Scuola dell'Infanzia "Giulio Marchi"
LABORATORI E PROGETTI
a. s. 2009/10
Documentazione 2009/10
Incontrare i bambini
Laboratorio di narrazione
Laboratorio di psicomotricità
ALTRI LABORATORI :
INCONTRARE I BAMBINI
Sostenere l’individualità e l’autonomia dei bambini.
Per favorirne la crescita e rafforzarne l’identità.
“Incontrare i bambini” si propone come uno spazio che vuole supportare i piccoli nel loro PERSONALE percorso di crescita.
Il riconoscimento dell’importanza dell’individualità e dell’unicità legate all’identità
di ogni bambino, perno centrale di ogni percorso e prassi pedagogica della nostra scuola, sarà supportato da riferimenti teorici e attività pratiche d’ispirazione Steineriana che, nel rispetto dell’identità e delle finalità della scuola, ci consentiranno di porci in una condizione di accoglienza, rispetto e valorizzazione di questa identità.
Attività manuali, grafico-pittoriche e di gioco si alterneranno a momenti di racconto e di euritmia, dando vita ad un lavoro corale, in cui tutti i bambini potranno condividere i loro bisogni emotivi, relazionali e cognitivi.
Destinatari dell’esperienza: I bambini di cinque anni della sezione “coccinelle”.
Metodologia di lavoro e strategie:
Ciò che i bambini apprendono non è condizionato da un rapporto causa-effetto tra l’insegnamento e i suoi risultati, quanto da un personale processo di crescita e di scoperta. Pertanto, la metodologia cui si farà riferimento non sarà mirata alla trasmissione di saperi, quanto piuttosto alla possibilità di creare le condizioni di apprendimento attraverso:
1. Il riconoscimento dei bisogni dei bambini quali:
- Il bisogno di sicurezza, prevedibilità e di stabilità;
- Il bisogno di ascolto e comprensione;
- Il bisogno di attività e di esperienza;
- Il bisogno d’indipendenza e autoaffermazione;
- Il bisogno di giocare.
2. una relazione “calda” e rassicurante, ma anche coerente e prevedibile tra l’adulto e il bambino.
3. Un’adeguata responsabilizzazione sociale dei bambini.
4. Una scansione temporale prevedibile, flessibile, scandita da rituali: il ritmo aiuta a stare in se stessi perché esso ha in sé quella prevedibilità che permette di trovare sicurezza negli eventi esterni a sé.Avere dei riferimenti chiari, poter anticipare ciò che succederà, è di aiuto al bambino che può indirizzare le proprie energie verso se stesso, anziché nel controllo di ciò che non è chiaro e comprensibile.
5. L’”errore “come opportunità per imparare a fare meglio.
Le strategie utilizzate saranno volte a:
- Sollecitare l’azione diretta del bambino e favorire l’insorgere di forme di autonomia: l’autonomia trova i suoi presupposti in un ambiente che consenta al bambino di agire senza scontrarsi continuamente con limitazioni che lo costringono a rivolgersi ad altri quando potrebbe fare da solo.
- Favorire l’aggregazione spontanea a piccoli gruppi:le interazioni tra bambini assumono modalità diverse a seconda del contesto in cui avvengono. Spazi contenuti facilitano la comunicazione e aiutano i bambini a sperimentare strategie di relazione differenziate, mentre ambienti di grandi dimensioni rendono confusi gli scambi comunicativi e inducono l’adulto a un ruolo direttivo.
- Consentire il piacere dell’osservazione e della riflessione: in un clima sereno e con tempi adeguati.
Ruolo dell’adulto:
- L’adulto metterà in atto un atteggiamento di ascolto che gli consenta di entrare in sintonia con l’emotività e l’espressività infantili. La possibilità per il bambino di rafforzare la propria autonomia e le proprie competenze è fortemente condizionata da un adulto in grado di rispettare e far posto ad ogni bambino. Per tali ragioni, l’adulto, riconoscendole il protagonismo, creerà le condizioni perché si instauri con il piccolo una relazione in grado di trasmettere sicurezza, accettazione e rispetto.
- Sarà disponibile verso il bambino, alle sue parole, al suo modo di essere, garantendogli la possibilità di veder valorizzate le proprie competenze.
- Favorirà un contesto in cui ogni bambino si senta a suo agio: stimato, motivato, importante e determinante per il raggiungimento di un risultato
- L’adulto sarà attento a “come” il bambino vive l’esperienza (con quale stato d’animo il bambino affronta le nostre richieste?), piuttosto che al “cosa” il bambino produce.
Obiettivi dell’esperienza pratica:
- Stimolare l’espressione creativa a sostegno di forme di pensiero divergente attraverso il racconto di fiabe, il gioco, il disegno, attività manuali e di euritmia.
- Coinvolgere i bambini a creare uno spazio, non privo di regole, in cui potersi esprimere liberamente.
- Consentire loro di vivere un momento proprio, in cui conquistare l’ascolto dell’adulto.
- Aiutare i bambini a rendersi consapevoli delle proprie emozioni e dei propri pensieri prendendo coscienza delle proprie capacità.
Tempi: dal mese di ottobre al mese di maggio a cadenza quindicinale.
Spazi: aula polivalente
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LABORATORIO DI NARRAZIONE
“Con le storie e i procedimenti fantastici
per produrle noi aiutiamo i bambini a entrare
nella realtà dalla finestra anziché dalla porta.
E’ più divertente: dunque più utile”
(G. Rodari, 1973)
L’idea che alcune spontanee manifestazioni del simbolismo infantile, quali il racconto di fiabe, il teatro e la narrazione, possano rappresentare un luogo di incontro tra grandi e piccini e che dalla condivisione di tale incontro, se opportunamente supportata dalla capacità di ascolto dell’adulto e da adeguate strategie del suo intervento, possa prendere forma una pedagogia del simbolico in grado di
sostenere, promuovere e arricchire le crescita cognitivo-emotiva dei piccoli sta alla base del laboratorio Di TEATRO E NARRAZIONE.
Questo laboratorio desidera proporsi come spazio per l’espressione e lo sviluppo dei bisogni emotivi, relazionali e cognitivi di ciascun bambino: è pertanto un’opportunità comunicativa in un percorso di scoperte e costruzione di un linguaggio simbolico comune a bambino e adulto nel rispetto della logica infantile.
L’approccio pedagogico dell’ascolto e della relazione partecipata è lo sfondo teorico cui si farà riferimento.
LE ATTIVITA’ PROPOSTE:
Attività quali il gioco e il racconto saranno proposte perché in grado mostrare al bambino la possibilità di fare un uso produttivo della vita fantastica, di stimolare e promuovere l'espressività ludico - narrativa, oltre che di sostenere lo sviluppo della capacità di far uso di simboli di ciascun bambino.
Gli stimoli e i materiali proposti all'interno di tali attività saranno semi-strutturati al fine di garantire ai piccoli libertà di scelta, di utilizzo e di interpretazione.
IL RUOLO DELL’ADULTO:
Esperienze quali il gioco e il racconto di fiabe, autenticamente condivise, conducono l’adulto e il bambino in mondi “altri”, mondi di simboli e di emozioni. Il senso di questi incontri è di provare a “ guardare e toccare” insieme queste emozioni senza averne paura; la loro condivisione da parte dell’adulto, infatti, le restituisce più accettabili, meno paurose. Le emozioni suscitate dalle fiabe possono così essere vissute ma anche giocate e agite. Compito dell’adulto sarà allora quello di aiutare il bambino a esprimerle, a comprenderle. Egli dovrà pertanto porsi in una posizione di ascolto. Solo così potrà avere inizio un dialogo tra adulto e bambino che, attraverso il linguaggio dei simboli, consentirà al piccolo di esprimere emozioni, paure, desideri, in una parola, di raccontare ciò che egli vuole dirci di sé. Perché l’adulto riesca a condividere in modo non intrusivo il significato simbolico del gioco e della narrazione del bambino, occorre che metta in atto un atteggiamento di ascolto che gli consenta di entrare in sintonia con l’emotività e l’espressività infantile, al fine di vivere in modo autentico le attività simboliche con il bambino.
Per questi motivi l’adulto:
- faciliterà una situazione piacevole, incoraggiante, stimolante;
- assumerà un atteggiamento di accettazione e di interesse per tutto ciò sarà proposto dal bambino, astenendosi da commenti e valutazioni;
- siproporrà come “regista”,aiutando i bambini ad espandere i frammenti di gioco e narrazione.
FINALITA’ DEL LABORATORIO:
- Stimolare l’espressione creativa a sostegno di forme di pensiero divergente attraverso il racconto di fiabe, il gioco,la parola e il teatro, con particolare attenzione al miglioramento della competenza narrativa.
OBIETTIVI DELL’ESPERIENZA PRATICA:
- Coinvolgere i bambini a creare uno spazio, non privo di regole, in cui potersi esprimere liberamente utilizzando il gioco, la drammatizzazione e il racconto;
- consentirgli di vivere un momento proprio, in cui conquistare l’ascolto dell’adulto;
- aiutare i bambini a rendersi consapevoli delle proprie emozioni e dei propri pensieri prendendo coscienza delle proprie capacità;
- farli familiarizzare con la possibilità di dare forma alle proprie fantasie organizzandole in un discorso-narrazione;
Momenti di racconto di fiabe si alterneranno a momenti di gioco e narrazione. Il laboratorio terminerà con la realizzazione di un libro.
Il Progetto si svolgerà dal mese di gennaio a maggio 2010, tutte le settimane.
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LABORATORIO DI PSICOMOTRICITA'
“Se un atto educativo sarà efficace,
potrà essere solo quello tendente
ad aiutare il completo
dispiegamento della vita”
M.Montessori
Il laboratorio di pscicomotricità si propone come uno spazio, dove ciascun bambino potrà, da protagonista attivo, esprimere se stesso attraverso l’azione e il movimento.
Centrali, in questo percorso, saranno la dimensione “vissuta”, “sentita”, “emozionale” che, attraverso la pratica psicomotoria potranno trovare nel corpo e nel movimento gli strumenti per poter essere espressi, compresi e governati ,portando così, oltre che a una migliore comprensione di se stessi, anche alla comprensione del complesso intreccio relazionale che ci circonda.
Da questa prospettiva il laboratorio non sarà volto a trasmettere conoscenze, nozioni o schemi motori stereotipati, quanto piuttosto a sostenere nel bambino l’esperienza di ricerca e scoperta di sé, degli altri, degli oggetti nello spazio e nel tempo e, dunque:
- La percezione del bambino nella sua triplice dimensione: motoria, emotiva, cognitiva;
- L’educazione all’azione, al pensiero, alla riflessione;
- La possibilità di vivere la propria identità corporea come unica e irripetibile espressione della personalità;
- La ricerca, attraverso il corpo, di forme originali di comunicazione ed espressione.
Destinatari dell’esperienza: I bambini di tre, quattro e cinque anni .
Obiettivi:
- Interiorizzazione delle esperienze vissute
- Scoperta del bisogno e del piacere di comunicare e mettersi in relazione con il corpo e il movimento
- Conoscenza e uso del sé corporeo a livello globale e segmentario
- Conoscenza ed organizzazione del sé corporeo in rapporto allo spazio e al tempo
- Capacità di entrare in relazione con gli altri
- Capacità di trasportare le esperienze vissute in altri campi grafico-visivo e simbolico
- Capacità di esprimere a livello corporeo le esperienze singole e di gruppo.
Metodologia di lavoro e strategie:
I punti cardine di ogni incontro possono essere sintetizzati come segue:
1. ENTRATA IN SITUAZIONE:
Il momento iniziale di ogni incontro sarà caratterizzato da un “rituale” simbolico che consentirà a ciascun bambino di entrare nella situazione insieme all’insegnante e ai propri compagni.
2. PERCEZIONE, INVESTIMENTO E STRUTTURAZIONE DELLO SPAZIO:
Attraverso il movimento, il bambino sperimenta se stesso, i suoi limiti, le sue possibilità, i suoi bisogni. Sviluppa altresì una buona capacità di controllo globale del proprio corpo, esplora la realtà che lo circonda, organizza il proprio agire in relazione a fini precisi.
3. RELAZIONE CON L’ALTRO:
Relazione intesa come possibilità di sperimentare la fiducia nell’altro, il piacere del contato corporeo,la possibilità di agire , contenendola, la propria aggressività. Ancora, sperimentare il piacere di giocare , creare, costruire insieme, assumere ruoli, di scegliere ed essere scelto, di accettare ed essere accettato.
4. CONGEDO:
Saluto finale come chiusura della situazione in modo positivo e a grande gruppo.
Ruolo dell’adulto:
Compito dell’adulto sarà aiutare il bambino a mettersi in gioco, sperimentando il proprio agire in situazioni motorie sempre più complesse. Inoltre, l’adulto sosterrà e renderà fruibili ai bambini diversi codici comunicativi per entrare in relazione con gli altri.
L’adulto inoltre:
- Metterà in atto un atteggiamento di ascolto che gli consenta di entrare in sintonia con l’emotività e l’espressività infantili. La possibilità per il bambino di rafforzare la propria autonomia e le proprie competenze è fortemente condizionata da un adulto in grado di rispettare e far posto ad ogni bambino. Per tali ragioni, l’adulto, riconoscendole il protagonismo, creerà le condizioni perché s’instauri con il piccolo una relazione in grado di trasmettere sicurezza, accettazione e rispetto.
- Sarà disponibile verso il bambino, alle sue parole, al suo modo di essere, garantendogli la possibilità di veder valorizzate le proprie competenze.
- Favorirà un contesto in cui ogni bambino si senta a suo agio: stimato, motivato, importante e determinante per il raggiungimento di un risultato.
- L’adulto sarà attento a “come” il bambino vive l’esperienza (con quale stato d’animo il bambino affronta le nostre richieste?), piuttosto che al “cosa” il bambino produce.
Tempi: Dal mese di ottobre al mese di maggio a cadenza settimanale.
Spazi: Aula polivalente.
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