| Liberata la città dai bretoni, Galeotto Malatesta nel 1378
diede avvio alla signoria della sua famiglia, dedicandosi soprattutto alla rinascita di
Cesena: consentì il rientro dei fuggiaschi e l'arrivo di nuove famiglie da altre
città, condonando per cinque anni ogni sorta di tasse, stabilì premi e privilegi per
tutti coloro che avessero introdotto l'esercizio di qualche altra nuova "arte"
vantaggiosa per lo sviluppo economico della città. Galeotto divise il contado in due
parti: "al di qua del fiume", "al di là del fiume", governate da due
capitani che avevano sede a Bulgaria e a Polenta. Nella zona piana iniziò la costruzione
della nuova cattedrale e progettò anche di liberare completamente il Garampo per far
spazio all'edificazione di una nuova
rocca. |

|
| Promosse inoltre l'artigianato locale e l'agricoltura: a
questo scopo istituì la fiera d'agosto durante la quale venivano esposti ai clienti i
prodotti artigianali e agricoli della zona cesenate. Gli successe il figlio Andrea e
dopo di lui ebbero la signoria i suoi fratelli Carlo e Pandolfo, più portati alla guerra.
Tutti e tre i fratelli cercarono di proseguire l'opera del padre migliorando la città: la
circondarono di nuove mura, sistemarono la piazza ai piedi del Garampo, quella che noi
chiamiamo Piazza del popolo; restaurarono il castello nuovo che, dopo gli incendi di
cinquanta anni prima, era ancora in rovina; portarono a termine la costruzione della
cattedrale; estesero il loro dominio su Cervia. Dopo la morte di Carlo la signoria di
Cesena venne affidata a Domenico Novello, che allora aveva solo undici anni. La signoria
di Malatesta Novello segnò l'epoca di maggior splendore della città. Oltre a
completare la costruzione della rocca, ora detta Rocca Malatestiana, realizzò molte opere
di bonifica, con canali per prosciugare la campagna e per far funzionare nuovi mulini per
macinare non solo il grano ma anche le olive, la cui coltivazione era allora molto diffusa
nel cesenate. Fu ultimato il ponte di pietra sul Savio e fu nuovamente allargata la cinta
muraria della città con rafforzamento delle porte. |

|
| Ma la fama di Domenico Novello è dovuta soprattutto alla
costruzione della Bliblioteca Malatestiana
nella quale furono raccolti, copiati e miniati numerosi codici. Questa biblioteca
si distinse per essere stata aperta al pubblico fin dalla sua origine: <<Essa fu
aperta ai giovani e ai vecchi, ai ricchi e ai poveri, ai forestieri e ai locali
>>. Domenico Novello ebbe però la malaugurata idea di entrare in conflitto con il
Papa e nello scontro fu sconfitto. Chiese perdono e l'ottenne, ma dovette accettare un
trattato di pace nel quale si prevedeva che alla sua morte tutti i suoi domini sarebbero
ritornati al Papa. Sotto la signoria dei Malatesta Cesena crebbe in popolazione, in
estensione e in cultura. |

|