di conoscenza e delle indicazioni concrete per partecipare in modo consapevole e per intervenire con competenza nell’ambito della prima e decisiva esperienza di formazione complessiva dei loro figli, la scuola di base (materna, elementare, media).

Dopo le speranze, le generosità ma anche le delusioni della stagione dei decreti delegati, la riscoperta del significato della partecipazione del genitore alla vita della scuola passa attraverso il recupero di adeguate capacità di analisi e di interpretazione del rapporto che si instaura tra una nuova figura di bambino(e di preadolescente) e il nuovo scenario scolastico che va faticosamente delineandosi.

La guida offre gli elementi necessari per ricostruire la complessa geografia della scuola obbligatoria, le indicazioni utili per seguire la vicenda scolare dell’allievo, i riferimenti di base (amministrativi, culturali, pratici) per dare un contributo positivo al rinnovamento della scuola.

Presentazione (R. Maragliano)

Parte I. Geografia della scuola

Genitore, bambino e scolaro
Dentro la scuola
Una carta di identità per la scuola di base
La scuola dei decreti delegati
Una scuola che produce cultura


Parte II. Un viaggio organizzato nella scuola

Inizia il viaggio : tempo di scelte
In viaggio : cosa mettere in valigia
Un viaggio accidentato : la scuola media


Parte III. Dal dire al fare

I progetti - partecipazione
Schede di informazione giuridica


Bibliografia
Approfondimenti bibliografici

I recenti orientamenti di riforma del sistema scolastico italiano svelano quanto gli insegnanti e i dirigenti scolastici sanno da molto tempo, ormai. Essi sanno cioè che né il formalismo didattico, né i modelli di progettazione educativa prodotti negli anni ’70, ovvero i discorsi sulle tassonomie didattiche diffusi negli anni ’80 attraverso un aggiornamento assolutamente inadeguato, possono reggere all’urto delle trasformazioni della domanda formativa che provengono dagli studenti e dalle famiglie.

Il ruolo della scuola cambia, muta la natura stessa della domanda di istruzione e formazione, muta la richiesta dei profili formativi da parte del mondo del lavoro e delle istituzioni.

L’Università di Venezia presenta i risultati di un lavoro decennale di ricerca e sperimentazione che ha teso a elaborare una nuova teoria dell’istruzione e una nuova metodologia didattica.

Fondamentali di tale nuova prospettiva sono il principio di omologia tra sviluppo degli apprendimenti e sviluppo delle conoscenze ; il concetto di profilo formativo integrato ; la focalizzazione del ruolo insostituibile dell’insegnante nel rendere reciprocamente trasparenti la disciplina -ricerca alla disciplina - insegnamento ; l’esplicita scrittura del processo formativo come trama narrativa di compiti esperti, attraverso la cui esplorazione l’allievo viene guidato ad acquisire la padronanza.

Premessa
Capitolo primo : Riforma del curricolo e formazione dei talenti (U. Margiotta)
Capitolo secondo : Dalla disciplina/ricerca alla disciplina/insegnamento (L. Valle)
Capitolo terzo : Il potenziale del modello esperto disciplinare (R. Rigo)
Capitolo quarto : La metodologia delle fasi di lavoro (M.R. Zanchin)
Capitolo quinto : Valutare per formare...con i Modelli di Lavoro (F. Tessaro)
Capitolo sesto : La costruzione collegiale del profilo formativo dell’allievo (L. Valle - M.R. Zanchin)
Glossario generale
Bibliografia

Come funziona un gruppo e come si esercita l’autorità al suo interno ? Che rapporto esiste tra leadership e produttività e tra leadership e libertà personale ? Il testo, destinato a quanti espletano funzioni direttive in ambito educativo - formativo, parte dall’assunto che sia la qualità della guida ad influenzare il comportamento del gruppo e dei suoi componenti. E’ il leader, insomma, che aiuta una comunità a svolgere le sue funzioni e a mantenere le relazioni interne tra i suoi membri.

Il lavoro, che si struttura in agili capitoli dedicati agli aspetti teorico - interpretativi, descrittivi e linguistico - comunicativi della leadership, si sofferma in particolare sulle competenze relazionali del leader, su quelle "metaqualità" indispensabili per condurre efficacemente gruppi di lavoro. Completano la trattazione utili esercizi semistrutturati per il potenziamento delle singole abilità.

Presentazione

Il presente lavoro nasce dalla consapevolezza che la produttività, la positività del clima relazionale, l’impegno e la responsabilità personali, all’interno di un gruppo, sono legate in misura consistente alla capacità, di chi lo dirige, di svolgere efficacemente il ruolo di guida.

Ogni gruppo assolve due distinte funzioni : raggiungere gli scopi per cui esso è stato costituito e mantenere le relazioni interne tra i suoi membri. Ne deriva che la qualità della guida coincide con le competenze del leader di agevolare suddette funzioni tramite uno stile interattivo autorevole e proattivo.

I contenuti del testo si articolano in tre capitoli. Nelprimo capitolo, sono forniti alcuni lineamenti teorici sulla leadership e sulle sue diverse interpretazioni ; nel secondo capitolo, è presentata una descrizione dello stile interattivo autorevole e proattivo, come stile qualificante l’espressione di una leadership efficace ; nel terzo capitolo, sono esposte sistematicamente le competenze comunicative concernenti l’espletamento, da parte del leader, delle funzioni di compito e di mantenimento, accompagnate ciascuna da esercizi di auto - addestramento.

Segue un’Appendice, in cui sono raccolti alcuni questionari utili al leader per autovalutarsi e per leggere e valutarel’andamento del gruppo, sia in termini di produttività che di processi interattivi. Il lavoro si sofferma sulle competenze comunicativo - relazionali del leader, che rappresentano delle skills di base aspecifiche e trasversali, delle "meta - qualità", la cui padronanza può conferire al leader autorevolezza e professionalità.

Il testo è concepito, prevalentemente, come strumento operativo, pertanto la trattazione degli aspetti teorici si limita all’essenziale per lasciare ampio spazio agli esercizi semistrutturati per il potenziamento delle singole abilità.

1. La leadership : teorie e modelli interpretativi

Evoluzione degli studi sulla leadership


2. La realizzazione della leadership autorevole

Condizioni facilitanti
Modalità di attuazione
Considerazioni conclusive


3. Repertorio comunicativo e relazionale del leader autorevole

Espletamento delle funzioni di compito
Espletamento delle funzioni di mantenimento


Appendice

Griglia di osservazione della comprensibilità del linguaggio (Franta, Salonia, 1981)
Griglia di osservazione della partecipazione attiva (Mastromarino 1991)
Questionario sul lavoro di gruppo (Varney, 1989)
Questionario sull’efficienza del gruppo (Varney, 1989)
Strutture interattive informali (Petillon, 1980)
Indicatori dell’inefficienza di un gruppo (Berelson, Steiner, 1964)
Indicatori della produttività di un gruppo (Dyer, 1987 ; Rubin et all., 1978)
Che cosa possono fare i dirigenti scolastici per incrementare la motivazione dei docenti (Hoyle, 1991)
Ostacoli all’innalzamento del livello motivazionale dei docenti (Hoyle, 1991)
Comportamento dell’insegnante motivato (Hoyle, 1991)
Aspetti da tener presenti nella pianificazione e nella conduzione di una riunione


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PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE: CONSAPEVOLEZZA NELL’INSEGNAMENTO

1. Il cambiamento

L’individuo non finisce ai confini segnati dalla sua pelle. L’assunto centrale di quest’opera - e della ricerca di Joseph Luft - è che il comportamento e la psicologia degli uomini non sono comprensibili se non nel contesto delle relazioni interpersonali e dei processi di comunicazione. La "finestra di Johari", l’ormai famoso e utilizzatissimo modello grafico creato da Luft, è la traduzione di questo assunto e viene impiegata per mettere in luce i cambiamenti provocati nella personalità dai mutamenti della consapevolezza, propria e altrui, prodotti dai processi di comunicazione.

Il volume di Luft utilizza lo schema grafico per mettere in evidenza i vari significati e le diverse modalità con cui la comunicazione e l’interazione tra gli uomini avvengono e realizzano le proprie vicissitudini. Sulla base di una ricca esperienza di utilizzazione concreta della "finestra di Johari" (in gruppi di apprendimento basati sull’esperienza, con partecipanti provenienti da ambienti professionali, accademici e organizzativi diversi) il volume analizza e descrive i processi di comunicazione e di interazione, il ruolo dell’inconsapevolezza, la natura del mutamento. Particolare attenzione è data ai problemi dell’interazione non verbale, ai valori presenti nell’interazione, al potere e ai rischi della rivelazione.

Introduzione
Quadrante 1. L’area aperta
Quadrante 2. L’area cieca
Quadrante 3. L’area nascosta
Quadrante 4. L’area ignota
L’interazione di gruppo
Interazione e influenza
I valori dell’interazione

Appendici
Appendice 1. L’intervento strutturale
Appendice 2. L’interazione non verbale
Appendice 3. Il linguaggio del movimento

Bibliografia

È possibile un rinnovamento della scuola italiana che tuteli la centralità dei soggetti, consenta di controllare il processo di apprendimento, arricchisca la didattica e innovi le metodologie ? Il modo più concreto di affrontare questi problemi è stato, in molte scuole, quello di sperimentare nuove modalità educative, in particolare la tutorship : una attività di guida del processo formativo e di supporto alla crescita del soggetto protagonista dell’apprendimento, svolta rispettando e valorizzando bisogni e motivazioni degli allievi. La tutorship si rivela una pratica capace di contribuire a potenziare le risorse della scuola di fronte alla crescente complessità dei suoi obiettivi.
Questo volume dà conto di esperienze di tutorship diversificate, ponendo a confronto la scuola secondaria e la formazione professionale con la formazione aziendale. Il risultato della ricerca dà l’avvio a una riflessione su come collegare innovazione didattica e innovazione organizzativa e si concretizza in una proposta sulla funzione di tutor come opportunità per arricchire e sviluppare le competenze dei docenti e la loro professionalità, in un contesto scolastico vivificato dalle esigenze ormai irrinunciabili di autonomia.
Presentazione (E. Porzio Serravalle)
Formare cittadini in grado di decidere utilizzando criticamente e costruttivamente conoscenza e autonomia di giudizio è la sfida sociale che la scuola deve affrontare sul suo terreno, quello più propriamente pedagogico. Il rinnovamento della scuola dovrà tener conto che solo una didattica centrata sui soggetti è in grado di produrre formazione nel suo significato più ricco e pregnante ; che condizione necessaria per un tale tipo di didattica è l’effettiva autonomia degli istituti, all’interno dei quali possa dispiegarsi tutta intera la professionalità, intelligente, creativa e responsabile, dei docenti.
Questo libro prende le mosse da un’indagine effettuata nell’ambito dell’attività di ricerca/azione del CISEM (Istituto di ricerca della Provincia di Milano e dell’Unione Province d’Italia) dall’aprile ’93 all’aprile ’94, sulla figura del tutor, intesa come guida del processo formativo e come responsabile della realizzazione degli obiettivi didattici della classe e più in generale del Progetto di istituto. Una figura e un ruolo professionali diffusi e sperimentati dall’inizio degli anni ’90 in molte scuole di diverse parti del paese.
I dati e i suggerimenti emersi dalla ricerca - e le proposte che da essi il libro si spinge a formulare - possono costituire un quadro di riferimento assai utile anche per la scuola secondaria di primo grado.
L’autrice giunge all’esito di proporre -coerentemente- il docente - tutor come figura intermedia (tra il preside e i docenti) nel nuovo stato giuridico del personale della scuola, ai fini di una valorizzazione delle nuove competenze che l’esercizio responsabile della tutorship comporta.
Premessa
La Parte prima rappresenta una sorta di premessa concettuale alla tutorship. Offre una riflessione sull’uso e il senso del termine tutor nel tempo, dalla sua comparsa nel mondo classico ad oggi ; ricostruisce l’habitat in cui il tutor si trova attualmente a vivere ; illustra significati e esperienze di tutorship in contesti formativi della comunità internazionale.
La Parte seconda è una testimonianza di esperienze italiane, presentata secondo un modello interpretativo frutto di un lavoro di indagine. Si tratta di un quadro sistematico, ragionato e omogeneo in cui trovano collocazione e senso le varie forme di tutorship rilevate ; e che può costituire a sua volta uno strumento di lavoro per la progettazione di nuove esperienze.
Nella Parte terza viene delineato e proposto un sistema tutoriale, mettendo in opera le concettualizzazioni svolte in precedenza e dando loro la necessaria coerenza per una tutorship non intesa come dispositivo di emergenza, di rimedio e tamponamento alle disfunzioni endemiche e non del sistema di istruzione ; ma di regolare e efficace funzionamento, di potenziamento delle varie risorse presenti e operanti nel sistema.
La Parte quarta fornisce strumenti per consentire al lettore di capire meglio sia il lavoro di indagine sia le esperienze di tutorship. Si tratta di dati, tabelle illustrative, supplementi di informazione, documenti di lavoro prodotti per l’efficacia dell’operato del tutor. Ad essa si rimanda il lettore ogniqualvolta egli ritenga necessario consultare una tabella o un allegato citati nel testo.

Parte prima

ALLA SCOPERTA DEL TUTOR

I. Il Mondo del tutor

Il termine tutor
I contesti d’uso
Le scuole medie
Tutor e operatore psicopedagogico
II. Uno sguardo al tutor nei sistemi scolastici di altri paesi
Tutorship e pastoral care
Inghilterra
Stati Uniti
Danimarca
Spagna
Francia
Alcuni segnali dalle esperienze europee
Parte seconda
ESPERIENZE DI TUTORSHIP
III. Finalità e metodologia dell’indagine
Fig. 1 Si riportano le funzioni riscontrate nell’attività dei tutor specificando i significati ad esse attribuiti nel presente lavoro ai fini di una loro classificazione.
IV. I casi della secondaria superiore
Il tutor di classe : una tutorship opportuna
Il tutor nella didattica per progetti : la tutorship per imparare facendo
Il tutor nei progetti per prevenire la dispersione scolastica : modalità di tutorship per garantire a tutti risultati positivi (es. Il progetto START del CISEM)
Il tutor per l’orientamento : la tutorship per imparare a scegliere
Il tutor nello stage : la tutorship dell’esperienza
Il tutor nel Progetto ’92 : la tutorship per un progetto integrato
L’ascolto e la prevenzione del disagio : un ambito ai primi passi e in espansione
V. I CASI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE : IL TUTOR DEL SOGGETTO

 
Progetti, finalità e funzioni


Aspetti organizzativi e condizioni di fattibilità

VI. I CASI DELLA FORMAZIONE AZIENDALE : IL TUTOR DEL PROCESSO
Parte terza
LA TUTORSHIP POSSIBILE
VII. I capisaldi di una proposta


VIII. La tutorship come componente del ruolo docente
IX. Il rapporto con l’adolescente
X. Il coordinamento
XI. La classe come progetto
XII. Il progetto formativo di classe
XIII. Il progetto formativo di classe : come si costruisce
XIV. Il team di classe
XV. Il responsabile del progetto formativo di classe
XVI. Le responsabilità nelle funzioni tutoriali
XVII. Implicazioni sul funzionamento della scuola
 
 

Conclusioni

Parte quarta

STRUMENTI

I casi dell’indagine
Esempi di evoluzione delle esperienze di tutorship
TABELLE


ALLEGATI
Bibliografia

2. La routine

Ogni direttore didattico, ogni preside che svolga la propria funzione da alcuni anni, ha in qualche misura sperimentato situazioni di stress e ha cercato di "correre ai ripari", di trovare qualche forma di difesa preventiva o di recupero, ma spesso questo è accaduto senza che fosse presente una chiara consapevolezza della natura dello stress, senza dunque una piena possibilità di percepirne con chiarezza i primi sintomi, senza l’applicazione tempestiva di strategie di prevenzione efficaci o di efficaci modalità di recupero delle energie. Ognuno ha cercato di "cavarsela a modo suo" nelle forme che la ricerca compiuta dagli autori del presente lavoro ha messo in luce.

In questo lavoro si analizzano i compiti ai quali oggi un dirigente scolastico deve far fronte, vi si descrivono le posizioni teoriche e le ricerche in ambito primariamente psicologico, ma anche biologico e medico sono state dedicate allo stress. Ma soprattutto è in essa contenuta descrizione di un’ampia e articolata ricerca sul campo, compiuta su un consistente campione di dirigenti scolastici, viene analizzato il problema della dirigenza nel privato, raffrontandola con il settore pubblico, vengono forniti, infine, alcuni consigli utili ai dirigenti della scuola per meglio affrontare le problematiche e gli imprevisti propri della mansione.

Capitolo primo : La dirigenza scolastica italiana : funzioni e ruoli

    Introduzione
    La dirigenza scolastica
    Funzioni e ruoli del dirigente scolastico : cosa prescrive la normativa
    - I direttori didattici
    - I presidi di scuola media inferiore
    - I presidi di scuola media superiore
Capitolo secondo : I manager nelle organizzazioni e le loro strategie di coping (= tentativo di adattamento)
Alcuni cenni al modello dello stress
Lo stress nelle organizzazioni lavorative
La figura del manager
- Le funzioni:
assume decisioni
esercita il potere
utilizza risorse e persone
ha discrezionalità di scelta, di movimento e di azione
gestisce rapporti complessi
è responsabile diretto delle scelte operate, ecc.
- I costi
- I vantaggi
Stress, controllo e adattamento tra i manager
Come agisce e quali strategie di adattamento utilizza il manager privato ?

Tabella 2.1 - Strategie di adattamento (Burke e Weir)

Comportamento sul lavoro
Misure per alleviare lo stress
Aiuto terapeutico
Tabella 2.2 - Strategie di coping (Favretto)
Strategie di pianificazione
Strategie psicosociali
Strategie "ricostruttive" e compensative
Strategie di training psicologico e cognitivo
Che cosa fanno i dirigenti scolastici (manager pubblici)
Capitolo terzo : Alcune ricerche sulle problematiche del manager scolastico italiano
Gli obiettivi generali
Il progetto di ricerca
Lo stress nelle figure apicali scolastiche americane
La soddisfazione lavorativa tra i direttori didattici in Israele
Un contributo inglese al problema teorico
Un contributo da Singapore
Il lavoro e lo stress dei dirigenti scolastici

La ricerca preliminare
La realtà della dirigenza scolastica italiana : acquisizione dei primi elementi problematici
Alcuni costrutti teorici di riferimento

Il conflitto e l’ambiguità di ruolo
I compiti dei dirigenti scolastici
I rapporti interpersonali
Il "boundary spanning stress"
Sviluppo e innovazione

Messa a punto dello strumento d’indagine

Il campione
Risultati della ricerca
Caratteristiche metriche del questionario
L’elaborazione dei datiAlcune osservazioni sui fattori ottenuti
Fattore 1. Assumere il ruolo


Fattore 2. Eseguire i compiti
Fattore 3. Gestire i rapporti
Fattore 4. Attuare provvedimenti disciplinari
Fattore 5. Espletare funzioni di coordinamento del personale non docente
Fattore 6. Inadeguatezza rispetto ai cambiamenti

Sintomi psicosomatici e salute fisica
L’analisi dei coefficienti di relazione
Differenze tra i profili direttivi

Alcune prime riflessioni di sintesi
La ricerca empirica intensiva

Premesse teoriche e metodologiche


Messa a punto dello strumento di indagine
Modalità di somministrazione dello strumento
Procedura per la codifica e l’analisi dei dati
Analisi statistico - quantitativa dei risultati
L’analisi differenziata delle tipologie professionali in rapporto agli eventi e alle strategie di adattamento
La relazione tra eventi, strategie e risultati (nell’intera popolazione)

Capitolo quarto :Approfondimenti qualitativi
Analisi qualitativa dei dati. Testimonianze raccolte. Deduzioni e considerazioni
Eccessivo carico di lavoro
Rapporto Scuola/Alunni/Genitori
Le relazioni interpersonali
Ruolo in sé
Esecuzione di compiti organizzativi
Scarsa disponibilità di fondi
Eccessiva burocratizzazione della funzione
Problematiche educativo - didattiche
Alcune osservazioni conclusive
Capitolo quinto :Cosa fanno i dirigenti scolastici per gestire il loro stress ?

    Stili di leadership e dirigenza scolastica

Aspetti predominanti della leadership :
caratteristiche del leade
caratteristiche dei membri del gruppo
situazione
Le principali funzioni di una leadership efficace :


prevedere
pianificare
organizzare
condurre
coordinare
controllare
COMUNICARE

    Come essere un leader efficace nella scuola
Le competenze professionali
Le competenze personali
La capacità di porsi e attuare obiettivi
La capacità di utilizzare le risorse
La capacità di valutazione

Dall’analisi delle competenze e delle doti professionali sono state individuate e proposte le seguenti dodici tipologie :
- Dirigente efficiente
- Dirigente efficientista
- Dirigente accentratore
- Dirigente innovatore
- Dirigente pedagogo
- Dirigente disponibile
- Dirigente disponibile a tutti i costi
- Dirigente burocratico di trincea
- Dirigente semplicista
- Dirigente autoritario
- Dirigente scientista
- Dirigente inadeguato

Tabella 5.3 Alcune strategie di leadership per il dirigente della scuola
Tabella 5.4 Condizioni per l’innovazione
Tabella 5.5 Cosa può fare un dirigente scolastico per promuovere il processo innovativo

Capitolo 6 :Alcuni consigli per i neo - dirigenti
Cosa suggeriscono i colleghi già esperti
Area della leadership e gestione dei gruppi
Area della comunicazione e delle relazioni interpersonali
Area culturale/professionale
Area organizzativo/gestionale
Area delle doti e competenze professionali
Area delle competenze pedagogiche
Area degli incentivi e delle gratificazioni
Area delle aspettative nei confronti del ruolo

Commento
Cosa suggerisce la letteratura
Alcuni suggerimenti organizzativi

Capitolo settimo : I coordinatori amministrativi e le problematiche degli istituti scolastici
Introduzione
Rapporto scuola/alunni/genitori
Le relazioni interpersonali
Gestione informatica del lavoro d’ufficio
Eccessiva burocratizzazione della funzione
Ruolo in sé
Esecuzione di compiti organizzativi
Carico di lavoro : overload (sovraccarico)/underload (sottoccupazione)
APPENDICE
APPENDICE/DIARIO
Aree relative alle fonti di stress
Aree relative ai sintomi psicofisici


3. L’insegnante riflessivo

3.1 Psicologia cognitiva

3.2. Cervello/Mente/Intelligenze Il fenomeno "intelligenza" può essere scomposto in una serie finita di abilità umane distinte, di distinte intelligenze : linguistica, musicale, logico - matematica, spaziale, corporeo - cinestetica, personale e interpersonale. Caso per caso, Gardner esamina quali siano i componenti di ogni particolare forma di intelligenza, lo sviluppo di ogni singola forma di competenza, gli aspetti neurologici, quelli interculturali. Le singole "intelligenze" devono essere "rimontate" in intelligenze capaci di funzionare nei contesti complessi del mondo : a questo fine ha vitale importanza la capacità umana di creare e manipolare simboli. I simboli servono a colmare il divario fra "il sistema nervoso, con le sue strutture e funzioni, e la cultura, con i suoi ruoli e le sue attività".

Negando il concetto tradizionale di intelligenza come qualcosa di unitario o di puramente intellettuale e proponendo l’esistenza di una pluralità di intelligenze, Gardner mira tra l’altro a una teoria capace di applicazioni in campo educativo. Come deve essere impostata l’educazione, dando a un individuo uno sviluppo equilibrato di tutte le sue intelligenze, o spingendo al massimo lo sviluppo di quella intelligenza in cui può ottenere risultati eccezionali ? Tenendo conto delle sole potenzialità dell’individuo, o cercando invece di sviluppare preferibilmente quelle doti di cui ha maggiormente bisogno la società ?

Questo libro, che per la sua originalità di contenuto e la semplicità e vivacità dello stile ha rinnovato anche presso il grande pubblico il successo dei libri precedenti di Gardner, ha ricevuto nel 1984 il National Psychology Award for Excellence in the Media, conferitogli dalla American Psychological Association.

Nuova introduzione
Prefazione
Nota al progetto sul potenziale umano

Parte prima

LO SFONDO

L’idea delle intelligenze multiple
L’intelligenza : concezioni anteriori
I fondamenti biologici dell’intelligenza
Che cos’è un’intelligenza ?
Parte seconda

LA TEORIA

Intelligenza linguistica
Intelligenza musicale
Intelligenza logico - matematica
Intelligenza spaziale
Intelligenza corporeo - cinestetica
Le intelligenze personali
Critica della teoria delle intelligenze multiple
La socializzazione delle intelligenze umane per mezzo dei simboli
Parte terza

IMPLICAZIONI E APPLICAZIONI

L’educazione delle intelligenze
L’applicazione delle intelligenze
 
  • Demetrio D. (a cura di), Per una didattica dell’intelligenza. Il metodo autobiografico nellosviluppo cognitivo, Franco Angeli, Milano 1995
  • L’intelligenza non è riconducibile soltanto ad un insieme di capacità volte a risolvere problemi, adattarsi all’ambiente, astrarre, creare. Essa è soprattutto facoltà metacognitiva perché sa riflettere ciò che va pensando e facendo. La scuola e molti altri ambiti della formazione - per i giovani o gli adulti - dimenticano sovente questa caratteristica precipua della mente umana e non sviluppano competenze quali la reminiscenza, l’introspezione, la sospensione del giudizio, la produzione di immagini e metafore, ecc.

    Questo libro - nato da una ricerca promossa dall’amministrazione comunale di Parma - documenta quali e quante possono essere le vie a disposizione del formatore che intenda occuparsi di sviluppo del potenziale intellettuale. Inoltre il testo individua nell’approccio autobiografico uno strumento efficace per conoscere, spiegare e comprendere i processi cognitivi, i metodi di apprendimento e le continuità del pensiero nel corso della vita.

    Proposte di lavoro e di ricerca, suggestioni teoriche e metodi di autoriflessione che mettono sempre al centro la storia personale, fanno di questo volume al contempo un documento per approfondire la pratica didattica in insegnamenti diversi e per realizzare degli specifici Laboratori di educazione della mente.

    Presentazione (Franca Amadini)

    Da una ricerca esplorativa altre risonanze, altri contesti (Duccio Demetrio)

    La ricerca autobiografica in educazione : dalla teoria alla didattica (D. Demetrio e L. Formentini)

    Parte prima
    Metodo autobiografico e ricostruzione della percezione dei processi cognitivi : il progetto Labaco a Parma (Demetrio)

    Parte seconda
    Altri contesti di applicazione (Autori vari)

    Parte terza
    Per una didattica dell’intelligenza (Demetrio)

    Parte quarta
    Campi del sapere e attenzioni cognitive: tre possibilità (Autori vari)

    Questo volume offre un panorama completo ed aggiornato degli studi sulla psicologia della memoria, filone di ricerca che indaga i meccanismi di acquisizione, conservazione, recupero e oblio delle informazioni. La memoria viene considerata dall’autore come il centro di ogni processo cognitivo, attorno al quale ruotano numerosi aspetti dell’attività psicologica e cerebrale, quali la percezione, l’azione, l’emozione, l’attenzione.

    Il testo si articola secondo tre principali linee. La prima consiste nell’esposizione degli studi di laboratorio e del modo in cui le differenti teorie si sono sviluppate a partire dalla valutazione sperimentale ; vengono anche esplorate le relazioni fra teorie dell’apprendimento, intelligenza artificiale e connessionismo. La seconda linea analizza l’uso della memoria nella vita quotidiana : questo approccio metodologico parte dal presupposto dell’insufficienza della psicologia di laboratorio e ricerca conferme empiriche agli studi teorici. La terza linea di ricerca riguarda i problemi di memoria nei pazienti con lesioni cerebrali e affronta la questione del possibile ruolo terapeutico della psicologia nei casi di amnesia e afasia.

    Grazie ad una esposizione estremamente chiara e a un costante riferimento agli studi più recenti, questo libro si presenta come strumento indispensabile per gli studiosi di psicologia cognitivista e come manuale rigoroso e di facile consultazione per tutti coloro che sono interessati alle più recenti ricerche sulla memoria umana.

    Prefazione

    Perché abbiamo bisogno della memoria ?
    Percepire e ricordare
    Quanti tipi di memoria ? Evidenze in favore della MBT
    Il ruolo della memoria nei processi cognitivi : la memoria di lavoro
    Immaginazione visiva e taccuino visuo - spaziale
    Attenzione e controllo della memoria
    Quando l’esercizio rende perfetti
    Organizzare e apprendere
    L’acquisizione delle abitudini
    Quando la memoria fallisce
    Il recupero dell’informazione
    "Ricollezione" e memoria autobiografica
    La conoscenza
    E adesso ? Di nuovo il connessionismo
    Memoria, emozione e cognizione
    Comprendere l’amnesia
    Il trattamento dei problemi di memoria


    Riferimenti bibliografici

    3.3. Educazione e processi di apprendimento

    La traduzione di questo "manuale" è stata sollecitata dalla diffusa esigenza di un’esauriente trattazione dei problemi pratici e teorici che, quotidianamente e di principio, interessano i tecnici della scuola quando si trovano nella necessità di avere piena conoscenza delle caratteristiche che connotano i vari stadi dello sviluppo psicologico dei loro allievi.

    La trattazione scientifica di questioni troppo spesso lasciate alla gestione del senso comune offre una risposta sistematica alle domande che non solo gli insegnanti pongono. Come si struttura l’apprendimento? Cos’è l’intelligenza? Da quali fattori psichici e non essa viene influenzata? Quali gli usi e quali gli abusi della misurazione dei processi cognitivi?

    L’autore di questo volume si è proposto di offrire una lettura che coinvolgesse, nella sua chiarezza rigorosa, tutti coloro che sono direttamente o indirettamente interessati ai problemi dell’educazione. Insegnanti, quindi, genitori e chi è comunque attento ai progressi della cultura potranno trovare nel pensiero dell’autore un punto di riferimento fondamentale per una migliore consapevolezza dei problemi connessi allo sviluppo delle strategie attraverso le quali l’uomo conosce il suo mondo.

    Introduzione: Apprendimento cognitivo e psicopedagogia: Il contributo di Ausubel (di C. Cornoldi e P. Meazzini)

    Prefazione

    I. INTRODUZIONE
        Il ruolo e la funzione della psicologia dell’educazione

    II. SIGNIFICATO E APPRENDIMENTO DEL SIGNIFICATO
        Significato e apprendimento del significato
        Ricezione e fissazione del significato

    III.FATTORI COGNITIVI NELL’APPRENDIMENTO
        Struttura cognitiva e transfer cognitivo
        Sviluppo cognitivo e idoneità
        L’intelligenza
        Strategie d’insegnamento per superare le differenze individuali nella capacità intellettuale
        L’esercizio pratico
        Il materiale didattico

    IV. FATTORI AFFETTIVI E SOCIALI NELL’APPRENDIMENTO
        Fattori motivazionali e apprendimento
        Fattori della personalità e apprendimento
        Appartenenza al gruppo, fattori sociali e apprendimento
        Aspetti relativi all’insegnante

    V. L’APPRENDIMENTO ATTRAVERSO LA SCOPERTA
        L’apprendimento attraverso la scoperta
        L’acquisizione e l’uso di concetti
        Problem solving e creatività

    VI. MISURA E VALUTAZIONE
        Principi di misura e valutazione
     
     

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    RAPPORTO INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO NEL CONSIGLIO DI CLASSE

    1. Osservazione e auto-osservazione nel rapporto insegnamento-apprendimento

    All’insegnante di oggi non è più possibile richiedere unicamente un "viscerale atteggiamento d’amore" nei confronti degli alunni: accanto alla disponibilità deve possedere una profonda competenza tecnica che gli consenta, da un lato, di individuare con precisione gli obiettivi educativi che intende perseguire, e, dall’altro, la pianificazione di corrette strategie di controllo dell’adeguatezza degli interventi che attiva.

    In questo contesto il ricorso al metodo dell’osservazione è inevitabile anche se esso, come d’altronde ogni altra forma di diagnosi e valutazione, risulterà sterile da un punto di vista psicopedagogico ed irrilevante da un punto di vista sociale, se non inserito in un preciso programma di intervento e cambiamento.

    L’autore con questo lavoro si propone sia di stimolare l’insegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali sia di offrirgli la possibilità di ricorrere all’uso di alcune strategie e di alcuni strumenti di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.

    Il volume si articola in tre parti: nella prima vengono affrontati alcuni problemi teorici collegati all’uso dell’osservazione nella ricerca psicopedagogica; nella seconda vengono presentati alcuni strumenti di analisi e di osservazione del comportamento dell’insegnante (il metodo di Flanders, di Bellack, di De Landsheere, ecc.) e nella terza, infine, ci si sofferma sull’analisi del contributo offerto dall’approccio comportamentistico all’osservazione delle problematiche scolastiche.

    Introduzione

    L’attività di un professionista prevede necessariamente almeno cinque momenti distinti:
    la comprensione approfondita della realtà da modificare;
    l’individuazione e l’elencazione dei problemi che la realtà stessa solleva;
    l’elaborazione di alcune ipotesi di cambiamento e la pianificazione di un intervento;
    la realizzazione del progetto;
    il controllo dei risultati ottenuti.
    Le finalità che ci si propongono con questo lavoro sono essenzialmente due:
    - stimolare l’insegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali;
    - offrire all’insegnante la possibilità di ricorrere, per la sua programmazione didattica, all’uso di alcune strategie di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.
    L’osservazione può trasformarsi in attività di "autovalutazione correttiva" e di feedback del proprio comportamento e stimolare anche nell’insegnante significative dinamiche di cambiamento. Per questo, saranno presi in considerazione strumenti di osservazione del comportamento che l’insegnante e l’alunno assumono in classe. In particolare, si considereranno:
    nella prima parte,alcuni problemi e metodi di osservazione;
    nella seconda parte, l’osservazione dell’analisi dell’insegnamento;
    nella terza parte, il contributo offerto dall’approccio comportamenitistico all’analisi e all’osservazione delle problematiche scolastiche.

    Parte prima: PROBLEMI E METODI DI OSSERVAZIONE
    Cap. I. - Tipi di osservazione

    L’osservazione occasionale
    L’osservazione sistematica
    Tipi di osservazione sistematica
    L’osservazione naturalistica
    L’osservazione diretta
    L’osservazione documentaria
    L’osservazione scientifica
    L’osservazione partecipante
    Cap. II. - L’osservazione nella ricerca pedagogica

    Cap. III. - L’attendibilità dell’osservazione

    Gli errori di osservazione
    L’osservatore come fonte di errore
    La formazione degli osservatori
    Quando e cosa osservare
    Come osservare
    Parte seconda: L’OSSERVAZIONE NELL’ANALISI DELL’INSEGNAMENTO

    Cap. IV. - Metodi di osservazione utilizzati nell’analisi dell’insegnamento

    I sistemi di segni (L’osservazione del comportamento dell’alunno: la check-list di M. Almy)
    Una check-list per l’analisi della relazione genitori - figli (R. Cattell)
    Le scale di valutazione (obiettività/attendibilità/sensibilità/validità)
    Tipi di scale di valutazione
    I sistemi di categorie
    Cap. V. - L’interazione in classe
    1 La relazione insegnante - alunno
    2. L’analisi delle interazioni verbali in classe
    3. Il sistema di Flanders per l’analisi delle interazioni verbali
     
    Le categorie di analisi delle interazioni verbali
    Metodo di classificazione delle interazioni verbali
    Descrizione qualitativa e quantitativa delle interazioni
    Analisi e interpretazione delle interazioni
    Utilizzando il sistema di Flanders, può l’insegnante valutare la propria attività scolastica?
    Suggerimenti e "regole" per la classificazione delle interazioni verbali in classe


    4. Il sistema di categorie di interazione verbale (SCIV) di E. Amidon

    Uso della matrice di Amidon
    5. L’osservazione delle attività intellettuali : il sistema di Taba

    6. L’analisi dell’insegnamento con il metodo della Hughes

    7. Il metodo di G. De Landsheere

    8. Il sistema di analisi della comunicazione in classe di Lewis, Newell e Withall

    9.Il sistema di Bellack

    10. Il sistema di analisi dell’insegnamento di B. Joyce

    Codificazione e registrazione delle comunicazioni dell’insegnante
    Cap. VI. - L’osservazione dell’interazione sociale in classe
    Lezione e lavoro di gruppo
    Il gruppo - classe
    L’osservazione della discussione di gruppo
    L’analisi delle interazioni di gruppo di R.F. Bales
    L’osservazione e la registrazione delle interazioni


    Esemplificazione sperimentale 1
    La revisione di Borgatta

    Parte terza - L’OSSERVAZIONE NELL’ANALISI E MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI

    Cap. VII. - Comportamentismo e problemi di osservazione

    Definizione accurata dei comportamenti da osservare
    Durata dell’osservazione
    Verifica dell’obiettività dell’osservazione
    L’osservazione per campionamento a tempo
    Cap. VIII. - Comportamento ed osservazione a scuola
    L’osservazione dei comportamenti di "vicinanza" e di "interazione"
    L’osservazione del comportamento di un gruppo di adolescenti caratteriali
    L’osservazione dei comportamenti degli alunni
    L’osservazione del comportamento dell’insegnante
    Esemplificazione sperimentale 2
    L’osservazione del comportamento della classe


    I comportamenti orientati al compito
    Esemplificazione sperimentale 3

    Gli effetti del comportamento degli insegnanti
    L’osservazione dell’interazione scolastica
    Il sistema di osservazione di Spaulding
    L’analisi funzionale di Bijou
    Considerazioni conclusive
    Bibliografia In questo libro vengono presentati in modo sistematico i principi sui quali si fonda la "tecnologia del comportamento", i metodi che si possono impiegare per una corretta gestione della classe e i risultati ottenuti in numerose esperienze scolastiche che si sono conformate a questo approccio.

    I vari temi sono vivacizzati dall’inserimento di una casistica quanto mai ampia e diversificata, che abbraccia episodi tipici della scuola materna, di quella dell’obbligo e della scuola media superiore.

    L’insegnante di ogni ordine e grado, l’operatore sociale e le persone interessate ai problemi scolastici troveranno nel volume una serie di indicazioni e di suggerimenti metodologici in grado di fondare su basi scientifiche un nuovo rapporto educativo.

    Parte prima - PRINCIPI E METODI

    Capitolo 1 - I PRINCIPI DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO

    Introduzione
    Che cos’è il modello medico
    Aspetti negativi del modello medico
    Perché il modello medico tende a sopravvivere
    Che cos’è il modello psicologico
    Il modello psicologico e la tecnologia del comportamento
    Aspetti positivi della tecnologia del comportamento
    Capitolo 2 - TECNICHE DI OSSERVAZIONE E MODALITA’ DI VERIFICA DELL’INTERVENTO COMPORTAMENTALE
    Il linguaggio quotidiano strumento di non comunicazione
    Il linguaggio comportamentale come superamento del linguaggio quotidiano
    Cosa osservare
    L’analisi funzionale del comportamento
    Che fare dei dati ottenuti durante la fase di osservazione
    Il problema dell’attendibilità dell’osservazione
    La definizione degli obiettivi comportamentali
    Programmazione e valutazione dell’intervento comportamentale
    Parte seconda - COME INCREMENTARE I COMPORTAMENTI ADEGUATI

    Capitolo 3 - RINFORZAMENTO, MODELLAGGIO E CONCATENAMENTO

    Introduzione
    L’universo dei rinforzatori
    Il modellaggio (shaping)
    Il concatenamento
    Chi condiziona chi
    Capitolo 4 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DI RINFORZAMENTO: I CONTRATTIEDUCATIVI
    Introduzione
    Le regole della contrattazione delle contingenze
    Dalla contrattazione eterodiretta alla contrattazione autodiretta
    A proposito di micro- e di macrocontratti
    Gli elementi che costituiscono la contrattazione
    Che fare quando la contrattazione delle contingenze non sembra funzionare
    Capitolo 5 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DEL GRUPPO E LA "TOKEN ECONOMY"
    La contrattazione delle contingenze di gruppo
    La token economy (economia simbolica)
    Capitolo 6 - LA MODIFICAZIONE DELL’AMBIENTE
    Introduzione
    Il controllo da parte dello stimolo
    La tecnica del fading
    Classificazione degli stimoli sulla base delle loro caratteristiche
    Ambiente - scuola
    Capitolo 7 - IL MODELLAMENTO
    Introduzione
    Modellamento e socializzazione
    Il modellamento nella scuola
    I fattori del modellamento
    Capitolo 8 - L’AUTOCONTROLLO
    Introduzione
    L’autocontrollo nella prospettiva comportamentale
    Come si attua l’autocontrollo: cenni procedurali
    Apprendimento dell’autocontrollo
    Parte terza - COME DIMINUIRE I COMPORTAMENTI INADEGUATI

    Capitolo 9 - ESTINZIONE E RINFORZAMENTO DIFFERENZIALE

    Introduzione
    Elementi che ostacolano l’uso dell’estinzione
    L’estinzione è veramente efficace?
    Il rinforzamento differenziale
    Capitolo 10 - LA PUNIZIONE : PERCHE’ NO?
    Introduzione
    La punizione e la tecnologia del comportamento
    La punizione non è efficace
    Effetti collaterali negativi della punizione
    Effetti paradossali della punizione
    Perché si continua a punire
    Alternative alla punizione di tipo a
    Parte quarta - LA GESTIONE DEI PROBLEMI EMOZIONALI NELLA SCUOLA

    Capitolo 11 - ANSIE E PAURE NELLA SCUOLA

    Introduzione
    La definizione della paura e dell’ansia secondo la prospettiva comportamentistica
    Come si apprendono ansie e paure
    Dall’ansia alla fobìa
    Come si eliminano ansie e fobie
    Alcuni casi tipici di paura e di fobia
    Capitolo 12- SCUOLA E HANDICAPPATO
    Introduzione
    L’integrazione del bambino handicappato nella scuola "normale"
    L’integrazione selvaggia "Italian style"
    L’integrazione dell’handicappato: la prospettiva comportamentale
    Osservazioni conclusive
    Parte quinta - LA MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI COGNITIVI

    Capitolo 13 - LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA

    Introduzione
    Identificazione e definizione degli obiettivi didattici
    L’analisi dei compiti
    I test criteriali
    Procedure di insegnamento individualizzato
    Parte sesta - IN CONCLUSIONE

    Capitolo 14 - L’INTRODUZIONE DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA

    Introduzione
    La formazione delle componenti scolastiche all’uso delle tecniche comportamentali
    Funzioni delle componenti scolastiche secondo la tecnologia del comportamento
    Capitolo 15 - OBIEZIONI ALL’USO DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA
    Introduzione
    Obiezioni di natura socio - politica
    Obiezioni di natura morale
    Obiezioni di natura pedagogica
    Obiezioni di natura psicologica
    Obiezioni di natura...estetica
    Per un uso corretto della tecnologia del comportamento
    Glossario
    Bibliografia La profonda revisione, attualmente in corso, del concetto di valutazione impone un diverso sistema di osservazione degli alunni, fondato sul concetto di programmazione. In questo sistema, valutare significa confrontare un progetto con i risultati conseguiti, al fine di riequilibrare i mezzi e i metodi di intervento. In particolare, essendo l’alunno il soggetto dell’azione educativa che la scuola via via programma, l’osservazione sistematica sui suoi processi d’apprendimento consente di valutare l’efficacia degli interventi programmati.

    Il testo si apre su tre campi di osservazione :

    Presentazione
    Introduzione : osservare i propri alunni
    Le tecniche di osservazione
    Il comportamento individuale dell’alunno
    I rapporti interpersonali tra gli alunni : la sociometria
    Il comportamento della classe
    L’organizzazione della classe e il comportamento dell’insegnante
    L’osservazione come strumento di analisi del comportamento
     
     
  • Mazzotta M., Come organizzare la lezione, Giunti & Lisciani, Teramo 1985
  • Ci sono strumenti che aiutino gli insegnanti a comprendere in modo obiettivo la loro attività in classe ? Ecco una ricerca sul bene e sul male del comportamento insegnante : che cosa fanno, che cosa dicono, come considerano gli allievi gli insegnanti delle scuole europee.

    Introduzione

    Capitolo primo : Obiettivo della ricerca

    La difficoltà di conoscere che cosa succede veramente nelle classi
    Perché bisogna conoscere con esattezza come si insegna ?
    Capitolo secondo : Un movimento di ricerca pedagogica contemporanea
    La ricerca di Hughes e collaboratori
    Capitolo terzo : Condizioni dell’esperienza
    Popolazione sperimentale
    Argomenti delle lezioni
    Metodo di registrazione
    Capitolo quarto : Metodo d’analisi e codice
    Regole fondamentali
    Tavola sinottica delle funzioni di insegnamento
    Indicazioni pratiche per identificare le funzioni e il codice
    Capitolo quinto : Addestramento degli analizzatori e controllo delle analisi
    Messa a punto di un’analisi tipo
    Addestramento degli analizzatori
    Analisi delle 50 lezioni
    Controllo delle analisi
    Capitolo sesto : Risultati generali
    Ripartizione delle funzioni secondo le nove categorie
    Capitolo settimo : Analisi dei risultati
    Profili dell’insegnamento secondo le nove categorie
    Studio analitico delle funzioni per l’insieme delle 50 lezioni
    Analisi delle variazioni quantitative su ogni categoria di funzioni
    Capitolo ottavo : Il campione rappresentativo minimo
    Un quarto d’ora è rappresentativo di un’ora
    Cinque minuti sono rappresentativi di un’ora
    Conclusione

    ALLEGATI

    I Allegato : Analisi dei primi cinque minuti di una lezione
    II Allegato : Alcune ricerche contemporanee sui processi di insegnamento
    Bibliografia

    2.La lezione

    2.1. Educazione al comprendere

    2.2. Educazione e comunicazione interpersonale Questo è il primo di due volumi previsti in questa collana che affrontano problemi di psicologia dell’educazione. La divisione del materiale si basa su una distinzione di fondo tra i contributi che la psicologia può dare alla definizione di ipotesi sui comportamenti educativi dell’insegnante che appaiono più efficaci sul piano educativo e i contributi che invece riguardano più direttamente l’allievo e le modalità dell’apprendimento.

    Questo primo volume affronta il tema del comportamento comunicativo dell’insegnante, avendo come punti di riferimento sia lo specifico settore di ricerca psicoeducativa sull’interazione verbale nella classe, sia le indicazioni derivanti dai diversi orientamenti della psicologia di base, dal comportamentismo al cognitivismo, alle teorie organismiche della personalità. Vengono trattate, in particolare, modalità comunicative quali l’attività di esporre, chiarire, spiegare e quelle, complementari, del dimostrare attenzione, approvare, accettare, rifiutare, nell’ambito della comunicazione dell’insegnante.

    Introduzione

    I. La psicologia dell’educazione tra autonomia ed emarginazione

    Psicologia dell’educazione e psicologia di base
    Psicologia dell’educazione e pedagogia
    Una definizione difficile e controversa
    La proposta di D.P. Ausubel
    Una discutibile specificità metodologica
    Scelte metodologiche e rapporto con la pedagogia
    Psicologismo e psicologia dell’educazione
    II. L’analisi dell’interazione verbale nella scuola
    Alcuni obiettivi comuni
    Ned Flanders
    Amidon e Hunter
    J.B. Hough
    Gilbert De Landsheere
    Comunicazione verbale e non verbale
    Appendice
    III. La comunicazione come rafforzamento
    Un’alternativa alla letteratura della libertà
    I rafforzatori
    Rafforzatori sociali e informazionali
    Attenzione, approvazione e affetto
    L’effetto pigmalione e l’attenzione
    L’effetto pigmalione capovolto
    Rafforzamento negativo e punizione
    La comunicazione punitiva
    IV. La comunicazione come "feedback "
    "Feedback" e mente
    "Feedback" e conoscenza dei risultati
    "Feedback" intrinseco ed estrinseco
    Dall’apprendimento alla comunicazione
    La completezza nella comunicazione
    "Feedback" come attenzione
    "Feedback", correzione e attenzione
    V. La comunicazione come rispecchiamento
    L’intervento a specchio
    Gli scopi comunicativi del rispecchiamento
    L’ "implementation "
    Kurt Goldstein
    Kurt Lewin
    Rigidità ed autoritarismo
    Aggressività e catarsi
    L’approccio percettivo alla comunicazione
    Comunicare per conoscere
    VI. Esporre, chiarire, spiegare
    Una teoria della comprensione verbale
    Dal capire all’esporre facendosi capire...
    ... E allo spiegare come far capire
    Spiegare per stimolare e per far partecipare
    Riferimenti bibliografici Come si impara ? Per lungo tempo si è pensato che, quando si impara davvero, lo si fa da soli o sotto la guida diretta di un adulto più competente. Questa convinzione viene contraddetta dalla prospettiva presentata in queste pagine : discutere insieme costituisce un sostegno cognitivo all’acquisizione di capacità argomentative e alla riorganizzazione delle conoscenze, e diventa quindi una risorsa fondamentale per imparare a ragionare.

    Indirizzato soprattutto agli studiosi dei processi educativi e a tutti coloro che professionalmente operano con gruppi per finalità formative, il libro presenta una raccolta organica di studi relativi alla funzione dell’interazione sociale nell’educazione cognitiva a scuola.

    Vengono esposti e discussi i fondamenti teorici di questa prospettiva, a partire dagli apporti classici della scuola storico - culturale, sino alle più recenti teorizzazioni e ricerche empiriche. Sono analizzate a fondo le modalità di conduzione e di analisi dei processi di interazione tra pari, le caratteristiche del ruolo dell’adulto e le specificità cognitive che le interazioni sociali assumono come gestione e controllo di un apprendimento situato nei vari contesti di conoscenza.

    Le ricerche originali riportate sono state condotte in contesti scolastici italiani nell’arco di dieci anni, e mostrano la realizzabilità e la produttività di una impostazione interattiva dell’apprendimento centrata sulla discussione come contesto di sviluppo e di esercizio per l’argomentare e il ragionare in diversi ambiti disciplinari.

    Introduzione. La scuola come contesto sociale naturale

    Parte prima. La costruzione sociale della conoscenza. Fondamenti teorici

    Il contributo della prospettiva vygotskiana alla psicologia dell’istruzione (C. Pontecorvo)
    La prospettiva pedagogica nello studio dei processi sociali a scuola (A.M. Ajello)
    Interazione sociale e costruzione della conoscenza : paradigmi a confronto e prospettive di ricerca (C. Pontecorvo)
    Parte seconda. Processi interattivi e ruolo dell’adulto : modalità di analisi e di intervento (C. Pontecorvo)
    Discutere, argomentare e pensare a scuola. L’adulto come regolatore dell’apprendimento (C. Pontecorvo)
    Dinamiche sociali e cognitive nei gruppi a scuola (C. Zucchermaglio)
    La costruzione del discorso nelle discussioni in classe : un’analisi sequenziale (M. Orsolini)
    Insegnanti e discussioni : formazione e realizazione sul campo (A.M. Ajello)
    Imparare da soli, imparare insieme : rappresentazioni e comportamenti degli insegnanti (M. Formisano)
    Parte terza. Strategie di pensiero e pratiche di discorso in diversi campi di conoscenza
    Le discipline come artefatti culturali e come pratiche di discorso (C. Pontecorvo)
    Costruire modelli condivisi su fenomeni naturali (C. Zucchermaglio)
    Spiegare i fenomeni storici (H. Girardet)
    Il ragionamento informale in economia (A.M. Ajello)
    Condividere socialmente la convenzionalità della lingua scritta (C. Zucchermaglio)


    Riferimenti bibliografici

    2.3 Educazione e linguaggi disciplinari

    Quali usi particolari della lingua naturale è possibile osservare nei linguaggi di scienze come la matematica, la fisica, la chimica o la biologia ? Quale la rilevanza di tali peculiarità linguistiche ai fini della comprensione di un testo scientifico ? Quali strategie cognitive sono implicite nelle diverse forme di conoscenza del reale e nei linguaggi che le veicolano ? Quale tipo di collaborazione e/o programmazione interdisciplinare tra il/i docente/i di materie scientifiche e il docente di italiano ? Quale possibili rapporto, didatticamente significativo, tra i linguaggi dell’informatica, il loro apprendimento e l’educazione linguistica ?

    Questi e altri quesiti vengono discussi nei diversi contributi del volume, nato dai lavori presentati al terzo convegno nazionale del GISCEL (Napoli - Vico Equense, 6-9 novembre 1986) ; il testo, in quanto punto d’incontro e di intersezione pluridisciplinare, si rivolge pertanto sia ai docenti di educazione linguistica (L1 e L2) sia a quelli di discipline scientifiche.

    Introduzione (Anna Rosa Guerriero)

    Parte II: L’ORA DI ITALIANO E L’ORA DI SCIENZE : LA TRASVERSALITA ‘ DELL’EDUCAZIONE LINGUISTICA

    Parte III Parte IV:ASPETTI DELLA COMPRENSIONE E DELLE PRODUZIONE TESTUALE Parte VI: LINGUISTICA, INFORMATICA E NUOVE TECNOLOGIE In questo volume il Giscel Lombardia, sulla scorta dei dati emersi da una ricerca effettuata nella scuola media dell’obbligo, analizza quale comprensione i ragazzi abbiano del libro di scienze, propone poi alcune ipotesi interpretative delle difficoltà e dei problemi che i risultati dell’indagine rivelano, suggerisce infine percorsi di lavoro per insegnare ad "apprendere dal testo".

    Premessa

    Testo scientifico e manuali scolastici (M.A. Cortelazzo)
    Leggibilità e comprensione del manuale di scienze (GISCEL Lombardia)
    Indagine sull’uso del testo di scienze nella scuola dell’obbligo (M.T. Del Buono)
    La comprensione del testo scientifico nella scuola elementare (F. Cicardi)
    Il testo scientifico nella scuola media : proposte didattiche (F. Mandelli- L. Rovida)
    APPENDICE
    Alcune funzioni retoriche dell’inglese scientifico e tecnico (Louis Trimble)

    2.4 Ascoltare e parlare

    L’educazione all’ascolto e al parlato costituisce una componente fondamentale dell’insegnamento linguistico in ogni ordine di scuola. Le abilità orali inoltre sono il mezzo prevalente attraverso cui si realizza la comunicazione interpersonale dentro e fuori la scuola. Nonostante questo, le abilità orali sono ancora poco considerate nella progettazione e nella realizzazione dei curricolo scolastici e ancora poco esplorate dalla ricerca linguistica.

    Dall’esigenza di operare una riflessione sull’orale e di costruire alcune linee di intervento basate su una descrizione rigorosa di queste abilità, è nato il V Convegno Nazionale del GISCEL (Stresa, 25-27 ottobre 1990), in cui sono stati presentati i contributi raccolti in questo volume. A interventi centrati sull’analisi e la descrizione di alcuni aspetti fondamentali della lingua orale seguono i risultati di osservazioni e ricerche condotte sulla lingua che viene usata negli scambi comunicativi che si realizzano in situazioni di tipo scolastico a ogni livello di scolarità e infine vengono riportate alcune esperienze e proposte utili per la costruzione di curricolo per l’orale. Il volume si chiude con una ricca bibliografia ragionata.

    Introduzione (L. Brasca e M.L. Zambelli)

    Parte I: ANALISI E DESCRIZIONE DEL PARLATO E DELL’ASCOLTO

    Parte II: PARLARE E ASCOLTARE IN AMBITO DIDATTICO Parte III: ESPERIENZE E PROPOSTE PER UN CURRICOLO DELLE ABILITA’ ORALI BIBLIOGRAFIA RAGIONATA (Giscel Lombardia) Sommersa da prove d’ingresso, test di accertamento, verifiche scritte, didattiche brevi, la scuola rischia di ritornare come l’aveva trovata don Milani : silenziosa e passiva, ma anche più presuntuosa. Nello sforzo di rinnovare l’impegno a "ridare la parola", gli autori dei contributi qui raccolti intendono recuperare la continuità di una tradizione che vede nel dialogo uno strumento di conoscenze, ricerca e costruzione del sapere e che fa dell’educazione l’occasione per l’esercizio del rispetto per l’altro.

    All’interno di questa cornice il volume sviluppa le più recenti indicazioni della psicopedagogia, della psicolinguistica e della pragmatica in una serie di saggi - esperienze di insegnanti del GISCEL Veneto sui processi del parlare in classe.

    Introduzione (L. Corrà e V. Deon)

    L’enciclopedia come problema della comunicazione educativa (V. Deon)
    Dalla competenza d’uso ad una grammatica del parlato nella scuola elementare (D. Spadotto)
    "Parlar bene" a scuola : dal parlare al parlato formale nella scuola media (Altichieri, Bonetti, Iannacci e Ridolfi)
    Introduzione
    Un curricolo : dall’interrogazione all’esame
    Il percorso didattico


    Appendice

    Interrogare ed interrogarsi : domande e risposte di insegnanti e studenti (M. Capelli e M. Stacul)

    L’interrogazione : come si giustifica l’interesse per questo momento della vita scolastica
    Come studiano i nostri ragazzi ?
    Lo studente è un autodidatta delle interrogazioni ? I suggerimenti degli insegnanti
    Le strategie degli studenti
    Perché acquisire una competenza interrogativa ?
    Domandare e interrogare a scuola
    L’uso delle domande nel metodo di studio
    L’uso delle domande nella coscienza degli studenti
    Finalità esplicite ed implicite nelle domande dell’interrogazione
    Due attività su cui riflettere
    Ipotesi di classificazione delle domande
    Lavorare per la "competenza interrogativa" : una proposta didattica
    Appendice


    Leggere per parlare (E. Cazzorla)

    Educazione linguistica e letteraria : interrelazioni e specificità. La metacognizione
    La prima recensione orale registrata su audiocassetta
    La seconda recensione orale registrata su audiocassetta
    "Pickwick" ovvero le recensioni televisive
    Ascoltare se stessi e ascoltare gli altri
    La prova del fuoco
    Un questionario per riflettere
    Il filo magnetico della memoria
    Appendice


    L’ora della retorica, probabilmente (P. Piazza)

    Le motivazioni di un’esperienza scolastica
    La costruzione del modello
    La presentazione del modello
    Gli interventi degli alunni
    Dall’esposizione all’interrogazione
    Conclusione
    Appendice


    Il dialogo (e il piacere di comunicare) fra storia, modelli i innovazione (G. F. Colmelet e A. Tobaldin)
    Riferimenti bibliografici

    2.5 Leggere

    Lo sviluppo della capacità di comprensione costituisce forse il più importante obiettivo educativo della scuola dell’obbligo. D’altra parte molti bambini e ragazzi, a causa di svariate ragioni, presentano grossi problemi di comprensione linguistica che si ripercuotono su tutte le situazioni dell’attività quotidiana e scolastica in cui è richiesto uno sforzo di analisi e interpretazione di simboli e messaggi.

    Il progetto MT per la promozione delle abilità di comprensione costituisce una proposta organica di lavoro per allievi della scuola dell’obbligo dagli otto ai quattordici anni. In base ad un modello psicologico del processo di comprensione e a un modello di programmazione didattica, le schede di lavoro sono divise per aree e per grado di difficoltà.

    Il gruppo MT, composto da ricercatori, psicologi e docenti di vari ordini di scuola, lavora dal 1976, sotto la guida del pro. Cesare Cornoldi, attualmente direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova, per la preparazione di materiali in grado di promuovere gli apprendimenti scolastici.

    Introduzione

    Tab. 1 - Aree della "Guida alla comprensione del testo"
     
    IL
    Inserire il significato delle parole in base al contesto (inferenza lessicale)
    IS
    Trarre inferenze semantiche
    SS
    Seguire la struttura sintattica del periodo
    CI - SI
    Correggere le incongruenze e sospendere le ipotesi, utilizzando informazioni successive per la comprensione
    SL
    Cogliere il significato letterale della frase e saperla tradurre in parafrasi
    MA-RP
    Modificare l’approccio al testo in rapporto a scopi e consegne diverse e, in particolare, saper ricercare particolari di cui si ha bisogno
    PLT
    Individuare personaggi, luoghi e tempi
    ARE-SC
    Individuare azioni, risposte interne, eventi e seguire la sequenza dei fatti
    EP
    Cogliere gli elementi importanti e arrivare all’idea centrale (elementi principali)
    ST
    Cogliere la struttura del testo

    Processi cognitivi implicati nella comprensione di un testo scritto

    - L’approccio cognitivista
    - Un brano non è una somma di frasi
    - Schema totale
    - Difficoltà del testo e difficoltà del lettore
    Per quanto facile possa essere il testo, sarà il lettore ad intervenire nel processo di comprensione con tutte le variabili a lui inerenti. Queste riguardano innanzitutto :
    a) le conoscenze preesistenti
    b) l’atteggiamento più o meno passivo di fronte al testo
    c) il corretto funzionamento del sistema di elaborazione nel suo complesso
    d) la metacognizione
    - Attribuzione di significato differita o integrazione immediata ?
    - Quando non si capisce quello che si legge : identificazione e correzione dei bambini con difficoltà di comprensione
    - Il progetto MT per la promozione delle abilità di comprensione
    Bibliografia
    Per una individuazione di abilità costitutive del processo di comprensione della lettura e una definizione di obiettivi educativi
    Tab. 2 - Abilità che caratterizzano il processo di comprensione in lettura

     
    1A
    Competenza lessicale
    2A
    Inferenza circa il significato delle parole in rapporto al contesto
    3A
    Trarre inferenze semantiche
    4A
    Seguire la struttura sintattica del periodo
    5A
    Correggere le incongruenze
    6A
    Dato un passaggio non chiaro sospendere le ipotesi, le interpretazioni e utilizzare le informazioni successive per chiarirlo
    7A
    Cogliere il significato letterale della frase e saperla tradurre in parafrasi
    8A 
    Modificare l’approccio al testo in rapporto a scopi e consegne diversi
    9A
    Ricercare particolari di cui si ha bisogno
    10A
    Individuare personaggi, luoghi e tempi
    11A
    Individuare azioni, eventi e risposte interne
    12A
    Seguire la sequenza dei fatti
    13A
    Cogliere gli elementi importanti, trascurando le informazioni di dettaglio e ripetute
    14A
    Collegare le idee
    15A
    Cogliere l’idea centrale
    1B 
    Utilizzare elementi associati al testo
    2B
    Identificare il genere
    3B
    Cogliere la struttura del brano
    4B
    Identificare gli scopi

    Una successiva elaborazione da parte del gruppo MT ha consentito di accorpare alcune aree affini limitando il lavoro operativo a 10 obiettivi fondamentali anziché i 19 prospettati in precedenze (vedi tabella 1).

    Bibliografia

    Alcune proposte operative semplici per la promozione delle abilità di comprensione : le schede di avvio alla comprensione

    Presentazione delle schede

    Inferire il significato delle parole in rapporto al contesto (C. Cornoldi, R. De Beni e A. Rolin)
    Trarre inferenze semantiche
    Seguire la struttura sintattica del periodo
    Correggere le incongruenze e sospendere le ipotesi, utilizzando informazioni successive per la comprensione
    Cogliere il significato letterale della frase e saperla tradurre in parafrasi
    Modificare l’approccio al testo in rapporto a scopi e consegne diverse e, in particolare, saper ricercare particolari di cui si ha bisogno
    Individuazione di personaggi, luoghi e tempi
    Azioni e fatti : individuare e seguire sequenze
    Cogliere gli elementi importanti del testo e arrivare all’idea centrale
    Cogliere la struttura del testo
    Sperimentazioni con materiali del progetto "Guida alla comprensione del testo" e risultati
     
     
  • Calò R.-Ferreri S.(a cura di), Il testo fa scuola. Libri di testo, linguaggi ed educazione linguistica, Quaderni del Giscel, La Nuova Italia, Firenze 1997
  • 3. L’interrogazione

    3.1. Il lavoro di gruppo

    Consigliamo di leggere:

    Presentazione all’edizione italiana (M. Cornoglio).

    Nelle classi il clima di lavoro è spesso competitivo, con alunni che vogliono dimostrare di essere i migliori o al contrario scoraggiati dal confronto con i compagni. Il volume fornisce una guida pratica per modificare questo stato di cose mediante il metodo dell’apprendimento cooperativo (Cooperative Learning).
    L’apprendimento cooperativo assicura importanti risultati scolastici e interpersonali: aiuta a migliorare il livello di preparazione e competenza di tutti gli studenti, li aiuta a stabilire relazioni positive e fornire loro le esperienze interpersonali di cui hanno bisogno per un sano sviluppo cognitivo, psicologico e sociale.
    L’assunto del libro è che l’insegnante possa incorporare questo metodo nel consueto lavoro in classe: contiene perciò numerose proposte di attività, sia didattiche sia di gioco, volte a favorire la coesione e il buon funzionamento dei gruppi di alunni. Fornisce inoltre suggerimenti per risolvere le difficoltà più comuni che gli studenti o l’insegnante possono incontrare nell’applicazione del metodo cooperativo.

    Presentazione

    L’apprendimento cooperativo rispetto ad altri tipi di insegnamento.
    Il metodo di gruppo cooperativo viene anche indicato come uno dei metodi "a mediazione sociale", contrapposto ad altri "mediazione dell’insegnante".
    Nella modalità di insegnamento "con mediazione dell’insegnante", questi è la principale fonte della conoscenza e del sapere, stabilisce e valuta che cosa deve essere conosciuto, fissa il ritmo dell’apprendimento, suscita la motivazione o la recupera, facilita e individualizza l’apprendimento.
    Nella modalità "con mediazione sociale" le risorse e l’origine dell’apprendimento sono soprattutto gli allievi. Gli studenti si aiutano reciprocamente e sono corresponsabili del loro apprendimento. L’insegnante è soprattutto un facilitatore e un organizzatore dell’attività di apprendimento.
    L’apprendimento cooperativo deve essere distinto anche da altre due modalità a mediazione sociale: l’insegnamento reciproco (peer tutoring) e la collaborazione tra pari (peer collaboration).
    Le diverse modalità di apprendimento cooperativo.
    Nel gruppo cooperativo il principio di interdipendenza e altre variabili particolarmente significative nell’apprendimento sono state diversamente interpretate, tanto che si sono sviluppate diverse correnti o modalità di Cooperative Learning:
    Learning Together, Student Team Learning, Group Investigation, Structural Approach, Complex instruction e Collaborative Approach.
    Lo Student Team Learning di R. Slavin (che oggi si propone anche come success of all) si caratterizza soprattutto per l’attenzione rivolta alla motivazione estrinseca. Il ruolo dell’insegnante è quello di organizzare i gruppi secondo principi corretti di eterogeneità, di presentare ricompense stimolanti, di stilare e di promulgare le classifiche di gruppo.
    Le modalità Learning Together di J. Johnson.

    Si fonda su cinque elementi essenziali:
    L’interdipendenza positiva
    L’interazione diretta costruttiva
    Le abilità sociali
    La responsabilità individuale
    La valutazione del lavoro di gruppo
    L’efficacia del metodo di apprendimento cooperativo.


    Si può affermare con un buon margine di sicurezza che questa modalità (Learning Together) sia più efficace di altre, soprattutto per quanto riguarda i risultati scolastici, l’autostima, la motivazione e il recupero degli alunni più deboli.

    Il testo propone agli insegnanti di lingue straniere nuove tecniche didattiche che vedono lo studente protagonista del proprio apprendimento in classe. Nel volume vengono presentate le implicazioni metodologiche e le applicazioni pratiche dell’apprendimento in cooperazione, un metodo di lavoro che prevede l’organizzazione e la gestione di gruppi strutturati in cui gli studenti imparano grazie al lavoro responsabile di tutti.

    Vengono proposte varie attività di gruppo e di coppia in inglese, francese e tedesco per i diversi livelli di conoscenza delle lingue. Ciascuna attività prevede l’integrazione di almeno tre abilità linguistiche e si propone come obiettivo l’acquisizione, oltre che di buone competenze nella lingua straniera, di abilità "sociali" e strategie conversazionali utili alla efficace collaborazione in un gruppo di lavoro.

    Introduzione

    Breve storia dell’apprendimento in cooperazione
    Il lavoro di gruppo
    Apprendimento in cooperazione
    Formazione dei gruppi
    Abilità e ruoli sociali
    Come attribuire i ruoli sociali
    Auot-osservazione del lavoro di gruppo
    Il ruolo dell’insegnante
    Efficacia dell’apprendimento in cooperazione
    Organizzazione del materiale
    Non c’è rosa senza spine
    Bibliografia


    ATTIVITA’

    Guida ragionata alle attività
    Attività "ad incastro"
    Attività di cooperazione semplice


    APPENDICI

    Appendice A
    Appendice B. schede di valutazione
    Appendice C. soluzioni


    3. 2. La consultazione e gli appunti

    Tutti dobbiamo prendere appunti : gli studenti, i dirigenti, le segretarie, gli insegnanti, i ricercatori, i partecipanti a corsi d’aggiornamento, i tecnici... Le situazioni in cui dobbiamo farlo sono le più disparate e riguardano i momenti più diversi della vita quotidiana, professionale o privata : la lettura di un libro o di una rivista, colloqui, riunioni, riflessioni o ricerche personali, ascolto di una relazione, preparazione di un lavoro o di un intervento orale, ecc.
    Ma se tutti prendiamo appunti, ben pochi hanno avuto una preparazione sistematica o si sono perfezionati in questo campo. Nei paesi latini, a differenza di quelli anglosassoni, la formazione in questa materia è pressochè inesistente.
    Questa guida colma parzialmente questa lacuna, proponendo al lettore una riflessione personale dei processi di perfezionamento della sua capacità di prendere appunti. Costruita prendendo le mosse dalle differenti situazioni in cui si possono fare degli appunti (comunicazione verbale, studio di documenti, organizzazione personale, ricerca di nuove idee), propone dei metodi basati sui seguenti principi :
    Introduzione


    Come prendere appunti partendo da una situazione orale. Generalità.
    Prendere appunti durante le lezioni, le conferenze, le relazioni
    Prendere appunti durante un colloquio
    Prendere appunti durante una riunione
    Prendere appunti per preparare un intervento orale
    Prendere appunti da testi scritti
    Prendere appunti per creare
    Prendere appunti per organizzarsi
    Conclusione
        Le forme sbagliate del prendere appunti
        Strategie del prendere appunti

    Appendice - Le abbreviazioni


    Bibliografia
     

    4. Memorizzare
     


    5. I compiti a casa

    Consigliamo di leggere:

    5.1 S.J. Salenb, J. Schliff, "Il compito a casa: come educare ad affrontarlo?", Psicologia e Scuola, n° 52, dicembre-gennaio 1990-1991.
    5.2 S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte I: le domande di conoscenza e di comprensione", Psicologia e Scuola, n° 77, dicembre-gennaio 1995-1996.
    5.3 S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte II: le domande di applicazione, analisi e sintesi", Psicologia e Scuola, n° 78, febbraio-marzo 1996.
    5.4 S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte III: dalla classificazione alla costruzione delle domande", Psicologia e Scuola, n° 79, aprile-maggio 1996.
    5.5 S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte IV: alcuni suggerimenti utili", Psicologia e Scuola, n° 80, giugno-luglio 1996.
    5.6 P. Meazzini, "Il dirigente scolastico", Psicologia e Scuola, n° 55, giugno-luglio 1991.

    [1] S.J. Salenb, J. Schliff, "Il compito a casa: come educare ad affrontarlo?"
    Indicazioni pratiche per promuovere in classe abilità valide per svolgere i compiti a casa.
    Scopo: fornire agli insegnanti criteri di riferimento per l’assegnazione dei compiti a casa
    La quantità di compiti da assegnare
    Il contenuto dei compiti
    Selezione del tipo di compiti per casa
    La spiegazione dei compiti
    Aiutare gli allievi ad eseguire i compiti per casa
    Motivare gli allievi a completare i compiti
    La valutazione dei compiti
    Il coinvolgimento dei genitori nei compiti

    [2] S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte I: le domande di conoscenza e di comprensione"
    Obiettivo 1: Classificare le domande della lezione in conformità alla tassonomia degli obiettivi educativi (area cognitiva) di Bloom
    Obiettivo 2: Costruire le domande della lezione su tutti i sei livelli della tassonomia di Bloom
    Obiettivo 3: Descrivere ulteriori strategie d’insegnamento per incrementare la qualità e quantità delle risposte dello studente

    Obiettivo 1: Livello 1 Conoscenza - Prova di padronanza 1
    Livello 2 Comprensione - Prova di padronanza 2

    [3] S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte II: le domande di applicazione, analisi e sintesi".

    Obiettivo 1: Livello 3 Applicazione - Prova di padronanza 1
    Livello 4 Analisi - Prova di padronanza 2
    Livello 5 Sintesi - Prova di padronanza 3

    [4] S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte III: dalla classificazione alla costruzione delle domande"
    domanda 1: Prova di padronanza 2: test di padronanza delle domande
    domanda 2: Prova di padronanza 3: costruire le domande della lezione su tutti e sei i livelli della tassonomia di Bloom.

    [5] S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte IV: alcuni suggerimenti utili"
    Obiettivo 3: Attività di apprendimento 3
    Tempo di attesa
    Rinforzamento
    Domande sondaggio
    Equità nell’interazione
    Prova di padronanza 1.
    Domanda 3: Descrivere ulteriori strategie d’insegnamento per incrementare qualità e quantità delle risposte dello studente.

    [6] P. Meazzini, "Il dirigente scolastico"
    Rappresentazione grafica delle abilità riguardanti il manager scolastico. (diagramma)

    Un bravo manager scolastico è in grado di:

    affrontare i problemi ed assumere decisioni adeguate
    motivare i suoi collaboratori
    delegare compiti e responsabilità
    diagnosticare situazioni complesse
    negoziare e gestire i conflitti
    conoscere il proprio mestiere
    comunicare chiaramente, usando tutte le possibili modalità
    programmare e programmarsi
    comandare e farsi ubbidire
    lavorare in gruppo
    cambiare i propri atteggiamenti quando ciò sia richiesto dalle situazioni
    lavorare con assiduità, fornendo un modello efficace


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    D. METACOGNIZIONE E PROCESSI DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO

    1 Testi di carattere generale

    2 Materiali di lavoro

    2.1 Testi con "programmi metacognitivi"

    Programma metacognitivo per tre obiettivi: Le schede operative sono precedute da un’introduzione sulle tecniche didattiche metacognitive e da una scheda criteriale di valutazione iniziale. Quest’opera si propone l’insegnamento di processi di autoregolazione nella soluzione di problemi e la promozione di un atteggiamento metacognitivo in matematica. Il programma si articola in dieci aree didattiche che presentano esercizi di diverso tipo, atti a verificare i principali aspetti cognitivi, metacognitivi e motivazionali implicati nelle abilità di soluzione dei problemi matematici.

    Introduzione:
    a) credenze e stereotipi relativi alla matematica.
    b) la conoscenza metacognitiva sulla matematica nel bambino.
    c) processi metacognitivi di controllo nel problem solving.
    d) la valutazione del livello di soluzione.
    e) programmi metacognitivi per il miglioramento delle abilità matematiche.
    f) bibliografia
    g) aree didattiche (10).

    I materiali operativi sono preceduti da una introduzione teorico-didattica che chiarisce gli aspetti cognitivi, metacognitivi e motivazionali implicati nell’abilità di studio.
    Come studiare il testo di storia?
    La comprensione del testo.
    Il ricordo del testo.
    Principi-guida nello studio della storia.
    Strategie per comprendere.
    Strategie per ricordare.
    Caratteristiche dello studente.
    Analisi del programma (le 6 unità di studio).
    Riferimenti bibliografici.
     
  • De Beni R. et al., Imparare a studiare la geografia. Abilità metacognitive per comprendere e ricordare, Erickson, Trento 1995
  • Sono presenti nel volume i vari aspetti (cognitivi, metacognitivi e motivazionali) implicati nell’apprendimento di abilità di studio, illustrati nell’introduzione teorico-didattica che precede i materiali operativi per gli alunni.
    Saper studiare il testo di geografia.
    La comprensione e il ricordo del testo.
    Principi guida nello studio della geografia.
    Strategie per comprendere.
    Strategie per ricordare.
    Caratteristiche dello studente.
    Analisi descrittiva del programma (le 7 unità di studio).
    Bibliografia.


    2.2. Testi con programmi di abilità di studio
     

    Il libro, rivolto agli alunni delle scuole medie, intende rispondere alle domande : "Come e perché studiare ?". Esso è suddiviso in cinque parti :
    lode dell’imparare
    le basi dello studio
    operazioni per ben studiare
    abilità e strumenti
    stile studente
    Ogni parte è articolata in capitoli costituiti da unità didattiche, utilizzabili sia sistematicamente che episodicamente. Risultano chiari gli obiettivi, le idee chiave, le attività e gli strumenti di ogni capitolo. Il linguaggio è semplice. Inoltre il testo è alleggerito da giochi, test e quiz facilmente comprensibili. L’opera, in 2 volumi (1° vol. per il 2° ciclo elementare; 2° vol. per le classi 1ª e 2ª media), presenta un programma strutturato per insegnare, attraverso una serie di attività specifiche, 7 aree di abilità di studio fondamentali:
    Ascoltare, seguire le istruzioni e prendere appunti
    Organizzarsi
    Usare i libri di testo
    Usare i sussidi
    Fare i compiti scritti
    Fare le ricerche
    Affrontare le verifiche
  • Mariani L., Strategie per imparare, Zanichelli, Bologna 1990
  • Il testo fornisce esercizi e attività mirate allo sviluppo di abilità di studio e strategie di apprendimento, a partire da capacità relative al saper tenere un diario sino alle capacità che implicano strumenti intellettuali ed operazioni cognitive complesse.

    Il problema fondamentale messo a fuoco è quello del reperimento, dell’uso e della conservazione/memorizzazione delle informazioni, affrontando l’area della lettura-studio e del rielaborare/sintetizzare prendendo appunti e dell’interpretare e produrre materiali non verbali (schemi, tabelle...).

    Il testo, corredato da una guida per l’insegnante, permette di disporre di esercizi graduati utilizzabili dal docente in base alle diverse esigenze. Ordine di scuola ottimale : biennio scuola superiore.

    Capitolo 1 - Strategie di base per una lettura più efficace
    Capitolo 2 - La struttura di un libro di testo
    Capitolo 3 - Strategie di lettura per lo studio : orientarsi nel testo
    Capitolo 4 - Strategie di lettura per lo studio : rielaborare e rivedere
    Capitolo 5 - Tecniche e strumenti per prendere appunti
    Capitolo 6 - Lettura e costruzione di tabelle, grafici e diagrammi
    Capitolo 7 - Strategie di documentazione e di consultazione
    Capitolo 8 - Strategie per l’uso di dizionari
    Soluzioni e Commenti

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    E. ATTRIBUZIONI CAUSALI E MOTIVAZIONE SCOLASTICA

    1. Cause del non apprendimento

    Come molte indagini epistemologiche hanno evidenziato, i disturbi dell’apprendimento costitutiscono uno dei problemi più rilevanti sia per l’ambito psicopedagogico, sia per quello medico-pediatrico. Sintomi quali le difficoltà scolastiche e-in relazione ad esse-la balbuzie, la fobia della scuola, l’ansia e la depressione, sono largamente diffusi e rivelano un disadattamento determinato da un’intrinseca connessione di elementi emotivi, cognitivi ed interattivi. Eppure, tali disturbi non hanno trovato finora in Italia una precisa caratterizzazione scientifica e professionale. Un vuoto dovuto ad implicazioni interdisciplinari, agli approcci diversi e scarsamente comunicanti, oltre che ai problemi di definizione dell’oggetto di indagine. Il volume supera questa "impasse" teorico-metodologica : sono dapprima presentati gli aspetti generali, relativi alla definizione, classificazione e diffusione dei disturbi, alle loro basi biologiche e neuropsicologiche, e alla loro relazione con la psicologia dell’età evolutiva. Sono quindi analizzati separatamente i principali disturbi (relativi a linguaggio, lettura, scrittura, matematica, comprensione, attenzione con iperattività) e la loro relazione con il ritardo mentale e con i disturbi della personalità. Alcuni capitolo, infine, esaminano specificamente i modelli diagnostici, riabilitativi e di organizzazione dei servizi. Conoscere il funzionamento dei processi cognitivi è doppiamente importante. Per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento, perché consente all’insegnante di gestire la didattica in modo più rispettoso dei dei processi di apprendimento e permette di intervenire precocemente e sviluppando le abilità cognitive che saranno maggiormente sollecitate. Per la riabilitazione, perché la conoscenza di come opera la mente consente di impostare percorsi di recupero più efficaci.

    I processi cognitivi sono da sempre avvolti da un velo di mistero. Almeno per quanto riguarda l’apprendimento, ci si riferisce invece a realtà che ogni insegnante conosce bene : ogni loro disfunzionamento produce problemi tipici e immediatamente evidenti. Una difficoltà nei processi attentivi, cioè un deficit di filtro, selezione e amplificazione degli stimoli in entrata, può produrre, ad esempio, iperattività. Per quanto riguarda i processi percettivi, è noto che alcune forme di disturbo della lettura possono derivare da problemi di percezione visiva.

    Altri disturbi di apprendimento derivano invece da deficit di memoria (come ad esempio nella difficoltà di fondere assieme fonemi e sillabe nella lettura di una parola) oppure, ad un livello superiore, da deficit nelle abilità di pensiero, cioè da carenze nei processi di formazione dei concetti e di problem solving,

    Prefazione
    I processi cognitivi : aspetti generali
    Processi attentivi
    La percezione
    Processi di memoria
    Pensiero e linguaggio
    Bibliografia

    Realizzare una vera integrazione dell’alunno in situazione di handicap (che impone e persegue il "fare con" gli altri alunni) è possibile solo se gli insegnanti specializzati ri-definiscono con la propria professionalità superando uno stretto ruolo di tecnici dell’educazione speciale per diventare attivatori e coordinatori di processi educativi realizzati in rete.

    Il libro - rivolto primariamente agli insegnanti che seguono i nuovi Corsi biennali di specializzazione - illustra i differenti possibili rapporti scuola - portatore di handicap, che sono aspetti del più generale rapporto scuola - società, nella prospettiva della conquista dell’uguaglianza per tutti.

    Vengono approfonditi il ruolo dell’insegnante di sostegno e la percezione che di lui hanno genitori e colleghi ; si continua poi con l’individuazione dei diversi modi di essere "sostegno", che vanno dal docente "rifiutante" al docente "scientifico" e alla "maestra chioccia", per arrivare alla definizione di un insegnante competente, in grado di lavorare in rete e farsi valere nel lavoro in team.

    Oltrechè il "sapere", le indicazioni proposte riguardano anche il "saper essere" e il "saper fare" dell’insegnante di sostegno (secondo i programmi dei nuovi corsi ex DPR 970/75) ; in queste pagine le conoscenze vengono diluite, dolcemente, nel corso della trattazione, quasi come in un piacevole racconto.

    Il testo illustra principi, strategie e modalità organizzative per realizzare una scuola realmente integrata, che sia in grado di rispondere a disagi e difficoltà potenzialmente evidenziabili da tutti gli alunni e non solo da quelli "certificati" come handicappati. Sono molte infatti le situazioni che richiedono un’attenzione speciale oltre all’handicap : disturbi dell’apprendimento, svantaggi socioculturali, differenze linguistiche ed etniche, disturbi emozionali e relazionali, difficoltà contingenti, ecc. Gli autori spiegano come creare una "rete integrata di risorse di sostegno", come predisporre cioè un’organizzazione basata su stili collaborativi, in grado di "prendersi cura" senza stigmatizzare. Nel quadro delle risorse di sostegno viene dato particolare spazio agli alunni (tramite forme di apprendimento cooperativo, aiuto reciproco, tutoring, ecc.), alla collaborazione tra insegnanti, al coinvolgimento della famiglia e all’apertura al volontariato della comunità.

    Prefazione
    Presentazione
    Qualche domanda sull’integrazione scolastica avanzata
    Costruire una rete di risorse di sostegno per l’integrazione scolastica
    Le attività dell’insegnante di sostegno
    Facilitare i rapporti di amicizia e di aiuto reciproco tra compagni
    Climi di lavoro non competitivi : i gruppi di apprendimento cooperativo
    Gli alunni come insegnanti per altri alunni : il tutoring
    Strategie per il lavoro di equipe nella programmazione e nel sostegno
    La collaborazione professionale tra gli insegnanti
    L’insegnamento cooperativo : il team teaching
    Il gruppo classe nella gestione dei comportamenti problema
    Il personale direttivo come risorsa per il sostegno e l’integrazione
    Il supporto delle famiglie all’integrazione scolastica
    Il ruolo della comunità locale e del volontariato
    Qualche passo da fare subito verso l’integrazione scolastica avanzata
     

    2. La motivazione

    Rispetto alle numerose pubblicazioni dedicate al tema della motivazione al rendimento scolastico e centrato prevalentemente sulla discussione teorica, questo libro ha per lo più un orientamento pratico. Gli scopi, che l’Autore si propone, sono soprattutto i seguenti : offrire un panorama rapido ma chiaro delle teorie psicologiche sulla motivazione così da fornire una base scientifica alla metodologia didattica ; rivedere l’intera problematica psicodidattica relativa all’applicazione del concetto di motivazione, al processo e alla situazione di apprendimento scolastico, focalizzando particolarmente i fattori capaci di attivare i motivi aventi valore educativo.

    La trattazione mira essenzialmente alle deduzioni pratiche, confortate da numerosi esempi. Ma gli esempi non si offrono più che come modelli da imitare, quali supporti destinati a facilitare la comprensione dei principi generali. L’Autore mira più a stimolare la creatività dell’insegnante che a donargli la fallace sicurezza del modello precostituito.

    Il testo è esso stesso esemplare quale guida didattica e stimolo all’interesse, dotato com’è di utili sussidi, che ne corredano l’esposizione (glossario, studi casistici, bibliografia ragionata, grafici).

    AVVERTENZE PRELIMINARI

    Questo libro si propone di raggiungere i seguenti scopi :

    Obiettivo dell’Autore è di arrivare ad un confronto concreto sulle cose, ma guidato dalla teoria, nonché di porsi come stimolo per tentativi originali nell’insegnamento.

    In questo libro si tratta anzitutto dell’apprendimento dei motivi e solo in seconda istanza si parla del motivare all’apprendimento. Vale a dire : lo scolaro imparerà quali sono i motivi importanti nell’insegnamento (ad es. "volersi aiutare a vicenda") ; d’altronde, i motivi validi e desiderabili (ad es. "volersi aiutare a vicenda") dovrebbero essere anche dei moventi per l’apprendimento nella scuola. I due aspetti non sono separati tra loro, vanno però visti in un ordine gerarchico. In questa esposizione sono prioritarie le mete motivazionali dell’apprendimento e dell’insegnamento e sono invece secondari gli effetti che ne scaturiscono per la motivazione all’apprendimento degli scolari.
     

    INTRODUZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA (Giuseppe Mininni)

    La prospettiva caratteristica dell’indagine condotta in questo libro si configura sulla traccia di una mediazione tra due approcci diversi. Si tratta infatti di capire quali siano e come funzionino i motivi dell’apprendimento e, al tempo stesso, di mostrare quali siano le vie da percorrere per un fecondo apprendimento dei motivi.

    L’Autore non si prefigge semplicemente di descrivere e magari di spiegare la condizione psicologica della motivazione, bensì di esaminare l’innescarsi di meccanismi particolari di motivazione così come vengono a configurarsi nella concretezza delle situazioni scolastiche. Meister assume come dato di fondo che i fatti di motivazione non concernano soltanto il comportamento osservabile dell’uomo, bensì anche il suo vissuto e la sua esperienza interiore, che risultano accessibili unicamente tramite l’autosservazione e l’interpretazione congetturale. Il secondo dato di partenza è costituito dalla scelta di privilegiare, nell’esame dei processi motivazionali, le ipotesi che esaltano gli aspetti cognitivi e quelli affettivi.

    Dopo aver accennato alle ragioni che rendono ormai poco plausibile la solita opposizione tra "estrinseco" e "intrinseco", riferita ai motivi di una persona, e dopo essersi alquanto soffermato sulle varie formulazioni della motivazione all’apprendimento, Meister elenca tredici diversi tipi di motivi dell’apprendimento scolastico, che suddivide in tre grandi sezioni :

    Motivi su cui si è concordi nel ritenere necessaria la promozione.

    Motivi su cui regna il disaccordo circa l’opportunità che meritino o meno di essere favoriti.

    Motivi da rimuovere assolutamente.

    A Meister non sfugge che i motivi dell’apprendimento scolastico possono essere valutati in maniera diversa in base a differenti criteri pedagogici, ideologici e di teoria della personalità ; la sua scelta di considerare prioritari e particolarmente degni di essere incentivati i motivi sociali, i motivi del sé e i motivi di curiosità corrisponde alla sua volontà di criticare la tendenza dominante di ritenere, più o meno nascostamente, prevalenti i motivi di rendimento.

    La parte centrale dello studio di Meister è occupata dalla descrizione dettagliata e precisa delle tredici categorie dimotivi da lui precedentemente elencate. Tale descrizione, però, non è fine a sé stante, bensì è finalizzata all’indagine sullo sviluppo dei motivi.

    Per sviluppare un dato motivo, che si ritiene particolarmente utile promuovere in riferimento ai soggetti individualizzati dell’apprendimento scolastico, si possono prendere dei provvedimenti facendo leva su ognuna o su tutte insieme le seguenti condizioni promozionali :

    I presupposti costituiti dalla maturità di funzione sul piano fisiologico - affettivo, motorio e cognitivo.
    La sollecitazione di motivi precursori, cioè quegli impulsi che si presume facciano scattare i motivi desiderati.
    Le conseguenze di determinate azioni sperimentate dall’individuo (ciò che costituisce l’apprendimento rinforzato).
    Il clima generale che può contrassegnare le varie interazioni e che produce uno stile educativo adeguato.
    La condotta del modello proposto all’osservazione e il tipo di ripercussioni che tali immagini ideali comportano nell’agire degli alunni.
    La retroazione degli effetti sui meccanismi attivati dalle cause.
    La soluzione dei problemi come esempio di attivazione cognitiva dei sistemi di coordinate rappresentate dai motivi.
    L’esperienza del vissuto motivazionale.
    Le condizioni materiali e culturali dell’ambiente, cioè i fattori socioeconomici e socioculturali.
    Ognuna di queste condizioni costituisce un approccio diverso per sviluppare negli scolari quei motivi (sociali, del sé, di curiosità ecc.) che sono ritenuti particolarmente efficaci per favorire l’apprendimento.

    Per fare dei suoi scolari delle persone che siano motivate, consapevolmente e gioiosamente, all’apprendimento, all’insegnante converrà che si preoccupi di stimolare, più che l’apprendimento in sé, i motivi che spingono all’apprendimento, cominciando magari dal rimuoverne i contromotivi.

    STIMOLAZIONI
    Situazioni
    Citazioni
    " Così, quelli che avevano iniziato la scuola come alunni vivaci, attivi e capaci di entusiasmo, sono diventati poi, al momento di lasciare la scuola, annoiati, apatici e passivi. La pressione del profitto, che subentra come contrappeso all’affievolirsi della motivazione, non fa altro che provocare, accanto a conseguenze su cui sarà bene discutere ancora,, un’ulteriore distruzione della motivazione all’apprendimento.

    Una caratteristica peculiare dell’uomo è la sua immensa capacità di apprendimento. L’istituzione, che dovrebbe sviluppare in modo ottimale questa capacità e nella quale dovrebbero essere trasmesse le cognizioni e le abilità fondamentali per la vita successiva, organizza i processi di apprendimento in modo tale da distruggere il suo presupposto di fondo - la motivazione" (SCHLEE, 1976, p. 245).
    Mete dell’insegnamento e mete dell’apprendimento

    SUSSIDI
    Sussidi per la lettura e per l’assimilazione

    Spiegazione del lessico
    Raccomandazioni di letture da fare


    Cenni per l’inquadramento del contenuto

    MATERIALI
    Il terzo capitolo contiene dei materiali per introdursi nella psicologia della motivazione da un punto di vista pedagogico.
    3.1 Motivi e motivazione ; "motivazione all’apprendimento"

    3.1.3 Motivi
    3.1.7 Motivazione
    3.1.8 "Motivazione all’apprendimento" ?
    3.1.9 La motivazione all’apprendimento secondo Rosenfeld
    3.1.10 Motivazione all’apprendimento secondo Heckhausen

    MOTIVI DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO

    Motivi da promuovere in maniera particolare, perché corrispondono agli obiettivi centrali dello sviluppo della personalità e trovano nella scuola una scarsa considerazione :

    Motivi su cui regna ancora il disaccordo circa l’opportunità che meritino o meno di essere favoriti, in quanto risultano parzialmente in contrasto con le mete dello sviluppo della personalità, ma d’altra parte sono già abbastanza saldamente ancorati nell’istituzione scolastica :

        Motivi di rendimento (cfr. 3.2.6.1)
        Motivi di identificazione (cfr. 3.2.6.2)
        Motivi di approvazione (cfr. 3.2.6.3)
        Motivi di valore (cfr. 3.2.6.4)

    Motivi da non promuovere assolutamente, perché contraddicono gli obiettivi educativi ed hanno purtroppo guadagnato nelle nostre scuole un’importanza troppo grande (per la motivazione dell’apprendimento) :
        Motivi di potere (cfr. 3.2.6.5)
        Motivi di aggressione (cfr. 3.2.6.6)
        Motivi di elusione della punizione (cfr. 3.2.6.7)
        Motivi di fuga (cfr. 3.2.6.8)
            Reputo l’ordine nella successione dei motivi, da 1. Motivi sociali fino a 13. Motivi di fuga, come un ordine gerarchico, ricavato in base ad analisi personali e a decisioni di valore.

    3.2 Motivi dell’apprendimento scolastico

    3.3 Lo sviluppo dei motivi

    Condizioni della genesi del motivo e possibilità di una promozione a lungo termine dello sviluppo del motivo
    Un modello della sequenza motivazione - azione
    Possibilità di un’attivazione e di una promozione situazionali della motivazione all’apprendimento scolastico

    QUESTIONI
    Questioni aperte e critica
    Esercizi per l’autocontrollo (con indicazioni di riscontro)

    APPENDICE
    Caratterizzazione di varie teorie della motivazione
    Proposte di lezione (n.4 esempi)
    Riferimenti Bibliografici
     
     
  • Polito M., Guida allo studio : la Motivazione. Come coltivare la voglia di apprendere per salvare la scuola, Muzzio Editore, Padova 1997
  • Introduzione

    Spesso la scuola impone contenuti e didattiche che spingono lo studente alla passività, acquiescenza e disinteresse. Invece di essere il territorio privilegiato della "formazione" della mente e della personalità, la scuola è diventata il luogo dell’introiezione massiccia di materie e informazioni, da ingoiare senza rielaborazione.

    La motivazione scolastica è circolare : gli insegnanti possono motivare gli studenti, ma anche gli studenti possono motivare gli insegnanti. Il clima culturale emotivo della classe è determinato dall’incontro e dal dialogo tra insegnanti e studenti. Prendersi cura della motivazione degli studenti e degli insegnanti significa far rifiorire la scuola come luogo di crescita, di incontro e di autorealizzazione.

        Le caratteristiche della motivazione ad apprendere
      1. Motivazione come manipolazione e motivazione come rispetto del bisogno di autorealizzazione
        Motivazione intrinseca e motivazione estrinseca
        Motivazioni consce e motivazioni inconsce
        La motivazione maschile e la motivazione femminile
        Cambiamenti della motivazione nel ciclo evolutivo
        Atteggiamento educativo come fonte di motivazione
        Priorità della motivazione sul metodo di studio
        Priorità della motivazione sull’intelligenza
        Il conflitto tra motivazioni contraddittorie
        Il ciclo della motivazione :
            la percezione dei propri bisogni
            la consapevolezza dei propri bisogni in una cornice di significato
            l’attivazione
            l’azione pianificata ed orientata allo scopo
            il raggiungimento della meta che soddisfa il bisogno
            l’integrazione e assimilazione del nuovo all’interno della propria mente o personalità
        Consapevolezza del proprio livello motivazionale
        Il tempo della motivazione
      2. Come si distrugge la motivazione

      1. La convinzione di incapacità e sensazione di impotenza come negazione della tendenza verso

      2. La distruzione dell’autostima
          La costrizione allo studio
          L’assenza di interesse e di investimento affettivo
          L’eccesso di gratificazione indotto dal consumismo
          La didattica senza anima e senza creatività
          La mancanza di comunicazione e di dialogo
           
          Strategie per coltivare la motivazione
      1. La sensazione di competenza
      2.L’autostima
          Il bisogno di apprendere
          L’investimento affettivo nell’apprendimento
          Lo sforzo e la gratificazione
          La didattica creativa
          Il bisogno di competenza

          1. La sensazione di competenza come sostegno della motivazione
          2. Escogitare sensazioni di apprendimento orientate alla competenza
          3. Incoraggiare a studiare per la sensazione di competenza e non per il voto
          4. Dosare l’aiuto per insegnare ad essere autonomi

        Stimolare l’automonitoraggio per percepire meglio la sensazione di competenza
        Sostenere ogni studente nella sua tendenza verso l’autorealizzazione
        Avvicinamento alla meta e sensazione di competenza
        Facilitare la consapevolezza del proprio funzionamento mentale
        Evocare le risorese e la fiducia in se stessi
        La lode focalizzata sulla competenza
          Stili di apprendimento e sensazione di competenza
      12. La competenza degli ultimi della classe
      13. La sensazione di competenza degli insegnanti
       
                    Il bisogno di autostima
      1. Prendersi cura dell’autostima degli studenti
          Bassa autostima :
          sostegno nelle difficoltà
          accompagnamento
          strategie di studio
          frazionare le difficoltà
          autostima realistica
        Rinforzare l’autostima rendendo visibili le competenze acquisite
        Autostima ed aspettative di successo


        Le aspettative degli insegnanti :
        evitare aspettative troppo alte
        differenza di aspettative verso maschi e femmine
        pregiudizi sull’intelligenza e aspettative negativeGenerare alternative ottimistiche

         
                 Il bisogno di apprendere
                  1. Naturale tendenza a conoscere
                  2. Bisogno di apprendere in vista dell’adattamento creativo
        Soffocamento del bisogno di apprendere
        Bisogno di apprendere e consapevolezza di non sapere
        Sapere "spendibile" e sapere libero
        Bisogno di apprendere in funzione dell’autorealizzazione
        Libertà e impegno formativo
        Svolgimento del programma ed autorealizzazione
        Partecipazione alle decisioni
           7. L’investimento affettivo
       
        L’interesse ad apprendere come investimento affettivo
        Seminare i contenuti disciplinari sul terreno degli interessi
            8. Lo sforzo più gratificante
       
        1. Sforzo come concentrazione verso uno scopo significativo
        2. L’importanza dell’impegno secondo gli insegnanti
        3. La lezione formativa della pratica dello sport
        4. Il significato dello sforzo in vista di una gratificazione
        5. Non studio facile ma studio significativo
        - Costanza e perseveranza
        - Guadagno monetario e guadagno di autorealizzazione-
           Il vantaggio della sensazione di competenza
        - Il vantaggio ambiguo del premio esterno
        - Il vantaggio esistenziale di ciò che si apprende
    9. Insegnamento creativo

    1. Creatività nell’insegnamento
    2. Prendersi cura del processo di apprendimento
            Consapevolezza della prospettiva educativa del proprio stile didattico
            Fornire strategie di apprendimento per "imparare ad imparare"
            Educazione alla complessità
            Studiare non per la scuola ma per la vita
            La cultura come processo di chiarificazione dell’esperienza
            Novità e creatività
            "La valigetta delle sorprese"
            Apprendimento per scoperta
            L’errore come risorsa conoscitiva
            Didattica del problem solving

    10. Comunicare in classe

    1. Saper comunicare per saper motivare
    2. Manifestare e dare fiducia

        Frasi che fanno fiorire la motivazione
        Frasi che distruggono la motivazione
        La gentilezza nella didattica
        La motivazione ad apprendere in gruppo
        Narrazione e motivazione
        La valutazione come comunicazione
        Valutazione deterrente e valutazione valorizzante
         
        Caratteristiche della valutazione che valorizza
      Bibliografia
       
       
    1. Rheinberg F. (1995), Psicologia della motivazione, il Mulino, Bologna 1997
    Perché in una data situazione una persona è spinta a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro ? Che cosa attiva la sua condotta ? Quali obiettivi si prefigge e con quale padronanza li persegue ? Attraverso il costante richiamo a esperienze di vita quotidiana, questo volume illustra il campo di indagine e i metodi della psicologia della motivazione, ed espone, secondo uno schema di evoluzione storica, i diversi approcci teorici e gli strumenti concettuali elaborati dalla disciplina. Un testo introduttivo, completo e aggiornato, alla psicologia motivazionale da cui trarranno profitto sia studenti di psicologia sia, più in generale, di scienze dell’educazione, scienze sociali, economia.

    Prefazione

      Introduzione
      Primi concetti esplicativi : istinto e pulsione
      La motivazione come risultato delle interrelazioni persona - ambiente
      Motivazione alla riuscita
      Motivazione al potere
      Strutture motivazionali complesse


      Motivazione e volontà

    Riferimenti bibliografici In questa opera, Nuttin esplora ed esamina la motivazione umana, in tutta la sua diversità e complessità, nel quadro di una concezione più ampia del comportamento, un comportamento che si potrebbe dire "dal volto umano". Per troppo tempo la psicologia scientifica si è limitata allo studio psicopatologico e psicofisiologico dei "bisogni". Nel presente lavoro, al contrario, le relazioni preferenziali che l’essere umano stabilisce, nel suo comportamento, col proprio mondo servono da punto di partenza per una teoria della motivazione. I bisogni di crescita, di autosviluppo, di interazione, di cambiamento e di progresso trovano qui, accanto ad altri bisogni, la loro collocazione nel contesto delle relazioni biologiche, psicosociali e cognitive che l’individuo intrattiene col mondo.

    L’integrazione dei processi motivazionali e cognitivi, all’interno di uno stesso funzionamento comportamentale, riveste la motivazione umana di parecchie caratteristiche importanti, spesso dimenticate. L’autore concentra l’attenzione soprattutto sui processi attraverso i quali i bisogni si sviluppano e si concretizzano in progetti d’azione o in progettazioni. La personalizzazione dei motivi ne è l’effetto diretto, personalizzazione che, a sua volta, è alla base dell’autoregolazione e dell’autovalutazione dell’azione.

    Prefazione

      Introduzione : Teorie e ricerche sulla motivazione
      Concezione globale del comportamento umano
      Concezione relazionale della motivazione
      Gli oggetti della motivazione : I bisogni psicologici


      Funzionamento e sviluppo della motivazione umana

    Conclusioni generali
    Bibliografia
     

    3. Le attribuzioni causali

    3.1 "Locus of control" e stile di attribuzione

    Consigliamo di leggere:

    Cap. 5 - Processi metacognitivi e autoregolazione dell’apprendimento: le teorie cognitivo-sociali (D. Ianes)
    Cap. 8 - Modificazione dello stile di attribuzione e insegnamento di strategie (J.G. Borkowski, R.S. Weyhing. L.A. Turner)
    Cap. 9 - Percezione di autoefficacia nell’apprendimento e deficit cognitivi (D.M. Schunk)

    Perché i progressi nell’apprendimento sono così pesantemente condizionati da fattori psicologici, quali ad esempio aspettative, stili di pensiero, tratti di personalità, reazioni emotive, che talvolta possono essere molto più forti delle stimolazioni programmate fornite dall’esterno?
     

    Capitolo 5

    Zimmerman (1989) afferma che un alunno raggiunge un buon livello di autoregolazione quando diventa un attivo protagonista del suo processo di apprendimento, qualunque ne sia il contenuto, e questa "attività" venga espressa a tre livelli: metacognitivo, motivazionale e comportamentale. L’alunno sarà allora in grado di dirigere da se stesso i suoi sforzi, senza dipendere da altri, di usare strategie e piani di azione, generali e specifici, sulle basi di una serie positiva di vissuti di competenza ed autoefficacia e di un buon livello di motivazione intrinseca e di impegno al compito.

    Il modello triadico dell’autoregolazione

    Bandura (1977-1986) propone un modello teorico in cui vi sono tre elementi che determinano l’apprendimento autoregolato: il fattore personale, quello ambientale e quello comportamentale.

    Alcune strategie per autoregolare i processi di apprendimento (Zimmerman):
    Comprensione del compito e definizione di obiettivi riferiti alla specificità delle richieste;
    Pianificazione della strategia di approccio;
    Utilizzo della strategia di approccio;
    Controllo dell’andamento del processo;
    Valutazione dell’esito della strategia;
    Decisione sul prosieguo della strategia;
    Autorinforzamento per il successo;
    Controllo delle percezioni/cognizioni/emozioni (fattori personali psicologici).
    Capitolo 8

    Molti problemi di apprendimento degli alunni con un ritardo mentale o disabilità di apprendimento sono stati attribuiti ad un loro fallimento nell’acquisire strategie di apprendimento e nell’utilizzarle su larga scala in una varietà di situazioni.
    Partendo da questo punto di vista, viene ormai messo adeguatamente in rilievo il ruolo delle azioni intenzionali (le cosiddette "strategie") nella comprensione dei processi di apprendimento degli studenti con ritardo mentale e disabilità di apprendimento nonché nel programmare itinerari mirati ad aumentare i loro progressi educativi.
    Differenze individuali nell’uso di strategie cognitive
    Un modello integrato sull’uso delle strategie cognitive
    Convinzioni attribuzionali e prestazione nel compito
    Uso di strategie ed autoattribuzioni

    Capitolo 9

    Le ricerche psicopedagogiche più recenti hanno dimostrato che l’apprendimento è un processo molto complesso, su cui influiscono variabili sia sociali sia relative alla qualità dell’istruzione ed alle caratteristiche psicologiche e personali dell’alunno. Il programma di ricerca di Schunk si è focalizzato su due questioni strettamente connesse.

    La prima questione riguarda il modo in cui fattori interpersonali e istituzionali, insieme ai contesti di apprendimento, influenzano il modo in cui l’alunno "guarda a se stesso" (autopercezione), l’apprendimento e la motivazione. La dimensione principale di autopercezione che l’autore ha studiato è la percezione di autoefficacia, e cioè le convinzioni personali sulle proprie capacità di organizzare e implementare le strategie necessarie a raggiungere il livello desiderato per quanto riguarda l’efficace esecuzione del compito (Bandura, 1982).

    La seconda questione cerca di determinare se e come l’autoefficacia può essere considerata un predittore attendibile del successo nell’apprendimento. Il fulcro concettuale di questo lavoro deriva dalla teoria cognitiva dell’apprendimento sociale formulata da Bandura (1986).

    Senso di efficacia e apprendimento di abilità cognitive.
    Utilità predittiva del senso di autoefficacia.
    Implicazioni educative
     
     

  • Marini F., Successo e insuccesso nello studio, Franco Angeli, Milano 1990
  • 3.2 Senso di autoefficacia Consigliamo di leggere:
    Prefazione
    Cap. 1 - Il senso di autoefficacia personale e collettiva (A. Bandura).
    Cap. 6 L’autoefficacia e l’autoregolazione dell’apprendimento (B.J. Zimmerman).

        Prefazione
    Il volume è organizzato attorno a un concetto essenziale, e cioè che le convinzioni sulla propria efficacia personale rispetto all’affrontare con successo le richieste della vita influenzano in modo significativo il benessere psicologico, la realizzazione personale e la direzione che prende la propria vita.

    Capitolo 1
    La natura e la funzione delle convinzioni di autoefficacia.
    I processi attivati dal senso di autoefficacia:
    processi cognitivi;
    processi motivazionali;
    processi affettivi;
    processi di scelta.
    L’autoefficacia nella famiglia.
    L’autoefficacia nel sistema educativo.
    L’autoefficacia nel mondo del lavoro.L’autoefficacia come fattore di promozione della salute.

    Capitolo 6
    Zimmerman analizza il processo attraverso cui le convinzioni dei bambini circa le proprie capacità di regolare l’apprendimento e di padroneggiare le materie scolastiche determinano il corso del loro sviluppo intellettuale. Tali convinzioni influenzano le aspirazioni, la motivazione scolastica, il livello di interesse per le attività intellettuali, la vulnerabilità all’ansia scolastica e il successo scolastico.

    Caratteristiche distintive dell’autoefficacia rispetto allo studio.
    L’autoefficacia e la motivazione allo studio.
    L’autoefficacia e i risultati dello studio.
    L’autoefficacia e le emozioni nel contesto scolastico.ì
    Il confronto tra autoefficacia e altri costrutti psicologici connessi:
    l’abilità scolastica; attribuzioni;
    aspettative e valori; la percezione della propria competenza;
    la percezione di controllo; il concetto di sé.
    L’autoefficacia e l’autoregolazione nell’apprendimento:
    stabilire gli obiettivi;
    l’autovalutazione;
    l’automonitoraggio; la pianificazione e la gestione del tempo;
    l’uso di strategie.
    Lo sviluppo cognitivo-sociale dell’autoregolazione.
    La Terapia Razionale Emotiva (RET) è una terapia psicologica che negli ultimi trent’anni ha avuto un notevole influsso sulla psicoterapia. Al contrario di molte altre Scuole, la RET ha alla base principi semplici, straordinariamente efficaci e facilmente trasmissibili. Al punto che i terapeuti sono soliti fornire ai pazienti sintesi semplificate della teoria RET perché già queste conoscenze di per sé formano una ottima base per il processo terapeutico (questa tecnica è conosciuta come biblioterapia).

    Il presupposto da cui parte Ellis è che, se noi riusciamo a pensare in modo razionale, la forza traumatica di qualunque evento si svuota del suo potenziale ansiogeno. Infatti varie forme di disagio psicologico ed emotivo non vengono determinate dalle caratteristiche dell’evento attivante in sé, ma dai pensieri, spesso distorti e irrazionali, per mezzo dei quali lo interpretiamo e gli assegniamo un significato esageratamente disturbante.

    Introduzione all’edizione italiana

      Perché questo libro è differente da tutti gli altri manuali di autoaiuto ?
      Potete veramente riuscire a non farvi abbattere da nulla ?
      Può il pensiero scientifico rimuovere il vostro tormento emozionale ?
      Come pensare in modo scientifico a voi stessi e alle vostre condizioni di vita
      Perché le forme consuete di insight non vi aiuteranno a superare i vostri problemi emozionali
      Acquisire piena consapevolezza dei propri sentimenti appropriati e inappropriati
      Siete voi a controllare il vostro destino emozionale
      La tirannia dei doveri
      Dimenticate il vostro "terribile" passato
      Mettete in discussione le vostre convinzioni irrazionali
      Potete rifiutarvi di farvi sconvolgere del fatto di essere sconvolti
      Risolvere i problemi reali, non solo quelli emozionali
      Cambiare i pensieri agendo contro di essi
      L’applicazione e l’esercizio
      Cambiate con energia le vostre convinzioni e i vostri comportamenti
      Limitarsi a cambiare le proprie emozioni non è sufficiente. E mantenere il cambiamento è difficile
      Se ricadi, prova e riprova
      Il rifiuto di farvi abbattere può essere esteso ad altri ambiti


      Sì, voi potete rifiutarvi ostinatamente di essere ansiosi e depressi per qualunque cosa

    Esempi di esercitazioni
    Note
    Bibliografia
    Appendice

    3.3 Autostima

    Gli specialisti dell’educazione e gli insegnanti ritengono sempre più importante disporre di strumenti oggettivi per impostare una accurata programmazione educativa su una dimensione fondamentale della personalità dei ragazzi : l’autopercezione e autovalutazione del proprio Sé.

    La valutazione diagnostica dell’autostima richiede particolare attenzione e sensibilità. Una difficoltà deriva dal fatto che il concetto di sé, pur essendo una "entità" unitaria, è in realtà costituito da varie dimensioni, ciascuna delle quali può essere relativamente indipendente. L’autostima globale viene tipicamente suddivisa in 6 aree specifiche : area interpersonale (come il bambino valuta i suoi rapporti sociali, con i pari e con gli adulti) ; area scolastica (le sue capacità in rapporto ai successi o ai fallimenti nella scuola) ; area emozionale (la sua vita emotiva, la sua capacità di controllare le emozioni negative) ; area familiare (le sue relazioni nella famiglia, il sentirsi amato, valorizzato, ecc.) ; area corporea (il suo aspetto, le sue capacità fisiche e sportive, ecc.) ; area della padronanza sull’ambiente (la sensazione di dominare gli eventi e le principali situazioni della propria vita, ecc.).

    Il test TMA può essere utilizzato da psicologi, pedagogisti e insegnanti con ragazzi dai 9 ai 19 anni.

    Il test contiene due protocolli di valutazione :

    Prefazione
      Aspetti teorici del concetto di sé e dell’autostima
      Elaborazione e standardizzazione del test
      Procedure di somministrazione e di attribuzione dei punteggi
      Interpretazione del TMA
      Caratteristiche psicometriche del TMA
      Bibliografia
      Appendici
      Protocollo per l’esaminatore


      Protocollo per il ragazzo

    I cosidetti "disturbi dell’apprendimento scolastico" (DAS), che colpiscono principalmente le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo, richiedono attenzione e trattamenti particolarmente accurati. Nel caso in cui il rendimento scolastico sia significativamente impedito o difficoltoso ma non esistano i soliti fattori generali che lo possano giustificare, si deve presumere l’esistenza di un disturbo a sé che colpisce in specifico le capacità di apprendimento. Quando gli insegnanti si trovano ad affrontare casi di questo tipo necessitano di tecniche ad hoc per percepirne la specificità, valutarne la gravità e intervenire in modo efficace.

    Il testo fa un inventario ragionato di tutti gli strumenti oggi disponibili in Italia per la formulazione della diagnosi funzionale degli alunni con disturbi dell’apprendimento, secondo quanto richiesto dall’Atto di indirizzo del febbraio 1994 e in accordo co le norme internazionali di classificazione (I.C.D.-10 e D.S.M.-IV).

    L’opra è ugualmente utile allo psicologo, al pedagogista e all’insegnante, a cui fornisce una comune base di conoscenza e di metodologia per stendere in collaborazione una diagnosi che sia direttamente "funzionale" al recupero degli apprendimenti e che si articoli su concetti finalmente chiari e comprensibili.

    Prefazione
    Presentazione
    I disturbi dell’apprendimento scolastico (DAS)
    Considerazioni teoriche e metodologiche nella diagnosi dei disturbi cognitivi
    Dalla segnalazione alla diagnosi funzionale
    Presentazione di alcuni casi clinici
    Bibliografia

    Appendice 1 : Sintesi degli strumenti per la valutazione dell’apprendimento scolastico
    Appendice 2 : Guida all’intervista per l’analisi dei motivi della richiesta di consulenza
    Appendice 3 : Test per la valutazione delle funzioni cognitive specifiche
    Apendice 4 : Prove per la valutazione dell’area emotivo-relazionale

    Strumenti allegati

    3.4 Ansia I disturbi d’ansia e di depressione sono problemi psicologici che colpiscono attualmente molti giovani e che si possono manifestare in qualsiasi momento dell’infanzia e dell’adolescenza. Solo identificando precocemente questi disturbi, attraverso una valutazione da effettuare anche nella scuola, è possibile porre una diagnosi accurata e attuare, di conseguenza, un intervento adatto al caso specifico.

    Il Test dell’ansia e depressione (TAD) si basa sul DSM-III-R (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, American Psychiatric Association, 1988), un sistema largamente accettato dagli specialisti per identificare e classificare i disturbi dell’ansia e dell’umore. Esso, inoltre, è stato elaborato sulla base dei risultati delle ricerche più recenti che dimostrano in modo chiaro l’influenza di tali disturbi anche sui processi cognitivi e sul rendimento scolastico.

    Il test-destinato a soggetti di età compresa tra i 6 e i 19 anni-è uno strumento multidimensionale costitutito da tre scale :

    Ciascuna di esse fornisce informazioni utili e complementari che aiutano a individuare le possibili deviazioni dalla media e la precisa entità dei problemi emozionali del ragazzo.

    Le istruzioni per la somministrazione del test, l’attribuzione dei punteggi e l’interpretazione dei risultati sono illustrate in modo chiaro e dettagliato e rese ancora più attendibili dalla recente standardizzazione su un campione di 2176 bambini e adolescenti.

      Fondamenti psicologici e aspetti generali del Test dell’Ansia e Depressione nell’infanzia e adolescenza (TAD)
        Fondamenti teorici

        Usi del Test TAD
        Descrizione delle Scale del TAD

      Somministrazione del test e attribuzione dei punteggi
        Criteri di idoneità
        Qualifiche degli esaminatori
        Procedure di somministrazione
      Come interpretare i risultati del TAD
        Come compilare il Protocollo di valutazione
        Come interpretare i punteggi
        Errori imputabili al contesto e all’alunno
        Come interpretare i risultati delle scale
        Sondare, chiarire e ampliare le risposte
        La comunicazione dei risultati
        Norme locali
        Precauzioni nell’interpretazione dei risultati del test
        Responsabilità
      Costruzione e validazione psicometrica del TAD
        Scelta e analisi degli item
        Procedure di standardizzazione
        Attendibilità del test
        Validità dei risultati della scala
    Bibliografia
    Appendici
    Protocollo di valutazione
      A scuola non è raro che alcuni alunni si comportino in modo strano e preoccupante : uno riempie i suoi temi di riferimenti alla morte ; un altro tende a isolarsi e a piangere inconsolabilmente senza alcuna ragione apparente ; una graziosa ragazza di prima media molto dotata sia atleticamente sia sotto il profilo del rendimento si descrive come grassa, stupida, brutta e immeritevole di amicizia...Che cos’hanno in comune questi ragazzi ? Hanno tutti fatto esperienza di qualche aspetto del disturbo depressivo. In casi del genere, è importante che i loro insegnanti se ne accorgano in tempo per poter prendere le iniziative appropriate sia a livello specialistico sia nello stesso contesto scolastico.

    In questo volume vengono descritte le manifestazioni della depressione nell’infanzia e nell’adolescenza e gli interventi attraverso i quali i ragazzi depressi possono essere aiutati in senso psicologico. Vengono discusse le procedure di valutazione diagnostica che possono essere utilizzate dagli psicologi e dagli insegnanti per identificare con precisione gli alunni a rischio di depressione. La seconda parte del libro descrive un programma globale di intervento per alunni depressi che è stato messo a punto dopo numerosi anni di trattamento sperimentale. Il programma è multidimensionale e si vale di tecniche emotive, cognitive, comportamentali, di autocontrollo e familiari, ponendo un particolare accento sulla ristrutturazione cognitiva verticale (non solo del sintomo madelle strutture profonde di pensiero disadattivo) del bambino depresso.

    Introduzione (di Mario Di Pietro)

      Natura e diagnosi dei disturbi depressivi nell’infanzia
      Le ricerche sulla depressione infantile
      L’intervento psicologio
      Tecniche emotive e cognitive


      Tecniche di autocontrollo, comportamentali e familiari

    Bibliografia

    Appendice A : Trascrizione di un colloquio con una ragazza depressa
    Appendice B : Come mi sono sentito
    Appendice C : Obiettivi e attività di un intervento psicologico di gruppo in 21 incontri
    Appendice D : Scheda per l’automonitoraggio dei pensieri
    Appendice E :Scheda per l’automonitoraggio e la ristrutturazione cognitiva
    Appendice F : Diario degli eventi piacevoli (età 8-9 anni)
    Appendice G : Diario degli eventi piacevoli (età 10-11 anni)
    Appendice H : Diario degli eventi piacevoli (età 11-13 anni)
    Appendice I : Cosa mi piace fare?
    Appendice J : Grafico sul rapporto tra quantità di eventi piacevoli e livello dell’umore
    Appendice K : Contratto comportamentale
    Appendice L : Sarò soddisfatto di me stesso se... (Questionario sulle aspettative personali)
    Appendice M : Scheda delle ricompense
    Appendice N : Le attività settimanali
    Appendice O : Esercizio di rilassamento e immaginazione guidata
     

    3.5 Autocontrollo

    La capacità di riflettere e valutare, oltre che di controllare l’attenzione e la concentrazione in base alla durata di un compito, costituiscono un importante requisito per l’apprendimento e l’acquisizione di abilità non solo in ambito scolastico.

    Molti alunni hanno notevoli difficoltà nell’autoregolazione di questi processi e, pur possedendo adeguati patrimoni intellettivi, non riescono ad estrinsecare le loro potenzialità. Essi esprimono questo loro deficit attraverso irrequietezza motoria, difficoltà nel prestare attenzione a un compito per i tempi richiesti, risposte date senza riflettere e difficoltà nelle relazioni interpersonali. Si espongono così a frequenti insuccessi scolastici con conseguente calo della motivazione e dell’autostima.

    Il volume presenta le tecniche di intervento psicologico più recenti per potenziare o "ricostruire" le capacità di autoregolazione mediante l’apprendimento di strategie cognitive particolarmente efficaci :

    Presentazione del programma

    Introduzione
    La promozione delle abilità di autoregolazione in ragazzi con disturbi di attenzione e di autocontrollo
    Presentazione dei materiali
    Bibliografia

    Prove di ingresso e di uscita

    Scala MF
    Scala CP1
    Scala CP2
    Scala CP3
    Scala MFCPR
    Scala SDAI
    Scala SDAG
    Scala SDAB : "Come sono ?"
    Scala CTRS
    Questionario di attribuzione
    Scheda di registrazione scale CP1-3 e SDAI, SDAG, SDAB
    Soluzioni delle scale MF e CP1-3

    Incontri

      incontro :
      Definizione del problema
      incontro-parte a :
          Come parlare a se stessi
      incontro-parte b :
          Imparo a usare i gettoni
      incontro :
      Per risolvere una situazione devo prima capire qual è il problema
      incontro :
      Quali modi di fare permettono di risolvere il problema
      incontro :
      Mi concentro prima di scegliere o di fare
      incontro :
      Eseguo e verifico se sto andando bene
      incontro :
      Mi alleno nell’uso delle cinque fasi
      incontro :
      Mi alleno nella soluzione di compiti matematici usando le cinque fasi
      incontro :
      Applico le fasi nello studio
      incontro :
      Capire cosa non va nei problemi interpersonali
      incontro :
      Considero tutte le possibilità, penso alle loro conseguenze e scelgo la mia risposta
      incontro :
      Valuto l’efficacia della soluzione da me scelta e, se necessario, ne trovo una alternativa
      incontro :
      Consolidamento delle abilità acquisite nei tre incontri precedenti
      incontro :
      Controllo della rabbia e della frustrazione
      incontro :
      Gestione dello scarso impegno
      incontro :
      Essere un buon pensatore
    I deficit attentivi costituiscono una delle situazioni più frequenti e di maggior disagio nella scuola.

    Ogni insegnante conosce bene i bambini che non riescono a mantenere la concentrazione per periodi sufficientemente prolungati e che sono facilmente distraibili. Questi alunni molto spesso non sanno accostarsi razionalmente alla soluzione di problemi (di tipo scolastico, pratico e interpersonale) ; inoltre essi hanno scarsa consapevolezza e funzionalità dei propri processi cognitivi : oltre che nell’attenzione, spesso rivelano deficit a livello di memorizzazione e recupero delle informazioni, nella comprensione di testi e così via.

    Altre caratteristiche di questi alunni sono l’impulsività, la scarsa regolazione dei livelli di attivazione psicofisiologica e soprattutto l’iperattività motoria. Questi problemi possono far sorgere anche vari gradi di difficoltà nei rapporti interpersonali, quali il negativismo, l’aggressività, gli scoppi di rabbia, la scarsa tolleranza alla frustrazione.

    Questo volume presenta in modo organico e pratico nuovi strumenti di diagnosi elaborati dalla più recente ricerca in campo psicologico e nuove modalità di intervento specifico sull’incremento dell’attenzione e delle strategie cognitive di autoregolazione.

    Il volume inoltre presenta un programma di problem-solving cognitivo-interpersonale in cui i bambini apprendono, in attività di piccolo gruppo, le abilità di "pensiero" e le abilità sociali per affrontare positivamente varie situazioni stressanti.

    Introduzione all’edizione italiana (di Cesare Cornoldi)

    Prefazione

      Introduzione
      Attenzione e processi cognitivi nella Sindrome da deficit attentivi
      Quadro clinico del bambino con disturbi dell’attenzione
      Strumenti di diagnosi
      Intervento cognitivo-comportamentale sui disturbi dell’attenzione
      Intervento cognitivo-comportamentale sui problemi interpersonali
      Risultati sperimentali del programma cognitivo-comportamentale
      Sintesi e considerazioni conclusive
    Bibliografia
      Un comportamento da "bullo" è un tipo di azione che mira deliberatamente a ferire ; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile per coloro che ne sono vittime difendersi. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare.

    Il bullismo assume forme differenti :

    Le vittime dei bulli hanno vita difficile, possono sentirsi oltraggiate, possono provare il desiderio di non andare a scuola. Nel corso del tempo è probabile che perdano sicurezza e autostima, rimproverandosi di "attirare" le prepotenze dei loro compagni. Questo disagio può influire sulla loro concentrazione e sul loro apprendimento. Alcuni bambini possono presentare sintomi da stress : mal di stomaco e mal di testa, incubi o attacchi d’ansia. Altri si sottrarranno al ruolo di vittima designata dei bulli marinando la scuola. Altri ancora possono persino sviluppare il timore di lasciare la sicurezza della propria casa.

    Questo volume illustra una serie di strategie operative per affrontare il bullismo nella vostra scuola. Fornisce informazioni sulla natura delle angherie tra compagni ; descrive alcune tecniche di analisi del fenomeno ; spiega come programmare un adeguato screening ; presenta una politica globale per contenere e smorzare il bullismo ; esamina infine nel dettaglio un’ampia gamma di interventi orientati a particolari ambiti della vita scolastica.

    Presentazione

      La natura del bullismo tra compagni
      Come analizzare gli episodi di bullismo nella scuola
      Una politica integrata antibullismo nella scuola
      Combattere il bullismo attraverso attività didattiche in classe
      Come affrontare i comportamenti bullistici
      La prepotenza in cortile
      Come migliorare gli spazi all’aperto della scuola
    Bibliografia
      La disobbedienza compatibile tende a contrastare il fenomeno dell’ipocrisia istituzionale, "prendendo sul serio" i valori amministrativi che la burocrazia e i comportamenti quotidiani tendono a svuotare. Essa quindi richiede un cambiamento culturale che può avvenire anche attraverso la Carta della Scuola.

    Questo manuale offre una guida pratica per la costruzione di una Carta della Scuola accurata ed esauriente, in cui vengono approfondite le tematiche legate alla gestione della scuola ; in particolare, il secondo capitolo è dedicato alla stesura di una Carta "ideale", suddivisa in 20 parti riguardanti le funzioni didattiche e organizzative fondamentali.

    Con quest’opera, che contiene anche interessanti esempi, specifici riferimenti normativi e una ricca guida bibliografica, il management della scuola (presidi, direttori didattici e insegnanti con funzioni di staff) ha a disposizione tutti gli strumenti pratici per una riflessione non conformista sul funzionamento della propria scuola e alcune linee guida per emanciparsi dalla cultura buropedagogica.

    Presentazione (Piero Cavagnoli)

    Capitolo primo
    La disobbedienza compatibile

    Capitolo secondo
    20 tesi per la Carta della "disobbedienza"

    L’indice della Carta

      Presentazione della scuola
      L’istituzione scolastica
      L’archivio storico
      La pianta della scuola
      Il regolamento
      La nomenclatura
      Il management
      L’insegnante
      Lo studente
      I genitori
      Il personale
      L’organizzazione didattica
      Servizi e attività
      Articolazione dei tempi scolastici
      Partecipazione e gestione
      L’amministrazione
      L’edificio scolastico
      La valutazione


      Attuazione e revisione della Carta

    Capitolo terzo
    Le Carte "conformi"

    Capitolo quarto
    Lo Stato di carta

    Capitolo quinto

    Guida bibliografica

    Il testo propone agli insegnanti di lingue straniere nuove tecniche didattiche che vedono lo studente protagonista del proprio apprendimento in classe. Nel volume vengono presentate le implicazioni metodologiche e le applicazioni pratiche dell’apprendimento in cooperazione, un metodo di lavoro che prevede l’organizzazione e la gestione di gruppi strutturati in cui gli studenti imparano grazie al lavoro responsabile di tutti.

    Vengono proposte varie attività di gruppo e di coppia in inglese, francese e tedesco per i diversi livelli di conoscenza delle lingue. Ciascuna attività prevede l’integrazione di almeno tre abilità linguistiche e si propone come obiettivo l’acquisizione, oltre che di buone competenze nella lingua straniera, di abilità "sociali" e strategie conversazionali utili alla efficace collaborazione in un gruppo di lavoro.

    Introduzione

      Breve storia dell’apprendimento in cooperazione
      Il lavoro di gruppo
      Apprendimento in cooperazione
      Formazione dei gruppi
      Abilità e ruoli sociali
      Come attribuire i ruoli sociali
      Auto-osservazione del lavoro di gruppo
      Il ruolo dell’insegnante
      Efficacia dell’apprendimento in cooperazione
      Organizzazione del materiale
      Non c’è rosa senza spine


      Bibliografia

    ATTIVITA’
    Guida ragionata alle attività
    Attività "ad incastro"
    Attività di cooperazione semplice

    APPENDICI
    Appendice A
    Appendice B. schede di valutazione
    Appendice C. soluzioni
     

    Come molte indagini epistemologiche hanno evidenziato, i disturbi dell’apprendimento costitutiscono uno dei problemi più rilevanti sia per l’ambito psicopedagogico, sia per quello medico-pediatrico. Sintomi quali le difficoltà scolastiche e-in relazione ad esse-la balbuzie, la fobia della scuola, l’ansia e la depressione, sono largamente diffusi e rivelano un disadattamento determinato da un’intrinseca connessione di elementi emotivi, cognitivi ed interattivi. Eppure, tali disturbi non hanno trovato finora in Italia una precisa caratterizzazione scientifica e professionale. Un vuoto dovuto ad implicazioni interdisciplinari, agli approcci diversi e scarsamente comunicanti, oltre che ai problemi di definizione dell’oggetto di indagine. Il volume supera questa "impasse" teorico-metodologica : sono dapprima presentati gli aspetti generali, relativi alla definizione, classificazione e diffusione dei disturbi, alle loro basi biologiche e neuropsicologiche, e alla loro relazione con la psicologia dell’età evolutiva. Sono quindi analizzati separatamente i principali disturbi (relativi a linguaggio, lettura, scrittura, matematica, comprensione, attenzione con iperattività) e la loro relazione con il ritardo mentale e con i disturbi della personalità. Alcuni capitolo, infine, esaminano specificamente i modelli diagnostici, riabilitativi e di organizzazione dei servizi.
    Conoscere il funzionamento dei processi cognitivi è doppiamente importante. Per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento, perché consente all’insegnante di gestire la didattica in modo più rispettoso dei dei processi di apprendimento e permette di intervenire precocemente e sviluppando le abilità cognitive che saranno maggiormente sollecitate. Per la riabilitazione, perché la conoscenza di come opera la mente consente di impostare percorsi di recupero più efficaci.
    I processi cognitivi sono da sempre avvolti da un velo di mistero. Almeno per quanto riguarda l’apprendimento, ci si riferisce invece a realtà che ogni insegnante conosce bene : ogni loro disfunzionamento produce problemi tipici e immediatamente evidenti. Una difficoltà nei processi attentivi, cioè un deficit di filtro, selezione e amplificazione degli stimoli in entrata, può produrre, ad esempio, iperattività. Per quanto riguarda i processi percettivi, è noto che alcune forme di disturbo della lettura possono derivare da problemi di percezione visiva.
    Altri disturbi di apprendimento derivano invece da deficit di memoria (come ad esempio nella difficoltà di fondere assieme fonemi e sillabe nella lettura di una parola) oppure, ad un livello superiore, da deficit nelle abilità di pensiero, cioè da carenze nei processi di formazione dei concetti e di problem solving,
    Prefazione
      I processi cognitivi : aspetti generali
      Processi attentivi
      La percezione
      Processi di memoria
      Pensiero e linguaggio
    Bibliografia
     
    Il testo illustra principi, strategie e modalità organizzative per realizzare una scuola realmente integrata, che sia in grado di rispondere a disagi e difficoltà potenzialmente evidenziabili da tutti gli alunni e non solo da quelli "certificati" come handicappati. Sono molte infatti le situazioni che richiedono un’attenzione speciale oltre all’handicap : disturbi dell’apprendimento, svantaggi socioculturali, differenze linguistiche ed etniche, disturbi emozionali e relazionali, difficoltà contingenti, ecc. Gli autori spiegano come creare una "rete integrata di risorse di sostegno", come predisporre cioè un’organizzazione basata su stili collaborativi, in grado di "prendersi cura" senza stigmatizzare. Nel quadro delle risorse di sostegno viene dato particolare spazio agli alunni (tramite forme di apprendimento cooperativo, aiuto reciproco, tutoring, ecc.), alla collaborazione tra insegnanti, al coinvolgimento della famiglia e all’apertura al volontariato della comunità.
    Prefazione

    Presentazione

      Qualche domanda sull’integrazione scolastica avanzata
      Costruire una rete di risorse di sostegno per l’integrazione scolastica
      Le attività dell’insegnante di sostegno
      Facilitare i rapporti di amicizia e di aiuto reciproco tra compagni
      Climi di lavoro non competitivi : i gruppi di apprendimento cooperativo
      Gli alunni come insegnanti per altri alunni : il tutoring
      Strategie per il lavoro di equipe nella programmazione e nel sostegno
      La collaborazione professionale tra gli insegnanti
      L’insegnamento cooperativo : il team teaching
      Il gruppo classe nella gestione dei comportamenti problema
      Il personale direttivo come risorsa per il sostegno e l’integrazione
      Il supporto delle famiglie all’integrazione scolastica
      Il ruolo della comunità locale e del volontariato


      Qualche passo da fare subito verso l’integrazione scolastica avanzata

    La Terapia Razionale Emotiva (RET) è una terapia psicologica che negli ultimi trent’anni ha avuto un notevole influsso sulla psicoterapia. Al contrario di molte altre Scuole, la RET ha alla base principi semplici, straordinariamente efficaci e facilmente trasmissibili. Al punto che i terapeuti sono soliti fornire ai pazienti sintesi semplificate della teoria RET perché già queste conoscenze di per sé formano una ottima base per il processo terapeutico (questa tecnica è conosciuta come biblioterapia).
    Il presupposto da cui parte Ellis è che, se noi riusciamo a pensare in modo razionale, la forza traumatica di qualunque evento si svuota del suo potenziale ansiogeno. Infatti varie forme di disagio psicologico ed emotivo non vengono determinate dalle caratteristiche dell’evento attivante in sé, ma dai pensieri, spesso distorti e irrazionali, per mezzo dei quali lo interpretiamo e gli assegniamo un significato esageratamente disturbante.
    Introduzione all’edizione italiana
      Perché questo libro è differente da tutti gli altri manuali di autoaiuto ?
      Potete veramente riuscire a non farvi abbattere da nulla ?
      Può il pensiero scientifico rimuovere il vostro tormento emozionale ?
      Come pensare in modo scientifico a voi stessi e alle vostre condizioni di vita
      Perché le forme consuete di insight non vi aiuteranno a superare i vostri problemi emozionali
      Acquisire piena consapevolezza dei propri sentimenti appropriati e inappropriati
      Siete voi a controllare il vostro destino emozionale
      La tirannia dei doveri
      Dimenticate il vostro "terribile" passato
      Mettete in discussione le vostre convinzioni irrazionali
      Potete rifiutarvi di farvi sconvolgere del fatto di essere sconvolti
      Risolvere i problemi reali, non solo quelli emozionali
      Cambiare i pensieri agendo contro di essi
      L’applicazione e l’esercizio
      Cambiate con energia le vostre convinzioni e i vostri comportamenti
      Limitarsi a cambiare le proprie emozioni non è sufficiente. E mantenere il cambiamento è difficile
      Se ricadi, prova e riprova
      Il rifiuto di farvi abbattere può essere esteso ad altri ambiti
      Sì, voi potete rifiutarvi ostinatamente di essere ansiosi e depressi per qualunque cosa
    Esempi di esercitazioni
    Note
    Bibliografia
    Appendice
     
    Gli specialisti dell’educazione e gli insegnanti ritengono sempre più importante disporre di strumenti oggettivi per impostare una accurata programmazione educativa su una dimensione fondamentale della personalità dei ragazzi : l’autopercezione e autovalutazione del proprio Sé.
    La valutazione diagnostica dell’autostima richiede particolare attenzione e sensibilità. Una difficoltà deriva dal fatto che il concetto di sé, pur essendo una "entità" unitaria, è in realtà costituito da varie dimensioni, ciascuna delle quali può essere relativamente indipendente. L’autostima globale viene tipicamente suddivisa in 6 aree specifiche : area interpersonale (come il bambino valuta i suoi rapporti sociali, con i pari e con gli adulti) ; area scolastica (le sue capacità in rapporto ai successi o ai fallimenti nella scuola) ; area emozionale (la sua vita emotiva, la sua capacità di controllare le emozioni negative) ; area familiare (le sue relazioni nella famiglia, il sentirsi amato, valorizzato, ecc.) ; area corporea (il suo aspetto, le sue capacità fisiche e sportive, ecc.) ; area della padronanza sull’ambiente (la sensazione di dominare gli eventi e le principali situazioni della propria vita, ecc.).
    Il test TMA può essere utilizzato da psicologi, pedagogisti e insegnanti con ragazzi dai 9 ai 19 anni.
    Il test contiene due protocolli di valutazione :
    Prefazione
      Aspetti teorici del concetto di sé e dell’autostima
      Elaborazione e standardizzazione del test
      Procedure di somministrazione e di attribuzione dei punteggi
      Interpretazione del TMA
      Caratteristiche psicometriche del TMA
      Bibliografia
      Appendici
      Protocollo per l’esaminatore
      Protocollo per il ragazzo
    I cosidetti "disturbi dell’apprendimento scolastico" (DAS), che colpiscono principalmente le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo, richiedono attenzione e trattamenti particolarmente accurati. Nel caso in cui il rendimento scolastico sia significativamente impedito o difficoltoso ma non esistano i soliti fattori generali che lo possano giustificare, si deve presumere l’esistenza di un disturbo a sé che colpisce in specifico le capacità di apprendimento. Quando gli insegnanti si trovano ad affrontare casi di questo tipo necessitano di tecniche ad hoc per percepirne la specificità, valutarne la gravità e intervenire in modo efficace.
    Il testo fa un inventario ragionato di tutti gli strumenti oggi disponibili in Italia per la formulazione della diagnosi funzionale degli alunni con disturbi dell’apprendimento, secondo quanto richiesto dall’Atto di indirizzo del febbraio 1994 e in accordo co le norme internazionali di classificazione (I.C.D.-10 e D.S.M.-IV).
    L’opra è ugualmente utile allo psicologo, al pedagogista e all’insegnante, a cui fornisce una comune base di conoscenza e di metodologia per stendere in collaborazione una diagnosi che sia direttamente "funzionale" al recupero degli apprendimenti e che si articoli su concetti finalmente chiari e comprensibili.
    Prefazione
    Presentazione
    I disturbi dell’apprendimento scolastico (DAS)
    Considerazioni teoriche e metodologiche nella diagnosi dei disturbi cognitivi
    Dalla segnalazione alla diagnosi funzionale
    Presentazione di alcuni casi clinici
    Bibliografia

    Appendice 1 : Sintesi degli strumenti per la valutazione dell’apprendimento scolastico
    Appendice 2 : Guida all’intervista per l’analisi dei motivi della richiesta di consulenza
    Appendice 3 : Test per la valutazione delle funzioni cognitive specifiche
    Appendice 4 : Prove per la valutazione dell’area emotivo-relazionale

    Strumenti allegati

    I disturbi d’ansia e di depressione sono problemi psicologici che colpiscono attualmente molti giovani e che si possono manifestare in qualsiasi momento dell’infanzia e dell’adolescenza. Solo identificando precocemente questi disturbi, attraverso una valutazione da effettuare anche nella scuola, è possibile porre una diagnosi accurata e attuare, di conseguenza, un intervento adatto al caso specifico.

    Il Test dell’ansia e depressione (TAD) si basa sul DSM-III-R (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, American Psychiatric Association, 1988), un sistema largamente accettato dagli specialisti per identificare e classificare i disturbi dell’ansia e dell’umore. Esso, inoltre, è stato elaborato sulla base dei risultati delle ricerche più recenti che dimostrano in modo chiaro l’influenza di tali disturbi anche sui processi cognitivi e sul rendimento scolastico.

    Il test-destinato a soggetti di età compresa tra i 6 e i 19 anni-è uno strumento multidimensionale costitutito da tre scale :

    Ciascuna di esse fornisce informazioni utili e complementari che aiutano a individuare le possibili deviazioni dalla media e la precisa entità dei problemi emozionali del ragazzo.

    Le istruzioni per la somministrazione del test, l’attribuzione dei punteggi e l’interpretazione dei risultati sono illustrate in modo chiaro e dettagliato e rese ancora più attendibili dalla recente standardizzazione su un campione di 2176 bambini e adolescenti.

    Indice

      Fondamenti psicologici e aspetti generali del Test dell’Ansia e Depressione nell’infanzia e adolescenza (TAD)
    Fondamenti teorici
    Usi del Test TAD
    Descrizione delle Scale del TAD
      Somministrazione del test e attribuzione dei punteggi
    Criteri di idoneità
    Qualifiche degli esaminatori
    Procedure di somministrazione

    Come interpretare i risultati del TAD

    Come compilare il Protocollo di valutazione
    Come interpretare i punteggi
    Errori imputabili al contesto e all’alunno
    Come interpretare i risultati delle scale
    Sondare, chiarire e ampliare le risposte
    La comunicazione dei risultati
    Norme locali
    Precauzioni nell’interpretazione dei risultati del test
    Responsabilità

      Costruzione e validazione psicometrica del TAD
    Scelta e analisi degli item
    Procedure di standardizzazione
    Attendibilità del test
    Validità dei risultati della scala

    Bibliografia
    Appendici
    Protocollo di valutazione

    A scuola non è raro che alcuni alunni si comportino in modo strano e preoccupante : uno riempie i suoi temi di riferimenti alla morte ; un altro tende a isolarsi e a piangere inconsolabilmente senza alcuna ragione apparente ; una graziosa ragazza di prima media molto dotata sia atleticamente sia sotto il profilo del rendimento si descrive come grassa, stupida, brutta e immeritevole di amicizia...Che cos’hanno in comune questi ragazzi ? Hanno tutti fatto esperienza di qualche aspetto del disturbo depressivo. In casi del genere, è importante che i loro insegnanti se ne accorgano in tempo per poter prendere le iniziative appropriate sia a livello specialistico sia nello stesso contesto scolastico.
    In questo volume vengono descritte le manifestazioni della depressione nell’infanzia e nell’adolescenza e gli interventi attraverso i quali i ragazzi depressi possono essere aiutati in senso psicologico. Vengono discusse le procedure di valutazione diagnostica che possono essere utilizzate dagli psicologi e dagli insegnanti per identificare con precisione gli alunni a rischio di depressione. La seconda parte del libro descrive un programma globale di intervento per alunni depressi che è stato messo a punto dopo numerosi anni di trattamento sperimentale. Il programma è multidimensionale e si vale di tecniche emotive, cognitive, comportamentali, di autocontrollo e familiari, ponendo un particolare accento sulla ristrutturazione cognitiva verticale (non solo del sintomo madelle strutture profonde di pensiero disadattivo) del bambino depresso.
    Introduzione (di Mario Di Pietro)
      Natura e diagnosi dei disturbi depressivi nell’infanzia
      Le ricerche sulla depressione infantile
      L’intervento psicologico
      Tecniche emotive e cognitive


      Tecniche di autocontrollo, comportamentali e familiari

    Bibliografia
    Appendice A : Trascrizione di un colloquio con una ragazza depressa
    Appendice B : Come mi sono sentito
    Appendice C : Obiettivi e attività di un intervento psicologico di gruppo in 21 incontri
    Appendice D : Scheda per l’automonitoraggio dei pensieri
    Appendice E :Scheda per l’automonitoraggio e la ristrutturazione cognitiva
    Appendice F : Diario degli eventi piacevoli (età 8-9 anni)
    Appendice G : Diario degli eventi piacevoli (età 10-11 anni)
    Appendice H : Diario degli eventi piacevoli (età 11-13 anni)
    Appendice I : Cosa mi piace fare?
    Appendice J : Grafico sul rapporto tra quantità di eventi piacevoli e livello dell’umore
    Appendice K : Contratto comportamentale
    Appendice L : Sarò soddisfatto di me stesso se... (Questionario sulle aspettative personali)
    Appendice M : Scheda delle ricompense
    Appendice N : Le attività settimanali
    Appendice O : Esercizio di rilassamento e immaginazione guidata
      ..
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