INDICE
B. PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE : CONSAPEVOLEZZA NELL’INSEGNAMENTO
C. RAPPORTO INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO NEL CONSIGLIO DI CLASSE
D. METACOGNIZIONE E PROCESSI DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
E. ATTRIBUZIONI CAUSALI E MOTIVAZIONE SCOLASTICA
1. Il concetto di autonomia
1.1.
Insegnare
a studiare
1.2. Imparare
a ragionare
Prefazione
Educare a pensare
Filosofare con
i bambini: una terra per pionieri
Filosofare con
i bambini: uno studio esplorativo
Bibliografia
Prefazione (P.A. Doudin, D. Martin, O. Albanese)
Parte prima : La metacognizione
e i suoi percorsi generali
Cap.
1 Verso una psicopedagogia metacognitiva (P.A. Doudin, D. Martin, O. Albanese)
Cap.
4 Metaconoscenza e processi di controllo (G. Mazzoni)
Cap.
5 Metodo di studio: dalle strategie ai programmi metacognitivi (A. Moè,
R De Beni)
Parte seconda: La metacognizione
e alcuni processi specifici: comprensione, lettura, scrittura
Cap.
1 Per un controllo consapevole della comprensione dei testi: criteri per
l’accertamento e la stimolazione (L. Lumbelli)
Cap.
2 La teoria metacognitiva applicata alla comprensione della lettura: le
conoscenze relative al compito e alle strategie (R.
De Beni, F. Pazzaglia)
Cap.
3 Metacognizione e comprensione della lettura (J. Grasson)
Cap.
4 Produzione scritta e metacognizione (P. Boscolo).
[1] Prefazione
La metacognizione fa riferimento a due concetti provenienti da due differenti correnti di ricerca: l’uno è focalizzato sulla conoscenza dei processi cognitivi (lavori di Flavell) e l’altro è inerente alla regolazione di questi processi (lavori di Brown).
La metacognizione è intesa come la conoscenza che qualcuno possiede sul proprio funzionamento cognitivo e le strategie che mette in atto per controllare questo processo (Brown et al., 1986).
Panorama rappresentativo dei legami esistenti tra la ricerca e le sue applicazioni, che offre non solo riflessioni teoriche sulla metacognizione e i suoi aspetti, come la psicopedagogia metacognitiva e la metaconoscenza, i processi di controllo, il metodo di studio, il potenziale di apprendimento, ma anche conoscenze specifiche sui processi di lettura, scrittura, di comprensione, e su discipline come la matematica, la fisica e l’istruzione professionale.
Il volume è suddiviso
in tre parti:
1ª I processi generali
riferiti alla metacognizione
2ª I processi specifici
3ª Aspetti legati
all’educazione
Parte prima
Capitolo 1
L’intelligenza
è rieducabile
Quale
formazione per gli insegnanti?
--
Conoscere il funzionamento degli allievi e della classe
--
Sviluppare i saper fare metacognitivi degli insegnanti
Capitolo 4
Mazzoni
sottolinea l’importanza che i processi di controllo rivestono per comprendere
i processi cognitivi implicati nello studio o in compiti di memoria.
Modelli
sul controllo in psicologia dell’educazione (Flower e Hayes 1981).
Capitolo 5
Strategie
di studio
Studio
e metacognizione
I programmi
metacognitivi:
– Imparare
a studiare
– Guida
allo studio del testo di storia
I risultati
ottenuti sembrano essere buoni per l’apprendimento immediato, ma non per
il mantenimento.
Parte seconda
Capitolo 1
Lumbelli
esamina il rapporto tra metacognizione e consapevolezza dei processi cognitivi.
Metacognizione,
consapevolezza e comprensione del testo.
Perché
e quando l’istruzione individualizzata?
Capitolo 2
Presentazione
di alcuni modelli
Flavell:
conoscenze, esperienze, strategie
Brown:
consapevolezza e controllo
Paris:
autovalutazione delle conoscenze e autogestione dell’attività cognitiva
Borkowski:
metacognizione e componenti emotivo-motivazionali
Presentazione
di un programma di ricerca sul rapporto tra abilità metacognitive
e lettura
Legame
tra variabili metacognitive, aspetti socioculturali e prestazione cognitiva
Capitolo 3
La
conoscenza metacognitiva
L’autogestione
della comprensione
L’esperienza
metacognitiva
L’utilizzo
delle strategie metacognitive di lettura
Capitolo 4
I processi
di scrittura sono trattati come attività di soluzione di problemi
La
dimensione metacognitiva è presente negli studi attinenti alla pianificazione
e alla revisione del testo. Scrittura come attività di pensiero
Conoscenza
metacognitiva
Lo
sviluppo di abilità di autoregolazione nello scrivere
Parte prima – Le basi teoriche
e sperimentali
Cap. III - I processi
metacognitivi di controllo
Parte seconda – Dalla teoria
all’applicazione nell’apprendimento
Cap. XIII - Metacognizione
e studio
Questionario sulle cattive abitudini di studio
Le dieci caratteristiche dello studente strategico
Esempio di tabulazione di abilità di metastudio in una classe prima media
Cap. XIV - L’integrazione
tra componenti emotive, motivazionali e metacognitive nell’apprendimento
Aspetti metacognitivi del concetto di impotenza appresa (helplessness) e sua relazione con la teoria dell’attribuzione
Autoattribuzioni
Autostima e autoefficacia
La motivazione di effectance nella formulazione di S. Harter (da Boscolo, 1986)
Cap. XV - Metacognizione
e intervento
La caratteristica metacognitiva dell’intervento
L’intervento sulla conoscenza metacognitiva generale
L’intervento sulla metacognizione specifica (strategie ecc.)
L’intervento sui processi di controllo
2. Il peso della
collegialità
Nella scuola cresce
la responsabilità del dirigente scolastico : non più solamente
anello terminale di una catena gerarchica cui spetta di rappresentare l’amministrazione
scolastica e di applicarne le disposizioni, il dirigente è chiamato
a rispondere della qualità del servizio, qualificare l’impiego delle
risorse, intervenire sul funzionamento della scuola che gli è affidata
perché il prodotto dell’attività di formazione degli utenti
non si discosti da criteri definiti sul piano nazionale. Il dirigente scolastico
è in prima persona oggi coinvolto in un processo di evoluzione culturale
e gestionale della scuola che coniuga, in modo nuovo e funzionale a specifici
obiettivi di qualità, di efficacia e di efficienza del servizio,
le risposte intellettuali e materiali di cui dispone con la dimensione
della progettualità collegiale, della imprenditorialità,
dell’esplorazione continua della complessità, della concreta responsabilità
professionale.
Il direttore didattico e la nuova scuola elementare (Sergio Neri)
Una didattica per i dirigenti scolastici (Benedetto Vertecchi)
Qualità della scuola e controllo di qualità (Umberto Vairetti)
Autonomia e Progetto educativo d’istituto (Dino Cristanini)
La dimensione organizzativa della scuola (Piero Romei)
Presentazione (R.
Maragliano)
1.Dirigere la scuola
oggi
Tra gli estremi di una visione economicistica e di una moralistica si colloca lo spazio teorico e tecnico occupato da questa Guida che vuole essere, per il dirigente di oggi e di domani, un sussidio di analisi e di impegno professionale.
La definizione del ruolo di capo di istituto nell’ambito della struttura scolastica, le modalità della sua formazione, il contributo che può dare allo sviluppo della produttività educativa : su questo ampio fronte la Guida formula nuove ipotesi di lavoro, le discute in rapporto ai processi di innovazione che toccano la nostra scuola e le traduce nella proposta di una variegata strumentazione.
Presentazione (R. Maragliano)
Introduzione
I. I modelli classici
dell’analisi organizzativa
L’approccio centrato sulla struttura
L’approccio centrato sulle risorse umane
II. I nuovi approcci
Il modello politico nell’analisi dell’organizzazione
Il modello centrato sull’individuo
L’approccio di tipo simbolico
III. Verso un approccio
integrato
IV. Problemi di definizione della leadership educativa
Una ricognizione preliminareV. Il ruolo della formazione
Una definizione complessa
La funzione dirigente
Definire il profilo professionale
Le esperienze straniere
VI. Analisi della
produttività educativa
L’evoluzione della ricerca
Individuare i fattori di produttività
La funzione docente
L’influenza delle variabili
VII. La gestione
delle risorse
I mutamenti dello scenario
Le risorse nell’organizzazione scolastica
Quali competenze
VIII. Il dirigente
come agente di innovazione
Un "fattore-chiave"
Un esempio : l’innovazione dei programmi nella scuola dell’obbligo
IX. Costruire una
strumentazione manageriale
Stili cognitivi individuali - Questionario di autovalutazione
Questionario sugli stili di influenza
Analisi dello stile di leadership
Analisi dei livelli motivazionali
L’interazione verbale fra dirigente e subordinati finalizzata alla raccolta di informazioni
Migliorare la capacità di prendere decisioni
Una checklist per migliorare la qualità del lavoro
La misurazione del clima organizzativo
La gestione del conflitto
Migliorare la gestione delle riunioni
Valutare l’efficacia di una riunione
Come valutare le esigenze di aggiornamento all’interno della scuola
Valutare l’attività del capo d’istituto
X. Nuove ipotesi
di lavoro
Bibliografia
Dopo le speranze, le generosità ma anche le delusioni della stagione dei decreti delegati, la riscoperta del significato della partecipazione del genitore alla vita della scuola passa attraverso il recupero di adeguate capacità di analisi e di interpretazione del rapporto che si instaura tra una nuova figura di bambino(e di preadolescente) e il nuovo scenario scolastico che va faticosamente delineandosi.
La guida offre gli elementi necessari per ricostruire la complessa geografia della scuola obbligatoria, le indicazioni utili per seguire la vicenda scolare dell’allievo, i riferimenti di base (amministrativi, culturali, pratici) per dare un contributo positivo al rinnovamento della scuola.
Presentazione (R. Maragliano)
Parte I. Geografia della scuola
Genitore, bambino e scolaro
Dentro la scuola
Una carta di identità per la scuola di base
La scuola dei decreti delegati
Una scuola che produce cultura
Parte II. Un viaggio
organizzato nella scuola
Inizia il viaggio : tempo di scelte
In viaggio : cosa mettere in valigia
Un viaggio accidentato : la scuola media
Parte III. Dal dire
al fare
I progetti - partecipazione
Schede di informazione giuridica
Bibliografia
Approfondimenti bibliografici
Il ruolo della scuola cambia, muta la natura stessa della domanda di istruzione e formazione, muta la richiesta dei profili formativi da parte del mondo del lavoro e delle istituzioni.
L’Università di Venezia presenta i risultati di un lavoro decennale di ricerca e sperimentazione che ha teso a elaborare una nuova teoria dell’istruzione e una nuova metodologia didattica.
Fondamentali di tale nuova prospettiva sono il principio di omologia tra sviluppo degli apprendimenti e sviluppo delle conoscenze ; il concetto di profilo formativo integrato ; la focalizzazione del ruolo insostituibile dell’insegnante nel rendere reciprocamente trasparenti la disciplina -ricerca alla disciplina - insegnamento ; l’esplicita scrittura del processo formativo come trama narrativa di compiti esperti, attraverso la cui esplorazione l’allievo viene guidato ad acquisire la padronanza.
Premessa
Capitolo primo : Riforma
del curricolo e formazione dei talenti (U. Margiotta)
Capitolo secondo : Dalla
disciplina/ricerca alla disciplina/insegnamento (L. Valle)
Capitolo terzo : Il potenziale
del modello esperto disciplinare (R. Rigo)
Capitolo quarto : La metodologia
delle fasi di lavoro (M.R. Zanchin)
Capitolo quinto : Valutare
per formare...con i Modelli di Lavoro (F. Tessaro)
Capitolo sesto : La costruzione
collegiale del profilo formativo dell’allievo (L. Valle - M.R. Zanchin)
Glossario generale
Bibliografia
Il lavoro, che si struttura in agili capitoli dedicati agli aspetti teorico - interpretativi, descrittivi e linguistico - comunicativi della leadership, si sofferma in particolare sulle competenze relazionali del leader, su quelle "metaqualità" indispensabili per condurre efficacemente gruppi di lavoro. Completano la trattazione utili esercizi semistrutturati per il potenziamento delle singole abilità.
Presentazione
Il presente lavoro nasce dalla consapevolezza che la produttività, la positività del clima relazionale, l’impegno e la responsabilità personali, all’interno di un gruppo, sono legate in misura consistente alla capacità, di chi lo dirige, di svolgere efficacemente il ruolo di guida.
Ogni gruppo assolve due distinte funzioni : raggiungere gli scopi per cui esso è stato costituito e mantenere le relazioni interne tra i suoi membri. Ne deriva che la qualità della guida coincide con le competenze del leader di agevolare suddette funzioni tramite uno stile interattivo autorevole e proattivo.
I contenuti del testo si articolano in tre capitoli. Nelprimo capitolo, sono forniti alcuni lineamenti teorici sulla leadership e sulle sue diverse interpretazioni ; nel secondo capitolo, è presentata una descrizione dello stile interattivo autorevole e proattivo, come stile qualificante l’espressione di una leadership efficace ; nel terzo capitolo, sono esposte sistematicamente le competenze comunicative concernenti l’espletamento, da parte del leader, delle funzioni di compito e di mantenimento, accompagnate ciascuna da esercizi di auto - addestramento.
Segue un’Appendice, in cui sono raccolti alcuni questionari utili al leader per autovalutarsi e per leggere e valutarel’andamento del gruppo, sia in termini di produttività che di processi interattivi. Il lavoro si sofferma sulle competenze comunicativo - relazionali del leader, che rappresentano delle skills di base aspecifiche e trasversali, delle "meta - qualità", la cui padronanza può conferire al leader autorevolezza e professionalità.
Il testo è concepito, prevalentemente, come strumento operativo, pertanto la trattazione degli aspetti teorici si limita all’essenziale per lasciare ampio spazio agli esercizi semistrutturati per il potenziamento delle singole abilità.
1. La leadership : teorie e modelli interpretativi
Evoluzione degli studi sulla leadership
2. La realizzazione
della leadership autorevole
Condizioni facilitanti
Modalità di attuazione
Considerazioni conclusive
3. Repertorio comunicativo
e relazionale del leader autorevole
Espletamento delle funzioni di compito
Espletamento delle funzioni di mantenimento
Appendice
Griglia di osservazione della comprensibilità del linguaggio (Franta, Salonia, 1981)
Griglia di osservazione della partecipazione attiva (Mastromarino 1991)
Questionario sul lavoro di gruppo (Varney, 1989)
Questionario sull’efficienza del gruppo (Varney, 1989)
Strutture interattive informali (Petillon, 1980)
Indicatori dell’inefficienza di un gruppo (Berelson, Steiner, 1964)
Indicatori della produttività di un gruppo (Dyer, 1987 ; Rubin et all., 1978)
Che cosa possono fare i dirigenti scolastici per incrementare la motivazione dei docenti (Hoyle, 1991)
Ostacoli all’innalzamento del livello motivazionale dei docenti (Hoyle, 1991)
Comportamento dell’insegnante motivato (Hoyle, 1991)
Aspetti da tener presenti nella pianificazione e nella conduzione di una riunione
PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE: CONSAPEVOLEZZA NELL’INSEGNAMENTO
1. Il cambiamento
Il volume di Luft utilizza lo schema grafico per mettere in evidenza i vari significati e le diverse modalità con cui la comunicazione e l’interazione tra gli uomini avvengono e realizzano le proprie vicissitudini. Sulla base di una ricca esperienza di utilizzazione concreta della "finestra di Johari" (in gruppi di apprendimento basati sull’esperienza, con partecipanti provenienti da ambienti professionali, accademici e organizzativi diversi) il volume analizza e descrive i processi di comunicazione e di interazione, il ruolo dell’inconsapevolezza, la natura del mutamento. Particolare attenzione è data ai problemi dell’interazione non verbale, ai valori presenti nell’interazione, al potere e ai rischi della rivelazione.
Introduzione
Quadrante 1. L’area aperta
Quadrante 2. L’area cieca
Quadrante 3. L’area nascosta
Quadrante 4. L’area ignota
L’interazione di gruppo
Interazione e influenza
I valori dell’interazione
Appendici
Appendice 1. L’intervento
strutturale
Appendice 2. L’interazione
non verbale
Appendice 3. Il linguaggio
del movimento
Bibliografia
Parte prima
ALLA SCOPERTA DEL TUTOR
I. Il Mondo del tutor
Il termine tutor
I contesti d’uso
Le scuole medie
Tutor e operatore psicopedagogico
Tutorship e pastoral care
Inghilterra
Stati Uniti
Danimarca
Spagna
Francia
Alcuni segnali dalle esperienze europee
Fig. 1 Si riportano le funzioni riscontrate nell’attività dei tutor specificando i significati ad esse attribuiti nel presente lavoro ai fini di una loro classificazione.
Il tutor di classe : una tutorship opportuna
Il tutor nella didattica per progetti : la tutorship per imparare facendo
Il tutor nei progetti per prevenire la dispersione scolastica : modalità di tutorship per garantire a tutti risultati positivi (es. Il progetto START del CISEM)
Il tutor per l’orientamento : la tutorship per imparare a scegliere
Il tutor nello stage : la tutorship dell’esperienza
Il tutor nel Progetto ’92 : la tutorship per un progetto integrato
L’ascolto e la prevenzione del disagio : un ambito ai primi passi e in espansione
Progetti, finalità e funzioni
Aspetti organizzativi e condizioni di fattibilità
VIII. La tutorship
come componente del ruolo docente
IX. Il rapporto con l’adolescente
X. Il coordinamento
XI. La classe come progetto
XII. Il progetto formativo
di classe
XIII. Il progetto formativo
di classe : come si costruisce
XIV. Il team di classe
XV. Il responsabile del
progetto formativo di classe
XVI. Le responsabilità
nelle funzioni tutoriali
XVII. Implicazioni sul
funzionamento della scuola
Conclusioni
Parte quarta
STRUMENTI
I casi dell’indagine
Esempi di evoluzione delle esperienze di tutorship
ALLEGATI
Bibliografia
2. La routine
In questo lavoro si analizzano i compiti ai quali oggi un dirigente scolastico deve far fronte, vi si descrivono le posizioni teoriche e le ricerche in ambito primariamente psicologico, ma anche biologico e medico sono state dedicate allo stress. Ma soprattutto è in essa contenuta descrizione di un’ampia e articolata ricerca sul campo, compiuta su un consistente campione di dirigenti scolastici, viene analizzato il problema della dirigenza nel privato, raffrontandola con il settore pubblico, vengono forniti, infine, alcuni consigli utili ai dirigenti della scuola per meglio affrontare le problematiche e gli imprevisti propri della mansione.
Capitolo primo : La dirigenza scolastica italiana : funzioni e ruoli
Alcuni cenni al modello dello stressCapitolo terzo : Alcune ricerche sulle problematiche del manager scolastico italiano
Lo stress nelle organizzazioni lavorative
La figura del manager- Le funzioni:- I costi
assume decisioni
esercita il potere
utilizza risorse e persone
ha discrezionalità di scelta, di movimento e di azione
gestisce rapporti complessi
è responsabile diretto delle scelte operate, ecc.
- I vantaggi
Stress, controllo e adattamento tra i manager
Come agisce e quali strategie di adattamento utilizza il manager privato ?Tabella 2.1 - Strategie di adattamento (Burke e Weir)
Comportamento sul lavoroTabella 2.2 - Strategie di coping (Favretto)
Misure per alleviare lo stress
Aiuto terapeuticoStrategie di pianificazione
Strategie psicosociali
Strategie "ricostruttive" e compensative
Strategie di training psicologico e cognitivo
Che cosa fanno i dirigenti scolastici (manager pubblici)
Gli obiettivi generali
Il progetto di ricerca
Lo stress nelle figure apicali scolastiche americane
La soddisfazione lavorativa tra i direttori didattici in Israele
Un contributo inglese al problema teorico
Un contributo da Singapore
Il lavoro e lo stress dei dirigenti scolasticiLa ricerca preliminare
La realtà della dirigenza scolastica italiana : acquisizione dei primi elementi problematici
Alcuni costrutti teorici di riferimentoIl conflitto e l’ambiguità di ruolo
I compiti dei dirigenti scolastici
I rapporti interpersonali
Il "boundary spanning stress"
Sviluppo e innovazioneMessa a punto dello strumento d’indagine
Il campioneRisultati della ricercaCaratteristiche metriche del questionarioL’elaborazione dei datiAlcune osservazioni sui fattori ottenuti
Capitolo quarto :Approfondimenti qualitativiFattore 1. Assumere il ruolo
Fattore 2. Eseguire i compiti
Fattore 3. Gestire i rapporti
Fattore 4. Attuare provvedimenti disciplinari
Fattore 5. Espletare funzioni di coordinamento del personale non docente
Fattore 6. Inadeguatezza rispetto ai cambiamentiSintomi psicosomatici e salute fisica
L’analisi dei coefficienti di relazione
Differenze tra i profili direttiviAlcune prime riflessioni di sintesi
La ricerca empirica intensivaPremesse teoriche e metodologiche
Messa a punto dello strumento di indagine
Modalità di somministrazione dello strumento
Procedura per la codifica e l’analisi dei dati
Analisi statistico - quantitativa dei risultati
L’analisi differenziata delle tipologie professionali in rapporto agli eventi e alle strategie di adattamento
La relazione tra eventi, strategie e risultati (nell’intera popolazione)
Analisi qualitativa dei dati. Testimonianze raccolte. Deduzioni e considerazioniCapitolo quinto :Cosa fanno i dirigenti scolastici per gestire il loro stress ?
Eccessivo carico di lavoro
Rapporto Scuola/Alunni/Genitori
Le relazioni interpersonali
Ruolo in sé
Esecuzione di compiti organizzativi
Scarsa disponibilità di fondi
Eccessiva burocratizzazione della funzione
Problematiche educativo - didattiche
Alcune osservazioni conclusive
Stili di leadership e dirigenza scolastica
Aspetti predominanti della leadership :
caratteristiche del leade
caratteristiche dei membri del gruppo
situazione
Le principali funzioni di una leadership efficace :
prevedere
pianificare
organizzare
condurre
coordinare
controllare
COMUNICARE
Le competenze professionaliCapitolo 6 :Alcuni consigli per i neo - dirigenti
Le competenze personali
La capacità di porsi e attuare obiettivi
La capacità di utilizzare le risorse
La capacità di valutazioneDall’analisi delle competenze e delle doti professionali sono state individuate e proposte le seguenti dodici tipologie :
- Dirigente efficiente
- Dirigente efficientista
- Dirigente accentratore
- Dirigente innovatore
- Dirigente pedagogo
- Dirigente disponibile
- Dirigente disponibile a tutti i costi
- Dirigente burocratico di trincea
- Dirigente semplicista
- Dirigente autoritario
- Dirigente scientista
- Dirigente inadeguatoTabella 5.3 Alcune strategie di leadership per il dirigente della scuola
Tabella 5.4 Condizioni per l’innovazione
Tabella 5.5 Cosa può fare un dirigente scolastico per promuovere il processo innovativo
Cosa suggeriscono i colleghi già espertiCapitolo settimo : I coordinatori amministrativi e le problematiche degli istituti scolastici
Area della leadership e gestione dei gruppi
Area della comunicazione e delle relazioni interpersonali
Area culturale/professionale
Area organizzativo/gestionale
Area delle doti e competenze professionali
Area delle competenze pedagogiche
Area degli incentivi e delle gratificazioni
Area delle aspettative nei confronti del ruoloCommento
Cosa suggerisce la letteratura
Alcuni suggerimenti organizzativi
IntroduzioneAPPENDICE
Rapporto scuola/alunni/genitori
Le relazioni interpersonali
Gestione informatica del lavoro d’ufficio
Eccessiva burocratizzazione della funzione
Ruolo in sé
Esecuzione di compiti organizzativi
Carico di lavoro : overload (sovraccarico)/underload (sottoccupazione)
Aree relative alle fonti di stress
Aree relative ai sintomi psicofisici
3. L’insegnante
riflessivo
3.1 Psicologia cognitiva
Gardner H. (1983), Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza, Feltrinelli, Milano 1997 (nona edizione)
Negando il concetto tradizionale di intelligenza come qualcosa di unitario o di puramente intellettuale e proponendo l’esistenza di una pluralità di intelligenze, Gardner mira tra l’altro a una teoria capace di applicazioni in campo educativo. Come deve essere impostata l’educazione, dando a un individuo uno sviluppo equilibrato di tutte le sue intelligenze, o spingendo al massimo lo sviluppo di quella intelligenza in cui può ottenere risultati eccezionali ? Tenendo conto delle sole potenzialità dell’individuo, o cercando invece di sviluppare preferibilmente quelle doti di cui ha maggiormente bisogno la società ?
Questo libro, che per la sua originalità di contenuto e la semplicità e vivacità dello stile ha rinnovato anche presso il grande pubblico il successo dei libri precedenti di Gardner, ha ricevuto nel 1984 il National Psychology Award for Excellence in the Media, conferitogli dalla American Psychological Association.
Nuova introduzione
Prefazione
Nota al progetto sul potenziale
umano
Parte prima
LO SFONDO
L’idea delle intelligenze multipleParte seconda
L’intelligenza : concezioni anteriori
I fondamenti biologici dell’intelligenza
Che cos’è un’intelligenza ?
LA TEORIA
Intelligenza linguisticaParte terza
Intelligenza musicale
Intelligenza logico - matematica
Intelligenza spaziale
Intelligenza corporeo - cinestetica
Le intelligenze personali
Critica della teoria delle intelligenze multiple
La socializzazione delle intelligenze umane per mezzo dei simboli
IMPLICAZIONI E APPLICAZIONI
L’educazione delle intelligenzeL’intelligenza non è riconducibile soltanto ad un insieme di capacità volte a risolvere problemi, adattarsi all’ambiente, astrarre, creare. Essa è soprattutto facoltà metacognitiva perché sa riflettere ciò che va pensando e facendo. La scuola e molti altri ambiti della formazione - per i giovani o gli adulti - dimenticano sovente questa caratteristica precipua della mente umana e non sviluppano competenze quali la reminiscenza, l’introspezione, la sospensione del giudizio, la produzione di immagini e metafore, ecc.
L’applicazione delle intelligenze
Demetrio D. (a cura di), Per una didattica dell’intelligenza. Il metodo autobiografico nellosviluppo cognitivo, Franco Angeli, Milano 1995
Questo libro - nato da una ricerca promossa dall’amministrazione comunale di Parma - documenta quali e quante possono essere le vie a disposizione del formatore che intenda occuparsi di sviluppo del potenziale intellettuale. Inoltre il testo individua nell’approccio autobiografico uno strumento efficace per conoscere, spiegare e comprendere i processi cognitivi, i metodi di apprendimento e le continuità del pensiero nel corso della vita.
Proposte di lavoro e di ricerca, suggestioni teoriche e metodi di autoriflessione che mettono sempre al centro la storia personale, fanno di questo volume al contempo un documento per approfondire la pratica didattica in insegnamenti diversi e per realizzare degli specifici Laboratori di educazione della mente.
Presentazione (Franca Amadini)
Da una ricerca esplorativa altre risonanze, altri contesti (Duccio Demetrio)
La ricerca autobiografica in educazione : dalla teoria alla didattica (D. Demetrio e L. Formentini)
Parte prima
Metodo autobiografico
e ricostruzione della percezione dei processi cognitivi : il progetto Labaco
a Parma (Demetrio)
Parte seconda
Altri contesti di applicazione
(Autori vari)
Parte terza
Per una didattica dell’intelligenza
(Demetrio)
Parte quarta
Campi del sapere e attenzioni
cognitive: tre possibilità (Autori vari)
Il testo si articola secondo tre principali linee. La prima consiste nell’esposizione degli studi di laboratorio e del modo in cui le differenti teorie si sono sviluppate a partire dalla valutazione sperimentale ; vengono anche esplorate le relazioni fra teorie dell’apprendimento, intelligenza artificiale e connessionismo. La seconda linea analizza l’uso della memoria nella vita quotidiana : questo approccio metodologico parte dal presupposto dell’insufficienza della psicologia di laboratorio e ricerca conferme empiriche agli studi teorici. La terza linea di ricerca riguarda i problemi di memoria nei pazienti con lesioni cerebrali e affronta la questione del possibile ruolo terapeutico della psicologia nei casi di amnesia e afasia.
Grazie ad una esposizione estremamente chiara e a un costante riferimento agli studi più recenti, questo libro si presenta come strumento indispensabile per gli studiosi di psicologia cognitivista e come manuale rigoroso e di facile consultazione per tutti coloro che sono interessati alle più recenti ricerche sulla memoria umana.
Prefazione
Perché abbiamo bisogno della memoria ?
Percepire e ricordare
Quanti tipi di memoria ? Evidenze in favore della MBT
Il ruolo della memoria nei processi cognitivi : la memoria di lavoro
Immaginazione visiva e taccuino visuo - spaziale
Attenzione e controllo della memoria
Quando l’esercizio rende perfetti
Organizzare e apprendere
L’acquisizione delle abitudini
Quando la memoria fallisce
Il recupero dell’informazione
"Ricollezione" e memoria autobiografica
La conoscenza
E adesso ? Di nuovo il connessionismo
Memoria, emozione e cognizione
Comprendere l’amnesia
Il trattamento dei problemi di memoria
Riferimenti bibliografici
3.3. Educazione e processi di apprendimento
La trattazione scientifica di questioni troppo spesso lasciate alla gestione del senso comune offre una risposta sistematica alle domande che non solo gli insegnanti pongono. Come si struttura l’apprendimento? Cos’è l’intelligenza? Da quali fattori psichici e non essa viene influenzata? Quali gli usi e quali gli abusi della misurazione dei processi cognitivi?
L’autore di questo volume si è proposto di offrire una lettura che coinvolgesse, nella sua chiarezza rigorosa, tutti coloro che sono direttamente o indirettamente interessati ai problemi dell’educazione. Insegnanti, quindi, genitori e chi è comunque attento ai progressi della cultura potranno trovare nel pensiero dell’autore un punto di riferimento fondamentale per una migliore consapevolezza dei problemi connessi allo sviluppo delle strategie attraverso le quali l’uomo conosce il suo mondo.
Introduzione: Apprendimento cognitivo e psicopedagogia: Il contributo di Ausubel (di C. Cornoldi e P. Meazzini)
Prefazione
I. INTRODUZIONE
Il
ruolo e la funzione della psicologia dell’educazione
II. SIGNIFICATO E APPRENDIMENTO
DEL SIGNIFICATO
Significato
e apprendimento del significato
Ricezione
e fissazione del significato
III.FATTORI COGNITIVI NELL’APPRENDIMENTO
Struttura
cognitiva e transfer cognitivo
Sviluppo
cognitivo e idoneità
L’intelligenza
Strategie
d’insegnamento per superare le differenze individuali nella capacità
intellettuale
L’esercizio
pratico
Il
materiale didattico
IV. FATTORI AFFETTIVI E
SOCIALI NELL’APPRENDIMENTO
Fattori
motivazionali e apprendimento
Fattori
della personalità e apprendimento
Appartenenza
al gruppo, fattori sociali e apprendimento
Aspetti
relativi all’insegnante
V. L’APPRENDIMENTO ATTRAVERSO
LA SCOPERTA
L’apprendimento
attraverso la scoperta
L’acquisizione
e l’uso di concetti
Problem
solving e creatività
VI. MISURA E VALUTAZIONE
Principi
di misura e valutazione
1. Osservazione e auto-osservazione nel rapporto insegnamento-apprendimento
In questo contesto il ricorso al metodo dell’osservazione è inevitabile anche se esso, come d’altronde ogni altra forma di diagnosi e valutazione, risulterà sterile da un punto di vista psicopedagogico ed irrilevante da un punto di vista sociale, se non inserito in un preciso programma di intervento e cambiamento.
L’autore con questo lavoro si propone sia di stimolare l’insegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali sia di offrirgli la possibilità di ricorrere all’uso di alcune strategie e di alcuni strumenti di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.
Il volume si articola in tre parti: nella prima vengono affrontati alcuni problemi teorici collegati all’uso dell’osservazione nella ricerca psicopedagogica; nella seconda vengono presentati alcuni strumenti di analisi e di osservazione del comportamento dell’insegnante (il metodo di Flanders, di Bellack, di De Landsheere, ecc.) e nella terza, infine, ci si sofferma sull’analisi del contributo offerto dall’approccio comportamentistico all’osservazione delle problematiche scolastiche.
Introduzione
L’attività di un professionista prevede necessariamente almeno cinque momenti distinti:nella prima parte,alcuni problemi e metodi di osservazione;
la comprensione approfondita della realtà da modificare;
l’individuazione e l’elencazione dei problemi che la realtà stessa solleva;
l’elaborazione di alcune ipotesi di cambiamento e la pianificazione di un intervento;
la realizzazione del progetto;
il controllo dei risultati ottenuti.
Le finalità che ci si propongono con questo lavoro sono essenzialmente due:
- stimolare l’insegnante a considerare la propria attività in termini più squisitamente professionali;
- offrire all’insegnante la possibilità di ricorrere, per la sua programmazione didattica, all’uso di alcune strategie di osservazione che possono aiutarlo a verificare il suo operato.
L’osservazione può trasformarsi in attività di "autovalutazione correttiva" e di feedback del proprio comportamento e stimolare anche nell’insegnante significative dinamiche di cambiamento. Per questo, saranno presi in considerazione strumenti di osservazione del comportamento che l’insegnante e l’alunno assumono in classe. In particolare, si considereranno:
Parte prima: PROBLEMI E
METODI DI OSSERVAZIONE
Cap. I. - Tipi di osservazione
L’osservazione occasionaleCap. II. - L’osservazione nella ricerca pedagogica
L’osservazione sistematica
Tipi di osservazione sistematica
L’osservazione naturalistica
L’osservazione diretta
L’osservazione documentaria
L’osservazione scientifica
L’osservazione partecipante
Cap. III. - L’attendibilità dell’osservazione
Gli errori di osservazioneParte seconda: L’OSSERVAZIONE NELL’ANALISI DELL’INSEGNAMENTO
L’osservatore come fonte di errore
La formazione degli osservatori
Quando e cosa osservare
Come osservare
Cap. IV. - Metodi di osservazione utilizzati nell’analisi dell’insegnamento
I sistemi di segni (L’osservazione del comportamento dell’alunno: la check-list di M. Almy)Cap. V. - L’interazione in classe
Una check-list per l’analisi della relazione genitori - figli (R. Cattell)
Le scale di valutazione (obiettività/attendibilità/sensibilità/validità)
Tipi di scale di valutazione
I sistemi di categorie
1 La relazione insegnante - alunno2. L’analisi delle interazioni verbali in classe3. Il sistema di Flanders per l’analisi delle interazioni verbaliMetodo di classificazione delle interazioni verbali
Le categorie di analisi delle interazioni verbali
Descrizione qualitativa e quantitativa delle interazioni
Analisi e interpretazione delle interazioni
Utilizzando il sistema di Flanders, può l’insegnante valutare la propria attività scolastica?
Suggerimenti e "regole" per la classificazione delle interazioni verbali in classe
4. Il sistema di categorie
di interazione verbale (SCIV) di E. Amidon
Uso della matrice di Amidon5. L’osservazione delle attività intellettuali : il sistema di Taba
6. L’analisi dell’insegnamento con il metodo della Hughes
7. Il metodo di G. De Landsheere
8. Il sistema di analisi della comunicazione in classe di Lewis, Newell e Withall
9.Il sistema di Bellack
10. Il sistema di analisi dell’insegnamento di B. Joyce
Codificazione e registrazione delle comunicazioni dell’insegnanteCap. VI. - L’osservazione dell’interazione sociale in classe
Lezione e lavoro di gruppoParte terza - L’OSSERVAZIONE NELL’ANALISI E MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI
Il gruppo - classe
L’osservazione della discussione di gruppo
L’analisi delle interazioni di gruppo di R.F. BalesL’osservazione e la registrazione delle interazioni
Esemplificazione sperimentale 1
La revisione di Borgatta
Cap. VII. - Comportamentismo e problemi di osservazione
Definizione accurata dei comportamenti da osservareCap. VIII. - Comportamento ed osservazione a scuola
Durata dell’osservazione
Verifica dell’obiettività dell’osservazione
L’osservazione per campionamento a tempo
L’osservazione dei comportamenti di "vicinanza" e di "interazione"Considerazioni conclusive
L’osservazione del comportamento di un gruppo di adolescenti caratteriali
L’osservazione dei comportamenti degli alunni
L’osservazione del comportamento dell’insegnante
Esemplificazione sperimentale 2L’osservazione del comportamento della classe
I comportamenti orientati al compito
Esemplificazione sperimentale 3Gli effetti del comportamento degli insegnantiL’osservazione dell’interazione scolasticaIl sistema di osservazione di SpauldingL’analisi funzionale di Bijou
I vari temi sono vivacizzati dall’inserimento di una casistica quanto mai ampia e diversificata, che abbraccia episodi tipici della scuola materna, di quella dell’obbligo e della scuola media superiore.
L’insegnante di ogni ordine e grado, l’operatore sociale e le persone interessate ai problemi scolastici troveranno nel volume una serie di indicazioni e di suggerimenti metodologici in grado di fondare su basi scientifiche un nuovo rapporto educativo.
Parte prima - PRINCIPI E METODI
Capitolo 1 - I PRINCIPI DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO
IntroduzioneCapitolo 2 - TECNICHE DI OSSERVAZIONE E MODALITA’ DI VERIFICA DELL’INTERVENTO COMPORTAMENTALE
Che cos’è il modello medico
Aspetti negativi del modello medico
Perché il modello medico tende a sopravvivere
Che cos’è il modello psicologico
Il modello psicologico e la tecnologia del comportamento
Aspetti positivi della tecnologia del comportamento
Il linguaggio quotidiano strumento di non comunicazioneParte seconda - COME INCREMENTARE I COMPORTAMENTI ADEGUATI
Il linguaggio comportamentale come superamento del linguaggio quotidiano
Cosa osservare
L’analisi funzionale del comportamento
Che fare dei dati ottenuti durante la fase di osservazione
Il problema dell’attendibilità dell’osservazione
La definizione degli obiettivi comportamentali
Programmazione e valutazione dell’intervento comportamentale
Capitolo 3 - RINFORZAMENTO, MODELLAGGIO E CONCATENAMENTO
IntroduzioneCapitolo 4 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DI RINFORZAMENTO: I CONTRATTIEDUCATIVI
L’universo dei rinforzatori
Il modellaggio (shaping)
Il concatenamento
Chi condiziona chi
IntroduzioneCapitolo 5 - LA CONTRATTAZIONE DELLE CONTINGENZE DEL GRUPPO E LA "TOKEN ECONOMY"
Le regole della contrattazione delle contingenze
Dalla contrattazione eterodiretta alla contrattazione autodiretta
A proposito di micro- e di macrocontratti
Gli elementi che costituiscono la contrattazione
Che fare quando la contrattazione delle contingenze non sembra funzionare
La contrattazione delle contingenze di gruppoCapitolo 6 - LA MODIFICAZIONE DELL’AMBIENTE
La token economy (economia simbolica)
IntroduzioneCapitolo 7 - IL MODELLAMENTO
Il controllo da parte dello stimolo
La tecnica del fading
Classificazione degli stimoli sulla base delle loro caratteristiche
Ambiente - scuola
IntroduzioneCapitolo 8 - L’AUTOCONTROLLO
Modellamento e socializzazione
Il modellamento nella scuola
I fattori del modellamento
IntroduzioneParte terza - COME DIMINUIRE I COMPORTAMENTI INADEGUATI
L’autocontrollo nella prospettiva comportamentale
Come si attua l’autocontrollo: cenni procedurali
Apprendimento dell’autocontrollo
Capitolo 9 - ESTINZIONE E RINFORZAMENTO DIFFERENZIALE
IntroduzioneCapitolo 10 - LA PUNIZIONE : PERCHE’ NO?
Elementi che ostacolano l’uso dell’estinzione
L’estinzione è veramente efficace?
Il rinforzamento differenziale
IntroduzioneParte quarta - LA GESTIONE DEI PROBLEMI EMOZIONALI NELLA SCUOLA
La punizione e la tecnologia del comportamento
La punizione non è efficace
Effetti collaterali negativi della punizione
Effetti paradossali della punizione
Perché si continua a punire
Alternative alla punizione di tipo a
Capitolo 11 - ANSIE E PAURE NELLA SCUOLA
IntroduzioneCapitolo 12- SCUOLA E HANDICAPPATO
La definizione della paura e dell’ansia secondo la prospettiva comportamentistica
Come si apprendono ansie e paure
Dall’ansia alla fobìa
Come si eliminano ansie e fobie
Alcuni casi tipici di paura e di fobia
IntroduzioneParte quinta - LA MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI COGNITIVI
L’integrazione del bambino handicappato nella scuola "normale"
L’integrazione selvaggia "Italian style"
L’integrazione dell’handicappato: la prospettiva comportamentale
Osservazioni conclusive
Capitolo 13 - LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
IntroduzioneParte sesta - IN CONCLUSIONE
Identificazione e definizione degli obiettivi didattici
L’analisi dei compiti
I test criteriali
Procedure di insegnamento individualizzato
Capitolo 14 - L’INTRODUZIONE DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA
IntroduzioneCapitolo 15 - OBIEZIONI ALL’USO DELLA TECNOLOGIA DEL COMPORTAMENTO NELLA SCUOLA
La formazione delle componenti scolastiche all’uso delle tecniche comportamentali
Funzioni delle componenti scolastiche secondo la tecnologia del comportamento
IntroduzioneGlossario
Obiezioni di natura socio - politica
Obiezioni di natura morale
Obiezioni di natura pedagogica
Obiezioni di natura psicologica
Obiezioni di natura...estetica
Per un uso corretto della tecnologia del comportamento
Il testo si apre su tre campi di osservazione :
i rapporti interpersonali, cioè i processi di socializzazione, riguardo ai quali il testo offre chiare indicazioni per l’uso delle tecniche sociometriche ;
il comportamento della classe, cioè i processi che si instaurano a livello di attività collettiva. In questa sezione vengono proposti come criteri di individuazione quelli che attengono ai comportamenti di collaborazione, di competitività, di individualismo ; il docente troverà anche indicazioni per l’autoanalisi, sia degli alunni sia dell’insegnante.
Introduzione : osservare i propri alunni
Le tecniche di osservazione
Il comportamento individuale dell’alunno
I rapporti interpersonali tra gli alunni : la sociometria
Il comportamento della classe
L’organizzazione della classe e il comportamento dell’insegnante
L’osservazione come strumento di analisi del comportamento
Mazzotta M., Come organizzare la lezione, Giunti & Lisciani, Teramo 1985
Introduzione
Capitolo primo : Obiettivo della ricerca
La difficoltà di conoscere che cosa succede veramente nelle classiCapitolo secondo : Un movimento di ricerca pedagogica contemporanea
Perché bisogna conoscere con esattezza come si insegna ?
La ricerca di Hughes e collaboratoriCapitolo terzo : Condizioni dell’esperienza
Popolazione sperimentaleCapitolo quarto : Metodo d’analisi e codice
Argomenti delle lezioni
Metodo di registrazione
Regole fondamentaliCapitolo quinto : Addestramento degli analizzatori e controllo delle analisi
Tavola sinottica delle funzioni di insegnamento
Indicazioni pratiche per identificare le funzioni e il codice
Messa a punto di un’analisi tipoCapitolo sesto : Risultati generali
Addestramento degli analizzatori
Analisi delle 50 lezioni
Controllo delle analisi
Ripartizione delle funzioni secondo le nove categorieCapitolo ottavo : Il campione rappresentativo minimo
Capitolo settimo : Analisi dei risultati
Profili dell’insegnamento secondo le nove categorie
Studio analitico delle funzioni per l’insieme delle 50 lezioni
Analisi delle variazioni quantitative su ogni categoria di funzioni
Un quarto d’ora è rappresentativo di un’oraConclusione
Cinque minuti sono rappresentativi di un’ora
ALLEGATI
I Allegato : Analisi dei primi cinque minuti di una lezioneBibliografia
II Allegato : Alcune ricerche contemporanee sui processi di insegnamento
2.La lezione
2.1. Educazione al comprendere
Questo primo volume affronta il tema del comportamento comunicativo dell’insegnante, avendo come punti di riferimento sia lo specifico settore di ricerca psicoeducativa sull’interazione verbale nella classe, sia le indicazioni derivanti dai diversi orientamenti della psicologia di base, dal comportamentismo al cognitivismo, alle teorie organismiche della personalità. Vengono trattate, in particolare, modalità comunicative quali l’attività di esporre, chiarire, spiegare e quelle, complementari, del dimostrare attenzione, approvare, accettare, rifiutare, nell’ambito della comunicazione dell’insegnante.
Introduzione
I. La psicologia dell’educazione tra autonomia ed emarginazione
Psicologia dell’educazione e psicologia di baseII. L’analisi dell’interazione verbale nella scuola
Psicologia dell’educazione e pedagogia
Una definizione difficile e controversa
La proposta di D.P. Ausubel
Una discutibile specificità metodologica
Scelte metodologiche e rapporto con la pedagogia
Psicologismo e psicologia dell’educazione
Alcuni obiettivi comuniIII. La comunicazione come rafforzamento
Ned Flanders
Amidon e Hunter
J.B. Hough
Gilbert De Landsheere
Comunicazione verbale e non verbale
Appendice
Un’alternativa alla letteratura della libertàIV. La comunicazione come "feedback "
I rafforzatori
Rafforzatori sociali e informazionali
Attenzione, approvazione e affetto
L’effetto pigmalione e l’attenzione
L’effetto pigmalione capovolto
Rafforzamento negativo e punizione
La comunicazione punitiva
"Feedback" e menteV. La comunicazione come rispecchiamento
"Feedback" e conoscenza dei risultati
"Feedback" intrinseco ed estrinseco
Dall’apprendimento alla comunicazione
La completezza nella comunicazione
"Feedback" come attenzione
"Feedback", correzione e attenzione
L’intervento a specchioVI. Esporre, chiarire, spiegare
Gli scopi comunicativi del rispecchiamento
L’ "implementation "
Kurt Goldstein
Kurt Lewin
Rigidità ed autoritarismo
Aggressività e catarsi
L’approccio percettivo alla comunicazione
Comunicare per conoscere
Una teoria della comprensione verbaleRiferimenti bibliografici
Dal capire all’esporre facendosi capire...
... E allo spiegare come far capire
Spiegare per stimolare e per far partecipare
Indirizzato soprattutto agli studiosi dei processi educativi e a tutti coloro che professionalmente operano con gruppi per finalità formative, il libro presenta una raccolta organica di studi relativi alla funzione dell’interazione sociale nell’educazione cognitiva a scuola.
Vengono esposti e discussi i fondamenti teorici di questa prospettiva, a partire dagli apporti classici della scuola storico - culturale, sino alle più recenti teorizzazioni e ricerche empiriche. Sono analizzate a fondo le modalità di conduzione e di analisi dei processi di interazione tra pari, le caratteristiche del ruolo dell’adulto e le specificità cognitive che le interazioni sociali assumono come gestione e controllo di un apprendimento situato nei vari contesti di conoscenza.
Le ricerche originali riportate sono state condotte in contesti scolastici italiani nell’arco di dieci anni, e mostrano la realizzabilità e la produttività di una impostazione interattiva dell’apprendimento centrata sulla discussione come contesto di sviluppo e di esercizio per l’argomentare e il ragionare in diversi ambiti disciplinari.
Introduzione. La scuola come contesto sociale naturale
Parte prima. La costruzione sociale della conoscenza. Fondamenti teorici
Il contributo della prospettiva vygotskiana alla psicologia dell’istruzione (C. Pontecorvo)Parte seconda. Processi interattivi e ruolo dell’adulto : modalità di analisi e di intervento (C. Pontecorvo)
La prospettiva pedagogica nello studio dei processi sociali a scuola (A.M. Ajello)
Interazione sociale e costruzione della conoscenza : paradigmi a confronto e prospettive di ricerca (C. Pontecorvo)
Discutere, argomentare e pensare a scuola. L’adulto come regolatore dell’apprendimento (C. Pontecorvo)Parte terza. Strategie di pensiero e pratiche di discorso in diversi campi di conoscenza
Dinamiche sociali e cognitive nei gruppi a scuola (C. Zucchermaglio)
La costruzione del discorso nelle discussioni in classe : un’analisi sequenziale (M. Orsolini)
Insegnanti e discussioni : formazione e realizazione sul campo (A.M. Ajello)
Imparare da soli, imparare insieme : rappresentazioni e comportamenti degli insegnanti (M. Formisano)
Le discipline come artefatti culturali e come pratiche di discorso (C. Pontecorvo)
Costruire modelli condivisi su fenomeni naturali (C. Zucchermaglio)
Spiegare i fenomeni storici (H. Girardet)
Il ragionamento informale in economia (A.M. Ajello)
Condividere socialmente la convenzionalità della lingua scritta (C. Zucchermaglio)
Riferimenti bibliografici
2.3 Educazione e linguaggi disciplinari
Questi e altri quesiti vengono discussi nei diversi contributi del volume, nato dai lavori presentati al terzo convegno nazionale del GISCEL (Napoli - Vico Equense, 6-9 novembre 1986) ; il testo, in quanto punto d’incontro e di intersezione pluridisciplinare, si rivolge pertanto sia ai docenti di educazione linguistica (L1 e L2) sia a quelli di discipline scientifiche.
Introduzione (Anna Rosa Guerriero)
Parte II: L’ORA DI ITALIANO E L’ORA DI SCIENZE : LA TRASVERSALITA ‘ DELL’EDUCAZIONE LINGUISTICA
Premessa
Testo scientifico e manuali scolastici (M.A. Cortelazzo)APPENDICE
Leggibilità e comprensione del manuale di scienze (GISCEL Lombardia)
Indagine sull’uso del testo di scienze nella scuola dell’obbligo (M.T. Del Buono)
La comprensione del testo scientifico nella scuola elementare (F. Cicardi)
Il testo scientifico nella scuola media : proposte didattiche (F. Mandelli- L. Rovida)
2.4 Ascoltare e parlare
Dall’esigenza di operare una riflessione sull’orale e di costruire alcune linee di intervento basate su una descrizione rigorosa di queste abilità, è nato il V Convegno Nazionale del GISCEL (Stresa, 25-27 ottobre 1990), in cui sono stati presentati i contributi raccolti in questo volume. A interventi centrati sull’analisi e la descrizione di alcuni aspetti fondamentali della lingua orale seguono i risultati di osservazioni e ricerche condotte sulla lingua che viene usata negli scambi comunicativi che si realizzano in situazioni di tipo scolastico a ogni livello di scolarità e infine vengono riportate alcune esperienze e proposte utili per la costruzione di curricolo per l’orale. Il volume si chiude con una ricca bibliografia ragionata.
Introduzione (L. Brasca e M.L. Zambelli)
Parte I: ANALISI E DESCRIZIONE DEL PARLATO E DELL’ASCOLTO
All’interno di questa cornice il volume sviluppa le più recenti indicazioni della psicopedagogia, della psicolinguistica e della pragmatica in una serie di saggi - esperienze di insegnanti del GISCEL Veneto sui processi del parlare in classe.
Introduzione (L. Corrà e V. Deon)
L’enciclopedia come problema della comunicazione educativa (V. Deon)
Dalla competenza d’uso ad una grammatica del parlato nella scuola elementare (D. Spadotto)
"Parlar bene" a scuola : dal parlare al parlato formale nella scuola media (Altichieri, Bonetti, Iannacci e Ridolfi)
Un curricolo : dall’interrogazione all’esame
Il percorso didattico
Appendice
Interrogare ed interrogarsi : domande e risposte di insegnanti e studenti (M. Capelli e M. Stacul)
L’interrogazione : come si giustifica l’interesse per questo momento della vita scolastica
Come studiano i nostri ragazzi ?
Lo studente è un autodidatta delle interrogazioni ? I suggerimenti degli insegnanti
Le strategie degli studenti
Perché acquisire una competenza interrogativa ?
Domandare e interrogare a scuola
L’uso delle domande nel metodo di studio
L’uso delle domande nella coscienza degli studenti
Finalità esplicite ed implicite nelle domande dell’interrogazione
Due attività su cui riflettere
Ipotesi di classificazione delle domande
Lavorare per la "competenza interrogativa" : una proposta didattica
Appendice
Leggere per parlare
(E. Cazzorla)
Educazione linguistica e letteraria : interrelazioni e specificità. La metacognizione
La prima recensione orale registrata su audiocassetta
La seconda recensione orale registrata su audiocassetta
"Pickwick" ovvero le recensioni televisive
Ascoltare se stessi e ascoltare gli altri
La prova del fuoco
Un questionario per riflettere
Il filo magnetico della memoria
Appendice
L’ora della retorica,
probabilmente (P. Piazza)
Le motivazioni di un’esperienza scolastica
La costruzione del modello
La presentazione del modello
Gli interventi degli alunni
Dall’esposizione all’interrogazione
Conclusione
Appendice
Il dialogo (e il piacere
di comunicare) fra storia, modelli i innovazione (G. F. Colmelet e A. Tobaldin)
Riferimenti bibliografici
2.5 Leggere
Il progetto MT per la promozione delle abilità di comprensione costituisce una proposta organica di lavoro per allievi della scuola dell’obbligo dagli otto ai quattordici anni. In base ad un modello psicologico del processo di comprensione e a un modello di programmazione didattica, le schede di lavoro sono divise per aree e per grado di difficoltà.
Il gruppo MT, composto da ricercatori, psicologi e docenti di vari ordini di scuola, lavora dal 1976, sotto la guida del pro. Cesare Cornoldi, attualmente direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova, per la preparazione di materiali in grado di promuovere gli apprendimenti scolastici.
Introduzione
Tab.
1 - Aree della "Guida alla comprensione del testo"
|
IL
|
Inserire
il significato delle parole in base al contesto (inferenza lessicale)
|
|
IS
|
Trarre
inferenze semantiche
|
|
SS
|
Seguire
la struttura sintattica del periodo
|
|
CI
- SI
|
Correggere
le incongruenze e sospendere le ipotesi, utilizzando informazioni successive
per la comprensione
|
|
SL
|
Cogliere
il significato letterale della frase e saperla tradurre in parafrasi
|
|
MA-RP
|
Modificare
l’approccio al testo in rapporto a scopi e consegne diverse e, in particolare,
saper ricercare particolari di cui si ha bisogno
|
|
PLT
|
Individuare
personaggi, luoghi e tempi
|
|
ARE-SC
|
Individuare
azioni, risposte interne, eventi e seguire la sequenza dei fatti
|
|
EP
|
Cogliere
gli elementi importanti e arrivare all’idea centrale (elementi principali)
|
|
ST
|
Cogliere
la struttura del testo
|
Processi cognitivi implicati nella comprensione di un testo scritto
- L’approccio cognitivista
- Un brano non è una somma di frasi
- Schema totale
- Difficoltà del testo e difficoltà del lettore
Per quanto facile possa essere il testo, sarà il lettore ad intervenire nel processo di comprensione con tutte le variabili a lui inerenti. Queste riguardano innanzitutto :
a) le conoscenze preesistenti
b) l’atteggiamento più o meno passivo di fronte al testo
c) il corretto funzionamento del sistema di elaborazione nel suo complesso
d) la metacognizione
- Attribuzione di significato differita o integrazione immediata ?
- Quando non si capisce quello che si legge : identificazione e correzione dei bambini con difficoltà di comprensione
- Il progetto MT per la promozione delle abilità di comprensione
|
1A
|
Competenza
lessicale
|
|
2A
|
Inferenza
circa il significato delle parole in rapporto al contesto
|
|
3A
|
Trarre
inferenze semantiche
|
|
4A
|
Seguire
la struttura sintattica del periodo
|
|
5A
|
Correggere
le incongruenze
|
|
6A
|
Dato
un passaggio non chiaro sospendere le ipotesi, le interpretazioni e utilizzare
le informazioni successive per chiarirlo
|
|
7A
|
Cogliere
il significato letterale della frase e saperla tradurre in parafrasi
|
|
8A
|
Modificare
l’approccio al testo in rapporto a scopi e consegne diversi
|
|
9A
|
Ricercare
particolari di cui si ha bisogno
|
|
10A
|
Individuare
personaggi, luoghi e tempi
|
|
11A
|
Individuare
azioni, eventi e risposte interne
|
|
12A
|
Seguire
la sequenza dei fatti
|
|
13A
|
Cogliere
gli elementi importanti, trascurando le informazioni di dettaglio e ripetute
|
|
14A
|
Collegare
le idee
|
|
15A
|
Cogliere
l’idea centrale
|
|
1B
|
Utilizzare
elementi associati al testo
|
|
2B
|
Identificare
il genere
|
|
3B
|
Cogliere
la struttura del brano
|
|
4B
|
Identificare
gli scopi
|
Una successiva elaborazione da parte del gruppo MT ha consentito di accorpare alcune aree affini limitando il lavoro operativo a 10 obiettivi fondamentali anziché i 19 prospettati in precedenze (vedi tabella 1).
Bibliografia
Alcune proposte operative semplici per la promozione delle abilità di comprensione : le schede di avvio alla comprensione
Presentazione delle schede
Inferire il significato delle parole in rapporto al contesto (C. Cornoldi, R. De Beni e A. Rolin)3. L’interrogazione
Trarre inferenze semantiche
Seguire la struttura sintattica del periodo
Correggere le incongruenze e sospendere le ipotesi, utilizzando informazioni successive per la comprensione
Cogliere il significato letterale della frase e saperla tradurre in parafrasi
Modificare l’approccio al testo in rapporto a scopi e consegne diverse e, in particolare, saper ricercare particolari di cui si ha bisogno
Individuazione di personaggi, luoghi e tempi
Azioni e fatti : individuare e seguire sequenze
Cogliere gli elementi importanti del testo e arrivare all’idea centrale
Cogliere la struttura del testo
Sperimentazioni con materiali del progetto "Guida alla comprensione del testo" e risultati
Calò R.-Ferreri S.(a cura di), Il testo fa scuola. Libri di testo, linguaggi ed educazione linguistica, Quaderni del Giscel, La Nuova Italia, Firenze 1997
3.1. Il lavoro di gruppo
Presentazione all’edizione italiana (M. Cornoglio).
Nelle classi il clima di
lavoro è spesso competitivo, con alunni che vogliono dimostrare
di essere i migliori o al contrario scoraggiati dal confronto con i compagni.
Il volume fornisce una guida pratica per modificare questo stato di cose
mediante il metodo dell’apprendimento cooperativo (Cooperative Learning).
L’apprendimento cooperativo
assicura importanti risultati scolastici e interpersonali: aiuta a migliorare
il livello di preparazione e competenza di tutti gli studenti, li aiuta
a stabilire relazioni positive e fornire loro le esperienze interpersonali
di cui hanno bisogno per un sano sviluppo cognitivo, psicologico e sociale.
L’assunto del libro è
che l’insegnante possa incorporare questo metodo nel consueto lavoro in
classe: contiene perciò numerose proposte di attività, sia
didattiche sia di gioco, volte a favorire la coesione e il buon funzionamento
dei gruppi di alunni. Fornisce inoltre suggerimenti per risolvere le difficoltà
più comuni che gli studenti o l’insegnante possono incontrare nell’applicazione
del metodo cooperativo.
Presentazione
L’apprendimento cooperativo
rispetto ad altri tipi di insegnamento.
Il metodo di gruppo cooperativo
viene anche indicato come uno dei metodi "a mediazione sociale", contrapposto
ad altri "mediazione dell’insegnante".
Nella modalità
di insegnamento "con mediazione dell’insegnante", questi è la principale
fonte della conoscenza e del sapere, stabilisce e valuta che cosa deve
essere conosciuto, fissa il ritmo dell’apprendimento, suscita la motivazione
o la recupera, facilita e individualizza l’apprendimento.
Nella modalità
"con mediazione sociale" le risorse e l’origine dell’apprendimento sono
soprattutto gli allievi. Gli studenti si aiutano reciprocamente e sono
corresponsabili del loro apprendimento. L’insegnante è soprattutto
un facilitatore e un organizzatore dell’attività di apprendimento.
L’apprendimento cooperativo
deve essere distinto anche da altre due modalità a mediazione sociale:
l’insegnamento reciproco (peer tutoring) e la collaborazione tra pari (peer
collaboration).
Le diverse modalità
di apprendimento cooperativo.
Nel gruppo cooperativo
il principio di interdipendenza e altre variabili particolarmente significative
nell’apprendimento sono state diversamente interpretate, tanto che si sono
sviluppate diverse correnti o modalità di Cooperative Learning:
Learning Together, Student
Team Learning, Group Investigation, Structural Approach, Complex instruction
e Collaborative Approach.
Lo Student Team Learning
di R. Slavin (che oggi si propone anche come success of all) si caratterizza
soprattutto per l’attenzione rivolta alla motivazione estrinseca. Il ruolo
dell’insegnante è quello di organizzare i gruppi secondo principi
corretti di eterogeneità, di presentare ricompense stimolanti, di
stilare e di promulgare le classifiche di gruppo.
Le modalità Learning
Together di J. Johnson.
Si fonda su cinque elementi essenziali:
L’interdipendenza positiva
L’interazione diretta costruttiva
Le abilità sociali
La responsabilità individuale
La valutazione del lavoro di gruppo
L’efficacia del metodo di apprendimento cooperativo.
Si può affermare
con un buon margine di sicurezza che questa modalità (Learning Together)
sia più efficace di altre, soprattutto per quanto riguarda i risultati
scolastici, l’autostima, la motivazione e il recupero degli alunni più
deboli.
Vengono proposte varie attività di gruppo e di coppia in inglese, francese e tedesco per i diversi livelli di conoscenza delle lingue. Ciascuna attività prevede l’integrazione di almeno tre abilità linguistiche e si propone come obiettivo l’acquisizione, oltre che di buone competenze nella lingua straniera, di abilità "sociali" e strategie conversazionali utili alla efficace collaborazione in un gruppo di lavoro.
Introduzione
Breve storia dell’apprendimento in cooperazione
Il lavoro di gruppo
Apprendimento in cooperazione
Formazione dei gruppi
Abilità e ruoli sociali
Come attribuire i ruoli sociali
Auot-osservazione del lavoro di gruppo
Il ruolo dell’insegnante
Efficacia dell’apprendimento in cooperazione
Organizzazione del materiale
Non c’è rosa senza spine
Bibliografia
ATTIVITA’
Guida ragionata alle attività
Attività "ad incastro"
Attività di cooperazione semplice
APPENDICI
Appendice A
Appendice B. schede di valutazione
Appendice C. soluzioni
3. 2. La consultazione
e gli appunti
Come prendere appunti
partendo da una situazione orale. Generalità.
Prendere appunti durante
le lezioni, le conferenze, le relazioni
Prendere appunti durante
un colloquio
Prendere appunti durante
una riunione
Prendere appunti per preparare
un intervento orale
Prendere appunti da testi
scritti
Prendere appunti per creare
Prendere appunti per organizzarsi
Conclusione
Le
forme sbagliate del prendere appunti
Strategie
del prendere appunti
Bibliografia
5. I compiti
a casa
5.1 S.J. Salenb, J. Schliff,
"Il compito a casa: come educare ad affrontarlo?", Psicologia e Scuola,
n° 52, dicembre-gennaio 1990-1991.
5.2 S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte I: le domande di conoscenza e di comprensione",
Psicologia e Scuola, n° 77, dicembre-gennaio 1995-1996.
5.3 S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte II: le domande di applicazione, analisi
e sintesi", Psicologia e Scuola, n° 78, febbraio-marzo 1996.
5.4 S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte III: dalla classificazione alla costruzione
delle domande", Psicologia e Scuola, n° 79, aprile-maggio 1996.
5.5 S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte IV: alcuni suggerimenti utili", Psicologia
e Scuola, n° 80, giugno-luglio 1996.
5.6 P. Meazzini, "Il dirigente
scolastico", Psicologia e Scuola, n° 55, giugno-luglio 1991.
[1] S.J. Salenb, J. Schliff,
"Il compito a casa: come educare ad affrontarlo?"
Indicazioni pratiche per
promuovere in classe abilità valide per svolgere i compiti a casa.
Scopo: fornire agli insegnanti
criteri di riferimento per l’assegnazione dei compiti a casa
La quantità di
compiti da assegnare
Il contenuto dei compiti
Selezione del tipo di
compiti per casa
La spiegazione dei compiti
Aiutare gli allievi ad
eseguire i compiti per casa
Motivare gli allievi a
completare i compiti
La valutazione dei compiti
Il coinvolgimento dei
genitori nei compiti
[2] S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte I: le domande di conoscenza e di comprensione"
Obiettivo 1: Classificare
le domande della lezione in conformità alla tassonomia degli obiettivi
educativi (area cognitiva) di Bloom
Obiettivo 2: Costruire
le domande della lezione su tutti i sei livelli della tassonomia di Bloom
Obiettivo 3: Descrivere
ulteriori strategie d’insegnamento per incrementare la qualità e
quantità delle risposte dello studente
Obiettivo 1: Livello 1
Conoscenza - Prova di padronanza 1
Livello 2 Comprensione
- Prova di padronanza 2
[3] S. De Paoli, "Come formulare e porre le domande. Parte II: le domande di applicazione, analisi e sintesi".
Obiettivo 1: Livello 3
Applicazione - Prova di padronanza 1
Livello 4 Analisi - Prova
di padronanza 2
Livello 5 Sintesi - Prova
di padronanza 3
[4] S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte III: dalla classificazione alla costruzione
delle domande"
domanda 1: Prova di padronanza
2: test di padronanza delle domande
domanda 2: Prova di padronanza
3: costruire le domande della lezione su tutti e sei i livelli della tassonomia
di Bloom.
[5] S. De Paoli, "Come
formulare e porre le domande. Parte IV: alcuni suggerimenti utili"
Obiettivo 3: Attività
di apprendimento 3
Tempo di attesa
Rinforzamento
Domande sondaggio
Equità nell’interazione
Prova di padronanza 1.
Domanda 3: Descrivere
ulteriori strategie d’insegnamento per incrementare qualità e quantità
delle risposte dello studente.
[6] P. Meazzini, "Il dirigente
scolastico"
Rappresentazione grafica
delle abilità riguardanti il manager scolastico. (diagramma)
Un bravo manager scolastico è in grado di:
affrontare i problemi ed assumere decisioni adeguate
motivare i suoi collaboratori
delegare compiti e responsabilità
diagnosticare situazioni complesse
negoziare e gestire i conflitti
conoscere il proprio mestiere
comunicare chiaramente, usando tutte le possibili modalità
programmare e programmarsi
comandare e farsi ubbidire
lavorare in gruppo
cambiare i propri atteggiamenti quando ciò sia richiesto dalle situazioni
lavorare con assiduità, fornendo un modello efficace
1 Testi di carattere generale
2.1 Testi con "programmi metacognitivi"
rendere consapevoli
delle caratteristiche dei diversi testi
Introduzione:
a) credenze e stereotipi
relativi alla matematica.
b) la conoscenza metacognitiva
sulla matematica nel bambino.
c) processi metacognitivi
di controllo nel problem solving.
d) la valutazione del
livello di soluzione.
e) programmi metacognitivi
per il miglioramento delle abilità matematiche.
f) bibliografia
g) aree didattiche (10).
Come studiare il testo di storia?Sono presenti nel volume i vari aspetti (cognitivi, metacognitivi e motivazionali) implicati nell’apprendimento di abilità di studio, illustrati nell’introduzione teorico-didattica che precede i materiali operativi per gli alunni.
La comprensione del testo.
Il ricordo del testo.
Principi-guida nello studio della storia.
Strategie per comprendere.
Strategie per ricordare.
Caratteristiche dello studente.
Analisi del programma (le 6 unità di studio).
Riferimenti bibliografici.
De Beni R. et al., Imparare a studiare la geografia. Abilità metacognitive per comprendere e ricordare, Erickson, Trento 1995
Saper studiare il testo di geografia.
La comprensione e il ricordo del testo.
Principi guida nello studio della geografia.
Strategie per comprendere.
Strategie per ricordare.
Caratteristiche dello studente.
Analisi descrittiva del programma (le 7 unità di studio).
Bibliografia.
2.2. Testi con
programmi di abilità di studio
lode dell’imparareOgni parte è articolata in capitoli costituiti da unità didattiche, utilizzabili sia sistematicamente che episodicamente. Risultano chiari gli obiettivi, le idee chiave, le attività e gli strumenti di ogni capitolo. Il linguaggio è semplice. Inoltre il testo è alleggerito da giochi, test e quiz facilmente comprensibili.
le basi dello studio
operazioni per ben studiare
abilità e strumenti
stile studente
Ascoltare, seguire le istruzioni e prendere appuntiIl testo fornisce esercizi e attività mirate allo sviluppo di abilità di studio e strategie di apprendimento, a partire da capacità relative al saper tenere un diario sino alle capacità che implicano strumenti intellettuali ed operazioni cognitive complesse.
Organizzarsi
Usare i libri di testo
Usare i sussidi
Fare i compiti scritti
Fare le ricerche
Affrontare le verificheMariani L., Strategie per imparare, Zanichelli, Bologna 1990
Il problema fondamentale messo a fuoco è quello del reperimento, dell’uso e della conservazione/memorizzazione delle informazioni, affrontando l’area della lettura-studio e del rielaborare/sintetizzare prendendo appunti e dell’interpretare e produrre materiali non verbali (schemi, tabelle...).
Il testo, corredato da una guida per l’insegnante, permette di disporre di esercizi graduati utilizzabili dal docente in base alle diverse esigenze. Ordine di scuola ottimale : biennio scuola superiore.
Capitolo
1 - Strategie di base per una lettura più efficace
Capitolo 2 - La struttura
di un libro di testo
Capitolo 3 - Strategie
di lettura per lo studio : orientarsi nel testo
Capitolo 4 - Strategie
di lettura per lo studio : rielaborare e rivedere
Capitolo 5 - Tecniche
e strumenti per prendere appunti
Capitolo 6 - Lettura
e costruzione di tabelle, grafici e diagrammi
Capitolo 7 - Strategie
di documentazione e di consultazione
Capitolo 8 - Strategie
per l’uso di dizionari
Soluzioni e Commenti
1. Cause del non apprendimento
I processi cognitivi sono da sempre avvolti da un velo di mistero. Almeno per quanto riguarda l’apprendimento, ci si riferisce invece a realtà che ogni insegnante conosce bene : ogni loro disfunzionamento produce problemi tipici e immediatamente evidenti. Una difficoltà nei processi attentivi, cioè un deficit di filtro, selezione e amplificazione degli stimoli in entrata, può produrre, ad esempio, iperattività. Per quanto riguarda i processi percettivi, è noto che alcune forme di disturbo della lettura possono derivare da problemi di percezione visiva.
Altri disturbi di apprendimento derivano invece da deficit di memoria (come ad esempio nella difficoltà di fondere assieme fonemi e sillabe nella lettura di una parola) oppure, ad un livello superiore, da deficit nelle abilità di pensiero, cioè da carenze nei processi di formazione dei concetti e di problem solving,
Prefazione
I processi cognitivi :
aspetti generali
Processi attentivi
La percezione
Processi di memoria
Pensiero e linguaggio
Bibliografia
Il libro - rivolto primariamente agli insegnanti che seguono i nuovi Corsi biennali di specializzazione - illustra i differenti possibili rapporti scuola - portatore di handicap, che sono aspetti del più generale rapporto scuola - società, nella prospettiva della conquista dell’uguaglianza per tutti.
Vengono approfonditi il ruolo dell’insegnante di sostegno e la percezione che di lui hanno genitori e colleghi ; si continua poi con l’individuazione dei diversi modi di essere "sostegno", che vanno dal docente "rifiutante" al docente "scientifico" e alla "maestra chioccia", per arrivare alla definizione di un insegnante competente, in grado di lavorare in rete e farsi valere nel lavoro in team.
Oltrechè il "sapere", le indicazioni proposte riguardano anche il "saper essere" e il "saper fare" dell’insegnante di sostegno (secondo i programmi dei nuovi corsi ex DPR 970/75) ; in queste pagine le conoscenze vengono diluite, dolcemente, nel corso della trattazione, quasi come in un piacevole racconto.
Prefazione
Presentazione
Qualche domanda sull’integrazione
scolastica avanzata
Costruire una rete di
risorse di sostegno per l’integrazione scolastica
Le attività dell’insegnante
di sostegno
Facilitare i rapporti
di amicizia e di aiuto reciproco tra compagni
Climi di lavoro non competitivi
: i gruppi di apprendimento cooperativo
Gli alunni come insegnanti
per altri alunni : il tutoring
Strategie per il lavoro
di equipe nella programmazione e nel sostegno
La collaborazione professionale
tra gli insegnanti
L’insegnamento cooperativo
: il team teaching
Il gruppo classe nella
gestione dei comportamenti problema
Il personale direttivo
come risorsa per il sostegno e l’integrazione
Il supporto delle famiglie
all’integrazione scolastica
Il ruolo della comunità
locale e del volontariato
Qualche passo da fare
subito verso l’integrazione scolastica avanzata
2. La motivazione
La trattazione mira essenzialmente alle deduzioni pratiche, confortate da numerosi esempi. Ma gli esempi non si offrono più che come modelli da imitare, quali supporti destinati a facilitare la comprensione dei principi generali. L’Autore mira più a stimolare la creatività dell’insegnante che a donargli la fallace sicurezza del modello precostituito.
Il testo è esso stesso esemplare quale guida didattica e stimolo all’interesse, dotato com’è di utili sussidi, che ne corredano l’esposizione (glossario, studi casistici, bibliografia ragionata, grafici).
AVVERTENZE PRELIMINARI
Questo libro si propone di raggiungere i seguenti scopi :
In questo libro si tratta
anzitutto dell’apprendimento dei motivi e solo in seconda istanza
si parla del motivare all’apprendimento. Vale a dire : lo
scolaro imparerà quali sono i motivi importanti nell’insegnamento
(ad es. "volersi aiutare a vicenda") ; d’altronde, i motivi validi e desiderabili
(ad es. "volersi aiutare a vicenda") dovrebbero essere anche dei moventi
per l’apprendimento nella scuola. I due aspetti non sono separati tra loro,
vanno però visti in un ordine gerarchico. In questa esposizione
sono prioritarie le mete motivazionali dell’apprendimento e dell’insegnamento
e sono invece secondari gli effetti che ne scaturiscono per la motivazione
all’apprendimento degli scolari.
INTRODUZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA (Giuseppe Mininni)IntroduzioneLa prospettiva caratteristica dell’indagine condotta in questo libro si configura sulla traccia di una mediazione tra due approcci diversi. Si tratta infatti di capire quali siano e come funzionino i motivi dell’apprendimento e, al tempo stesso, di mostrare quali siano le vie da percorrere per un fecondo apprendimento dei motivi.
L’Autore non si prefigge semplicemente di descrivere e magari di spiegare la condizione psicologica della motivazione, bensì di esaminare l’innescarsi di meccanismi particolari di motivazione così come vengono a configurarsi nella concretezza delle situazioni scolastiche. Meister assume come dato di fondo che i fatti di motivazione non concernano soltanto il comportamento osservabile dell’uomo, bensì anche il suo vissuto e la sua esperienza interiore, che risultano accessibili unicamente tramite l’autosservazione e l’interpretazione congetturale. Il secondo dato di partenza è costituito dalla scelta di privilegiare, nell’esame dei processi motivazionali, le ipotesi che esaltano gli aspetti cognitivi e quelli affettivi.
Dopo aver accennato alle ragioni che rendono ormai poco plausibile la solita opposizione tra "estrinseco" e "intrinseco", riferita ai motivi di una persona, e dopo essersi alquanto soffermato sulle varie formulazioni della motivazione all’apprendimento, Meister elenca tredici diversi tipi di motivi dell’apprendimento scolastico, che suddivide in tre grandi sezioni :
Motivi su cui si è concordi nel ritenere necessaria la promozione.A Meister non sfugge che i motivi dell’apprendimento scolastico possono essere valutati in maniera diversa in base a differenti criteri pedagogici, ideologici e di teoria della personalità ; la sua scelta di considerare prioritari e particolarmente degni di essere incentivati i motivi sociali, i motivi del sé e i motivi di curiosità corrisponde alla sua volontà di criticare la tendenza dominante di ritenere, più o meno nascostamente, prevalenti i motivi di rendimento.Motivi su cui regna il disaccordo circa l’opportunità che meritino o meno di essere favoriti.
Motivi da rimuovere assolutamente.
La parte centrale dello studio di Meister è occupata dalla descrizione dettagliata e precisa delle tredici categorie dimotivi da lui precedentemente elencate. Tale descrizione, però, non è fine a sé stante, bensì è finalizzata all’indagine sullo sviluppo dei motivi.
Per sviluppare un dato motivo, che si ritiene particolarmente utile promuovere in riferimento ai soggetti individualizzati dell’apprendimento scolastico, si possono prendere dei provvedimenti facendo leva su ognuna o su tutte insieme le seguenti condizioni promozionali :
I presupposti costituiti dalla maturità di funzione sul piano fisiologico - affettivo, motorio e cognitivo.Ognuna di queste condizioni costituisce un approccio diverso per sviluppare negli scolari quei motivi (sociali, del sé, di curiosità ecc.) che sono ritenuti particolarmente efficaci per favorire l’apprendimento.
La sollecitazione di motivi precursori, cioè quegli impulsi che si presume facciano scattare i motivi desiderati.
Le conseguenze di determinate azioni sperimentate dall’individuo (ciò che costituisce l’apprendimento rinforzato).
Il clima generale che può contrassegnare le varie interazioni e che produce uno stile educativo adeguato.
La condotta del modello proposto all’osservazione e il tipo di ripercussioni che tali immagini ideali comportano nell’agire degli alunni.
La retroazione degli effetti sui meccanismi attivati dalle cause.
La soluzione dei problemi come esempio di attivazione cognitiva dei sistemi di coordinate rappresentate dai motivi.
L’esperienza del vissuto motivazionale.
Le condizioni materiali e culturali dell’ambiente, cioè i fattori socioeconomici e socioculturali.Per fare dei suoi scolari delle persone che siano motivate, consapevolmente e gioiosamente, all’apprendimento, all’insegnante converrà che si preoccupi di stimolare, più che l’apprendimento in sé, i motivi che spingono all’apprendimento, cominciando magari dal rimuoverne i contromotivi.
STIMOLAZIONI
Situazioni
Citazioni
" Così, quelli che avevano iniziato la scuola come alunni vivaci, attivi e capaci di entusiasmo, sono diventati poi, al momento di lasciare la scuola, annoiati, apatici e passivi. La pressione del profitto, che subentra come contrappeso all’affievolirsi della motivazione, non fa altro che provocare, accanto a conseguenze su cui sarà bene discutere ancora,, un’ulteriore distruzione della motivazione all’apprendimento.Una caratteristica peculiare dell’uomo è la sua immensa capacità di apprendimento. L’istituzione, che dovrebbe sviluppare in modo ottimale questa capacità e nella quale dovrebbero essere trasmesse le cognizioni e le abilità fondamentali per la vita successiva, organizza i processi di apprendimento in modo tale da distruggere il suo presupposto di fondo - la motivazione" (SCHLEE, 1976, p. 245).
Mete dell’insegnamento e mete dell’apprendimentoSUSSIDI
Sussidi per la lettura e per l’assimilazioneSpiegazione del lessicoRaccomandazioni di letture da fare
Cenni per l’inquadramento del contenutoMATERIALI
Il terzo capitolo contiene dei materiali per introdursi nella psicologia della motivazione da un punto di vista pedagogico.
3.1 Motivi e motivazione ; "motivazione all’apprendimento"3.1.3 Motivi3.2 Motivi dell’apprendimento scolastico
3.1.7 Motivazione
3.1.8 "Motivazione all’apprendimento" ?
3.1.9 La motivazione all’apprendimento secondo Rosenfeld
3.1.10 Motivazione all’apprendimento secondo HeckhausenMOTIVI DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO
Motivi da promuovere in maniera particolare, perché corrispondono agli obiettivi centrali dello sviluppo della personalità e trovano nella scuola una scarsa considerazione :
Motivi sociali (cfr. 3.2.1)
Motivi del sé (cfr. 3.2.2)
Motivi oggettuali (cfr. 3.2.3)
Motivi di curiosità (cfr. 3.2.4)Motivi su cui regna ancora il disaccordo circa l’opportunità che meritino o meno di essere favoriti, in quanto risultano parzialmente in contrasto con le mete dello sviluppo della personalità, ma d’altra parte sono già abbastanza saldamente ancorati nell’istituzione scolastica :
Motivi di apprendimento (cfr. 3.2.5)
Motivi di rendimento (cfr. 3.2.6.1)
Motivi di identificazione (cfr. 3.2.6.2)
Motivi di approvazione (cfr. 3.2.6.3)
Motivi di valore (cfr. 3.2.6.4)Motivi da non promuovere assolutamente, perché contraddicono gli obiettivi educativi ed hanno purtroppo guadagnato nelle nostre scuole un’importanza troppo grande (per la motivazione dell’apprendimento) :
Motivi di potere (cfr. 3.2.6.5)
Motivi di aggressione (cfr. 3.2.6.6)
Motivi di elusione della punizione (cfr. 3.2.6.7)
Motivi di fuga (cfr. 3.2.6.8)
Reputo l’ordine nella successione dei motivi, da 1. Motivi sociali fino a 13. Motivi di fuga, come un ordine gerarchico, ricavato in base ad analisi personali e a decisioni di valore.3.3 Lo sviluppo dei motivi
Condizioni della genesi del motivo e possibilità di una promozione a lungo termine dello sviluppo del motivoAPPENDICEUn modello della sequenza motivazione - azionePossibilità di un’attivazione e di una promozione situazionali della motivazione all’apprendimento scolasticoQUESTIONI
Questioni aperte e critica
Esercizi per l’autocontrollo (con indicazioni di riscontro)
Caratterizzazione di varie teorie della motivazione
Proposte di lezione (n.4 esempi)
Riferimenti Bibliografici
Polito M., Guida allo studio : la Motivazione. Come coltivare la voglia di apprendere per salvare la scuola, Muzzio Editore, Padova 1997
Spesso la scuola impone contenuti e didattiche che spingono lo studente alla passività, acquiescenza e disinteresse. Invece di essere il territorio privilegiato della "formazione" della mente e della personalità, la scuola è diventata il luogo dell’introiezione massiccia di materie e informazioni, da ingoiare senza rielaborazione.
La motivazione scolastica è circolare : gli insegnanti possono motivare gli studenti, ma anche gli studenti possono motivare gli insegnanti. Il clima culturale emotivo della classe è determinato dall’incontro e dal dialogo tra insegnanti e studenti. Prendersi cura della motivazione degli studenti e degli insegnanti significa far rifiorire la scuola come luogo di crescita, di incontro e di autorealizzazione.
1. La convinzione di incapacità e sensazione di impotenza come negazione della tendenza verso
1. La sensazione di competenza
come sostegno della motivazione
2. Escogitare sensazioni
di apprendimento orientate alla competenza
3. Incoraggiare a studiare
per la sensazione di competenza e non per il voto
4. Dosare l’aiuto per
insegnare ad essere autonomi
Stimolare l’automonitoraggio per percepire meglio la sensazione di competenza
Sostenere ogni studente nella sua tendenza verso l’autorealizzazione
Avvicinamento alla meta e sensazione di competenza
Facilitare la consapevolezza del proprio funzionamento mentale
Evocare le risorese e la fiducia in se stessi
La lode focalizzata sulla competenza
Le aspettative degli
insegnanti :
evitare aspettative troppo
alte
differenza di aspettative
verso maschi e femmine
pregiudizi sull’intelligenza
e aspettative negativeGenerare alternative ottimistiche
valorizzare l’esperienza di apprendimento di ogni studente
9. Insegnamento creativo1. Creatività nell’insegnamento
2. Prendersi cura del processo di apprendimento
Consapevolezza della prospettiva educativa del proprio stile didattico
Fornire strategie di apprendimento per "imparare ad imparare"
Educazione alla complessità
Studiare non per la scuola ma per la vita
La cultura come processo di chiarificazione dell’esperienza
Novità e creatività
"La valigetta delle sorprese"
Apprendimento per scoperta
L’errore come risorsa conoscitiva
Didattica del problem solving10. Comunicare in classe
1. Saper comunicare per saper motivare
2. Manifestare e dare fiducia
Frasi che fanno fiorire la motivazione
Frasi che distruggono la motivazione
Prefazione
Motivazione e volontà
L’integrazione dei processi motivazionali e cognitivi, all’interno di uno stesso funzionamento comportamentale, riveste la motivazione umana di parecchie caratteristiche importanti, spesso dimenticate. L’autore concentra l’attenzione soprattutto sui processi attraverso i quali i bisogni si sviluppano e si concretizzano in progetti d’azione o in progettazioni. La personalizzazione dei motivi ne è l’effetto diretto, personalizzazione che, a sua volta, è alla base dell’autoregolazione e dell’autovalutazione dell’azione.
Prefazione
Funzionamento e sviluppo
della motivazione umana
3. Le attribuzioni causali
3.1 "Locus of control" e stile di attribuzione
Cap. 5 - Processi metacognitivi
e autoregolazione dell’apprendimento: le teorie cognitivo-sociali (D. Ianes)
Cap. 8 - Modificazione
dello stile di attribuzione e insegnamento di strategie (J.G. Borkowski,
R.S. Weyhing. L.A. Turner)
Cap. 9 - Percezione di
autoefficacia nell’apprendimento e deficit cognitivi (D.M. Schunk)
Perché i progressi
nell’apprendimento sono così pesantemente condizionati da fattori
psicologici, quali ad esempio aspettative, stili di pensiero, tratti di
personalità, reazioni emotive, che talvolta possono essere molto
più forti delle stimolazioni programmate fornite dall’esterno?
Capitolo 53.2 Senso di autoefficaciaZimmerman (1989) afferma che un alunno raggiunge un buon livello di autoregolazione quando diventa un attivo protagonista del suo processo di apprendimento, qualunque ne sia il contenuto, e questa "attività" venga espressa a tre livelli: metacognitivo, motivazionale e comportamentale. L’alunno sarà allora in grado di dirigere da se stesso i suoi sforzi, senza dipendere da altri, di usare strategie e piani di azione, generali e specifici, sulle basi di una serie positiva di vissuti di competenza ed autoefficacia e di un buon livello di motivazione intrinseca e di impegno al compito.
Il modello triadico dell’autoregolazione
Bandura (1977-1986) propone un modello teorico in cui vi sono tre elementi che determinano l’apprendimento autoregolato: il fattore personale, quello ambientale e quello comportamentale.
Alcune strategie per autoregolare i processi di apprendimento (Zimmerman):Capitolo 8
Comprensione del compito e definizione di obiettivi riferiti alla specificità delle richieste;
Pianificazione della strategia di approccio;
Utilizzo della strategia di approccio;
Controllo dell’andamento del processo;
Valutazione dell’esito della strategia;
Decisione sul prosieguo della strategia;
Autorinforzamento per il successo;
Controllo delle percezioni/cognizioni/emozioni (fattori personali psicologici).Molti problemi di apprendimento degli alunni con un ritardo mentale o disabilità di apprendimento sono stati attribuiti ad un loro fallimento nell’acquisire strategie di apprendimento e nell’utilizzarle su larga scala in una varietà di situazioni.
Partendo da questo punto di vista, viene ormai messo adeguatamente in rilievo il ruolo delle azioni intenzionali (le cosiddette "strategie") nella comprensione dei processi di apprendimento degli studenti con ritardo mentale e disabilità di apprendimento nonché nel programmare itinerari mirati ad aumentare i loro progressi educativi.
Differenze individuali nell’uso di strategie cognitive
Un modello integrato sull’uso delle strategie cognitive
Convinzioni attribuzionali e prestazione nel compito
Uso di strategie ed autoattribuzioniCapitolo 9
Le ricerche psicopedagogiche più recenti hanno dimostrato che l’apprendimento è un processo molto complesso, su cui influiscono variabili sia sociali sia relative alla qualità dell’istruzione ed alle caratteristiche psicologiche e personali dell’alunno. Il programma di ricerca di Schunk si è focalizzato su due questioni strettamente connesse.
La prima questione riguarda il modo in cui fattori interpersonali e istituzionali, insieme ai contesti di apprendimento, influenzano il modo in cui l’alunno "guarda a se stesso" (autopercezione), l’apprendimento e la motivazione. La dimensione principale di autopercezione che l’autore ha studiato è la percezione di autoefficacia, e cioè le convinzioni personali sulle proprie capacità di organizzare e implementare le strategie necessarie a raggiungere il livello desiderato per quanto riguarda l’efficace esecuzione del compito (Bandura, 1982).
La seconda questione cerca di determinare se e come l’autoefficacia può essere considerata un predittore attendibile del successo nell’apprendimento. Il fulcro concettuale di questo lavoro deriva dalla teoria cognitiva dell’apprendimento sociale formulata da Bandura (1986).
Senso di efficacia e apprendimento di abilità cognitive.
Utilità predittiva del senso di autoefficacia.
Implicazioni educative
Marini F., Successo e insuccesso nello studio, Franco Angeli, Milano 1990
Prefazione
Il volume è organizzato
attorno a un concetto essenziale, e cioè che le convinzioni sulla
propria efficacia personale rispetto all’affrontare con successo le richieste
della vita influenzano in modo significativo il benessere psicologico,
la realizzazione personale e la direzione che prende la propria vita.
Capitolo 1
La natura e la funzione delle convinzioni di autoefficacia.
I processi attivati dal senso di autoefficacia:
processi cognitivi;
processi motivazionali;
processi affettivi;
processi di scelta.
L’autoefficacia nella famiglia.
L’autoefficacia nel sistema educativo.
L’autoefficacia nel mondo del lavoro.L’autoefficacia come fattore di promozione della salute.Capitolo 6
Zimmerman analizza il processo attraverso cui le convinzioni dei bambini circa le proprie capacità di regolare l’apprendimento e di padroneggiare le materie scolastiche determinano il corso del loro sviluppo intellettuale. Tali convinzioni influenzano le aspirazioni, la motivazione scolastica, il livello di interesse per le attività intellettuali, la vulnerabilità all’ansia scolastica e il successo scolastico.Caratteristiche distintive dell’autoefficacia rispetto allo studio.
L’autoefficacia e la motivazione allo studio.
L’autoefficacia e i risultati dello studio.
L’autoefficacia e le emozioni nel contesto scolastico.ì
Il confronto tra autoefficacia e altri costrutti psicologici connessi:
l’abilità scolastica; attribuzioni;
aspettative e valori; la percezione della propria competenza;
la percezione di controllo; il concetto di sé.
L’autoefficacia e l’autoregolazione nell’apprendimento:
stabilire gli obiettivi;
l’autovalutazione;
l’automonitoraggio; la pianificazione e la gestione del tempo;
l’uso di strategie.
Lo sviluppo cognitivo-sociale dell’autoregolazione.
Il presupposto da cui parte Ellis è che, se noi riusciamo a pensare in modo razionale, la forza traumatica di qualunque evento si svuota del suo potenziale ansiogeno. Infatti varie forme di disagio psicologico ed emotivo non vengono determinate dalle caratteristiche dell’evento attivante in sé, ma dai pensieri, spesso distorti e irrazionali, per mezzo dei quali lo interpretiamo e gli assegniamo un significato esageratamente disturbante.
Introduzione all’edizione italiana
Sì, voi potete
rifiutarvi ostinatamente di essere ansiosi e depressi per qualunque cosa
3.3 Autostima
La valutazione diagnostica dell’autostima richiede particolare attenzione e sensibilità. Una difficoltà deriva dal fatto che il concetto di sé, pur essendo una "entità" unitaria, è in realtà costituito da varie dimensioni, ciascuna delle quali può essere relativamente indipendente. L’autostima globale viene tipicamente suddivisa in 6 aree specifiche : area interpersonale (come il bambino valuta i suoi rapporti sociali, con i pari e con gli adulti) ; area scolastica (le sue capacità in rapporto ai successi o ai fallimenti nella scuola) ; area emozionale (la sua vita emotiva, la sua capacità di controllare le emozioni negative) ; area familiare (le sue relazioni nella famiglia, il sentirsi amato, valorizzato, ecc.) ; area corporea (il suo aspetto, le sue capacità fisiche e sportive, ecc.) ; area della padronanza sull’ambiente (la sensazione di dominare gli eventi e le principali situazioni della propria vita, ecc.).
Il test TMA può essere utilizzato da psicologi, pedagogisti e insegnanti con ragazzi dai 9 ai 19 anni.
Il test contiene due protocolli di valutazione :
(per il soggetto) : 6 scale di valutazione specifiche per la compilazione da parte del ragazzo.
Protocollo per il ragazzo
Il testo fa un inventario ragionato di tutti gli strumenti oggi disponibili in Italia per la formulazione della diagnosi funzionale degli alunni con disturbi dell’apprendimento, secondo quanto richiesto dall’Atto di indirizzo del febbraio 1994 e in accordo co le norme internazionali di classificazione (I.C.D.-10 e D.S.M.-IV).
L’opra è ugualmente utile allo psicologo, al pedagogista e all’insegnante, a cui fornisce una comune base di conoscenza e di metodologia per stendere in collaborazione una diagnosi che sia direttamente "funzionale" al recupero degli apprendimenti e che si articoli su concetti finalmente chiari e comprensibili.
Prefazione
Presentazione
I disturbi dell’apprendimento
scolastico (DAS)
Considerazioni teoriche
e metodologiche nella diagnosi dei disturbi cognitivi
Dalla segnalazione alla
diagnosi funzionale
Presentazione di alcuni
casi clinici
Bibliografia
Appendice 1 : Sintesi degli
strumenti per la valutazione dell’apprendimento scolastico
Appendice 2 : Guida all’intervista
per l’analisi dei motivi della richiesta di consulenza
Appendice 3 : Test per
la valutazione delle funzioni cognitive specifiche
Apendice 4 : Prove per
la valutazione dell’area emotivo-relazionale
Strumenti allegati
Le mie idee (QUID-B)
Il Test dell’ansia e depressione (TAD) si basa sul DSM-III-R (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, American Psychiatric Association, 1988), un sistema largamente accettato dagli specialisti per identificare e classificare i disturbi dell’ansia e dell’umore. Esso, inoltre, è stato elaborato sulla base dei risultati delle ricerche più recenti che dimostrano in modo chiaro l’influenza di tali disturbi anche sui processi cognitivi e sul rendimento scolastico.
Il test-destinato a soggetti di età compresa tra i 6 e i 19 anni-è uno strumento multidimensionale costitutito da tre scale :
Le istruzioni per la somministrazione del test, l’attribuzione dei punteggi e l’interpretazione dei risultati sono illustrate in modo chiaro e dettagliato e rese ancora più attendibili dalla recente standardizzazione su un campione di 2176 bambini e adolescenti.
Usi
del Test TAD
Descrizione
delle Scale del TAD
In questo volume vengono descritte le manifestazioni della depressione nell’infanzia e nell’adolescenza e gli interventi attraverso i quali i ragazzi depressi possono essere aiutati in senso psicologico. Vengono discusse le procedure di valutazione diagnostica che possono essere utilizzate dagli psicologi e dagli insegnanti per identificare con precisione gli alunni a rischio di depressione. La seconda parte del libro descrive un programma globale di intervento per alunni depressi che è stato messo a punto dopo numerosi anni di trattamento sperimentale. Il programma è multidimensionale e si vale di tecniche emotive, cognitive, comportamentali, di autocontrollo e familiari, ponendo un particolare accento sulla ristrutturazione cognitiva verticale (non solo del sintomo madelle strutture profonde di pensiero disadattivo) del bambino depresso.
Introduzione (di Mario Di Pietro)
Tecniche di autocontrollo,
comportamentali e familiari
Appendice A : Trascrizione
di un colloquio con una ragazza depressa
Appendice B : Come mi
sono sentito
Appendice C : Obiettivi
e attività di un intervento psicologico di gruppo in 21 incontri
Appendice D : Scheda per
l’automonitoraggio dei pensieri
Appendice E :Scheda per
l’automonitoraggio e la ristrutturazione cognitiva
Appendice F : Diario degli
eventi piacevoli (età 8-9 anni)
Appendice G : Diario degli
eventi piacevoli (età 10-11 anni)
Appendice H : Diario degli
eventi piacevoli (età 11-13 anni)
Appendice I : Cosa mi
piace fare?
Appendice J : Grafico
sul rapporto tra quantità di eventi piacevoli e livello dell’umore
Appendice K : Contratto
comportamentale
Appendice L : Sarò
soddisfatto di me stesso se... (Questionario sulle aspettative personali)
Appendice M : Scheda delle
ricompense
Appendice N : Le attività
settimanali
Appendice O : Esercizio
di rilassamento e immaginazione guidata
3.5 Autocontrollo
Molti alunni hanno notevoli difficoltà nell’autoregolazione di questi processi e, pur possedendo adeguati patrimoni intellettivi, non riescono ad estrinsecare le loro potenzialità. Essi esprimono questo loro deficit attraverso irrequietezza motoria, difficoltà nel prestare attenzione a un compito per i tempi richiesti, risposte date senza riflettere e difficoltà nelle relazioni interpersonali. Si espongono così a frequenti insuccessi scolastici con conseguente calo della motivazione e dell’autostima.
Il volume presenta le tecniche di intervento psicologico più recenti per potenziare o "ricostruire" le capacità di autoregolazione mediante l’apprendimento di strategie cognitive particolarmente efficaci :
verifica del piano
di lavoro adottato
Introduzione
La promozione delle
abilità di autoregolazione in ragazzi con disturbi di attenzione
e di autocontrollo
Presentazione dei materiali
Bibliografia
Prove di ingresso e di uscita
Scala MF
Scala CP1
Scala CP2
Scala CP3
Scala MFCPR
Scala SDAI
Scala SDAG
Scala SDAB : "Come sono
?"
Scala CTRS
Questionario di attribuzione
Scheda di registrazione
scale CP1-3 e SDAI, SDAG, SDAB
Soluzioni delle scale
MF e CP1-3
Incontri
Ogni insegnante conosce bene i bambini che non riescono a mantenere la concentrazione per periodi sufficientemente prolungati e che sono facilmente distraibili. Questi alunni molto spesso non sanno accostarsi razionalmente alla soluzione di problemi (di tipo scolastico, pratico e interpersonale) ; inoltre essi hanno scarsa consapevolezza e funzionalità dei propri processi cognitivi : oltre che nell’attenzione, spesso rivelano deficit a livello di memorizzazione e recupero delle informazioni, nella comprensione di testi e così via.
Altre caratteristiche di questi alunni sono l’impulsività, la scarsa regolazione dei livelli di attivazione psicofisiologica e soprattutto l’iperattività motoria. Questi problemi possono far sorgere anche vari gradi di difficoltà nei rapporti interpersonali, quali il negativismo, l’aggressività, gli scoppi di rabbia, la scarsa tolleranza alla frustrazione.
Questo volume presenta in modo organico e pratico nuovi strumenti di diagnosi elaborati dalla più recente ricerca in campo psicologico e nuove modalità di intervento specifico sull’incremento dell’attenzione e delle strategie cognitive di autoregolazione.
Il volume inoltre presenta un programma di problem-solving cognitivo-interpersonale in cui i bambini apprendono, in attività di piccolo gruppo, le abilità di "pensiero" e le abilità sociali per affrontare positivamente varie situazioni stressanti.
Introduzione all’edizione italiana (di Cesare Cornoldi)
Prefazione
Il bullismo assume forme differenti :
Questo volume illustra una serie di strategie operative per affrontare il bullismo nella vostra scuola. Fornisce informazioni sulla natura delle angherie tra compagni ; descrive alcune tecniche di analisi del fenomeno ; spiega come programmare un adeguato screening ; presenta una politica globale per contenere e smorzare il bullismo ; esamina infine nel dettaglio un’ampia gamma di interventi orientati a particolari ambiti della vita scolastica.
Presentazione
Questo manuale offre una guida pratica per la costruzione di una Carta della Scuola accurata ed esauriente, in cui vengono approfondite le tematiche legate alla gestione della scuola ; in particolare, il secondo capitolo è dedicato alla stesura di una Carta "ideale", suddivisa in 20 parti riguardanti le funzioni didattiche e organizzative fondamentali.
Con quest’opera, che contiene anche interessanti esempi, specifici riferimenti normativi e una ricca guida bibliografica, il management della scuola (presidi, direttori didattici e insegnanti con funzioni di staff) ha a disposizione tutti gli strumenti pratici per una riflessione non conformista sul funzionamento della propria scuola e alcune linee guida per emanciparsi dalla cultura buropedagogica.
Presentazione (Piero Cavagnoli)
Capitolo primo
La disobbedienza compatibile
Capitolo secondo
20 tesi per la Carta della
"disobbedienza"
L’indice della Carta
Attuazione e revisione
della Carta
Capitolo quarto
Lo Stato di carta
Capitolo quinto
Guida bibliografica
Vengono proposte varie attività di gruppo e di coppia in inglese, francese e tedesco per i diversi livelli di conoscenza delle lingue. Ciascuna attività prevede l’integrazione di almeno tre abilità linguistiche e si propone come obiettivo l’acquisizione, oltre che di buone competenze nella lingua straniera, di abilità "sociali" e strategie conversazionali utili alla efficace collaborazione in un gruppo di lavoro.
Introduzione
Bibliografia
APPENDICI
Appendice A
Appendice B. schede di
valutazione
Appendice C. soluzioni
L’intervento farmacologico
con soggetti con ritardo mentale e disturbi di apprendimento (F. Rovetto)
Presentazione
Qualche passo da
fare subito verso l’integrazione scolastica avanzata
Appendice 1 : Sintesi
degli strumenti per la valutazione dell’apprendimento scolastico
Appendice 2 : Guida
all’intervista per l’analisi dei motivi della richiesta di consulenza
Appendice 3 : Test
per la valutazione delle funzioni cognitive specifiche
Appendice 4 : Prove
per la valutazione dell’area emotivo-relazionale
Strumenti allegati
Le mie idee (QUID-B)
Il Test dell’ansia e depressione (TAD) si basa sul DSM-III-R (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, American Psychiatric Association, 1988), un sistema largamente accettato dagli specialisti per identificare e classificare i disturbi dell’ansia e dell’umore. Esso, inoltre, è stato elaborato sulla base dei risultati delle ricerche più recenti che dimostrano in modo chiaro l’influenza di tali disturbi anche sui processi cognitivi e sul rendimento scolastico.
Il test-destinato a soggetti di età compresa tra i 6 e i 19 anni-è uno strumento multidimensionale costitutito da tre scale :
la scala di valutazione
per i genitori
Le istruzioni per la somministrazione del test, l’attribuzione dei punteggi e l’interpretazione dei risultati sono illustrate in modo chiaro e dettagliato e rese ancora più attendibili dalla recente standardizzazione su un campione di 2176 bambini e adolescenti.
Indice
Come interpretare i risultati del TAD
Come compilare il Protocollo
di valutazione
Come interpretare i punteggi
Errori imputabili al contesto
e all’alunno
Come interpretare i risultati
delle scale
Sondare, chiarire e ampliare
le risposte
La comunicazione dei risultati
Norme locali
Precauzioni nell’interpretazione
dei risultati del test
Responsabilità
Bibliografia
Appendici
Protocollo di valutazione
Tecniche di autocontrollo,
comportamentali e familiari