RIFLETTERE....PERCHE’


Se non è difficile accettare l’idea che esistono persone, bambini diversi, che hanno tradizioni e soprattutto stili di vita diversi dai nostri è invece molto difficile accettare l’idea che un bambino slavo, marocchino, cinese porti tra noi la propria diversità.
È una diversità che crea problemi e così quando si pensa all’ALTRO si pensa al problema che comporta piuttosto che alle potenzialità che potrebbe offrirci.
Le domande che ci siamo poste sono domande "facili" più difficili sono le risposte.

  • Come affrontare un tema così complesso con i bambini senza cadere negli stereotipi?
  • La diversità è una peculiarità di ogni persona?
  • L’ALTRO come problema o come ricchezza?
  • Cosa intendiamo per "senso di appartenenza"?

Ai primi pensieri impulsivi si sono sovrapposti pensieri più meditati che ci hanno portato ad abbattere il nostro primo pregiudizio ed a stravolgere il classico percorso cambiando il punto di partenza attraverso la formulazione di una nuova domanda: "…e se i diversi fossimo noi?"
Abbiamo quindi ideato una storia ed un personaggio, Pick, che viene da un altro mondo e sarà lui a vederci "diversi" ribaltando così la nostra ottica, forse un po’ troppo consolidata, di sentirci al centro dell’universo. È lui che si fa carico dei pregiudizi che di solito noi proviamo nei confronti degli altri. Manifesta infatti ai bambini una grande paura e diffidenza dovuta al fatto che le nostre caratteristiche fisiche sono diverse sia fra noi "terrestri" sia nei suoi confronti. Le nostre tradizioni, i nostri usi, che Pick scoprirà viaggiando per il pianeta Terra contribuiscono a creare una barriera fra noi e lui, una barriera che comunque pian piano cadrà man mano che scoprirà che nonostante queste differenze tutti, noi e lui, proviamo gli stessi sentimenti di paura, di odio, di amore, di felicità, di tristezza, di meraviglia.
E quando per lui verrà il momento di tornare fra la sua gente porterà con sè una considerazione che è insieme un forte messaggio. Dirà: - Questo è un pianeta di diversi, ma una cosa li accomuna tutti: per esserlo hanno bisogno gli uni degli altri.

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