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Il piacere di leggere... |
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Leggere è un atto
creativo, investe la totalità dell'individuo ma per avere tale forza deve
assumere un carattere di piacere e di godimento.
Per far scaturire un
autentico amore per il libro è indispensabile che
le motivazioni e le spinte si sviluppino su un vissuto emozionale
positivo. Il piacere di leggere
è un'esperienza originale ed unica, per la quale, sia la famiglia, sia la
scuola, sia la biblioteca molto possono fare. Siamo effettivamente di
fronte ad un fattore educativo fondante, Il mezzo di
comunicazione "parola scritta" è ancora largamente presente nei
rapporti tra le persone e tra queste e le istituzioni. La
"conoscenza" è raccolta tuttora nelle pagine scritte; Sappiamo, poi, quanto
l'acquisizione della competenza della lettura e della scrittura siano
implicanti nello sviluppo del pensiero e nell'arricchimento della
comunicazione orale. Siamo altresì
consapevoli che il vecchio "codice della parola" è ormai
largamente integrato da altri sistemi, da altri mezzi, ma non soppiantato,
non superato. Rimane sempre il codice
di base della "verbalizzazione" di tutte le esperienze. L'accostamento
del bambino al libro, la sensibilizzazione del bambino verso la lettura,
la biblioteca, il racconto, la poesia, la divulgazione scientifica, viene
assunto come impegno educativo primario.
Questo
è il compito primario del nostro Progetto, obiettivo fondamentale,
gravoso, impegnativo, per la estraneità che si va accumulando attorno al
libro, per l'analfabetismo nei confronti della pagina scritta, per il
disadattamento percettivo, intellettuale, emotivo del ragazzo nei
confronti della parola scritta, surclassata dall'immagine facile,
attraente, seduttiva. Perseguiamo
diversi obiettivi, alcuni dei quali si fanno più specifici, come
l'arricchimento linguistico in senso stretto, grammaticale, lessicale,
semantico e altri che si pongono sulla linea della "formazione",
come il potenziamento della capacità creativa, delle possibilità
espressive, della sensibilizzazione nei confronti dei "valori". Come
il recupero della memoria, delle tradizioni, e della lingua, quasi
dimenticata dei nonni: il dialetto. Pensiamo sia importante il
"ritorno" al dialetto, perché i bambini oggi non lo conoscono,
non ne conoscono la carica umana, emotiva, le sfumature espressive,
l'affettività intrinseca. In
tale fase l'esperienza si fa anche occasione e mezzo per il superamento
dei problemi del disagio soprattutto scolastico. …con la circolare n 105 del 27 marzo 1995, il Ministero pone l'attenzione sulla necessità di favorire iniziative atte a suscitare nei ragazzi/e interesse alla lettura e così cita:"…considerando l'educazione alla lettura come uno dei principali obiettivi formativi della scuola, propone un piano nazionale che coinvolga, in una linea di continuità, i vari livelli di scolarità, in sinergia con le sollecitazioni dell'extra scuola". |
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