Esperienze 2009/10
 

Esperienze didattiche significative
nell' a. s. 2009/10

PROGETTO CONTINUITA'

Le ragioni che spingono verso la continuità educativa appaiono molteplici e supportate da considerazioni ed esigenze educative, amministrative, politiche. Spesso però, in un alternarsi di dibattiti, esperienze e sperimentazioni,ci si imbattein un concetto dalla forte valenza pedagogicache, sostenuto a gran voce alivello teorico, rischia di fatto essere negato in praticheche loriduconoa riti formali, scarsamente partecipati se non nell’impegno burocratico e organizzativo che esso comporta.

Varie sono le cause che possono condurre ad una difficoltà nell’affrontare il problema della continuità; la diversa storia e le diverse immagini sociali offerte dalle istituzioni; una mancanza di scambio e di informazioni ; la non conoscenza reciproca; la paura di veder giudicato il proprio lavoro; la diversa immagine del bambino di tre anni ( per il passaggio alla scuola dell’infanzia) , di cinque anni(per il passaggio alla scuola elementare)e di undici anni (per il passaggio alle scuola media) che caratterizza diverseaspettative su di lui ( i grandi del nido e della scuola dell’infanzia diventano i piccoli della scuola dell’infanzia e della scuola elementare).

A queste causesi aggiunge la mancanza di un linguaggio comunespesso causa di incomprensioni nell’interpretazione del concetto continuità .

Il punto di partenza dal quale come gruppo docenti siamo partiti, è la considerazione che la continuità possa essere interpreta a due differenti livelli di comprensione. Si può parlare di continuità insenso formale, organizzativo: tra le diverse istituzioni avvieneun passaggio di informazioni sul bambino, isuoi stili di apprendimento, le attività che ha svolto, ma non emergeuna riflessione sui contenuti dell’esperienza educativa e sui contesti che l’hanno sostenuta. A questo livello si può parlare di raccordi educativi che, anche se ben pensati e realizzati, non sempre sono sufficienti a superare quel punto di frattura tra le istituzioni che rende frammentata l’esperienza del bambino e che di fatto non consenteche lecompetenze da lui acquisitesiano trasferibili nel nuovo contesto che loaccoglierà.

Ad un secondo livello, quello che vorremmo garantire con questo progetto , la continuità viene considerata concetto prima educativo che organizzativo, richiama cioè ad un chiarimento sugli intenti del progetto pedagogico e solleva riflessioni sul significato del fare scuola e sulla sua identità di luogo educativo dedicato all’infanzia:chi è il bambino che accogliamo in questa scuola e soprattutto qual è l’immagine che abbiamo di lui? Quali pratiche educative e di apprendimento abitano in questa scuola e come interagiscono tra loro? Qual è il contenuto della relazione che intercorre tra adulti e bambini?

Occorre partire da queste riflessioni se si vuole comprendere il significato di un percorso di continuità educativachevuoleporsi a sostegno di un processo di crescita ,di cui ogni bambino è protagonista e costruttore , e checessi di esistere come semplice passaggio di informazioni per divenire scambio, confronto, crescita collegiale, riflessione sul delicato rapportotral’organizzazione e il contenutodelle esperienze infantili e le possibilità del suo sviluppo .

Ogni servizio dedicato all’infanzia è importante per se stesso e sarebbe erroneoconsiderarlo in funzione di qualcosa di più importante, che verrà dopo; l’equivoco in questo caso sarebbe il considerare la continuità come continuum lineare che non ammette sbalzi e che espone le istituzioni ad un ruolo propedeutico o di assimilazione in un senso o nell’altro. Pensare alla continuità da un punto di vista prima educativo che organizzativo significa invececomprendere che l’evoluzione , in quanto trasformazione , produce sviluppo nella misura in cui ilbambino, attraverso la capacità di apprendere,diviene continuamente altro da sé eche ciò non avviene in modo lineare ma in modo discontinuo.Il passaggio da un’istituzione all’altra richiede al bambino di riorganizzare il proprio comportamento e di ristrutturare nuovi rapporti in un contesto nuovo; per far questo occorre cheenergie fino a quel momento non richieste , non utilizzatevengano convogliate a sostegno della discontinuità che ogni momento di crescita, specialmente legato al cambiamento porta con sé. Da questa prospettiva possiamo intendere la continuitàcome una condizione in grado difavorire questo processo di crescita o, al contrario,ostacolarlo.

Alla luce di queste considerazioni appare chiaro come la continuitànon possa essere interpretata in modo superficialecome semplice raccordo o scambio di informazionisul bambino ma che vengaresa flessibile al fine di sostenere i piccoli nellacostruzione di sé,inun processo di crescita che consenta loro di soddisfare bisogni, interessi, curiosità , sostenendone l’autonomia e rafforzandone l’identità. Ma occorre anche che le istituzioniriflettano sui contenuti dell’esperienza educativa offerta ai bambini , sui contesti che la sostengono, sulruolo degli educatori e che il loro incontro sia finalizzato allacostruzione distrategie educative che rendano la scuolaun autentico luogo di crescita . In questo modo la continuità diviene una opportunitàper riorganizzare e ridefinire il proprio modo di fare scuola; la storia e la crescita del bambino il filo rosso che lega in questa esperienza icontesti educativi; i contesti educativi i luoghi di vita che consentono questa crescita; gli educatori coloro che sostengono e promuovono questo cammino .

Questi elementi confluiscono, determinandolo, nel progetto educativo; qui,divengono costruzioni simbolicheche si manifestano in tempi, luoghi, azioni, esperienzeche la presenza dell’adulto, attraverso la relazione con i bambini, investe di significato. Queste le ragioni che spingono a ricercare la continuità nel progetto educativo; questa la chiave di lettura di questo progetto.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Obiettivo del progetto sarà affrontare il tema della continuità- tra asilo nido, scuola dell’infanzia , scuola elementare, scuola media- come riflessione sugli aspetti caratterizzantiun progetto educativo in grado di sostenere e promuovere la crescita dei piccoli, superando così l’idea diffusa che intende la continuità come “semplice passaggio di informazioni”, anziché come un “progetto educativo integrato” fra due istituzioni che si incontrano.

Attraversouna ridefinizione del proprio ruolo di educatori, e in funzione di un punto di vista che restituisca centralità al bambino, lavoreremo pergarantire un progetto educativo che dia ai bambini, quali protagonisti attivi del proprio percorso di vita, la possibilità di vivere esperienze che li aiutino a costruirsi come persone, in un processo di crescita che consenta loro di soddisfare bisogni, interessi, curiosità sostenendone l’autonomia e rafforzandone l’identità.

In tale prospettiva,il raccordo traasilo nido, scuola dell’infanzia,scuola elementare e scuola media, oltreal tradizionalescambio di informazioni e imomenti di conoscenza reciproca sarà pensato come un progetto asostegno di una pedagogia del simbolico- piuttosto cheuna trasmissione di saperida parte dell’adulto nei confronti del bambino- che possa porsi in continuità attraverso il sostegno e la promozione dei saperi del bambino in un contesto di ascolti plurimi.

SCUOLE COINVOLTE: Asilo Nido, Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Media di Modigliana e Tredozio.

IPOTESI DI LAVORO PER L’ANNO IN CORSO:

All’inizio dell’anno scolastico in corso, in occasione delle due giornate dedicate alla riflessione sugli elementi portanti del curricolo verticale, il confronto fra docenti aveva fatto emergere due significative considerazioni;

La prima: la necessità di delineare, esplicitandola nelle modalità e negli intenti educativi, una propria identità di Istituto che, alla luce delle nuove indicazioni curricolari, si ponesse a sostegno di “una pedagogia per la vita”.

La seconda: la possibilità di progettare un percorso che , a partire dalla scuola dell’infanzia muova a sostegno di forme di pensiero divergente (sostegno del gioco simbolico in tutte le sue forme, delle creatività, del pensiero narrativo ), delineandosi, nel corso degli anni, verso l’acquisizione di codici simbolici sempre più raffinati. Questo consentirebbe:

  • la realizzazione di una pedagogia del simbolico, quindi a sostegno delle dimensione emotiva e sociale, oltre che della dimensione prettamente cognitiva dei bambini/ragazzi;
  • la possibilità , in linea con le nuove indicazioni curricolari, di aiutare e sostenere la crescita degli alunni in direzione di uno sviluppo che li porti a interpretare e costruire il mondo piuttosto che ad adeguarvisi in forma “dipendente” e passiva. Da questa prospettiva la scuola dovrebbe porsi come luogo dove apprendere “competenze per la vita”, una scuola cioè, in grado di trasmettere non solo contenuti ma l’amore e la curiositàper il sapere e il saper fare, insiemealla consapevolezza che proprio nel “sapere” è contenuta la possibilità di crescere come persone libere, capacidi costruire in maniera consapevole la propria vita.

Per tali ragioni,il lavoro della commissione continuità si aprirà conuna riflessione sui contenuti dell’esperienza educativa offerta ai bambini , sui contesti che la sostengono e sulruolo degli insegnanti, al fine di individuare strategie educative condivise che portino ad identificare la scuola come un autentico luogo di crescita. In tal senso, il lavoro della commissionecontinuità, procederà in maniera integratacon il lavoro della commissione sul curricolo verticale di istituto .

Risulta inoltre da rivedere il progetto “ARCHIVIO” per le scuole dell’infanzia, che nella sua articolazione presenta parti che , date le nuove indicazioni curriculari, necessitano di essere opportunamente rivisitate e integrate.

I progetti di raccordo per la continuità rimangono gli stessi degli anni precedenti.

Per i tempi e gli incontri necessari alla realizzazione dei progetti, si rimanda agli schemi in allegato.

PROGETTI SPECIFICI PER LA CONTINUITA’:

  • ARCHIVIO: Dedicato a tutti i bambini della Scuola dell’Infanzia, L’ARCHIVIO è la documentazione che resoconta, valorizzandolo, il percorso educativo di ciascun bambino.(Modigliana-Tredozio).
  • PRENDIAMOCI PER MANO: Per favorire il passaggio dei bambini dall’asilo nido alla Scuola dell’Infanzia.(Modigliana-Tredozio).
  • GIOCHI DI LETTURA: Coinvolgerà i bambini di cinque anni della Scuola dell’Infanzia, delle classi prime e quinte della Scuola Primaria.(Modigliana).
  • UN BAMBINO COME TUTOR: Per entrare a piccoli passi alla Scuola Elementare. Il progetto coinvolgerà i bambini di cinque anni della Scuola dell’Infanzia e delle classi quinte della Scuola Primaria.(Modigliana-Tredozio)
  • PASSAGGIO DELLE INFORMAZIONI: Le educatrici della Scuola dell’Infanzia e i docenti della Scuola media, incontrano le insegnanti delle classi quinte della Scuola Primaria.(Modigliana-Tredozio)
  • UN “PROF” ALLE ELEMENTARI: i docenti della Scuola Mediaincontrano gli alunni di quinta alla Scuola primaria, per raccontare loro come sarà la nuova esperienza che li attende.(Modigliana)

La documentazione educativa

IL PROGETTO ARCHIVIO
per la Scuola dell’Infanzia di Modigliana e Tredozio

Anno scolastico 2009/10

Il progetto ARCHIVIO nasce come una forma di documentazione educativaper mantenere memoria, rendendo visibile la storia del bambino e le sue competenze, attraverso la raccoltadel materialesignificativoda lui prodotto, insieme aipensieri ealle parole degli adulti che ne hanno cura.

DOCUMENTARE PER I BAMBINI: Il progetto ARCHIVIO offre ai bambini la possibilitàdi rendersi conto delle proprie conquiste; in questo modo essi si rendono conto che il loro fare è importante. Permette altresì ai bambini di riesaminare le loro esperienze, di riflettere su di esse, di ricavarne informazioni importanti per la sistematizzazione dei loro saperi.

  • Le esperienze sono documentate con la partecipazione dei bambini tramite le loro parole e i loro prodotti
  • La documentazione è lasciata a disposizione dei bambini, in luoghi alla loro portata. In questo modo i bambini possono ricordare, discutere, rielaborare

DOCUMENTARE PER LE FAMIGLIE: Documentare è un modo efficace per comunicare ciò che si considera importante nell’esperienza educativa, per condividere con le famiglie il progetto educativo e rafforzare la collaborazione. I genitori si sentono più partecipi e più rassicurati perché la documentazione li aiuta a sentirsi più parte dell’esperienza dei figli, a sentirsi coinvolti e a creare esperienze comuni.

Attraverso la lettura e la riflessione sulla documentazione i genitori vengono introdotti a un livello più elevato di conoscenza, che li aiuta a cambiare giudizi e aspettative.

DOCUMENTARE PER GLI INSEGNANTI: Il progetto ARCHIVIO permette di condividere e rafforzare elementi del progetto educativo:il confronto e la riflessione con i colleghi dei diversi ordini di scuola sono elementi indispensabili ad un progetto che voglia essere un progetto di continuità condiviso e non un semplice passaggio di informazioni

SCUOLE COINVOLTE: Scuola dell’Infanzia “G. Puntaroli “ di Modigliana e “G.Marchi” di Tredozio.

REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: L’elaborazione dell’ ARCHIVIO consta in due parti:

  • la prima riferita all’identità del bambino: Chi sono_come sono
  • la seconda riferita alle proprie abilità e competenze:cosa so fare_ cosa sapevo fare

Ogni insegnante potrà integrarlo con registrazioni ritenute utili per una maggiore conoscenza del bambino.

L’ARCHIVIO personale di ciascun bambino costituirà uno strumento fondamentale nel passaggiodalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare , fornendo indicazioni utili circa l’identità, le competenze e , cosa più importante della storia e del vissuto del bambino. Al termine della scuola dell’infanzia, dopo che le insegnanti della scuola elementare ne avranno preso visione, l’ARCHIVIO sarà consegnato ai genitori del bambino.

ORGANIZZAZIONE EL PROGETTO E MODALITA’ DI GESTIONE: All’inizio dell’anno scolastico le insegnanti si confronteranno sulle attività collegate alle pagine dell’ARCHIVIO, con momenti di verifica e di proposta

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Entrare alla scuola dell’Infanzia a piccoli passi

PRENDIAMOCI PER MANO

Anno scolastico 2009/10

per la Scuola dell’Infanzia eAsilo Nido comunale di Modigliana e Tredozio

Obiettivo del progetto è garantire un passaggio dolce e graduale dall’Asilo Nido alla Scuola dell’Infanzia. Le strategie attivate mireranno a creare una “coerenza relazionale” tra le istituzioni, affinché i bambini possano sviluppare un senso di fiduciaed essere sostenuti dal punto di vista emotivo. Mireranno altresì a creare un clima di accoglienza e rispetto affinchè ogni bambino possasentirsi coinvolto e sostenuto in un processo di continua crescita e scoperta.

MODALITA’:

  • Visite ai vari ordini di scuola. Asilo nido/ scuola dell’infanzia- Scuola dell’Infanzia/asilo nido
  • Attività ludiche in gruppi misti
  • Attività laboratoriali
  • Un bambino come tutor ( interazione tra bambini di diverse età per scoprire come si trascorre la giornata scolastica)
  • Una giornata alla scuola dell’infanzia, con il momento del pranzo tutti insieme.

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La motivazione al rapporto con il libro in età pre –scolaree scolare come strumento di continuità

I GIOCHI DI LETTURA

per la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria e la Scuola Media di Modigliana

Anno scolastico 2009/10

Il nostro interesse per il rapporto tra il libro e il bambino in età pre-scolare e scolare muove da due considerazioni peculiari:

  • dal riconoscimento dell’oggetto libro come veicolo cruciale della nostra cultura, della sua storia e delle sue espressioni più articolate, mezzo e insieme messaggio del suo modo di esprimersi; da qui la consapevolezza che il rapporto con il libro è un tassello irrinunciabile in vista di una ricca formazione dell’individuo.
  • dalla constatazione dell’importanza che “l’ascoltare storie” ha nell’esperienza infantile: il bambino che con grande partecipazione emotiva partecipa alla storia, ci comunica che quell’evento ha per lui un significato importante.

Ciò di cui crediamo abbia bisogno un bambino, alla prima esperienza col mondo della narrazione, è di vedere che l’adulto è in grado lui stesso di provare piacere di fronte a realtà illusorie come i racconti, le fiabe, le letture . L’adulto che sa “raccontare” rappresenta un potente esempio per il bambino della possibilità di “dare una forma ” all’esperienza.

Se l’adulto rappresenta per il bambino un “iniziatore” all’uso dei simboli per dare significato all’esperienza, il suo ruolo di “mediatore culturale” non si arresta qui. Condividendo col piccolo questa esperienza, egli dimostra che si tratta di un’esperienza scambiabile. Scambiabile e, dunque, arricchente tutti i partecipanti. Non è all’interno di una relazione che si mantiene duale - tra l’adulto e il bambino - che tale esperienza può articolarsi e arricchirsi ma estendendo la gamma e il numero dei potenziali partecipanti e interlocutori. Così il bimbo può godere di un gioco coi compagni che si dipana a partire dal contributo dei singoli partecipanti e sentire amplificata l’emozione di un racconto condiviso con altri spettatori.

OBIETTIVI DEL PROGETTO:

Il progetto si snoderà con obiettivi e modalità differenti a seconda dei gruppi partecipanti ( grandi della scuola dell’infanzia—classe prima elementare, classe quinta elementare- classe prima media)

Pensiamo che il grado di gratificazione e piacevolezza che il bambino trae dalle precoci situazioni di letturaincida sul grado di determinazione con cui il bambino stesso affronterà in età scolare il faticoso contatto con il libro: come dire, più gradevole sarà questo primo contatto con il libro, più il bambino sarà motivato a ricercarlo e quindi ad affrontare lo sforzo di decifrazione del testo scritto.

L’elemento dellagratificazione e dalla piacevolezza alimentate dall’adulto saranno il filo rosso che ci consentiranno di unire contesti differenti nella condivisione di un’esperienza coinvolgente e ricca di significati.

Ciò consentirà di:

  • Migliorare la reciproca conoscenza
  • Favorire l’uso di codici simbolici in differenti contesti
  • Stimolare la comprensione di un testo narrato o letto
  • Rafforzare la competenza narrativa dei bambini
  • Per i docenti, creare momenti comuni di progettazione e valutazione.

MODALITA’:

  • Letture animate
  • Utilizzo di prove costruite dagli insegnanti
  • Utilizzo di diversi codici simbolici( gioco, racconto , disegno)
  • Premiazione in fase di verifica
  • Documentazione

TEMPI: Marzo, aprile maggio 2010

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Entrare alla scuola elementare a piccoli passi

UN BAMBINO COME TUTOR

per la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria di Modigliana e Tredozio.

Anno scolastico 2009/10

SCUOLE INTERESSATE: i BAMBINI DI 5 ANNI DELLA Scuola dell’Infanzia e le classi di di V della Scuola Primaria.

Per favorire una graduale conoscenza del nuovo, evitando ai bambini un brusco passaggio dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria, saranno gli alunni più grandi a prendere per mano i più piccoli per affiancarli nella scoperta dellanuova esperienza che li attende.

OBIETTIVI:

  • Promuovere lo star bene a scuola
  • Facilitare l’inserimento
  • Favorire l’accoglienza

MODALITA’:

  • UNA MATTINATA DA TRASCORRERE ALLA SCUOLA Primaria
  • Scoperta degli ambienti scolastici
  • Interazione di bambini di diverse età
  • Momento conviviale nel refettorio

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La documentazione educativa

PASSAGGIO DI INFORMAZIONI

per la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Modigliana e Tredozio

Anno scolastico 2009/10

Il “Passaggio di informazioni” avviene tra gli insegnanti degli anni ponte di ogni ordine di scuola e si pone come obiettivo il confronto, la riflessione sul bambino, il suo vissuto, la sua storia.

Da questa prospettiva, oltre al passaggio di informazioni a docenti si confronteranno sulla “propria immagine di bambino/ragazzo”, sulle aspettative cercando di creare vissuti comuni ai diversi ordini di scuola.

MODALITA’:

  • Incontri Dei docenti di diversi ordini di scuola ( Scuola dell’Infanzia- Scuola Primaria, Scuola Primaria- Scuola Secondaria)
  • Osservazione degli elaborati
  • L’ARCHIVIO come strumento di passaggio

TEMPI: mese di settembre

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Uno sguardo in anteprima alla Scuola Secondaria di Primo Grado

UN “PROF” ALLE ELEMENTARI

Per la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Modigliana

Anno scolastico 2009/10

I docenti della Scuola Mediaincontrano gli alunni delle classi quinte della Scuola primaria, per raccontare loro come sarà la nuova esperienza che li attende.

Il passaggio dalla Scuola Primaria alla Secondaria di Primo Grado può risultare un po’ difficile per gli alunni, per la maggior complessità del lessico utilizzato nella Scuola Secondaria, i tempi più ristretti di spiegazione ed la richiesta di maggior autonomia nell’organizzazione del lavoro.

Questo progetto nasce proprio per avvicinare gli alunni delle classi quinte agli insegnanti ed alla metodologia didattica dell’ordine di scuola nel quale stanno per fare il loro ingresso.

DESTINATARI: gli alunni delle classi quinte

OBIETTIVI:

  • Facilitare il passaggio dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria di Primo Grado.
  • Diminuire negli alunni l’ansia nei confronti del successivo ordine di Scuola

MODALITÁ :

Gli insegnanti di lettere e di matematica che prenderanno la classe prima nel successivo anno scolastico si recano presso le classi quinte per fare una lezione di un’ora circa. La lezione potrà riguardare una esercitazione, un esercizio di comprensione del testo o la spiegazione di un argomento nuovo.

In alternativa gli alunni delle classi quinte possono recarsi alla Scuola Media per assistere al un esperimento di scienze in laboratorio o ad una lezione di Educazione all’Immagine.

TEMPI: mese di maggio 2010

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