SCUOLA STATALE DELL’INFANZIA DI VILLAMARINA PAD.B 2°
CIRCOLO DI CESENATICO
Lavoro di gruppo di bambini di 4/5 anni
a.s. 2005/06


SCUOLA STATALE DELL’INFANZIA
VILLAMARINA PAD.B
Riflessioni sulla narrazione, sul narrare…
La narrazione può essere considerata un
modo di pensare, un modo per organizzare la struttura delle nostre conoscenze,
un modo che le compone, le ordina in sequenza fino a darle un significato. Ci
sono autori che arrivano a sostenere che tutta la conoscenza è narrazione
perché si può raccontare tutto quello che è sequenziale,
dalla nascita di una pianta alla costruzione di una automobile, e si può, come
sostiene Bateson, parlare “in termini di storie” ; Brunner a sua volta
indica la narrazione come modalità di pensare, comunicare, interagire,
tipica di ogni essere umano fin dall’infanzia.
A scuola raccontare significa
immedesimarsi, scoprire e pensare a delle storie, significa partecipare
emotivamente, con i sentimenti, alla costruzione di una esperienza conoscitiva.
La scuola dell’infanzia ha
privilegiato da sempre il contatto emotivo e la relazione e ha saputo leggere i
bambini come storie, si può arrivare ad affermare che la sua è una Storia di
storie; attraverso l’esercizio quotidiano della narrazione e dell’ascolto la
scuola crea una rete di somiglianze, di differenze e di interazioni, la sua
storia fatte di storie si dipana come un susseguirsi di narrazioni successive,
come a formare una trama ricca di dettagli e particolari che compongono una
immagine complessa a testimoniare la complessità e la pluralità di ogni
identità.
La narrazione implica necessariamente l’ascolto, l’ascolto
di sé, l’ascolto dell’altro; se come educatore ascolto, mi rendo disponibile ad
accogliere i diversi segnali che giungono dagli altri, bambini ed adulti e mi
pongo alla ricerca delle tracce che differenziano le persone e che le
valorizzano in quanto diverse. L’ascolto mi permette allora di operare delle scelte, ma è un ascolto che
coinvolge tutti i sensi, è un saper usare le orecchie, gli occhi, la pelle, il
naso, per avvertire pareri, significati, atteggiamenti, comportamenti, intrecci
relazionali, silenzi, nascondimenti, è l’ascolto
della quotidianità nel suo effettivo
svolgersi. Un ascoltare ed osservare che può offrire numerosi esempi di
operatività a patto che su questi si rifletta, che si abbia coscienza
dell’intrecciarsi dei livelli di significato e di risonanza emotiva degli
stessi. In questo modo la trama narrativa diventa la formalizzazione dell’ipotesi
progettuale:
un progetto che nasce, si
sviluppa, si amplia, si arricchisce, evolve, si circoscrive delimitandosi e in
qualche modo auto-selezionandosi, in una strategia
flessibile che si propone di ascoltare all’interno di uno schema narrativo
utile a connettere i tanti fattori che danno significato alla vita di una
scuola. È come in viaggio che prevede la scelta di percorsi, mete e traguardi
da raggiungere. La narrazione può diventare quindi un metodo per la costruzione
di un tessuto connettivo che fonda l’identità
di un gruppo e la creazione di
una comunità educativa.
Il metodo
All’interno della metodologia dello
Sfondo, a cui la nostra scuola fa riferimento, nascono i nostri Progetti con i
loro percorsi didattici di narrazione.
Questo che si vuole raccontare
nasce in una scenografia di MARE:
il Mare viene raccontato e vissuto dai
bambini attraverso l’esplorazione del reale e la trasposizione nel fantastico,
allora sulla Barca ci si può effettivamente salire per avventurarsi in viaggi con le Sirene che abitano Castelli
Sottomarini in un mondo popolato da Pesci fantasmagorici, per
arrivare ad Isole esotiche, guidati dalla luce simbolica del Faro.
Questi luoghi vissuti e narrati
nella loro storia diventano parole per loro importanti in quanto piene di significati affettivi,
emotivi e relazionali, parole che noi chiamiamo “CALDE”.
Il percorso narrativo si dipana
offrendo esperienze diverse vissute in piccoli
gruppi di lavoro che:
Attraverso questo percorso ci
proponiamo di educare i bambini al
raggiungimento di alcune competenze consolidando
quelle abilità che esprimono come
attori e protagonisti delle loro storie, di fargli conquistare autonomia di azione e di pensiero, di sollecitare
in loro l’acquisizione di stima e
fiducia in sé stessi e nel proprio saper fare.
A
cura delle Insegn. Graziella Budini e Manuela Geminiani
SCUOLA
DELL’INFANZIA DI VILLAMARINA Pad. B a.s. 2005/2006

con le parole calde dello SFONDO…
“ E’
fatto di acqua e ci vado a nuotare” (Giulia
V.)
“ Il mare galleggia, ma io non so le mosse” (M.Rosaria)
“ E’ la
casa dei pesci…è tutta bagnata” (Marco)
“ E’ fatto di acqua, acqua azzurra, dentro
ci sono i pesci, gli
squali e i pescatori “ (Giulia T.)
BARCA…….” E’ una nave che porta in giro la
gente” (Carmen)
“ E’
una nave…è una cosa che sta nel mare, sull’acqua e si
muove per andare in Italia” (Kevin)
“ E’
una casa particolare perché non ha il tetto e sta nel mare
invece la casa è sopra la terra” (Carolina)
PESCE………” E’ una cosa come gli squali ma più
piccolo e più corto”
“ Sono degli animali e nuotano
nell’acqua” (Beatrice)
“ Mi piacciono negli spaghetti
con le vongole.” (Carmen)
scappa, ha la pinna che gli serve per nuotare”
(Simone C.)
FARO………” E’ vicino al mare, quando c’è la
pioggia o tempesta…fa
rumore per le barche.” (Alessandro)
ISOLA………”Isola è una spiaggia nel mare, è
una terra con un
albero e tutto attorno l’acqua.” (Francesco)
SCUOLA DELL’INFANZIA DI VILLAMARINA PAD.B a.s. 2005/2006

Una barca grande, bianca, che navigava e andava a pescare
i pesci, con i suoi pescatori. (Matilda)
Come il mio nonno, perché il mio nonno fa il pescatore (Camilla).
Una notte veniva una tempesta, pioveva, c’erano delle onde
grandi, i fulmini, i lampi, la nave stava per affondare, i pescatori dormivano (Lorenzo), ma con tutto quel rumore si
svegliano, vanno fuori e vedono una gran tempesta (Matilda), ad un certo punto la barca si
rovescia e i pescatori cadono in acqua e col gommone si salvano (Simone B.) e arrivano in un’isola, sono stanchissimi,
dormono e si svegliano quando è giorno e dicono: - Dove siamo?-
E si accorgono che sono arrivati in un’isola bellissima.(Lorenzo)
(I bambini danno il titolo alla storia) Matilda – Lorenzo – Simone
B.


Dei pesciolini che nuotavano in mare, un giorno incontrano
uno squalo.(Sofia)
Si spaventano, hanno paura perché lo squalo è grosso e ha
i denti lunghi, la bocca grande e fa proprio paura…paura. (Giulia V.)
Dopo lo squalo dice: - Volete essere i
miei amici? Io non vi voglio mangiare.-
-
Si squalo, vogliamo essere i tuoi amici, abbiamo
avuto un po’ paura perché hai la bocca grande e i denti lunghi. ( Camilla)
Come quelli del lupo di Cappuccetto
Rosso. ( Giulia V.)
Dopo i pesci e lo squalo sono diventati
amici e vissero felici e contenti.(Sara)
(Le bambine danno il titolo alla
storia) Sofia
– Giulia V. – Camilla – Sara

RACCONTIAMO …STORIE DI MARE:
I bambini danno una loro “interpretazione” delle parole
che hanno suscitato la loro curiosità durante il racconto:
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SIRENA
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TIMONE

SCIALUPPA

OBLO’
PERCORSO PSICOMOTORIO
“VIVIAMO L’ACQUA”
Elementi (oggetti) dati ai
bambini:
-
Barca (scafo di una barca posizionata in salone)
-
Remi
-
Bottiglie con acqua colorata
-
Sassi (per imitare il rumore del mare)
-
Grande tappeto azzurro (diventa il mare)
-
Cerchi (diventeranno i salvagenti)
-
Pesci
Osservazione:
Con questo materiale i bambini
hanno vissuto il percorso a loro piacimento, privilegiando soprattutto lo stare
dentro alla barca, giocando e urlando, accordandosi poi, su chi doveva
alternarsi nella guida della barca, inventando di fare un viaggio in un’isola
lontana.
Giada (la bambina portatrice di
deficit), è stata attenta e volenterosa nel fare , con l’aiuto dell’insegnante
coinvolto nel gioco, quello che facevano gli altri e ha manifestato la sua
soddisfazione con l’espressione radiosa del viso.
Dal percorso è nata una mini
storia:
“Tutti nell’isola del Madagascar”
ESPERIENZA DI MANIPOLAZIONE
Elementi:
-
sabbia
-
colla
-
cartone
-
colori
-
conchiglie
I bambini hanno realizzato, con
questi materiali dei quadri cromatici sul
fondo marino molto belli. Attraverso una tecnica proposta dall’adulto,
hanno espresso la loro creatività in una rappresentazione soggettiva del mare.
ANDIAMO A VISITARE…
L’esperienza si arricchisce con
alcune uscite programmate durante l’anno sul nostro territorio ricco di
stimoli:
